Ti vola via dalle mani…


Certe emozioni ti raggiungono inaspettate,

ti colgono di sorpresa a volte come pugnalate.

Non sempre son piacevoli da digerire,

spesso anzi, ti senti quasi morire.

Credevi che la tua vita fosse un meraviglioso carosello

poi un giorno qualcuno ti dice che no… non è più quello il tuo cavallo.

Sembra impossibile, incredibile, quasi indicibile.

Una vita, una vita che sembrava non dovesse mai deragliare, e invece…

Ma come si può spiegare che l’amore che finisce non ha colpe, non lo si decide pianificandolo a tavolino, non ci si sveglia un bel mattino, e…

“oh… ma guarda mi è finito l’amore”.

Non si può andare a chiederlo in prestito alla vicina come se fosse una tazza di zucchero, nè recuperarlo perchè sbadatamente è stato gettato nel secchio dell’immondizia. Non è scaduto come il latte aperto in frigo da cinque giorni, ma forse ancora passabile.

Si è solo consumato, ha fatto il suo corso, forse se n’è abusato un pò, non si è dosato a dovere, ma sono tutte folli idee che non hanno senso.

Quando finisce un’amore è perchè il fuoco che lo teneva in vita si è pian piano spento, ha bruciato tutto quello che aveva da bruciare, a dato tutto quello che aveva da dare.  Ritrovarsi difronte due occhi sgomenti, increduli, sgranati che cercano di risvegliarsi da quell’incubo in cui par loro di esser stati risucchiati fà parte del capitolo finale, ma non per questo fà meno male. Anche il carnefice ha un cuore. E in queli occhi legge tutto il dolore che sta procurando, vede come divampano le pene dell’inferno, e si sentie impotente, sente che anche il suo cuore si stringe in una morsa, che fà male. È finito l’amore, ma rimane comunque un grande affetto.

No, non è mai facile mettere la parola fine, nè per chi la pone nè per chi la riceve.

Sentirsi in colpa per il dolore inferto, per la decisione presa, nonostante che per una volta si sia presa la decisione di metter se stessi davanti a tutte le esigenze altrui è comunque una fatica immane.  E non si può tornare indietro per alleviare il dolore, non si può far finta di non aver detto niente, di aver solo “scherzato”.

E così cominciano le battaglie, le schermaglie, le accuse, la ricerca del perchê ad ogni costo. Perchè è più semplice dare la colpa a terzi, è più facile credere che qualcuno ti abbia portato via il tuo amore. Non è facile guardarsi allo specchio e ammettere che forse, si, forse, anche solo un pò… un pochino di colpa ce l’hai anche tu. Si tu, tu che continui a guardarti in giro sgomento, che cerchi aiuto ovunque tu possa riceverne, che ti fai tutte le ragioni del mondo e che pensi che questo sia solo un bruttissimo scherzo del destino, che a te questa cosa non doveva capitare.

Non ti fermi a pensare… accusi, sbrani, spacchi il mondo.

Devi rialzarti, devi combattere, devi reagire, devi fartene una ragione continuano a cantarti intorno, ma tu non vuoi, non ti interessa questa musica, tu vuoi che la vita torni a scorrere tranquilla, come era sempre stata, che questa mareggiata abbia fine.

Tu vuoi che tutto quello che desideri, quello che stai perdento torni al suo posto, come prima.

In nome dell’amore, del grande sentimento che senti scoppiarti dentro, del grande dolore che provi, tu vuoi che tutto smetta, che una spugna lavi via il tuo dolore, incurante, forse, che anche chi ti ha fatto questo ha sofferto e stà soffredno. Magari in silenzio, magari per tanto tempo, magari solo per amore ha sempre posto le tue esigenze difronte alle sue, e ha scelto le tue.

Vorresti che fosse così anche ora, che continuasse ad essere sempre così. In fondo se lo ha fatto fino a ieri perchè non continuare? Perchè rovinare tutto?

