15# La vostra voce – Cambiare identità per non morire – Laura Parise


Buongiorno cari lettori, oggi inauguriamo una nuova rubrica, “La vostra voce”, un’idea nata in collaborazione con il blog Tra due mondi, per dare voce e spazio ai vostri scritti. Appuntamento fisso ogni martedì e giovedì. Scheda Tecnica Titolo: Cambiare identità per non morire Autore: Laura Parise Genere: Giallo/rosa Copertina flessibile : 236 pagine Editore : Independently published Data pubblicazione: […]

15# La vostra voce – Cambiare identità per non morire – Laura Parise

Prossimamente dalla mia penna


La stesura è finita da un pò… l’editing è ormai in dirittura d’arrivo…

Vi avevo già parlato di un nuovo lavoro che mi aveva lasciato delle perplessità…

Beh, ormai ho sciolto ogni dubbio

Vi lascio uno scorcio di copertina…

Sarà una trama completamente differente da quelle che accompagnano il mio percorso scrittevole… nessuna striatura di rosa… molta cruda realtà…

Tratterò un tema molto delicato…

Presto scoprirete di cosa si tratta

Laura

Ti lascia un segno!


In questo post voglio parlarvi di una lettura che ho appena concluso. Il tema è di quelli davvero sensibili. Quelli che quando ti toccano lasciano il segno. È una lettura che mi sento si consigliare a tutti, sia uomini che donne perchè è giusto che tutti si venga sensibilizzati sull’argomento.

Recensione

“Anna. L’inferno in una bottiglia”

Questo libro di Martina Longhin si legge in un lampo e lascia dentro un profondo senso di rabbia e impotenza.

Leggere la storia narrata in queste pagine lascia veramente sgomenti.

Scritto in maniera fluida con una narrazione a tratti cruda che non lascia scampo all’immaginazione.

Ci son momenti che si sente sulla propria pelle.

Mi fà rabbia pensare che tante donne, nonostante abbiano denunciato quanto accade loro tra le mura domestiche, siano poi vittime di un sistema che non riesce a tutelarle a dovere. Facendo sì che tante altre, rinuncino a denunciare e continuino a sopportare fino alla tragedia.

Quando un amore malato, un’assurda ossessione, una violenza inaudita che viene amplificata da un vizio, quello dell’alcool, che stravolge una mente già malata, si concentrano in un solo individuo, i risvolti non possono che essere disastrosi.

Laura

Tri ste mente


Non ho più parole nè lacrime da versare e non mi restano che improperi da urlare

Degli urli potenti sono usciti direttamente dal mio cuore che mi hanno squassato il petto bruciandomi la gola

Rauca m’aggiro per queste vuote stanze mentre mi resta dentro un respiro affannoso e l’amaro fiele che m’invade il cuore

Bruciano le mie carni di febbre d’amore e bruciano i miei occhi dal sale che hai sparso sulle mie ferite

Non t’importa del mio dolore della mia pena e della mia disperazione, tu vedi soltanto la tua ossessione

Basta che quella presenza s’insinui tra noi e tu mi accantoni incurante del dolore che m’infliggi

Punisci me con lunghi distacchi come se fosse mia la colpa dei suoi attacchi

Non ti accorgi nella tua cieca ossessione che tutto questo stà uccidendo il nostro amore

Laura

I dispetti di WP


Cari amici blogger, sono davvero spiacente, ma a quanto pare WP ha deciso di farmi i dispetti.

Và bene che erano parecchi giorni che non aprivo la casella mail, e che circa 300 notifiche su altrettanti post da voi scritti e che seguo ormai da tanto tempo, erano lì pronte ad aspettarmi per esser lette, ma questo non giustifica ciò che mi è accaduto.

Ebbene, armata di buona volontà, perchè non metto mi piace senza prima aver letto quanto approvo, ho cominciato a leggere. Parto con il mio primo mi piace e… niente, si apre una mezza pagina google che si richiude immediatamente senza neppure darmi il tempo di vedere di cosa si tratta.

“Ritenta, sarai più fortunata”

mi dico fiduciosa, ma… niente! Dopo una decina di tentativi devo desistere, non c’è verso.

“Forse è un problema con il post”

penso, e quindi passo oltre e leggo un’altra poesia; mi piace, è dolce e piena di speranza, riattacco con il mi piace e…

Stesso problema. UFFA!!

Testardamente vado avanti,

“se non fossi loggata me lo direbbe, mi chiederebbe la password, uscirebbe qualche avviso…”

Penso…

Ma niente di tutto ciò accade.

