Tra i vicoli e le strade di Genova


Bacci Pagano una storia tra i caruggi

di Bruno Morchio

Mi son ritrovata a chiacchierare di letture gialle con un amico su Twitter, e lui da buon lettore (ma soprattutto da amante di Genova) mi ha consigliato questo autore che scrive giaĺli, che io non conoscevo. Non è Agatha Cristie e neppure Mary Higgings Clark, lui ha uno stile tutto suo, e credo che, è una mia opinione personale, anche i suoi lettori siano una fascia selezionata, gente di Zêna che ama leggere della sua città.

Ero curiosa e l’ho acquistato.

Devo dire che nel complesso mi è piaciuto, anche se la suspance ha lasciato un pò a desiderare. La trama in certi punti era troppo scontata.

Quello che mi è piaciuto davvero tantissimo, molto più della storia, è stato il viaggio che l’autore mi ha fatto fare tra le vie, e i quartieri della nostra Genova.

Sembrava di essere in sella alla vespa del protagonista, di girare insieme a lui tra le vie della città, di passeggiare con lui in mezzo ai caruggi, di entrare con lui nelle botteghe, di sentire il salmastro del mare, il burian che s’insinuava sotto i vestiti, il profumo della focaccia appena sfornata, quei termini che, chi abita a Genova, sente tutti i momenti, ogni giorno, ma chi, come me vive altrove, spesso si sorprende nell’ascoltarli o leggerli.

Se volete fare un giro per Genova anche voi con l’investigatore privato Bacci Pagano, e magari leggere un’intrigo dei giorni nostri (la storia è comunque molto attuale e diciamo anche plausibile) non vi resta che acquistarlo.

Secondo me, ne vale la pena.

Laura

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È uscita in questi giorni una canzone per Genova, l’idea benefica di alcuni artisti per dare una mano alla ricostruzione dopo il crollo del ponte Morandi.

Grazie al blogger Gabriele Romano che l’ha segnalata.

via Esce la canzone “C’è da fare” per Genova (25 artisti)… il cui ricavato andrà devoluto alla ricostruzione del quartiere del ponte Morandi

Vico dell’amor perfetto


L’amore è imprevedibile, non manda avvisi, arriva così, quando meno te lo aspetti.

Mente e anima

Torniamo a parlare della mia città, Genova. In pieno centro storico c’è un carrugio chiamato Vico dell’amor perfetto ed è una traversa di via degli Orefici accanto alla chiesa delle Vigne (chi è di Genova conosce questa strada). Ma non voglio parlare del centro storico di Genova, seppur meriterebbe un intero blog tanto è cosi magnifico, ma vorrei raccontarvi la storia che si tramanda da generazioni che narra di quanto è accaduto in quel lontano 1502.
Era l’agosto del 1502 quando il re di Francia Luigi XII giunse a Genova con l’intento di convincere il Doge e i nobili ad aiutarlo nella sua lotta contro gli spagnoli. Per l’occasione il Marchese Cambiaso organizzò a Villa Imperiale un ricevimento grandioso a cui furono invitate tutte le personalità più importanti della città, tra cui l’anziano Luca Battista Spinola e la sua giovanissima neo sposa Tommasina Lomellini. In quello scenario magico il Re…

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Chiariamo una cosa…


Noi genovesi siamo da sempre tacciati erroneamente come persone tirchie!

Ma è mai possibile che dobbiate a tutti i costi darci un’etichetta che non ci appartiene affatto?

Per cui mi sembra doveroso porre a conoscenza di chi non ha masticato la nostra storia, il perchè di questa fastidiosa etichetta…

La storia della tirchieria dei genovesi

Pur facendo parte delle quattro repubbliche marinare, insieme a Venezia, Pisa e Amalfi, Genova ha da sempre investito maggiormente nell’attività bancaria, che era la vera prima fonte di ricchezza della città. Il secolo più fecondo per il capoluogo ligure sarebbe stato il sedicesimo, in quanto partivano numerose spedizioni che si imbarcavano in Spagna e salpavano per le Americhe, tornando carichi d’oro; in questo periodo era diffuso il detto “L’oro nasce nel Nuovo Mondo ma viene sepolto a Genova”.

