Gli abbracci aiutano a proteggere dai conflitti interpersonali


Abbracciami…
Ti Abbraccio…
Mi Abbracci…
Abbracciamoci…
Potrebbe sembrare un’assurda filastrocca, ma in realtà, non solo fà star bene chi riceve un abbraccio, ma anche chi lo dona ne ottiene un effetto positivo.

ORME SVELATE

Risultati immagini per hugs saatchi artSecondo uno studio pubblicato sulla rivista PLOS ONE della Carnegie Mellon University, ricevere abbracci può tamponare contro cambiamenti dell’umore associati al conflitto interpersonale. Gli individui che si impegnano più frequentemente nel contatto interpersonale godono di una migliore salute fisica e psicologica e di migliori relazioni. I teorici hanno proposto che il contatto interpersonale benefici il benessere aiutando a tamponare le deleterie conseguenze dello stress psicologico, e il tocco potrebbe essere uno strumento particolarmente efficace del conflitto interpersonale. Questa possibilità ha importanti implicazioni potenziali per la salute e il benessere perché i conflitti con gli altri sono associati a una vasta gamma di deleteri risultati psicologici e fisici. Tuttavia, la generalizzabilità delle ricerche passate su questo argomento è limitata perché gli studi si sono concentrati principalmente sul ruolo del contatto nelle relazioni romantiche. Nel nuovo studio, i ricercatori si sono concentrati sugli abbracci: un comportamento di supporto relativamente comune che le…

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La diga


Sei forte. Sei una roccia. Sei in gamba. Sei un mito. Sei da prendere ad esempio. Sei sei sei… te lo ripetono tutti. E in effetti è così che ti senti. Affronti il nuovo con il piglio giusto, felice del nuovo inizio, pronta alla nuova avventura, alla tua nuova vita.

Non hai che da fare un ultimo step…

Ed è lì che ti rendi conto di quanto loro ti amano.

Probabilmente non erano stati in grado di dimostrartelo prima… Forse era solo la corazza che si erano costruiti per non soffrire, in fondo anche per loro sarà un enorme cambiamento…

E poi arriva il momento dei saluti

Ed è proprio lì che la diga si sbriciola

Che inizia a salire la marea dentro

Che ti senti soffocare dalle emozioni

Non stai andando in guerra

Non parti per la luna

E allora perchè senti il tuo cuore stringersi dentro di te come se una mano invisibile lo avesse strappato dal tuo petto e te lo stesse strizzando?

Guardi gli occhi dei tuoi figli, sono lucidi, cercano di esser forti, guardano in giro, sbattono le ciglia, fanno battute, dicono qualsiasi cosa per… non lasciarsi andare.

Senti che dovresti esser forte, che dovresti esserlo almeno per loro, ma dentro ti senti un’egoista e non è facile contenere quella diga.

È ora, devi andare…

Li stringi forte al cuore

Una due tre volte. Gli stritoli le costole. Vorresti sdoppiarti perchè senti dentro di te che stai andando in frantumi

Devi andare…

Li stringi ancora una volta forte al cuore, un ultimo sguardo, un saluto, un bacio a fior di dita, ti volti ancora una volta e poi le porte si chiudono dietro di te e non sai se loro restano lì a fissare quelle porte, se i loro occhi sono ancora lucidi o se come te hanno lasciato che la loro diga franasse miseramente

Laura

Con il nastro rosa


Una decisione presa così… su due piedi, di pancia, all’improvviso…

Il cellulare a portata di mano…

L’App della compagnia aerea che dal display fissa con insistenza…

“Aprimi… aprimi… lo sò che è quello che desideri fare”

Sembra dire…

La ricerca della rotta…

La prenotazione…

Quel volo poteva essere la fine, la catastrofe oppure… l’inizio.

Non lo sapeva, ma sentiva di dover andare.

Ed ecco lì, quasi come se tutto fosse già stato programmato, predisposto pronto all’uso…

Il volo per l’indomani…

Che fosse un segno?