Così armata di quella poca pazienza che mi è rimasta, passo alla prossima e ad un’altra ancora. Fino a decidere di lasciar perdere la casella di posta elettronica svuotarla definitivamente e andare direttamente sul reader.

Ma anche qui, il dispetto continua. Se apro per leggere non posso mettere mi piace. E buttar lì a casaccio dei mi piace tanto per far numero non mi và.

Risultato?

Mi è toccato rinunciare!

Mi scuso con tutti voi. Spero di riuscire a risolvere e di poter leggere e votare i vostri prossimi post.

Un saluto a tutti e buona estate

Laura

Solitario


Quando scende la sera guardi fuori le ombre che si allungano

Chiudi piano le imposte, accendi le luci e fai partire un pò di musica

Canticchi sottovoce mentre il fumo del sigaro riempie la stanza

Non dai segno di inquietudine per questa tua solitudine

Non ti pesa il silenzio, la mancanza di un abbraccio, di un bacio o una carezza

Non mostri sofferenze nel vedersi allontanare i fari dell’auto che la porta lontano da te

Non vuoi compagnia, non desideri condividere la notte con nessuno che non sia il tuo stesso respiro

Trascorri le ore ad arrovellarti la mente, perso in quei pensieri pungenti

Vorresti giustizia, ma temi che un giorno ella giunga a portarti via anche quel briciolo di speranza che culli da tempo

Solitario progetti quel futuro ombroso che anche di notte ti toglie il riposo

Vorresti regalare sorrisi, gioia e felicità a coloro che ami, ma temi che quei tempi siano ormai troppo lontani

Solitario ti accingi a passare la notte

Qualche fantasma ti fa compagnia, ma in fondo son anime come la tua, che non hanno ancora trovato la pace e con te si sentono in sintonia

Respingi chi ti ama per paura, forse, che un giorno ti possa lasciare nuovamente solo

E scegli di fare il solitario anche quando la vita ti ha messo accanto qualcuno che ti ama

Laura

Prossimamente…


In uscita molto presto il mio nuovo romanzo

Cambiare identità per non morire

La storia di Miriam

Una famiglia costretta alla fuga, costantemente in pericolo…

Una ragazza cresciuta nella paura e sempre pronta a guardarsi alle spalle…

Una vita sotto copertura…

Un amore sbocciato tra i drammi…

Vi dò appuntamento a presto su Amazon

Laura

Siamo in stand by


Ma viene da chiedere in stand by da cosa? Non volevo scrivere nel mio blog di questo periodo, ma mi rendo conto che non se ne può proprio farne a meno, tutti ne parlano, tutti ne scrivono e forse, si sfogano come sto per fare io.

Mi chiedo se e quando tutto questo finirà, se avrò ancora voglia di sognare.

I progetti, le speranze, le ribellioni, i sogni, le paure, le certezze, ma anche le incertezze, i sorrisi, le carezze, tutta la vita. Tutto fermo, immobile, senza nessuna possibilità di scegliere.

Viviamo come automi, chiusi dentro i nostri gusci, tenendo strette le paure e mostrando, a volte, uno strato di spavalderia che in fondo serve solo a nascondere il nostro malcontento.

Se almeno fosse vero che chi ha progettato tutto questo per rimettere in ordine il mondo lo stà facendo per il nostro bene futuro, forse non aveva calcolato i danni che stà compiendo.

Ma in cuor mio sento che non è così, che non è per l’interesse comune, o per salvare il mondo che è stata messa sù questa parodia di guerra fredda. Una guerra che non ci uccide ferendoci con pallottole o coltellate, che non sgancia bombe nucleari, ma che è peggio di un qualsiasi ordigno esplosivo.

Ci hanno colpito dove fà davvero più male. Nei nostri sentimenti, nelle nostre ansie, nelle nostre debolezze. Togliendoci la possibilità di incontrare i nostri simili, di confrontare le nostre idee, di stare accanto ai nostri cari. Ci hanno fatto diventare delle macchine senza carburante, costrette a star chiuse nei garage.

Giornalmente tempestati da notizie contrastanti, istigati a guardare il nostro vicino come se fosse il nostro nemico, a temere perfino di uscire per andare a comprare quel poco che ci serve per sopravvivere.

Non metto in dubbio che questo virus esista, e non vorrei con queste mie parole sminuire il GRANDE lavoro fatto da tutti i medici e infermieri che giornalmente si sfiniscono e danno tutto quello che hanno tra corsie e reparti di terapia intensiva, o che purtroppo per loro, abbandonati al proprio destino, perdono la vita proprio perchè troppo dediti al loro lavoro. Qualcuno ha riflettuto sul fatto che se son periti tanti medici e infermieri è proprio perchè, loro poveretti, sono costretti a fare turni di lavoro massacranti che li debilitano notevolmente abbassando quelle difese immunitarie che, se avessero lavorato, non solo in sicurezza, ma anche avendo il dovuto riposo, probabilmente non sarebbero pertiti?