Quando nel 1585 scoppiò la guerra tra l’Inghilterra di Francis Drake e la Spagna di Filippo II, i genovesi decisero di schierarsi con gli alleati spagnoli e, dopo controverse e contrastanti discussioni, finanziarono parzialmente la costruzione della storica Invincibile Armada, costruendo 130 vascelli e fornendo circa 25000 soldati, già provvisti di cavalli, armatura e tutti i corredi necessari alla guerra.

La celebre vittoria di Francis Drake e la sconfitta delle armate spagnole portò alla rovina di Genova che, dopo un’epoca di lusso, agi e ricchezza, iniziò nell’indigenza un declino da cui non si sarebbe più ripresa. Questa sventurata esperienza avrebbe reso tutti i genovesi diffidenti nei confronti dei più litigiosi e attaccabrighe e, soprattutto, li avrebbe particolarmente sensibilizzati alla parsimonia.

Parsimonia = tendenza ad evitare gli sprechi, oculatezza, moderazione nello spendere, saper ottenere un risultato con il minimo dispendio di energia.

Avarizia = eccessivo attaccamento al denaro o alle cose che si manifesta con la volontà di non spendere, cupidigia o avidità.

Tenendo poi conto della conformazione della nostra regione, ove i monti sono ad un passo dal mare, e le terre da noi coltivate sono fazzoletti terrazzati e non immense vallate, siamo stati bravi ed ingegnosi ed abbiamo saputo rendere le nostre terre fertili e generose. Ulivi, vigneti, fiori, solo per citare alcuni dei prodotti che la nostra terra ci offre, senza ovviamente dimenticare il profumatissimo ed ineguagliabile basilico.

Nel blog di Paola si parla ottimamente dell’argomento non sprecare, chi non la conosce, è invitato a dare un’occhiata dalle sue parti… offre sempre spunti interessantissimi e ricette gustose 😋 e grazie alla sua risposta ad un mio commento, ho trovato spunto per questo mio post.

Ora, vivendo in un’epoca in cui tutto è sperpero, tutto viene utilizzato senza un minimo di buon senso, beh, diciamo che noi genovesi non ci vergognamo affatto di esser parsimoniosi, di saper gestire, nel nostro piccolo quotidiano, le risorse a nostra disposizione senza farci mancar nulla, ma nello stesso tempo evitando di sprecare e sperperare inutilmente. Fare attenzione a ciò che si acquista, saperne far buon uso, e ottimizzarlo al meglio, a mio avviso è sinonimo di intelligenza e lungimiranza.

Ecco, spero a questo punto di non dover sentire più che noi genovesi siamo tirchi.

Io ammiro chi ha la saggezza di saper amministrare senza sprecare.

Dovrebbe essere come un virus, e contagiare il mondo.

Laura

Parliamo un pò di…


Samp…

È tanto che non lo faccio…

E non è perchè ora noi blucerchiati siamo… come dire… 😞😫 tanto giù di morale…

😡 tanto meno per vergogna…

non l’ho fatto neppure quando c’era da esaltarsi per la buona posizione in classifica… 😉

È che ultimamente faccio fatica a seguirla… ad oggi, ahimè, non sono riuscita a vedere una partita che sia una… 😕

Mi devo limitare alle radiocronache, ai commenti sui giornali, ai commenti di tifosi sui social, che scusate, ma con tutto il rispetto… a volte sono un pò esaltati… e io personalmente preferisco farmi un’idea 🤔 personale, su qualcosa che ho visto con i miei occhi🙄. Solo così mi sento in grado di dare il mio parere.

