È un polpettone


Ci son modi e modi di fare il polpettone di carne… ripieni differenti a seconda dei gusti… chi lo cuoce nella salsa di pomodoro, chi al forno… questo è il mio:

Ingredienti:

300 g di carne macinata mista
1 uovo
2 cucchiai di parmigiano grattugiato
2 peperoni corna di bue (+ altri 3 per il contorno)
1 zucchino
100 g di scamorza bianca tritata
1/2 cipolla
1 sottiletta
2 cucchiai di olio d’oliva
Pangrattato q.b.
Prezzemolo tritato
1/2 dado vegetale
Paprika dolce
Sale e pepe

Arrostire i peperoni e pulirli lasciando le falde di due peperoni intere.
Impastare la carne con l’uovo, il parmigiano, il prezzemolo, la paprika, sale e pepe, e il pangrattato q.b. per ottenere un impasto compatto. Poggiare l’impasto di carne su un foglio di cartaforno, ricoprirlo con della pellicola e con il metterello tirare una sfoglia alta ca 1 cm. Eliminare la pellicola.
Cospargere con la scamorza tritata, adagiarvi le falde di peperoni e sottili fettine di zucchino ottenute con il pelapatate. Porre al centro la sottiletta divisa a metà.
Salare e pepare e con l’aiuto della cartaforno arrotolare il polpettone. Con le mani unte di olio far combaciare bene tutte le parti.
Scaldare la padella con il restante olio, porre il polpettone a rosolare facendolo girare da tutti i lati. Unire quindi la cipolla affettata, il dado sbriciolato e il restante zucchino tagliato a tocchetti. Bagnare con un dl di acqua tiepida e far cuocere a fuoco moderato con coperchio per ca 30 minuti rigirandolo delicatamente di tanto in tanto. Se si asciugasse troppo aggiungere man mano un pochino di acqua.
Servire con i restanti peperoni arrostiti conditi con un filo d’olio, sale, pepe e origano.

Buon appetito

Laura

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Gli zucchini incontrano il mare


Lo sò… lo sò… adesso il prezzo non è proprio il più a buon mercato… ma… se una volta ogni tanto si vuol cambiare un pò… magari per primo facciamo una bella pastina in brodo vegetale che è semplice veloce ed economica, e poi deliziamoci con questo secondo…

Ingredienti:
3 zucchini grandi
1 scatoletta di tonno da 160 g
1 uovo
1 cucchiaio abbondante di parmigiano
Olive taggiasche denocciolate sott’olio
1 cucchiaio di capperi sotto sale
4 filetti di acciuga sott’olio
Prezzemolo e maggiorana
1/2 cipolla piccola
Sale e pepe
Pan grattato q.b.
Un filo d’olio d’oliva

Pulire gli zucchini alle estremità, tagliarli nel senso della lunghezza e con l’aiuto di uno scavino asportare quanta più polpa possibile facendo attenzione a non rompere il guscio.
Mettere a bollire una pentola con acqua salata e quando bolle tuffare gli zucchini svuotati e farli cuocere per 3 minuti ca.
Tritare la polpa. Tritare la cipolla e farla rosolare in un cucchiaio d’olio. Unire la polpa salare e pepare. Far asciugare bene.
Sbriciolare il tonno ben sgocciolato, unirvi i capperi dissalati e tritati, le acciughe tritate, la polpa degli zucchini, il prezzemolo tritato, un pò di maggiorana sbriciolata, l’uovo, il parmigiano e pangrattato q.b. in modo da ottenere un ripieno sodo. Regolare di sale se necessario.
Riempire con il composto i gusci che avrete adagiato su una teglia foderata di cartaforno leggermente unta.
Decorare con le olive intere ed infornare a 200° C in forno ventilato fin quando non saranno ben dorati.

Buon appetito

A… mare…


Voglio sentire il mare

Sentirlo dentro

Ascoltare il suo canto

Le sue grida

Le sue incazzature

I suoi sussurri

I suoi consigli…

Lui non è mai silenzioso

Non è mai riflessivo

Non è mai banale

Non è mai noioso.