Perchè siamo egoisti e non pensiamo mai che amare è sopratutto donare, lasciare andare, non trattenere, non imprigionare, non voler a tutti i costi controllare, non voler avere sempre ragione, non pensare solo a se stessi e al proprio benessere, non reprimere la personalità altrui, non denigrarla in alcun modo, non ferirla con assurde battute divertenti che poco divertono chi le subisce, non punzecchiarla sempre sulle sue incertezze, non insultarla, non accusarla ingiustamente, non costringerla a comportarsi come vorresti facesse, non far orecchie da mercante alle sue richieste, alle sue esigenze…

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Amare davvero significa anche essere pronti a lasciare andare, lasciare libera l’altra persona e noi stessi. Non creare catene.

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E poi chissà che questo non sia davvero l’inizio di una nuova vita? Nel caso…

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Laura

 

Le notti…


Non ho potuto farne a meno… devo assolutamente divulgare questo pensiero perchè mi ha colpito come una carezza, come se lo avessi pensato io…

Cito ovviamente il blogger che lo ha scritto, perchè è il minimo che io possa fare per ringraziarlo di questa suo bellissimo pensiero. Grazie  Walter

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Non devo aggiunger altro…

Laura

Testardaggine oppure orgoglio?


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È una domanda che mi pongo spesso ogni qualvolta mi trovo in disaccordo con alcune decisioni a mio avviso prive di lucido discernimento, e così mi chiedo cosa sarebbe meglio, esser testardi al punto di perdere tutto pur di non fare un passo indietro, oppure provare a trovare la soluzione che limiti i danni piuttosto che rischiare la vera catastrofe. Facile pretendere di saper cosa sia meglio quando il tema non ti tocca personalmente, ma… e se fosse in gioco anche solo un briciolo del tuo futuro? Allora non avresti il dovere verso te stesso e chi ti ama di  cercar di contenere l’orgoglio o la testardaggine?

La testardaggine, ha vari aspetti sul carattere della persona, alcuni a mio avviso positivi come la

  • fermezza, costanza, tenacia, ostinazione

Altri che, secondo il mio punto di vista, andrebbero di volta in volta misurati

  • accanimento, inflessibilità, irremovibilità, caparbietà, cocciutaggine

D’altro canto anche l’orgoglio ha i suoi lati positivi e negativi che si distinguono da persona a persona

  • senso di dignità, amor proprio, senso dell’onore, fierezza

e non tutte, anzi molte possono essere alla lunga motivo di contrasti

  • superbia, boria, arroganza, alterigia, presunzione, autocompiacimento

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Difficile dosare tutto, bisognerebbe essere perfetti, ma nessuno di noi lo è… e allora che fare? Come far collimare i vari pezzi del puzzle del nostro carattere, delle nostre esigenze, delle nostre convinzioni, delle nostre paure, e delle nostre certezze?

 

 

Durante un periodo particolarmente problematico siamo in grado di discernere al meglio, di trovare la giusta soluzione, oppure ci lasciamo sopraffare dalla disperazione e finiamo per prendere la peggiore delle decisioni?

Vero… non sempre si tratta di orgoglio, molto spesso la nostra dignità viene talmente calpestata, passata al tritatutto, macinata, umiliata, derisa e martoriata che non ci resta che impuntarci e rovinarci ancora di più l’esistenza. Ma alla fine cosa ne resta di noi, delle nostre anime e dei nostri sogni infranti? Chi ci restituirà tutto quello che abbiamo perduto?

Impossibile da credere quando tutto ci sembra nero, quando ci sentiamo travolgere e risucchiare da un buco nero che ci pare senza fondo. L’importante è non farsi intaccare dall’egoismo, quello è il peggio del peggio

 

e allora subentra poi un’altro fattore, images (1)noi umani siamo fatti per stare in compagnia, per condividere i nostri pensieri, le nostre paure, le nostre gioie e le nostre ansie. Abbiamo sempre e comunque bisogno di quel tassello che ci completa e rende la nostra persona un capolavoro, sia essa testarda e orgogliosa, ci completa, e se glielo permettiamo ci darà quella forza per andare avanti e superare tutti i nostri demoni.

