Sarà anche dura, ma alle 17:00 non si può!


Son giorni che penso che sia una grande cretinata aver deciso di far giocare una partita di serie A alle 17:00 di una giornata lavorativa. Volevo già farne un post qualche giorno fà… aspettavo che qualcuno mettesse un pochino di sale in zucca e decidesse di cambiare almeno l’orario… o che qualcun altro si decidesse a protestare fermamente nel luogo giusto e alzando a dovere la voce… fin’ora ci sono stati dei mugugni, delle tiepide rimostranze, un paio di richieste… ma chi stà lassù e decide, fà orecchie da mercante.  Qualunque sia la città che dovesse recuperare una partita di serie A con i suoi relativi problemi a volte anche di ordine pubblico, avrebbe dei seri problemi a gestire il tutto, ma se si tratta di Genova, e scusate se sono campanilista, questo diventa in maniera esponenziale un GROSSO problema. Forse non tutti la conoscono e sanno cosa può voler dire… forse tutti non hanno idea di come sono intasate le nostre strade e di come sopratutto adesso che il Morandi non c’è più sia sempre più incasinata la situazione stradale.

Bisogna a tutti i costi che qualcuno si dia una svegliata, che faccia davvero un gesto concreto e incisivo. Le belle parole ormai non servono più, sono solo aria. Ma come sempre accade, appena succede qualcosa tutti si indignano, si buttano in piazza a protestare, fanno mille promesse e mille idee saltano fuori come funghi, ma poi in concreto, sono davvero una millesima parte, quelli che fanno davvero qualcosa.

(apro parentesi, io l’ho fatto, fatelo anche voi… Ho acquistato la mia maglietta qui)

Sono indignata, come genovese e come persona con un minimo di intelletto. Mi chiedo come si possa essere sempre così attaccati solo e soltanto al denaro e sottostare sempre a quella lobby televisiva che controlla ormai il calcio e ce lo propone ad orari impensabili (già le partite di domenica all’ora di pranzo son state difficili da digerire) e sopratutto non hanno la benchè minima idea di quello che scatenano con questi loro assurdi comportamenti.

Tifosa blucerchiata sì ma allo stesso tempo consapevole del fatto che Genova è una città che al momento non se la passa bene, che è intasata dappertutto, che soffre le pene dell’inferno per tutte le vicissitudini di cui, penso che anche i sassi ne siano a conoscenza… Che è una città che tenta in tutti i modi di tirarsi sù e di andare avanti nonostante le tragedie, il traffico, le manifestazioni che si accavallano, i ponti che cadono, le innondazioni, il fango e le amministrazioni che hanno sempre e solo amministrato le proprie tasche e i propri interessi invece di pensare un attimino ai cittadini e alle loro necessità.

Se vivessi in città, avrei sicuramente l’abonamento alla mia Samp, andrei tutte le domeniche allo stadio, perchè che che se ne dica… è uno stadio bellissimo… e non perderei neppure una partita… ma;

sarei pronta ad aderire all’iniziativa delle tifoserie organizzate che lanciano appelli su appelli a tutti i tifosi blucerchiati a non recarsi allo stadio mercoledì 19 settembre alle ore 17:00. 

Leggete le loro motivazioni, i loro comunicati, sono genovesi, hanno tutto il diritto di lamentarsi e di cercare prima di tutto di difendere la loro città e poi anche un pochino la loro squadra.

Io stò con loro!

UTC:

Da quel tragico giorno ad oggi, Genova vive quotidianamente sotto pressione, tentando di risollevarsi, affrontando uno dei momenti più delicati e difficili della sua recente storia. E proprio per rispetto di questo, ogni sforzo, ogni azione ed ogni scelta che ci riguardino dovrebbero essere fatti tenendo a mente il bene della città e dei genovesi, prima di tutto.

La decisione di giocare una partita di Serie A alle ore 17:00, di Mercoledì, è stata veramente presa con queste premesse?! Chi ha deciso è consapevole dello stato attuale della città? È a conoscenza del fatto che le scuole riapriranno i battenti il 17 Settembre e che ancora non sappiamo quale impatto la cosa avrà sulle dinamiche del traffico cittadino? Chi ha deciso ha presente la quantità numerica di mezzi che si muovono (tanti per trasportare le imbarcazioni) nei giorni precedenti il Salone Nautico, che avrà inizio il 20 Settembre? Chi insiste per giocare nonostante il parere contrario del Comune di Genova, della Regione Liguria, e della società U.C. Sampdoria, ha idea di cosa voglia dire far convergere oltre 20.000 persone verso Marassi a quell’ora ed in queste condizioni?

Premesso che vorremmo conoscere il nome e cognome di chi, dopo aver eventualmente fatto le dovute valutazioni, rimane comunque dell’idea che sia opportuno giocare Mercoledì 19 alle ore 17:00, prendendosi ovviamente tutta la responsabilità che ne deriva, noi, che conosciamo bene e rispettiamo la nostra città, abbiamo deciso che mercoledì non saremo allo stadio.

Esatto, per noi non esiste partita il 19 Settembre alle ore 17:00. Andiamo oltre e invitiamo tutti, TUTTI, i tifosi sampdoriani, che avevano intenzione di andare alla partita, a evitare di mettersi in viaggio verso lo Stadio. È una scelta estremamente dolorosa, ma che riteniamo giusta. È inutile esprimere solidarietà, fare minuti di silenzio e magliette commemorative, spendere parole su parole, se poi nella pratica non si è pronti ad un gesto concreto, e ad ora, l’unico compiuto è stato quello di mettere prima di tutto, sopra ad ogni altra cosa, i diritti televisivi.

Ebbene, noi rinunciamo ad andare allo stadio a sostenere la nostra Sampdoria contro la Fiorentina per non mettere in ulteriore difficoltà Genova ed i genovesi. Questo è il nostro gesto concreto. E’ una questione di rispetto, lo stesso rispetto che “altri”, in questo momento, non stanno avendo per la nostra città.

Per Genova, I Sampdoriani

Fieri del Fossato:

Ci troviamo per l’ennesima volta a dover affrontare a muso duro le decisioni cervellotiche di lega calcio e pay tv. Hanno deciso di far giocare Sampdoria-Fiorentina di mercoledì alle 17 in una città martoriata dalle conseguenze del crollo di Ponte Morandi che, ricordiamo, ha causato la morte di 43 persone senza che abbiano avuto il coraggio di fermare il campionato a poche ore dai loro funerali e durante la giornata di lutto nazionale. Si sciacquano le coscienze facendo indossare magliette commemorative ed indicendo minuti di silenzio, ma il loro business è più importante di centinaia di migliaia di genovesi che da quel maledetto giorno piangono morti, si rimboccano le maniche per aiutare gli sfollati e allo stesso tempo affrontano tutti i disagi conseguenti al crollo del ponte.
Per tutti questi motivi noi abbiamo deciso che non assisteremo a questa partita, né resteremo fuori a protestare poiché riteniamo necessario non gravare ulteriormente sulla già alquanto problematica viabilità che affrontiamo quotidianamente. La nostra protesta sarà quella di lasciare il nostro posto vuoto allo stadio nel rispetto della nostra città e della nostra gente ed invitiamo tutti i Sampdoriani a fare altrettanto. A questo schifo giocateci voi.

Per Genova, I Sampdoriani

Anche se non siete appartenenti al tifo organizzato, anche se avete l’abonamento o il biglietto che avevate acquistato, mi sembra giusto disertare in massa per dare l’esempio a chi è solo bravo a far parole, false promesse o falsi proclami, ma poi alla fine fà solo e sempre il contrario di tutto!

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