Certi commenti toccano il cuore


Ci sono volte che quello che fai per passione in molti non lo capiscono, credono che sia solo un inutile passatempo o, che al massimo, sia semplice scrivere un libro, cercare di far entrare il personaggio e la sua storia nel cuore del lettore, usare le parole giuste per emozionare, o semplicemente per spiegare e condividere le sensazioni che in quel momento quel determinato protagonista sta vivendo.

C’è chi crede sia semplice mettere tutto questo nero su bianco, far emergere dentro la storia, pagina dopo pagina, un sentimento, uno stato d’animo, una mancanza o semplicemente una fantasia.

Eppure se fossimo tutti capaci di ciò, nonostante il palcoscenico letterario sia pieno di scrittori, ognuno di noi avrebbe già scritto migliaia di libri, non ci vuol poi molto a mettere quattro parole su un foglio e raccontare una storia.

Le narrazioni dei libri non hanno bisogno di essere ponderate, pensate, create. Secondo certe persone, è solo questione di buona volontà, hai l’idea, non c’è bisogno di svilupparla, di sistemarla, di renderla comprensibile e apprezzabile, la butti giù, magari anche alla rinfusa, eviti qualsiasi descrizione inutile e il gioco è fatto.

Fortunatamente poi, c’è qualcuno che invece ti abbraccia con le sue parole, ti ringrazia per quanto hai regalato con il tuo racconto, quanto lo hai fatto riflettere, o semplicemente svagare magari proprio in questo periodo così difficile e triste per moltissimi di noi.

E allora, anche la più tetra giornata si colora di azzurro, il sole prende a splendere sopra la tua tastiera e la voglia di regalare ancora attimi di serenità ti riempie l’anima e mette in moto le tue dita alla ricerca della prossima storia da raccontare, sia essa inventanta, parzialmente o interamente, sia essa presa come spunto da una realtà che ti corconda, da uno spaccato di vita, o sempliecemente frutto della tua fantasia.

Le parole che mi sono state regalate oggi le ho con gioia condivise con tanti altri scrittori che meritano di sapere che ci sono persone che apprezzano quel che noi diamo loro tra le pagine stampate dei nostri libri, e sono consapevoli che regaliamo loro un pezzetto di noi, del nostro cuore e della nostra anima.

Sono proprio quelle parole che diventano balsamo per alcune ferite, e linfa vitale per chi come me, scrive per passione.

Non disdegno i guadagni, sarei ipocrita a dire il contrario, ma la soddisfazione di sapere che una tua creatura è stata apprezzata, letta e capita, beh, concedetemi di dire che è immensa.

Grazie ancora a tutti coloro che hanno letto o leggeranno le mie creature.

Laura

Ortiche e dolori


Cari lettori oggi non posso proprio fare a meno di svelarvi questa fantastica cura.

Partendo dal presupposto che io non amo prendere farmaci, a meno che non mi trovo proprio in condizione estrema…

Da febbraio soffrivo di un fastidiosissimo dolore alla spalla destra che s’irradiava lungo il braccio.

Stendere il braccio per prendere qualcosa = dolore
Toccarmi la spalla sinistra con il braccio destro = dolore
Dormire sul fianco destro = dolore

E soprattutto sonno spesso interrotto dal… dolore!

Qualsiasi movimento un patimento.

Sono ricorsa all’ortopedico solo a fine Aprile, e da lui ho ricevuto in dono due belle infiltrazioni e una meravigliosa curetta a base di antidolorifici e cortisone.
Risultato?
Dolore!

Ho provato con creme e cremine, massaggi e massaggini, ma niente! Roba da matti, roba da andarci fuori di testa visto che ogni movimento fatto era doloroso.

Esausta ho deciso di farmi del male…

“Ahahah direte voi… che sadica, non ne avevi avuto abbastanza?”

Ebbene no!

Mia zia mi ha consigliato di frustare leggermente e molte volte, la spalla con un mazzo di ortiche fresche!

Sì avete capito bene ORTICHE!

Già solo al pensiero vien male.