 

Io sò di esser un tipo strano… così mi son divertita a cercare il significato del mio nome… sarà anche solo una coincidenza, ma… leggo in queste note, il mio io.

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Tornando all’orgoglio e alla testardaggine, la canzone qui sotto ha qualche spunto che mi piace…

Laura

Vi invito a cena…


Peperoni ripieni di melanzane e pesto

accompagnati da

Grissini alle olive 

con l’aggiunta di una bella insalatona mista 🙂

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Ovviamente tutto hand made!

E tutto preso dai miei due volumi di cucina che troverete se interessati all’acquisto sul sito de:

http://www.leparchedizioni.com  Logo cucina Laura (1)

Buon appetito a tutti

 

Laura

Tra le pagine di un libro..


Quando sfogliando le pagine di un libro trovi una storia che ti appassiona, che ti prende che ti colpisce a tal punto che ti senti talmente partecipe da non riuscire a smettere di pensarci, ti senti stranito, non ti sembra possibile che un’altra mente abbia partorito quello che in realtà senti che stà accadendo dentro di te.

Possibile che ci sia qualcuno che abbia vissuto le tue stesse ansie, le tue stesse paure, le tue stesse preoccupazioni, i tuoi disagi, i tuoi malumori, le tue sensazioni, le tue gioie, la tua felicità? Eppure è lì sotto i tuoi occhi, lo puoi leggere e rileggere, sfogliare e risfogliare, andare avanti e poi ritornare indietro per esser certo di aver letto proprio quelle parole, quelle gesta, quelle situazioni, di aver riassaporato quelle emozioni.

Ti sembra di rivivere in un film vergato a penna, dalla mano di uno scrittore sapiente i momenti della tua vita, e rivedi tutto come un dejavù.

Potresti anche avere la sensazione di sentirti spiato, come un grande fratello che ha seguito passo dopo passo tutti i tuoi movimenti, che ha scavato dentro la tua anima, dentro il tuo essere e ne ha colto anche le più piccole sensazioni, i più profondi sentimenti, quello che forse neppure tu avresti mai avuto il coraggio di confessarti guardandoti allo specchio.

Tutto tra le pagine di un libro…

E forse tra le pagine di un libro un giorno leggerai tutta quanta la vostra storia… leggerai di te, di lui, di come per puro caso un giorno il vostro destino ha deciso di mettervi su quella via, di far incrociare le vostre vite e le vostre anime.

Di come, senza che tu potessi anche solo minimamente immaginarlo, in un luogo che tu non sapevi neppure esistere, che quella persona che era l’esatta parte mancante di te, ti stava venendo incontro, stava per entrare nella tua vita per renderla perfetta. Quell’anima gemella che ti completava, che ti faceva battere forte il cuore, e che capiva, senza che tu nemmeno proferissi parola, quello che provavi, quello che in fondo al tuo cuore sentivi, quello che dentro di te si agitava come un mare in tempesta.

E allora, in quel momento, mentre i tuoi occhi scorreranno velocemente sulle lettere stampate, leggeranno sorpresi e stupiti quello che nel tuo cuore stà avvenendo, riconoscerai la vostra storia…

Tra le pagine di un libro…

Laura

Quei baciccia…


Dai su, non posso proprio farne a meno di commentare un pochino la mia Samp… da quando è iniziato il campionato son stata piuttosto tranquilla… non è da me… e poi per noi il blucerchiato è come una seconda pelle

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e come dice questa canzone…

…. ma il cielo è sempre più blu… cerchiato di blu… cerchiato di blu…

È una Samp sorprendente, piacevole da guardare, a volte un pò pirata, a volte solo un pò Baciccia, ma che naviga sulle calme acque del sesto posto fin qui più che meritato. Ci stà dando parecchie soddisfazioni… stà creando scompiglio… potrebbe diventare scomoda, eppure è talmente bella da vedere che non può far altro che ricevere complimenti da tutte le parti. Quest’anno è proprio una bella realtà la nostra Samp. No!  Tranquilli non ci montiamo la testa, non stiamo pensando che arriveremo chissà dove… per ora ci godiamo in tutto e per tutto il momento…