Ora se mi baso sugli ultimi tre risultati… beh… si tratta davvero di una debacle incredibile! 😳 Eravamo la migliore difesa, ed ora ci ritroviamo ad esser il miglior colabrodo. 😢

Qualcosa deve per forza esser accaduto… non dò colpe ne esprimo sentenze… ma…

In tutti i campionati, alle squadre come la nostra capitano i momenti di crisi, quei periodi di ridimensionamento… vicino a me ho qualcuno che dice “sono partite falsate… si sono messi daccordo…” io non voglio pensar questo, sono abbastanza obbiettiva da rendermi conto che ci sono squadre molto meglio attrezzate della mia, con giocatori che sono di livello superiore… e poi c’è la solita sudditanza psicologica con i vari errori che bisogna metter in conto già dall’inizio…

Però adesso… dopo la pausa… abbiamo la NOSTRA partita genovese…

E da buona blucerchiata 🔵⚪🔴⚫⚪🔵 voglio augurarmi e augurare a tutti i miei fratelli di fede che questa sia la partita della svolta.

Una bella soddisfazione ci vuole!!

Da noi a Genova si sà… vincere il derby è come vincere il campionato. Aumenta l’autostima, aumenta la bravura e fà campar meglio! 😁

Perciò…

“se le squadre sono tante… la più bella resti tu… e il cielo è sempre più blù… cerchiato di blu… cerchiato di blu…”

Laura

Sarà anche dura, ma alle 17:00 non si può!


Son giorni che penso che sia una grande cretinata aver deciso di far giocare una partita di serie A alle 17:00 di una giornata lavorativa. Volevo già farne un post qualche giorno fà… aspettavo che qualcuno mettesse un pochino di sale in zucca e decidesse di cambiare almeno l’orario… o che qualcun altro si decidesse a protestare fermamente nel luogo giusto e alzando a dovere la voce… fin’ora ci sono stati dei mugugni, delle tiepide rimostranze, un paio di richieste… ma chi stà lassù e decide, fà orecchie da mercante.  Qualunque sia la città che dovesse recuperare una partita di serie A con i suoi relativi problemi a volte anche di ordine pubblico, avrebbe dei seri problemi a gestire il tutto, ma se si tratta di Genova, e scusate se sono campanilista, questo diventa in maniera esponenziale un GROSSO problema. Forse non tutti la conoscono e sanno cosa può voler dire… forse tutti non hanno idea di come sono intasate le nostre strade e di come sopratutto adesso che il Morandi non c’è più sia sempre più incasinata la situazione stradale.

Bisogna a tutti i costi che qualcuno si dia una svegliata, che faccia davvero un gesto concreto e incisivo. Le belle parole ormai non servono più, sono solo aria. Ma come sempre accade, appena succede qualcosa tutti si indignano, si buttano in piazza a protestare, fanno mille promesse e mille idee saltano fuori come funghi, ma poi in concreto, sono davvero una millesima parte, quelli che fanno davvero qualcosa.

(apro parentesi, io l’ho fatto, fatelo anche voi… Ho acquistato la mia maglietta qui)

Sono indignata, come genovese e come persona con un minimo di intelletto. Mi chiedo come si possa essere sempre così attaccati solo e soltanto al denaro e sottostare sempre a quella lobby televisiva che controlla ormai il calcio e ce lo propone ad orari impensabili (già le partite di domenica all’ora di pranzo son state difficili da digerire) e sopratutto non hanno la benchè minima idea di quello che scatenano con questi loro assurdi comportamenti.

Tifosa blucerchiata sì ma allo stesso tempo consapevole del fatto che Genova è una città che al momento non se la passa bene, che è intasata dappertutto, che soffre le pene dell’inferno per tutte le vicissitudini di cui, penso che anche i sassi ne siano a conoscenza… Che è una città che tenta in tutti i modi di tirarsi sù e di andare avanti nonostante le tragedie, il traffico, le manifestazioni che si accavallano, i ponti che cadono, le innondazioni, il fango e le amministrazioni che hanno sempre e solo amministrato le proprie tasche e i propri interessi invece di pensare un attimino ai cittadini e alle loro necessità.