È impetuoso, a volte aggressivo

Ma sempre sincero

Sempre se stesso…

Non t’inganna

Non ti canta sempre la stessa ninnananna

Non ti adula

Non ti convince

Le sue acque non sono mai placide e tranquille.

Lo sai da sempre che potrebbe essere pericoloso

Ma è il suo fascino misterioso.

Voglio gli spruzzi salmastri sul viso

Che come carezze lasciano il segno

Di salsedine che si asciuga sulla pelle

Voglio il suo abbraccio

Non m’importa che sia umido o gelato

Non m’importa che sia forte e cruento

O dolce e delicato.

Voglio ancora e ancora sentir la sua melodia

Che non stanca mai l’anima mia.

Laura

I guardiani del faro 2


Rivisto e corretto.

La luna quella sera non rischiarava il cielo come al solito, faceva capolino di tanto in tanto tra una nube e un’altra, una lieve brezza e il fruscio dell’acqua che tornava indietro nella risacca, riempiva la notte. Presto il tempo sarebbe cambiato, lo sapevano, ma non importava loro, la burrasca non li avrebbe disturbati, il vento che ululava tra le rocce avrebbe fatto loro compagnia.

Camminando mano nella mano nell’oscurità della notte, adesso che nessuno poteva scorgere che due sagome avvinghiate, continuavano a  passeggiare sulla riva scambiandosi di tanto in tanto un lungo bacio appassionato, sorridendosi e scrutando i visi attraverso le ombre create dalla notte.

Erano ancora del tutto increduli, sembrava loro di vivere in un sogno, quel sogno che avevano a lungo accarezzato, ma che spesso sembrava sfuggir loro di mano, allontanarsi e diventare una mera chimera. Essere lì, finalmente insieme in quel momento… era tutto quello che avevano sempre desiderato.

Lo scintillio dei raggi lunari sulle scure acque, l’odore della salsedine che li avviluppava, anche i cani correvano e saltavano sulla sabbia, si rincorrevano nell’acqua e scodinzolavano andando loro incontro come a voler confermare che anche per loro quello era il luogo magico.

Il vento si era alzato all’improvviso, gonfiando le onde. Il rombo dell’acqua che sbatteva sulla scogliera diventava sempre più assordante. Spruzzi di acqua salmastra raggiunsero i loro volti, ma incuranti continuarono a tenersi stretti in un abbraccio, guardando affascinati il potere della natura. Le acque in tempesta avevano un potere ipnotizzante, per loro era come una dolcissima melodia. Amavano quello spettacolo, come si amavano l’un l’altra. Erano due anime che avevano vagato a lungo attraverso le peripezie della vita, prima d’incontrarsi e riunirsi.

Risalirono su per la scogliera continuando a tenersi per mano, fermandosi ancora di tanto in tanto per scambiarsi un sorriso, un bacio, incuranti del vento che aumentava la sua forza, scompigliava loro i capelli, e li avvolgeva con la sua potenza.

“Ti amo”

gli sussurrò lei

“Ti amoooo”

gridò lui nel vento scostandole una ciocca di capelli che le copriva gli occhi.

“E se il paradiso fosse un questo?”

chiese lui.

Lei si rannicchiò tra le sue braccia, appoggiando il volto sul suo petto per ascoltare il tuonare potente del suo cuore. lo cinse con le braccia per tenerlo stretto a se.

Non sapeva cosa quello fosse, ma per il momento per lei quello era il paradiso.

Raggiunsero il punto in alto dove si trovava il loro rifugio, la loro casa, il loro nido d’amore. Era lontano dal mondo, era il loro mondo. Non avevano bisogno di altro, avevano tutto. Avevano il loro amore, la loro complicità, la loro tenerezza, il loro voler vivere e respirare l’uno per l’altra, avevano l’immensità del mare, la libertà di vivere, respirare, sognare, ridere e gioire di quelle piccole cose che facevano di loro le persone più ricche del mondo.

Avrebbero dormito in cima al faro, facendo l’amore con il rumore del mare come sottofondo…

Loro i guardiani del faro!

 

Laura

Personalizzare si può


Tutto può e deve essere personalizzato, per non risultare sterile, globale, e senza sentimenti.