Chissà…

Bisognava approfittarne…

Le mani le tremano un pò mentre digita i suoi dati

Freme, vuole proseguire ma nello stesso tempo teme la catastrofe

Il numero della carta di credito, il nome dell’intestatario, la data di scadenza, il codice CVC/CVV…

Il dito si avvicina a tasto invia…

si blocca…

– Vado?? Non vado??

Tentenna… il respiro diventa pesante… è una decisione importante…

Lei solitamente impulsiva…

E allora proprio in quel momento che succede?

Dove si è nascosto tutto il suo carattere?

Il suo essere un buldozer che và avanti sempre nonostante gli ostacoli, non fermandosi davanti a niente??

Dove è finito il suo coraggio da panzer?

Il dito tremolante si avvicina a quel pulsante…

Invia!

Quella parola ipnotizza…

Una volta premuto il tasto non si torna indietro.

– Lo voglio veramente?

Le palpebre si abbassano…

Gli occhi stretti come in attesa di un tuono…

Un attimo ancora di trepidazione…

L’incertezza…

L’incognito…

Ancora un respiro profondo…

Vai!!

O adesso o mai più!

Nessuno vive in un videogames…

non ci saranno altre vite per riprendere a giocare…

L’unica vita è questa…

Questa le è stata regalata e questa deve vivere, perchè spercarla con rimpianti, con se e con ma, con dei forse o lo faccio domani, non avrebbe senso.

Potrà essere un errore…

Potrà essere la decisione migliore…

Potrà portare gioia o dolore…

Chi lo sà…

Come diceva il grande Lucio Battisti…

Lo scopriremo solo vivendo…

E allora viviamola questa vita, andiamo incontro alle nuove avventure.

Diamo alla nostra vita tutte le possibilità che ci vengono incontro, non neghiamole niente.

Amiamoci e amiamo la nostra vita, la nostra libertà di scegliere, anche di sbagliare perchè no?

Solo così si impara,

solo così si rischia di essere felici.

Laura

Pizzoccheri rivisitati


Spero che i Valtellinesi non se la prendano a male… 😁

Io amo preparare piatti unici, e come avrete già notato le dosi sono per una porzione. A voi poi il compito di raddoppiare o triplicare in base al numero di commensali 😉

Ingredienti:

1 piccolo zucchino
1 fungo porcino medio
1 piccola cipolla
1 spicchio d’aglio
1 ciuffettino di prezzemolo tritato
Sale e pepe q.b.
25 g di formaggio casera
25 g di formaggio bitto
15 g di burro
60 g di pizzoccheri secchi
Parmigiano a piacere

Ho rosolato la cipolla e l’aglio nel burro, unito il porcino e lo zucchino tagliati a fette fatto insaporire con il soffritto, tolto l’aglio regolato di sale e portato a cottura le verdure che poi ho spolverizzato con prezzemolo tritato e pepe. (Per la cottura ho aggiunto un goccino d’acqua) Nel frattempo ho fatto cuocere in acqua salata i pizzoccheri e tritato i formaggi. Una volta cotti i pizzoccheri li ho scolati ma non del tutto. Messi in padella con le verdure e fatti saltare. Unito i formaggi e lasciato che si sciogliessero. Ho servito con altro pepe macinato al momento e parmigiano.

Ottimi!!

Laura

https://www.facebook.com/Parise.Lau/

Alla fine comanda il cuore


Ciao a tutti 😊

Forse ancora non lo sapete… 🤔

O forse vi è già giunta la notizia…

Ma io…

ho qualche cambiamento in atto…

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Stò lasciando per sempre la Svizzera per tornarmene a vivere in Italia.

No, non sono impazzita!

No, non ho coraggio da vendere!

No, non è una follia!

Sì, vado controcorrente!

Sì, ho deciso che…

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Immagine dal web

Sarò ancora una volta straniera in casa mia.