Se vivessi in città, avrei sicuramente l’abonamento alla mia Samp, andrei tutte le domeniche allo stadio, perchè che che se ne dica… è uno stadio bellissimo… e non perderei neppure una partita… ma;

sarei pronta ad aderire all’iniziativa delle tifoserie organizzate che lanciano appelli su appelli a tutti i tifosi blucerchiati a non recarsi allo stadio mercoledì 19 settembre alle ore 17:00. 

Leggete le loro motivazioni, i loro comunicati, sono genovesi, hanno tutto il diritto di lamentarsi e di cercare prima di tutto di difendere la loro città e poi anche un pochino la loro squadra.

Io stò con loro!

UTC:

Da quel tragico giorno ad oggi, Genova vive quotidianamente sotto pressione, tentando di risollevarsi, affrontando uno dei momenti più delicati e difficili della sua recente storia. E proprio per rispetto di questo, ogni sforzo, ogni azione ed ogni scelta che ci riguardino dovrebbero essere fatti tenendo a mente il bene della città e dei genovesi, prima di tutto.

La decisione di giocare una partita di Serie A alle ore 17:00, di Mercoledì, è stata veramente presa con queste premesse?! Chi ha deciso è consapevole dello stato attuale della città? È a conoscenza del fatto che le scuole riapriranno i battenti il 17 Settembre e che ancora non sappiamo quale impatto la cosa avrà sulle dinamiche del traffico cittadino? Chi ha deciso ha presente la quantità numerica di mezzi che si muovono (tanti per trasportare le imbarcazioni) nei giorni precedenti il Salone Nautico, che avrà inizio il 20 Settembre? Chi insiste per giocare nonostante il parere contrario del Comune di Genova, della Regione Liguria, e della società U.C. Sampdoria, ha idea di cosa voglia dire far convergere oltre 20.000 persone verso Marassi a quell’ora ed in queste condizioni?

Premesso che vorremmo conoscere il nome e cognome di chi, dopo aver eventualmente fatto le dovute valutazioni, rimane comunque dell’idea che sia opportuno giocare Mercoledì 19 alle ore 17:00, prendendosi ovviamente tutta la responsabilità che ne deriva, noi, che conosciamo bene e rispettiamo la nostra città, abbiamo deciso che mercoledì non saremo allo stadio.

Esatto, per noi non esiste partita il 19 Settembre alle ore 17:00. Andiamo oltre e invitiamo tutti, TUTTI, i tifosi sampdoriani, che avevano intenzione di andare alla partita, a evitare di mettersi in viaggio verso lo Stadio. È una scelta estremamente dolorosa, ma che riteniamo giusta. È inutile esprimere solidarietà, fare minuti di silenzio e magliette commemorative, spendere parole su parole, se poi nella pratica non si è pronti ad un gesto concreto, e ad ora, l’unico compiuto è stato quello di mettere prima di tutto, sopra ad ogni altra cosa, i diritti televisivi.

Ebbene, noi rinunciamo ad andare allo stadio a sostenere la nostra Sampdoria contro la Fiorentina per non mettere in ulteriore difficoltà Genova ed i genovesi. Questo è il nostro gesto concreto. E’ una questione di rispetto, lo stesso rispetto che “altri”, in questo momento, non stanno avendo per la nostra città.

Per Genova, I Sampdoriani

Fieri del Fossato:

Ci troviamo per l’ennesima volta a dover affrontare a muso duro le decisioni cervellotiche di lega calcio e pay tv. Hanno deciso di far giocare Sampdoria-Fiorentina di mercoledì alle 17 in una città martoriata dalle conseguenze del crollo di Ponte Morandi che, ricordiamo, ha causato la morte di 43 persone senza che abbiano avuto il coraggio di fermare il campionato a poche ore dai loro funerali e durante la giornata di lutto nazionale. Si sciacquano le coscienze facendo indossare magliette commemorative ed indicendo minuti di silenzio, ma il loro business è più importante di centinaia di migliaia di genovesi che da quel maledetto giorno piangono morti, si rimboccano le maniche per aiutare gli sfollati e allo stesso tempo affrontano tutti i disagi conseguenti al crollo del ponte.
Per tutti questi motivi noi abbiamo deciso che non assisteremo a questa partita, né resteremo fuori a protestare poiché riteniamo necessario non gravare ulteriormente sulla già alquanto problematica viabilità che affrontiamo quotidianamente. La nostra protesta sarà quella di lasciare il nostro posto vuoto allo stadio nel rispetto della nostra città e della nostra gente ed invitiamo tutti i Sampdoriani a fare altrettanto. A questo schifo giocateci voi.

Per Genova, I Sampdoriani

Anche se non siete appartenenti al tifo organizzato, anche se avete l’abonamento o il biglietto che avevate acquistato, mi sembra giusto disertare in massa per dare l’esempio a chi è solo bravo a far parole, false promesse o falsi proclami, ma poi alla fine fà solo e sempre il contrario di tutto!

LauraIMG_20180823_080234_457.jpg

Ce ne sono di stranezze…


Oggi mi sono imbattura in un’immagine e un articolo che…

L’immagine, quella nel titolo, sono rimasta ad osservarla rapita per un pò…

Affascinata da come tutto può sembrare diverso da come lo osservi…

L’articolo invece, ve lo riporto qui sotto, non avrà assolutamente nulla di scentifico, eppure incuriosita, ancor prima di leggere i risultati (forse per non farmi impressionare) mi son trovata ad osservare il mio pugno. E… devo dire che mi rispecchia in molti aspetti. In amore però non lo condivido completamente a parte l’ultima frase…

Ditemi che ne pensate.

Laura

Stringere i pugni è un atto inconscio. Lo facciamo quando siamo arrabbiati, stressati o frustrati. A meno che tu non sia un pugile, o qualcuno che in generale prende a cazzotti, probabilmente non avrai mai fatto caso a come lo chiudi. In realtà, ci dovresti prestare attenzione, perché racconta molto della tua personalità. Per scoprire come funziona, inizia stringendo il pugno. Osserva come lo fai e poi mettilo a confronto con le immagini seguenti.

Come ti vedono gli altri:

Persona dal forte spirito creativo, acuta ed espressiva, spesso molto sensibile, reagisce velocemente ai cambiamenti. Molto pragmatica, con un grande talento artistico. Piuttosto cauta, tende spesso a preoccuparsi. Intelligente, si batte per l’armonia e la giustizia. Piuttosto brava a manipolare gli altri.

Come ti senti:

Preferisci rimanere calmo, hai un carattere docile, scegli di tenere dentro quello che senti piuttosto che ferire qualcuno. Sei molto socievole ed è facile andare d’accordo con te. Tutto quello che ti serve è un po’ di libertà e lo spazio necessario per poter coltivare i tuoi sogni. Ti bastano pochi, fedeli amici.

In amore:

Non ti piacciono le scenate. Preferisci un ambiente confortevole e rilassato, e questo vale anche per le tue relazioni. La tua più grande debolezza è che sei piuttosto compassionevole. Anche se sei stato ferito profondamente, sei sempre pronto a perdonare e dimenticare.

Come ti vedono gli altri:

Hai talento e creatività da vendere. Un fascino speciale che conquista subito tutti e ti fa fare amicizia senza sforzi. Generoso, intelligente e sicuro di sé. Il potere è molto importante e sei pronto a lavorare sodo per ottenerlo. Allo stesso tempo, molto flessibile e attento.

Come ti senti:

Hai un animo molto sensibile. Ti piacerebbe buttarti in così tante cose, ma hai paura di farti male: questo è dovuto alle tue aspettative molto alte e, allo stesso tempo, alla paura di perdere. Ti serve spesso un incoraggiamento. Non ci vuole tanto a renderti felice: basta avere intorno chi ti capisce e ama per quello che sei.