Eppure…

Incredibile ma vero, già dopo la prima seduta, muovevo il braccio destro come il sinistro. Tutti quei movimenti che mi creavano dolore, spariti!

Cosa mi hanno lasciato le frustate d’ortica?

Sinceramente solo un forte calore sulla parte colpita, una sensazione di formicolio continuo, come se qualcuno stesse facendomi dei massaggi con un apparecchio elettrico.

Ma soprattutto mi ha permesso di riutilizzare il braccio in maniera normale.

Ottimo anche per il gomito del tennista e a quanto mi si dice per la cervicale… basta “frustare” il punto dolente.

Voi conoscevate questa tecnica?

Sono suriosa di sapere…

Grazie Zia!!!

Laura

Come la cronaca di questi giorni


Recensione

A partire dal 1° luglio per quattro giorni, su Instagram si è svolto un blog tour dedicato al mio saggio intitolato “Poggioreale: l’amputazione dell’Anima”. Con recensione finale.

La prima, che riporto a fondo pagina è quella di ieri della blogger Judi Abbott (la sua pagina su Instagram @1000storie1000vite) a seguire ve ne saranno altre:

@mara_romancebooklove
R. P. 09 Luglio
@eri_bookstan
R. P. 12 Luglio
@laragazzache.ama.ilibri
R. P. 19 Luglio
@daniela.abbatiello_autrice
R. P. 22 Luglio
@libri_fanpage_2
R. P. 25 luglio
@alessiacesinauthor
R. P. 29 luglio
@elenapiras 86
Data da stabilire

Spero che voi lettori sarete altresì interessati a tutte le altre, tanto da fare un salto a leggerle.

Intanto inizio con la prima

A voi la considerazione finale.

Grazie per aver letto fino in fondo.

Laura

Mamma Rosa


Una Rosa senza spine

Una Rosa dolce e gentile

Per noi tutti la più bella Rosa

E per Papà la sua dolce sposa

La nostra mamma che profumava d’amore e di dolcezza

La nonna che donava tanta tenerezza

Hai donato amore incondizionato, non solo a noi ma a tutti coloro che hai incontrato

La tua fede ci ha insegnato a amarci e credere in chi ci ha creato

Sarai sempre nei nostri cuori e nei nostri pensieri

Riposa in pace dolce mamma Rosa e veglia sempre su di noi senza posa.

Laura

Per mano tutta la vita


https://wp.me/p7StZ9-2bn

Da ora, per mano per l’eternità

Avete sempre fatto la strada insieme, tenendovi per mano.

Tu papà hai tracciato la via, non potevi vivere senza di lei e lei non poteva vivere senza di te, e così ti ha raggiunto in pochissimo tempo, quattro giorni ed é venuta da te.

Ha resistito finché ha potuto, il desiderio di poterti riabbracciare era così forte che le aveva fatto accantonare la brutta malattia che l’aveva condannata, e la fede le ha dato la forza di aspettare che tu ti riprendessi per tornare da lei.

Se solo tu, quel giorno, non fossi stato così testardo e orgoglioso, se solo tu, non avessi voluto andare da solo, quell’incidente non ci sarebbe stato e avreste potuto riabbracciarvi ancora per tutto il periodo che il destino le aveva regalato facendola tornare a casa.

Ma il destino ha dato le sue carte, le malattie e la sofferenza purtroppo sono state vostre compagne troppo a lungo privandovi spesso della serenità che meritavate.

Tu non ce l’hai fatta più e lei, lo ha sentito nel suo cuore. Tu l’hai chiamata e lei ti ha raggiunto.

Adesso siete nuovamente insieme, mano nella mano a passeggiare in Paradiso per l’eternitá.

Ciao, un giorno ci ricongiungemo. Riposate in pace.

Laura

Ci son titoli che…


Cari lettori, é passato un po’ di tempo dal mio post…

Non ho sfornato altri libri, ma sono qui per proporvi una recensione al libro che forse, tra tutti, é il più coraggioso, e che probabilmente dovrebbe avere un altro tipo di vetrina.