Sì perchè mi sentirò un pesce fuor d’acqua… abituata ad altre regole, ad altro stile di vita…

In fondo ero poco più di una ragazzina quando di punto in bianco me ne sono venuta in terra straniera e vi ho passato 31 anni.

Non sono pochi… ho dovuto imparare tante cose, non soltanto la lingua che già di per sè può sembrare un ostacolo pazzesco…

ma anche adeguarmi ai loro usi e costumi…

Vivere in condominio e condividere la lavatrice con gli altri condomini facendo i turni per esempio, la spazzatura raccolta una volta la settimana, la differenziata, le file indiane senza che nessuno faccia il furbo per passarti avanti…

ai loro orari e alle loro regole che talvolta mi sembravano assurdi…

gli orari sopratutto… all’inizio mi sembravano usciti da un’altro pianeta… Negozi che chiudevano alle 18:30 durante la settimana e alle 16:00 il sabato. Dopo le 22:00 silenzio! Niente più televisione o musica ad alto volume, o schiamazzi per strada…

Nei scaffali dei negozi…

gli alimentari spesso differenti dai nostri. Sì si trovavano a prezzo maggiorato alcuni alimenti importati dall’Italia, ma erano pochi i negozi che li smerciavano, (ora ovviamente non è più così)

la mancanza dei canali tv ai quali ero affezionata, (si vedeva solo RAI 1, poi pian piano siamo passati ai mediaset e con l’avvento dei satelliti, ormai non manca più nulla)

l’inizio dell’anno scolastico e la fine… 15 Agosto / 5 Luglio. Il tutto intervallato da vacanze spezzettate, due settimane in autunno, due a Natale, due in inverno per poter sciare, due in primavera e cinque d’estate.

L’appuntamento dal dottore di famiglia anche per l’influenza…

Sì, (questo è sempre in voga) telefoni, prendi l’appuntamento che ti viene dato a seconda della gravità della tua salute, ma sei tu che ti rechi in ambulatorio, non ricevi la visita a casa. Però… se hai bisogno di un’analisi del sangue, di un elettrocardiogramma, di un’ecografia, dei raggi, di un’ingessatura, di una sutura, di una flebo…

allora trovi tutto nell’ambulatorio del tuo dottore senza dover correre a destra e sinistra.

Gli orari lavorativi… i lavori… ne ho cambiati a bizzeffe… ho fatto tante di quelle cose, mi sono adattata e inventata tante volte… ma ogni volta con l’entusiasmo e la gioia di una nuova avventura.

Ora tutto questo per me è normale…

ci sono talmente dentro che forse mi sentirò aliena in patria…

eh sì…

perchè quello che per voi è prassi, per me sarà novità.

L’ho appena scoperto passando già qualche giorno giù non più da turista come un tempo, ma da cittadina a tutti gli effetti.

È vero lascerò dietro di me una parte importante della mia vita, una parte di me e del mio cuore resteranno qui, i miei ragazzi continueranno la loro vita qui, sarò io ad allontanarmi, anche se loro hanno già preso le loro strade, ma non per questo saremo lontani. Il nostro amore ci terrà sempre legati, sempre vicini, sempre uniti.

Dove andrò? 😁

Dove mi porta il cuore… va-dove-ti-porta-il-cuore

Sarà una nuova pagina della mia vita…

Una nuova romantica avventura.

Laura

P.s. continuerò a scrivere qui e i miei libri… questo di sicuro non cambierà…

Vi lascio ancora una volta il link dove trovare il mio nuovo romanzo Believe in your dream 4-ever – Il nostro sogno

Ho scopiazzato ma con il consenso…


Premesso che non ho ribloggato perchè prima mi è arrivata la versione che segue, e poi Giuseppe del blog Piccole storie d’amore ha fatto delle correzioni… così ho preferito copiare questa che ribloggarla.

Se lo conoscete già e visitate il suo blog, e se non lo conoscete passateci, (è una cosa che vi consiglio perchè scrive delle bellissime poesie) li, troverete la versione finale.