In amore:

La tendenza è quella di pensare troppo e mettere in dubbio tutto. Questo significa che a volte ti perdi in ricordi dolorosi che potresti, più semplicemente, lasciare andare. Molto spesso rimani esitante, vorresti avere una persona vicino, ma sei spaventato dall’idea di aprirti a qualcuno. Proprio perché provi sentimenti così profondi, hai paura di essere abbandonato. Per questo preferisci dare l’impressione di non avere bisogno di nessuno, apparendo più freddo e distaccato di quanto sei in realtà.

Come ti vedono gli altri:

Persona sensibile, con un’immaginazione fertile e un grosso intuito. Anche se ti piace aiutare gli altri e sei molto generoso, sei anche molto insicuro. Entusiasta, ma solo delle cose che ti interessano veramente. Inoltre, puoi diventare presto impaziente dal momento che metti tutte le energie solo in quello che ti interessa. Naturalmente curioso, avventuroso, hai un buon senso dell’umorismo e sai ridere di te stesso.

Come ti senti:

Hai bisogno di certezze e ti piace essere trattato con onestà. Speri di essere visto per come sei e di essere accettato. A volte sei troppo attento agli altri, correndo il rischio che se ne approfittino. La cosa più importante per te è la sincerità: riesci a capire abbastanza in fretta se gli altri la stanno usando o meno con te. Sai riconoscere cosa ti fa stare bene.

In amore:

Non sei particolarmente bravo a esprimere i tuoi sentimenti. Quando il tuo partner inizia a pensare che forse ti piace davvero, la verità potrebbe essere che tu lo ami “segretamente” sopra tutto e tutti in realtà già da molto tempo. Questo non significa che sei poco onesto, ma solo che non riesci a parlare di quello che senti apertamente e quindi tendi a nasconderlo. A volte ti arrabbi, anche se metti spesso i tuoi bisogni in secondo piano. Tratti sempre bene il partner e la parola egoista non ti si addice.

Secondo voi io come lo stringo il pugno?

P.s. non vale leggere le risposte altrui 😁

No comment


Le parole non servono.

Ora contano i fatti!!

Ho trovato nel web queste due descrizioni di noi… per una volta evito di scrivere io e mi limito a condividerle con voi.

Laura

Leggetela tutta, è bellissima.

“Siamo nati a Genova, e quando abbiamo visto la luce era quella della Lanterna.

La vita di noi Genovesi è scandita da certezze

minime, ma in compenso indiscutibili.

A Genova la gente si lamenta sempre.

A Genova la gente non è cordiale con il turista.

A Genova non ci sappiamo fare con l’ospitalità.

A Genova siamo musoni, schivi, diffidenti, intolleranti, non sorridiamo mai e bla bla bla.

Le altre città sono larghe.

Genova è lunga.

A Genova siamo incastrati gli uni sugli altri.

A Genova non abbiamo spazio.

A Genova siamo schiacciati tra le colline e il mare.

Sì.

Perché a noi Genovesi piace vivere così. Tutti vicini. Tutti abbracciati.

Genova ha una sola linea metropolitana, che chiude alle nove di sera.

A Genova i mezzi pubblici sono sempre in ritardo e sono sempre strapieni.

A Genova le strade sono strette, ci sono salite e discese, curve e gallerie, e noi siamo sempre in troppi a guidare e ci innervosiamo facilmente.

A Genova quando devi imprecare preferisci farlo in dialetto, perché rende meglio l’idea.

A Genova se hai la fortuna di essere sulla Sopraelevata durante l’ora del tramonto puoi vedere il cielo rosa e il mare viola.

A Genova abbiamo le tegole fatte di ardesia nera.

Così quando piove i tetti diventano lucidi, riflettono il cielo e le case sembrano fatte di specchi.

A Genova il Centro Storico è un labirinto di botteghe e carruggi, se non la conosci ti perdi.

Questo serviva nell’antichità a difenderci dai predoni che approdavano dal mare e dai briganti che irrompevano dalle colline.