Una persona ha commentato questa recensione dicendo

Ci sono titoli che racchiudono in se tutta l’essenza della storia

e se devo esser sincera l’ho ritenuto un gran bel complimento.

Qui sotto vi lascio la recensione scritta da una studentessa di filosofia.

• • • • •

“Poggioreale: l’amputazione dell’anima” è un libro della bravissima autrice Laura Parise
Brevi accenni alla trama (non mi piace svelare troppo della trama. Penso che essa vada scoperta piano piano e rivelando troppo si rischia di debellare gran parte della suggestione).
“La storia vissuta in prima persona da un ex Assistente capo della Polizia Penitenziaria. La casa circondariale di Napoli Poggioreale descritta come un luogo dove troppo spesso la giustizia lascia la bilancia per imbracciare la spada”.
Un libro di racconti immensamente coinvolgente! Un libro che colpisce sin dall’inizio, con un turbinio di emozioni contrastanti, come una folata di vento in piena estate.
L’autrice, Laura Parise, riesce a trattare un tema importantissimo e delicato al tempo stesso, con estrema razionalità, in modo oggettivo e particolarmente descrittivo.
La situazione dei penitenziari, difficile, cruda, spiazzante. Poggioreale: l’amputazione dell’anima riesce a sottolineare quanto siano terribili determinate dinamiche, insulsi alcuni sistemi, terribili e latenti certe testimonianze. Storie di persone prima che detenuti. Paure fondate, sapientemente raccontate. La paura di uomini che si configurano come ‘carcerati’, etichetta morale e sociale che si snoda attraverso le pagine di questo intenso libro.
La cornice narrativa è Napoli, città dai mille colori, profumi, tradizioni, bellezze. Tanta verità, tanta consapevolezza, tantissima suggestione e notevole intensità costellano questo libro. Il sapore amaro dei penitenziari, di Napoli, dei detenuti, è una ragnatela fitta di realtà.
Un libro bello, inutile dirlo, che catapulta in una dimensione narrativa senza eguali.
👇📘
VOTO: 5/5
SUPER CONSIGLIATO
LETTURA INTERESSANTE E SCORREVOLE.


Voi lo avete letto? Vi aspetto nei commenti. Cosa pensate della situazione delle carceri italiane ?

Non posso far altro che chiedervi di rispondere anche voi alle sue domande.

Vi aspetto nei commenti.

Grazie Laura

Saggio su Poggioreale 🅁🄴🄲🄴🄽🅂🄸🄾🄽🄴


Quando se ne parla…

Grazie al blog ChiaramenteRomance, che in barba al suo logo, ha deciso di parlare del mio saggio che di romantico non ha proprio nulla.

Di seguito il suo pensiero in merito ☟︎︎︎

ChiaramenteRomance blog

Recensito in Italia il 20 aprile 2021

Un saggio sulle carceri italiane, nella fattispecie sul carcere di Napoli, Poggioreale, un libro di denuncia delle crudeltà che si vivono al suo interno e dei diritti dei detenuti che vengono a mancare.
L’autrice dà voce a una ex guardia carceraria, chiamata l’Anonimus, e a questi si affianca per narrarci le atrocità che ha visto e vissuto sulla propria pelle. Certe immagini le abbiamo viste in tanti film o lette in altrettanti romanzi, qui però non essendo romanzati bensì reali fanno forse un altro effetto.
Capi mafia, delinquenti comuni, extracomunitari ecc tutti nelle medesime condizioni: sovrappopolamento delle strutture, mancanza di igiene, vessazioni continue, violenze fisiche e psicologiche.
Un carcere di per sé non è il luogo ideale in cui vivere, semmai quello in cui far ammenda per i propri crimini e a, volte, uno strumento di riabilitazione. In queste pagine, però, ci rendiamo conto che la realtà è tutt’altro.
Un interessante libro di denuncia che consiglio!