Ho chiesto il permesso a Giuseppe di copiare la sua poesia, e quindi i complimenti vanno a lui non a me… ma non sono riuscita a trattenermi. Mi piace troppo!

Eccola:

e noi

che ci nascondiamo dietro i nostri sguardi

che mettiamo al riparo le bocche nei baci

che restiamo zitti per non disturbare il silenzio

che ci guarda mentre ci abbracciamo

noi

che sappiamo tenerci senza inutili parole

che vogliamo stare in un abbraccio senza fine

noi

che restiamo alla luce

e non dobbiamo temere il buio

che vogliamo correre sul filo del tramonto

che ci perdiamo negli occhi e ci ritroviamo stretti per mano

noi

soltanto noi

ditemi se non è deliziosa… Grazie Giuseppe

Laura

Sarà anche dura, ma alle 17:00 non si può!


Son giorni che penso che sia una grande cretinata aver deciso di far giocare una partita di serie A alle 17:00 di una giornata lavorativa. Volevo già farne un post qualche giorno fà… aspettavo che qualcuno mettesse un pochino di sale in zucca e decidesse di cambiare almeno l’orario… o che qualcun altro si decidesse a protestare fermamente nel luogo giusto e alzando a dovere la voce… fin’ora ci sono stati dei mugugni, delle tiepide rimostranze, un paio di richieste… ma chi stà lassù e decide, fà orecchie da mercante.  Qualunque sia la città che dovesse recuperare una partita di serie A con i suoi relativi problemi a volte anche di ordine pubblico, avrebbe dei seri problemi a gestire il tutto, ma se si tratta di Genova, e scusate se sono campanilista, questo diventa in maniera esponenziale un GROSSO problema. Forse non tutti la conoscono e sanno cosa può voler dire… forse tutti non hanno idea di come sono intasate le nostre strade e di come sopratutto adesso che il Morandi non c’è più sia sempre più incasinata la situazione stradale.

Bisogna a tutti i costi che qualcuno si dia una svegliata, che faccia davvero un gesto concreto e incisivo. Le belle parole ormai non servono più, sono solo aria. Ma come sempre accade, appena succede qualcosa tutti si indignano, si buttano in piazza a protestare, fanno mille promesse e mille idee saltano fuori come funghi, ma poi in concreto, sono davvero una millesima parte, quelli che fanno davvero qualcosa.

(apro parentesi, io l’ho fatto, fatelo anche voi… Ho acquistato la mia maglietta qui)

Sono indignata, come genovese e come persona con un minimo di intelletto. Mi chiedo come si possa essere sempre così attaccati solo e soltanto al denaro e sottostare sempre a quella lobby televisiva che controlla ormai il calcio e ce lo propone ad orari impensabili (già le partite di domenica all’ora di pranzo son state difficili da digerire) e sopratutto non hanno la benchè minima idea di quello che scatenano con questi loro assurdi comportamenti.

Tifosa blucerchiata sì ma allo stesso tempo consapevole del fatto che Genova è una città che al momento non se la passa bene, che è intasata dappertutto, che soffre le pene dell’inferno per tutte le vicissitudini di cui, penso che anche i sassi ne siano a conoscenza… Che è una città che tenta in tutti i modi di tirarsi sù e di andare avanti nonostante le tragedie, il traffico, le manifestazioni che si accavallano, i ponti che cadono, le innondazioni, il fango e le amministrazioni che hanno sempre e solo amministrato le proprie tasche e i propri interessi invece di pensare un attimino ai cittadini e alle loro necessità.

Se vivessi in città, avrei sicuramente l’abonamento alla mia Samp, andrei tutte le domeniche allo stadio, perchè che che se ne dica… è uno stadio bellissimo… e non perderei neppure una partita… ma;

sarei pronta ad aderire all’iniziativa delle tifoserie organizzate che lanciano appelli su appelli a tutti i tifosi blucerchiati a non recarsi allo stadio mercoledì 19 settembre alle ore 17:00. 