Ma allora perchè quando ci tempestano di numeri catastrofici, non dicono la verità? Perchè non ci dicono che nello stesso periodo dello scorso anno, erano ugualmente morte altrettante persone per l’influenza che è passata accanto a tutti noi? Perchè vogliono a tutti i costi farci sentire responsabili del contagio? Forse perchè gli scorsi anni non c’era in atto un piano assai ben congeniato per portare il nostro paese alla rovina? Perchè se guardiamo bene cosa stà accandendoci intorno, ci renderemo conto di quanti di noi stanno perdendo tutto quello per cui avevano sacrificato le loro vite, i loro affetti, i loro risparmi. E allora tra poco tempo cosa accadrà? Come faranno queste persone a continuare ad andare avanti? Stiamo davvero precipitando in un baratro, sempre più profondo e terrificante.

In questo paese, dove tutto è burocrazia, dove a tutte le iniziative vengono messi i bastoni tra le ruote, le difficoltà di ripartire saranno immani. Se si pensa che con un gruppo di scrittori abbiamo realizzato un libro i cui, tutti proventi netti, vorremmo destinarli ad una onlus, Avis, protezione civile o qualcuno di loro, per dare una mano concreta, e che ancora dopo un mese non siamo riusciti a sbloccare la cosa per via del fisco… Come si può pensare che un qualche sogno di ricrescita potrà in qualche modo realizzarsi?

In questo periodo di chiusura obbligata, tutto è rimasto in stand by, tutto in attesa di quel che forse un giorno potrà essere, e niente sarà mai semplificato.

Psicologicamente stiamo candendo pian piano tutti a pezzi. Tutte le nostre certezze, i nostri sogni, i nostri progetti stanno pian piano sgretolandosi come stanno sgretolandosi  tante coppie. Questa innaturale modalità di vita, ci stà portando alla distruzione. Non siamo fatti per restare obbligatoriamente chiusi tra quattro mura, ognuno di noi ha sempre cercato di evitare la prigione comportandosi in maniera onesta, leale e corretta. Eppure eccoci qui. Ci dicono per il nostro bene, ma sarà davvero così. Personalmente ne dubito.

Se fosse davvero per il nostro bene, ci avrebbero dato la possibilità di combattere per risollevare il nostro paese, per farci tornare a prosperare invece di obbligarci restare seduti sul divano in attesa che la catastrofe si compia.

Di norma sono ottimista, ma sinceramente ora come ora mi chiedo dove trovare un punto d’appiglio per credere che tutto andrà bene.

Laura

Caos


Il caos della mente se ne và a braccetto con il caos del cuore

Smarriti i pensieri vagano e si scontrano con le pulsazioni accellerate creando un’inevitabile caos nel corpo e nella mente

Le giornate trascorrono distorte in questo momento particolare

Sentimenti contrastanti con la voglia di volare lontano da tutto, in un mondo migliore

Ma finchè il sangue scorrerà nelle vene e l’ossigeno entrerà nel nostro corpo attraverso i respiri e i tanti sospiri

Questo è l’unico mondo dove ci è concesso vagare

No, non vagare perchè nel caos generale ora siamo fermi rintanati in casa come talpe

Dovremmo poter avere la possibilità di cadere in letargo, come orsi polari rinchiusi nelle nostre casette dormire sonni profondi fin quando, non il principe azzurro, ma forse una fata turchina, spanderà sulla terra la sua polvere di stelle

Ma quale polvere di stelle, nessuno sparge nulla che possa rendere questo mondo migliore, ognuno fà a gara per spargere scie chimiche sempre più potenti, per farci diventare robot viventi

La smania di ribellarsi è solo a parole, tutti succubi di chi ha in mano le nostre vite, il nostro futuro e tra un pò il nostro cuore

Siamo miliardi ma lasciamo che sia solo un pugno di uomini a decidere per noi

Abbiamo perso di vista tutto quello che ha sempre avuto valore, per accumulare

Sognamo costantemente di poter restare a casa a non far niente

E ora che ci hanno costretti, ora che avremmo il tempo tanto desiderato, o che potremmo godere tutto quello che abbiamo accumulato

Ora tutto questo non ci interessa più

Ora smaniamo per poter avere quel che avevamo, poco, stressante e faticoso ma in ogni caso non noioso

C’è il caos che regna silenzioso tutt’intorno e fastidioso dentro di noi

Paure, ansie, preoccupazioni, noia, fastidio e malumori

Chissà come ne usciremo, se più forti o più morti

Più sereni o più distorti

Laura

Ci lega un filo


È tanto che non scrivo della mia amata 💙⚪❤🖤⚪💙

Non perchè l’abbia dimenticata, o perchè io sia come quelli che salgono sul carro dei vincitori e poi si nascondono appena le cose van male.