Recensione POGGIOREALE : L’ AMPUTAZIONE DELL’ ANIMA(Racconti Vissuti di un’ex Assistente capo di polizia penitenziaria) di Laura Parise


Buongiorno Bookers, oggi vi vorrei parlare di POGGIOREALE : L’AMPUTAZIONE DELL’ ANIMA ( racconti vissuti di un’ex Assistente capo di polizia penitenziaria) di Laura Parise…. Andiamo a vedere… Titolo: Poggioreale: l’amputazione dell’Anima. Racconti vissuti di un’ex Assistente capo di Polizia Autore: Laura PariseGenere: Narrativa Disponibile in ebook a € 4,99 E in formato cartaceo a € 14,55Pagina autore: I […]

Recensione POGGIOREALE : L’ AMPUTAZIONE DELL’ ANIMA(Racconti Vissuti di un’ex Assistente capo di polizia penitenziaria) di Laura Parise

Continuate la lettura di questa interessante recensione sul blog di Mary.

Io la ringrazio infinitamente per le sue parole.

Laura

Non c’è inadeguatezza


Non esiste inadeguatezza in amore;

la natura stessa del sentimento,

lascia trasparire nel nostro sguardo le mille emozioni che il cuore ci trasmette

e la felicità riempie i nostri occhi trasformandoli in relatori di racconti preziosi,

fatti di quelle segrete parole

Laura

Recensione del Romanzo/Saggio Poggioreale: l’amputazione dell’Anima


A cura del sito

https://www.milleunaparola.com/poggioreale-lamputazione-dellanima-laura-parise/

Recensione
“Poggioreale: l’amputazione dell’anima…” mai titolo fu più giusto. Leggere questo saggio di Laura Parise è stato per certi versi sconvolgente.

Leggere questo saggio di Laura Parise è stato per certi versi sconvolgente. Anche se non sono citate fonti ufficiali, alcuni dettagli e fatti raccontati in queste pagine sono facilmente reperibili on line sottoforma di articoli o video. L’Autrice, con sapienza e sagacia, raccoglie informazioni e porta, ulteriormente, allo scoperto la drammatica situazione di uno dei penitenziari che, fino a pochi anni fa, era considerato tra i peggiori d’Europa per sovraffollamento, e non solo. Non si tratta di un’analisi distaccata, ma un racconto di vita vissuta. Anonimus, ex Assistente capo delle Polizia Penitenziaria, descrive gli anni di servizio presso la casa circondariale napoletana con dovizia di particolari. Violenze, soprusi, umiliazioni, ma anche degrado, fatiscenza, corruzione, il tutto sotto gli occhi di chi dovrebbe vigilare in nome della legge. “Dura lex, sed lex”, peccato che questa massima non sia stata sempre, e solo, applicata in nome dello Stato, ma anche del politico corrotto di turno, del boss reggente, del clan più forte o semplicemente per “svago” o frustrazione di una guardia. La temutissima “cella zero”, vera e propria stanza delle torture per migliaia di detenuti, può essere considerata il simbolo dell’ingiustizia e dell’orrore. Ci fermiamo qui, non andiamo oltre, rischieremmo di spoilerare, per la foga di voler condividere e discutere con voi lettori, quanto appreso leggendo questo straordinario testo. Le parole di Anonimus sono devastanti, un macigno sul cuore che, se del tutto reali, getterebbero non poche ombre su un luogo di recupero trasformato nel peggiore dei gironi infernali di Dantesca memoria.

Riportiamo sotto alcuni passaggi che ci hanno particolarmente colpito:

“…ben pochi hanno salvato la loro psiche e se non danno segni di desiderio imminente al suicidio, una volta usciti dal carcere molti di loro non hanno trovato più pace.”

“Quando tutto era ed è marcio e corrotto, come può uno sparuto gruppo di persone riuscire a sovvertire regole e imposizioni che durano da tantissimo tempo e sono di norma e prassi in quasi tutti gli istituti penitenziari?”

«Ne ho viste troppe per continuare a tenere il prosciutto a foderarmi gli occhi come un tempo quando credevo nella giustizia, nello stato e nelle leggi».