Leggete le loro motivazioni, i loro comunicati, sono genovesi, hanno tutto il diritto di lamentarsi e di cercare prima di tutto di difendere la loro città e poi anche un pochino la loro squadra.

Io stò con loro!

UTC:

Da quel tragico giorno ad oggi, Genova vive quotidianamente sotto pressione, tentando di risollevarsi, affrontando uno dei momenti più delicati e difficili della sua recente storia. E proprio per rispetto di questo, ogni sforzo, ogni azione ed ogni scelta che ci riguardino dovrebbero essere fatti tenendo a mente il bene della città e dei genovesi, prima di tutto.

La decisione di giocare una partita di Serie A alle ore 17:00, di Mercoledì, è stata veramente presa con queste premesse?! Chi ha deciso è consapevole dello stato attuale della città? È a conoscenza del fatto che le scuole riapriranno i battenti il 17 Settembre e che ancora non sappiamo quale impatto la cosa avrà sulle dinamiche del traffico cittadino? Chi ha deciso ha presente la quantità numerica di mezzi che si muovono (tanti per trasportare le imbarcazioni) nei giorni precedenti il Salone Nautico, che avrà inizio il 20 Settembre? Chi insiste per giocare nonostante il parere contrario del Comune di Genova, della Regione Liguria, e della società U.C. Sampdoria, ha idea di cosa voglia dire far convergere oltre 20.000 persone verso Marassi a quell’ora ed in queste condizioni?

Premesso che vorremmo conoscere il nome e cognome di chi, dopo aver eventualmente fatto le dovute valutazioni, rimane comunque dell’idea che sia opportuno giocare Mercoledì 19 alle ore 17:00, prendendosi ovviamente tutta la responsabilità che ne deriva, noi, che conosciamo bene e rispettiamo la nostra città, abbiamo deciso che mercoledì non saremo allo stadio.

Esatto, per noi non esiste partita il 19 Settembre alle ore 17:00. Andiamo oltre e invitiamo tutti, TUTTI, i tifosi sampdoriani, che avevano intenzione di andare alla partita, a evitare di mettersi in viaggio verso lo Stadio. È una scelta estremamente dolorosa, ma che riteniamo giusta. È inutile esprimere solidarietà, fare minuti di silenzio e magliette commemorative, spendere parole su parole, se poi nella pratica non si è pronti ad un gesto concreto, e ad ora, l’unico compiuto è stato quello di mettere prima di tutto, sopra ad ogni altra cosa, i diritti televisivi.

Ebbene, noi rinunciamo ad andare allo stadio a sostenere la nostra Sampdoria contro la Fiorentina per non mettere in ulteriore difficoltà Genova ed i genovesi. Questo è il nostro gesto concreto. E’ una questione di rispetto, lo stesso rispetto che “altri”, in questo momento, non stanno avendo per la nostra città.

Per Genova, I Sampdoriani

Fieri del Fossato:

Ci troviamo per l’ennesima volta a dover affrontare a muso duro le decisioni cervellotiche di lega calcio e pay tv. Hanno deciso di far giocare Sampdoria-Fiorentina di mercoledì alle 17 in una città martoriata dalle conseguenze del crollo di Ponte Morandi che, ricordiamo, ha causato la morte di 43 persone senza che abbiano avuto il coraggio di fermare il campionato a poche ore dai loro funerali e durante la giornata di lutto nazionale. Si sciacquano le coscienze facendo indossare magliette commemorative ed indicendo minuti di silenzio, ma il loro business è più importante di centinaia di migliaia di genovesi che da quel maledetto giorno piangono morti, si rimboccano le maniche per aiutare gli sfollati e allo stesso tempo affrontano tutti i disagi conseguenti al crollo del ponte.
Per tutti questi motivi noi abbiamo deciso che non assisteremo a questa partita, né resteremo fuori a protestare poiché riteniamo necessario non gravare ulteriormente sulla già alquanto problematica viabilità che affrontiamo quotidianamente. La nostra protesta sarà quella di lasciare il nostro posto vuoto allo stadio nel rispetto della nostra città e della nostra gente ed invitiamo tutti i Sampdoriani a fare altrettanto. A questo schifo giocateci voi.