Carpe diem

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In queste prime 12 partite ha lasciato si, qualche punto in strada facendo, punti che  forse avendoci creduto prima un pochino di più, per esempio contro l’Inter, e non avendo mostrato la parte fantasma della squadra ad Udine, avrebbe anche… non dico tanto… ma un paio di punticini in più avremmo anche potuto racimolarli…  ci manca una partita, ma è una partita che verrà giocata nel nostro fortino… il Ferraris, il fortino dei nostri marinai, che con coraggio e a volte un pizzico di follia, con un piccoletto a centrocampo che sembra un gigante, farà tremare ancora qualche altra grande. E con le “grandi” in questo campionato, stiamo facendo più che bene!! Sono squadra, giocano tutti per tutti, uniti con l’unico scopo di portare a casa il miglior bottino possibile, sempre spavaldi, ma piuttosto attenti, pronti all’arrembaggio se necessario, pirati a volte, ma marinai assennati quando necessario, che navigano nelle placide acque del sesto posto, posto che occupiamo, e possiamo dirlo ad alta voce, strameritatamente.

Il nostro condottiero e ammiraglio Gianpaolo stà facendo davero un’ottimo lavoro con la ciurma blucerchiata.

Tutti i marinai stanno rispondendo più che bene ad ogni navigata. E dopo la rivoluzione estiva, alla quale haimè ormai siamo abituati, abbiamo davvero ben poco da criticare a chi è arrivato e chi è rimasto. Voglio solo fare un plauso particoare a Lucas e Fabio. Per quanto siano tutti quanti bravissimi, da Duvan a Matias, a Christian, Dennis, Karol, Jacopo, Gianluca e scusate se non li nomino tutti… loro due, sono un gradino più in alto, anche solo per il fatto che non mollano mai dal primo all’ultimo minuto, sempre pronti a spiegare le vele e virare con il vento in poppa.

E come si dice dalle nostre parti… “In culo alla balena marinai…”

Laura

Già pronti per i regali di Natale?


Siamo ormai in balia delle decorazioni natalizie… Dove ti giri giri, da mesi ormai ne vedi nelle vetrine, sugli scaffali, magari abbiamo anche già fatto un giro in cantina e soffitta per controllare cosa è rimasto degli anni passati, cosa si deve sostituire, o cosa riportare alla luce in occasione delle feste.

Chi di voi non stà già pensando “oh mamma… e ora cosa regalo a…?” ormai è questione di tempo, e il tempo si sà è tiranno, meglio non ridursi all’ultimo minuto per fare acquisti.

C’è addirittura chi in casa ha già fatto l’albero!!! Tanto per non perder tempo…

A questo punto, a me, non resta che infilarmi in mezzo alle mille proposte che  in questi giorni vi assilleranno con il mio consiglio per niente interessato 😉

Libri, libri, libri!!! Il regalo perfetto!!!

Personalmente continuo ad essere dell’opinione che un bel libro è sempre e comunque un regalo azzeccato da regalare a coloro che amiamo, in tal modo regaleremo loro anche qualche attimo di relax.

E cosa c’è di meglio di una bella storia d’amore?

Quanti romantici lettori ci sono in giro?

Tantissimi… e allora io consiglio loro il mio romanzo, del quale presto uscirà il seguito…

Riflessi di noi

 

Ma non mi limito al romanzo d’amore… siccome che, come chi mi ben conosce sono poliedrica, nella mia gamma ho inserito anche due libri di cucina…

Chi lo sà, magari la zia o la Logo cucina Laura (1)nipote o perchè no, il nipote, non sono accaniti lettori di romanzi, ma desiderano ardentemente mettersi ai fornelli e poter sperimentare altri piatti invece della solita minestra… E allora ecco che i miei volumi potrebbero essere una buona idea regalo per dei nuovi aspiranti manovratori di pentole, padelle e mestoli.  wp-image-467860331

La mia cucina vol. 1 e vol. 2

Augurandovi un buon shopping natalizio, vi rammento dove potrete trovare questi volumi. Basta cliccare sopra il link per esser trasportati direttamente all’acquisto 😉

http://www.leparchedizioni.com

Le Parche Edizioni

Laura

Tra le onde


Come una piccola barchetta dall’aspetto fragile e delicato, veleggiava in un mare che non aveva ancora deciso se placarsi o continuare a trascinarla nella tempesta.