Questo è il periodo dell’anno in cui ci si scambiano milioni di auguri… una volta si inviava per posta qualche cartolina ai parenti più stretti, perchè comunque diciamoci la verità; anche solo l’acquisto di qualche cartolina compresi i francobolli era comunque un piccolo investimento.

Però era bello ricevere la cartolina vergata a mano, con un pensiero, magari anche scarabocchiato, ma comunque ad personam!

Oggi, a parte che il capitale da investire si è quintuplicato, sono davvero poche le cartoline d’auguri che circolano nei sacchi postali, e che a volte arrivano anche quando le feste son belle che finite!

Però, c’è un aspetto che magari non si è preso in consoderazione… gli auguri che ci giungono on time e on line sono molti di più, da molte più persone, e perchè questo? Perchè sono gratis, perchè sono veloci e perchè si fà presto a reciclare.

Basta che ci sia la prima anima che invia una cartolina virtuale, e poi con qualche click, ecco che quella cartolina si clona magicamente e finisce a tutti i nostri contatti, amici, zie, cugini, nonni, cognate, nipoti, parenti alla lontana. È sempre la stessa che viaggia. E a volte ci torna indietro con lo stesso nostro intento… fare velocemente gli auguri senza star troppo a studiare la frase adatta!

C’è chi potrebbe obbiettare dicendo che: l’importante è il pensiero…

Ma il pensiero di chi? Di chi è stato più svelto con il primo invio?

E così ora torno al titolo di questo post…

Personalizzare si può!

Basta solo volerlo, basta solo dedicarci qualche minuto… abbiamo in pratica un anno per organizzarci e tanti RAM di memoria per preparare per tempo il tutto. E così, anche se saranno cartoline virtuali, saranno comunque scritte con il cuore, usando quel che più di prezioso abbiamo ai giorni nostri… il tempo che avremo impiegato per prepararla… per pensarla… per scriverla.

Non importa se lo sfondo sarà uguale per tutti… l’importante è che il contenuto, il pensiero, e la frase sia stata pensata apposta per ognuno di loro.

Io ho usato questa. Ho fatto la lista delle persone a cui avrei inviato i miei auguri, e con tanta pazienza ho realizzato tantissimi biglietti d’auguri

Con mia somma soddisfazione, gioia, e tanto tanto piacere, ognuno di coloro che li hanno ricevuti ha enormemente apprezzato.

Laura

Fermare il tempo


Quando sei felice, quando il mondo ti sorride, quando hai raggiunto la serenità cercata da tempo, quando hai accanto a te la persona perfetta, la persona che hai aspettato a lungo e che la vita ti ha regalato solo quando ormai non ci speravi più

Allora…

Vorresti che un attimo durasse ore

Che un’ora durasse un giorno

Che un giorno durasse una settimana

Che una settimana durasse un mese

Che un mese durasse un anno

Che un anno fosse eterno

Vorresti poter fermare il tempo e assaporare ogni attimo; istante dopo istante, respiro dopo respiro, bacio dopo bacio.

Laura

Dice il saggio…


Al contadino non devi far sapere…

Quant’è buono il formaggio con le pere!

Anche se credo che ormai lo sappia già da un pezzo 😂😂😂

Oggi…

Risotto con pere, formaggi e semi di zucca

Ingredienti:

280 g di riso per risotti

1/2 cipolla bianca

Brodo vegetale

20 g di burro

2 sottilette

150 g di formaggetta di pecora

2 pere

60 g di parmigiano grattugiato

Sale e pepe q.b.

Due cucchiai di semi di zucca

Far imbiondire la cipolla tritata nel burro (io aggiungo un pizzico di sale e pepe che contribuisce ad ammorbidirla e ad appassire meglio) unire il riso e farlo tostare. Proseguire la cottura aggiungendo brodo vegetale q.b. come per un normale risotto.

Nel frattempo pelare le pere. Tagliarle a fette e poi a piccoli quadretti avendo cura di tenere qualche fettina da parte per la decorazione.

Tagliare a piccoli quadrettini il formaggio di pecora.

Quando al riso mancheranno ca. 4 minuti di cottura, aggiungervi i quadrettini di pera e formaggio.

Regolare di sale e portare a cottura.