Per Genova, I Sampdoriani

Anche se non siete appartenenti al tifo organizzato, anche se avete l’abonamento o il biglietto che avevate acquistato, mi sembra giusto disertare in massa per dare l’esempio a chi è solo bravo a far parole, false promesse o falsi proclami, ma poi alla fine fà solo e sempre il contrario di tutto!

LauraIMG_20180823_080234_457.jpg

Una Donna sa lottare


Assolutamente da leggere fino all’ultima parola.
Io mi ci vedo. E voi?
Laura

ORME SVELATE

IMG_20180911_104355.jpgUna donna trova la forza di lottare sempre per chi ama, il problema sorge quando si tratta di lottare per sé stessa. Essere fragile seppur indipendente, essere sottovalutato seppur generatrice di nuova vita. Martire del suo cuore, a volte, portatrice di sogni verso chi la circonda, sempre. Ecco chi è una donna che lotta. È semplicemente quel tipo di donna che ha bisogno di avere con sé chi ama, per avere un valido motivo per voler vincere ogni tipo di male e difficoltà. Non perché voglia aiuto ma perché porta dentro sé un bisogno estremo di sentirsi ancora utile in una vita che non le permette sempre di poterlo essere. Quel bisogno di amare. Una donna che lotta non trascura niente ed impara a non trascurare nemmeno più il suo corpo, la sua mente, il suo spirito. Lo fa, perché vuole fare e dare ancora molto, lo fa, perché è…

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Cheesecake scomposta


Pazza idea… 🤯

Cheesecake wrap

Tenete conto che… ovviamente è molto lontano dall’originale… ☺

100 g di frutti di bosco surgelati
2 cucchiaini di zucchero di canna (più o meno a piacere)
Succo di 1/2 limone
1 cucchiaio di Philadelphia
1 wrap (o una piadina, a piacere anche una crêpe)

Ho scaldato in pentola la frutta con il limone e lo zucchero. Fatto bollire un paio di minuti.

Nel frattempo ho scaldato il wrap nella padella.
L’ho poi spalmato con la Philadelphia.
Ho eliminato il liquido in eccesso dalla frutta.
Versato sul wrap arrotolato e mangiato.😋

Ovviamente viene benissimo anche con le crêpes😉

Laura

Sogno di amare o amo il sogno?


A dir il vero sembra un pò un titolo alla Marzullo… ma, d’altra parte amare e sognare vanno talmente a braccetto che è difficile scinderli.

Noi amiamo i nostri sogni, li coccoliamo, li concepiamo, li lasciamo nascere, e pian piano crescere fin quando li tiriamo fuori dal loro guscio e diamo loro vita…

Ma sognamo anche l’amore, quello con la A maiuscola, quello che fin dall’infanzia rincorriamo e cerchiamo.

Alcuni di noi hanno la fortuna di trovarlo, altri credono di averlo trovato e poi… tutto ad un tratto si dissolve come il fumo di una sigaretta e devono cominciare a cercarlo ancora e ancora…

Capita di averlo sotto gli occhi e di non rendersene conto, altre invece di trovarlo così per caso, senza sapere come sia arrivato…

Per stasera basta,  non parlerò ancora d’amore, ma vi lascerò queste due frasi di Shakespeare che si adattano benissimo ad entrambi i miei romanzi.

“Siamo fatti della materia di cui son fatti i sogni;

e nello spazio e nel tempo d’un sogno

è racchiusa la nostra breve vita.”

 

“Ama,

ama follemente,

ama più che puoi

e se ti dicono che è peccato

ama il tuo peccato e sarai innocente.”

William Shakespeare

Riflessi di noi e Il nostro sogno

E… se avete un pizzico di curiosità, cercateli nel sito di Amazon li troverete lì ad aspettarvi sia in formato cartaceo che Kindle.

Per ora, buonanotte

Laura