Un momento sembrava che il peggio fosse passato, che la mareggiata avesse smesso di sballottolarla a destra e sinistra, schiaffeggindole lo scafo, tirandole le vele e prendendo a pugni il suo timone.

E poi ecco la calma piatta… con il dondolio dolce delle onde che la cullavano infondendole la falsa speranza che finalmente tutto era passato. E lei, a momenti stanca di combattere, o forse fiduciosa e ottimista, si lasciava andare, voleva convincersi che quel mare vellutato, mantenesse quelle promesse e le concedesse una tranquilla navigazione.

Solo che, tutto ad un tratto, all’improvviso e senza nessun sentore, una nuova ventata, un soffio di maestrale, un turbinino di venti tempestosi si abbatteva ancora una volta contro di lei, lasciandola inerme e piena di paure.

Tentava di allontanarsi, di andar via, di fuggire da quelle onde minacciose, ma invano ricadeva ancora nello stesso circolo vizioso, si lasciava convincere che tutto era passato, che era stata una tempesta passeggera.

Voleva crederci, voleva che lei ed il mare fossero solo compagni di viaggio, un viaggio che durava da molto tempo, ma che a questo punto ormai non portava più da nessuna parte, perchè lei aveva la sua rotta già segnata, sapeva che il suo viaggio sarebbe proseguito verso altri mari, verso altri oceani. Non conosceva bene in quale direzione, in quale porto sarebbe approdata, forse era solo questione di tempo, e presto avrebbe raggiunto quel porto che credeva di aver individutato, non ne era certa, non aveva nessuna garanzia che quel porto sarebbe stato la sua tappa finale.

Ma nonostante la furia degli eventi tentasse d’impedirglielo, lei non poteva tornare indietro.

Era sì, una barchetta dall’aspetto fragile e delicato, ma rinforzata all’interno, dalla consapevolezza che nonostante fossero dolorose quelle tempeste, prima o poi sarebbero cessate, e lei avrebbe ripreso a veleggiare placida e tranquilla su quel mare di velluto.

Laura

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Ora sono un punto


 

Ciao a tutti, son giorni che non scrivo, e per me non farlo equivale ad avere una malattia.

Io che prima di fermarmi devo essere quasi in punto di (esagero) morte,

che prima di buttare la spugna devo davvero essere ridotta uno straccio privo di un minimo di forze,

che prima di dire non ce la faccio devo davvero essere arrivata al limite massimo consentito ad un essere umano,

io che se tralascio di svolgere le mie normali attività vuol dire che stò veramente male,

che vengo chiamata panzer perchè tiro dritto per la mia strada a volte con precipitazione e senza riflettere,

che prima di chiedere aiuto mi spezzo la schiena,

che preferisco agire piuttosto che delegare…

ho perso delle giornate a…

vagare inutilmente senza una meta come un automa senza il minimo interesse, mi mancavano non solo le forze per scrivere, ma proprio le parole, le idee, l’interesse.

Vi invito a leggere l’articolo del blog Emozioni, idee del cuore della carissima bogger Dina “questione di punteggiatura”. La sua lettura, ha fatto accendere in me l’idea di questo articolo.

Per molto tempo sono stata come delle “virgolette” sempre disponibile, sempre pronta, sempre decisa a fare tutto per tutti e lasciar perdere me, c’è chi mi dice che non mi sono voluta un granchè bene… non la penso così. Anche se forse potrebbero aver ragione, io non rimpiango nulla di ciò che ho fatto, se tornassi indietro lo rifarei esattamente alla stessa maniera, perchè io ho sempre messo amore e sentimento in tutto quello che ho fatto, ho sempre messo il mio cuore e forse l’ho strapazzato un pò, questo è vero, ma nonostante ingoiassi bocconi che a volte non erano propriamente dolcissimi, non mi sono mai lamentata. Sono sempre andata avanti e il mio errore probabilmente è stato proprio questo, credere che prima o poi sarebbe cambiato qualcosa, sperare che anche nei miei silenzi venisse letta la mia richiesta.