Aggoungere quindi le sottilette e togliere dal fornello. (Per far sciogliere le sottilette basta coprire per un minuto la pentola)

Per completare la mantecatura aggiungere il parmigiano e una generosa macinata di pepe nero.

Impiattare e decorare con le fettine di pera e i semi di zucca.

Buon appetito

Laura

Teniamoci leggeri


Tra qualche giorno ci saranno le grandi manovre in tutte le cucine…

Tutti impegnati nella preparazione di cenoni, grandi pranzi, intingoli e leccornie varie.

Perciò, forse, tanto per prevenire, secondo il mio modesto avviso, sarebbe meglio adesso mangiare un pochino più leggero…

E così io vi propongo questa mia ricettina leggera leggera…

Polpettine di zucchini e ricotta

Ingredienti:

2 zucchini medi
200 g di ricotta
2 cucchiai di parmigiano
1 uovo
Maggiorana
Noce moscata
Sale e pepe
Pane grattugiato q.b.
olio d’oliva

Grattugiate gli zucchini a crudo, mescolateli con sale e pepe e lasciate riposare per almeno 30 minuti (anche più).
Strizzateli tra le mani per eliminare l’acqua di vegetazione.
Mescolatevi i restanti ingredienti regolado di sale e unenedo pane grattugiato fino ad ottenere un impasto morbido ma sodo.
Foderate una padella con cartaforno. Ungetela leggermente con l’olio.
Formate le polpettine ed adagiatele sulla carta.

Lasciate riposare un’oretta. Coprite la padella e fate cuocere a fuoco medio per ca 20 minuti girandole a metà cottura.
In alternativa cuocerle in forno ventilato a 180° C in per ca 20 minuti girandole a metà cottura.

Servirle tiepide con un’insalata mista.

Buon appetito
Laura

Se le stelle stanno ad ascoltare…


Se stanotte il cielo è meno luminoso, non ti preoccupare amore

È colpa mia…

ho raccolto una miriade di stelle

Son così belle…

Le ho conservate con cura

E ad una ad una

ho raccontato loro tutti i nostri sogni

Pazienti loro son state ad ascoltare nel loro magico silenzio.

Le libererò pian piano,

Così che i nostri sogni uno dopo l’altro, saliranno sù nel cielo in una scia luminosa.

E sarà lì che verranno custoditi per esser esauditi

Laura

Crêpes di stagione


Oggi ho deciso di coccolarmi…

Ho preparato un piattino speciale, veloce ma di grande effetto!

Ingredienti:

Per le crêpes

1uovo
35 g di farina 00
120 ml di latte
Sale
1/2 cucchiaino di olio d’oliva
Burro q.b.

Per il ripieno:

150 g di zucca
10 g di funghi porcini secchi
150 g di funghi freschi a piacere
1/2 cipolla piccola
1 spicchio d’aglio
15 g di burro
Sale, pepe, noce moscata
Prezzemolo tritato
Sottilette

125 g di panna ai funghi

Ho preparato la pastella per le crêpes e l’ho lasciata riposare ca. 30 minuti.
Messo a bagno i funghi con acqua calda.
Tritato la cipolla e fatta rosolare con il burro e lo spicchio d’aglio schiacciato (poi l’ho tolto).
Pulito la zucca e tagliata a piccoli cubetti. Pulito e affettato i funghi. Ho unito le verdure e i funghi ammollati in padella e fatto ben insaporire. Aggiunto sale e pepe, e ho sfumato con un pò di acqua dei funghi e portato il tutto a cottura. Alla fine ho aggiunto il prezzemolo tritato tenendone un pochino da parte e una grattuggiata di noce moscata.
Nel frattempo ho cotto le crêpes in una padellina unta con un pochino di burro.
Ho adagiato mezza sottiletta su ogni crêpes e suddiviso le verdure. Arrotolato. Posto i cannelloni nella stessa padella dove ho cotto la zucca e i funghi. Ricoperto con la panna, il restante prezzemolo e una macinata di pepe.
Chiuso la padella con un coperchio e fatto ridurre la panna. Volendo potete passarle in forno a farle gratinare, in tal caso aggiungete un pochino di formaggio grana grattugiato.

Buon appetito

Laura