Genova è stata una Repubblica Marinara.

Genova è stata uno snodo fondamentale per il commercio, per via della sua posizione strategica, tra la terra e il mare.

Genova è patria di esploratori, inventori, inquisitori, ladri, tagliagole, pirati, nobildonne, streghe, sante e prostitute.

Genova ha i gatti sui tetti e i topi per le strade del porto.

Genova è la focaccia, il pesto, i pansoti al sugo di noci e la torta Pasqualina.

Genova sono gli ulivi sulla riviera.

Genova sono i Parchi di Nervi e i suoi scoiattoli.

Genova è la pizza d’asporto mangiata sugli scogli di Boccadasse.

Genova è il gelato in Corso Italia con gli amici il sabato sera.

Genova è l’aperitivo in Piazza delle Erbe.

Genova è lo shopping con gli amici in via Venti Settembre.

Genova sono i bonghi in Piazza De Ferrari.

Genova è le sue scritte anarchiche sui portoni, i palazzi e le saracinesche dei vicoli.

Genova è le sue biblioteche e i suoi musei.

A Genova, quando siamo innamorate, la sera andiamo sulle alture di Righi, in macchine scomode dai vetri appannati.

Genova è la grigliata sui prati in Primavera.

Genova è la festa in spiaggia nelle serate d’Estate.

Genova sono le piogge e i fiumi esondati ogni anno in Autunno.

Genova è la città che si ferma incapace di gestire la neve d’Inverno.

A Genova non si trova lavoro. Per questo prima o poi di qua ce ne dobbiamo andare.

A Genova quando ci vivi non la sopporti e te ne lamenti.

Quando però vai a vivere in un’altra città ti manca e parli a tutti di Lei.

Perché Genova ha mille disagi e difetti, e io sono pronto a riconoscerli tutti.

Ma è la mia città, Casa mia, e l’avrò dentro per sempre.

Genova è le sue alluvioni e i suoi morti ogni anno.

Genova è un ponte che crolla in un pomeriggio d’Estate.

Un rombo assordante. I vetri che tremano. L’aria che si riempie di polvere e si fa irrespirabile.

Tutta Genova stasera piange di nuovo, abbracciata davanti al Telegiornale.

Perché Genova viene puntualmente ferita.

Ha mille tragedie e mai nessun responsabile.

Genova ha sempre la forza di rimboccarsi le maniche e di tirarsi su da sola, senza chiedere niente a nessuno.

Genova ha un carattere forte e difficile, e non pretende affatto di essere amata da tutti.

Ma prima di criticarla conoscetela almeno.”

(Presa dal web)

“Noi Liguri siamo gente strana.. la nostra Terra ci ha insegnato che non ci si devono aspettare regali, che tutto deve essere guadagnato con il lavoro ed il sudore, i nostri avi si sono guadagnati ogni singolo metro di terra da coltivare, strappandola da una parte al mare e dall’altra all’Appennino che ci si tuffa dentro, costruendo case su speroni di roccia trasportando pietra dopo pietra su dalle ripide creuse. Per questo siamo diffidenti e scontrosi, eppure leali e generosi con chi lo merita. Un Ligure piange dentro mentre si rimbocca le maniche ed inizia per l’ennesima volta a ricostruire quello che la natura e lo scempio degli speculatori gli ha tolto. Accettiamo gli aiuti con pudore, ringraziando con un mezzo sorriso che vale mille medaglie al valor civile e un bicchiere di bianco fatto in casa che vale più del migliore champagne. Noi Liguri siamo fatalisti, guai a toglierci il diritto al mugugno, ma mentre mugugnamo spaliamo il fango dalle nostre case, e recuperiamo i nostri ricordi… dai Liguria che ti rialzi anche questa volta, sono fiera di essere tua figlia ♥.”
Sia chiaro non lo scritta io ho fatto copia e incolla non mi ricordo da chi comunque non cera nessun nome di chi la scritta !!!!
(Presa dal web)