A dir il vero tutti i giorni mi trovo a commentare o leggere notizie su di lei. Non lo faccio qui per non tediare i miei lettori, ai quali probabilmente non gliene importa un accidente.

Ma oggi ho deciso di metter giù due righe perchè stiamo davvero vivendo un momento assurdo della nostra storia. Il più brutto a quanto io possa ricordare.

Siamo stati una squadra a volte non di altissimo livello, ma qualcosina di buono abbiamo pur fatto negli anni passati.

Hanno vestito la nostra maglia grandi campioni come Mancini, Vialli, Gullit, Pagliuca, Vierchowod, Mihajlović, solo per citarne alcuni… e grandi allenatori si sono seduti sulla nostra panchina Boskov, Eriksson, Bersellini…

Qualsiasi tifoso di qualsiasi squadra avrebbe voluto avere un immenso presidente come è stato il nostro Paolo Mantovani che ci ha portato a vincere il primo e ahimè unico scudetto.

Abbiamo vinto un numero discreto di coppe e visto retrocessioni, salvataggi in sona Cesarini, promozioni da cardiopalma, problemi societari (vedi Lolli Ghetti) ma mai come in questo periodo abbiamo avuto un serio motivo per contestare la società.

Noi tifosi, proprio perchè alla nostra amata ci lega un filo, siamo sempre stati presenti nella buona e nella cattiva sorte, abbiamo cantato i nostri inni e sventolato le nostre bandiere portando in giro per il mondo orgogliosi i nostri meravigliosi colori.

Siamo conosciuti dappertutto per la squadra con la maglia più bella del mondo.

Ma quello che in questo ultimo periodo ci stà facendo soffrire è quella posizione in classifica, le troppe notizie negative che continuano ad uscire quotidianamente sulla dirigenza che ormai è diventata una barzelletta della quale noi ci vergognamo profondamente.

Sin dall’inizio avevamo capito che quel personaggio che si era appollaiato sulla poltrona della nostra presidenza non era degno della nostra amata.

Per quanto non fossimo i più grandi, avevamo comunque uno stile invidiabile, una certa classe! E questo personaggio cozzava in toto con il nostro modo di essere.

Pian piano che il tempo passava, abbiamo capito che il suo era solo mero interesse, non passione per la nostra squadra. Per lui era solo un modo come un altro per far quattrini e riempirsi le tasche.

Quante volte ci ha derisi, ha deriso la nostra città, offesi con le sue dichiarazioni…

Pian piano ha portato quel malcontento generale che si stà rispecchiando in tutto e per tutto domenica dopo domenica sia sul campo che sugli spalti.

I tifosi che comprano gli abbonamenti dovrebbero ricevere un occhio di riguardo da chi intasca i loro quattrini.

I giocatori che al momento scendono in campo, fanno fatica ad onorare la maglia. Detto tra noi, non mi stupirei se uno di questi giorni non uscisse fuori la notizia che non ricevono neppure lo stipendio… ormai tutto è possibile.

Abbiamo fortunatamente un Signor allenatore, che prova in tutti i modi a farci risalire la china, ma vuoi la sfortuna aggiunta ad errori banali, la poca concentrazione, i limiti tecnici, la poca grinta e forse anche uno sbandamento psicologico dovuto alle numerose notizie quotidiane e ci ritroviamo proprio dove siamo oggi! In fondo, quasi con l’acqua alla gola.

Noi tifosi siamo sempre attaccati alla squadra, quel filo non si spezza lo dimostra la nostra costante presenza ed il nostro costante incitamento, ma meritiamo di vedere in campo la stessa grinta che noi mettiamo sugli spalti.

Non sono di natura pessimista e sono convinta che possiamo ancora farcela, sarà dura, durissima fino alla fine, mancano ancora tante partite…

Sarebbe bello non leggere più alcuna notizia che possa illuderci su un futuro migliore fintanto che non ci sia la certezza che qualcuno che ama come noi la nostra Sampdoria diventi finalmente il nostro nuovo presidente.

Noi ci siamo e ci saremo sempre perchè…

Laura