Forse avrei dovuto puntare i piedi e diventare un punto, molto tempo prima, non aspettare oggi, non rimandare quelle cose che erano per me. Forse sono stata abbagliata, accecata, priva di amor proprio, e troppo debole per dire no, troppo indulgente. Non sono mai stata capace di rifiutare, sono sempre stata disponibile e pronta per gli altri, lasciando me sempre da parte.

Ma oggi sono un punto!

Oggi sono tornata ad essere quella che sono, quella che quando decide và avanti come un treno, sbatte contro muri, o porte, prende testate e pugni nello stomaco, incassa e non restituisce, ma non cambia idea, resta sempre e comunque ferma sulle sue decisioni come un punto! Non posso cambiare la mia indole, non diventerò mai menefreghista, cattiva, maligna, pronta a contraccambiare uno schiaffo con un pugno, questo no, non posso farlo non ne sono capace e soffrirei a fare qualcosa del genere, ma… la decisione è presa, il dado è tratto, non ci sono ripensamenti di sorta.

Ho messo un bel punto.

Laura

 

 

Giornata uggiosa, o dormi o la passi in cucina


Ormai chi mi legge da un pò sà che mi diletto a cucinare anche solo per il gusto di rilassarmi…

Oggi in dispensa ho trovato della farina di ceci. Far la farinata? Uhmmm perchè no? Da buona genovese, avrei anche pututo… o delle frittelle… ma odio friggere… così ho pensato al pranzo e sono riuscita a partorire questa idea:

Tagliatelle alla farina di ceci con broccoli e peperoni arrostiti

Ingredienti per 4 persone:IMG-0120

Per le tagliatelle:

  • 200 g farina di ceci
  • 2 uova
  • 1 cucchiaio di olio evo
  • sale
  • latte qb
  • farina qb

 

 

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Per il condimento:

  • un broccolo medio
  • 2 peperoni di quelli lunghi uno giallo e uno rosso
  • 3 cucchiai di olio evo
  • 1 spicchio d’aglio
  • sale, pepe, paprika e peperoncino qb
  • un ciuffetto di prezzemolo tritato

 

 

Ho impastato le tagliatelle usando solo la farina di ceci e unendo oltre al sale e l’olio le uova tenute precedentemente a temperatura ambiente per ca 30 minuti. Per ottenere un’impasto compatto ho aggiunto  un goccino di latte. La pasta resterà piuttosto appiccicosa, per questo motivo per stenderla vi occorrerà della farina in modo che asciughi un pochino. La cosistenza di questo impasto è comunque molto differente da quello delle classiche tagliatelle fatte solo con la farina 00.

Ho pulito, tagliato a cimette e lessato in acqua salata il broccolo utilizzando anche i gambi naturalmente. Nel frattempo ho arrostito i peperoni sotto il grill del forno.

Una volta che il broccolo era pronto ho tenuto da parte l’acqua di cottura, che ho usato per cuocere le tagliatelle allungandola ovviamente 😉 Ho fatto rosolare lo spicchio d’aglio leggermente schiacciato nell’olio utilizzando una padella antiaderente tipo Wok. Fatto saltare il broccolo regolando di sale e insaporendo con pepe, paprika, peperoncino e un ciuffetto di prezzemolo tritato.  Ho aggiunto i peperoni puliti e tagliati a listarelle.

Quando le tagliatelle dopo ca 5 minuti di cottura erano pronte, (assaggiatele magari nel frattempo, forse 4 minuti bastano, dipende dallo spessore che date loro) le ho scolate e fatte saltare in padella con le verdure.

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Spiacente, non sono un’artista dell’impiattamento… ma avevo fame e non volevo farle raffreddare 🙂 🙂 🙂

Ora devo cercare di passare il resto della giornata, il tempo non è migliorato, anzi, piove ed è grigio, ma… vabbè fra poco mi guardo la partita! 🙂

Laura

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