Le seconde edizioni


Voi cosa ne pensate delle seconde edizioni?

La crescita personale di uno scrittore e del suo stile è in costante evoluzione. Rileggendo uno dei miei testi, mi sono resa conto che aveva bisogno di una seconda edizione e quindi di un restyling oltre che di una copertina più accattivante.

E così, sono lieta di annunciare che da domani su Amazon sarà disponibile l’ebook in seconda edizione di “Ascoltando il mio cuore”.

Il cartaceo sia con copertina morbida che rigida è già in vendita.


Questa la trama:


Prossima alle nozze, Giada è piena di dubbi. Perché il pensiero di sposarsi le mette gli incubi? In fondo è stata una sua scelta. Non ne poteva più di vivere in famiglia, ma la soluzione da lei adottata le fa ancora più paura. Si sente ormai costretta ad andare avanti, nonostante si sia resa conto di non amare Giulio. Non riesce a trovare una soluzione, non ne ha la forza, il coraggio e sopratutto le manca la giusta spinta per cambiare. Fino a quando incontrerà Davide, che con dolcezza e fermezza le insegnerà a conoscersi e rivalutarsi. Davide si dimostrerà un grande amico, l’aiuterà a rivedere le sue scelte di vita, a programmare un altro futuro, combatterà la battaglia al suo fianco e la spingerà con tenerezza e costanza a riconoscere il vero amore.Grazie all’amicizia di Davide, Giada sopporterà le difficili conseguenze causate dalla rottura del fidanzamento, le grandi divergenze che si creeranno con i genitori. Avrà finalmente il coraggio di affrontare suo padre e sua madre e confidare loro tutti i disagi patiti nell’infanzia.Nonostante il futuro incerto, senza lavoro, con un appartamento nuovo da mantenere, non rinuncerà alla crociera dei suoi sogni; sarà proprio Davide che le farà buona compagnia a bordo della “Princess of sea”.

Buona lettura

Laura

🍋Diplomatica al profumo di limone🍋


Caro lettore, oggi, torno ad una delle mie passioni, la cucina e ti propongo un po’ di dolcezza. La ricetta di una diplomatica da me rivisitata.

Sembra difficile, ma in realtà è semplicissima. Ti svelo come ottenerla.

Diplomatica al profumo di limone

Il giorno prima prepari il pan di spagna :
2 uova intere
100 g di zucchero
50 g di farina
50 g di maizena o fecola di patate un pizzico di sale e uno di bicarbonato
una grattatina di buccia di limone.

Sbatti le uova per almeno 5 min con lo zucchero, il sale e il limone. Poi aggiungi la farina setacciata con la maizena e il bicarbonato. Mescoli. Usi una teglia rettangolare della misura di ca. 25×14 foderata con la carta forno. Inforni a 180° ventilato per ca. 15/20 min dipende dal forno.

Il giorno dopo tagli via i bordi al pan di spagna, e tagli via anche un sottile strato sia sopra che sotto. Prepari la crema chantilly:
1 tuorlo d’uovo
2 cucchiai di zucchero
1 cucchiaio di farina
200 ml di latte
150 ml di panna da montare
qualche goccia di essenza al limone.

Scaldi il latte senza farlo bollire. Nel frattempo sbatti l’uovo con lo zucchero, poi metti la farina e infine diluisci con il latte caldo. Porti sul fornello e cuoci la crema mescolando sempre. La metti a raffreddare.

Nel frattempo srotoli la pasta sfoglia e tagli due pezzi della misura del pan di spagna. Bucherelli bene con la forchetta, ci spargi sopra un po’ di zucchero e inforni a 200° fino a quando non sarà dorata.

Monti la panna, ci aggiungi la crema pasticcera ormai fredda e l’essenza.

Ora assembli.

Uno strato di sfoglia, uno strato di crema (ca. metà) bagni sopra e sotto il pan di spagna con un’emulsione di liquore al limone, acqua e succo di limone. Appoggi il pan di spagna sulla crema, ricopri con la restante crema e infine con la seconda sfoglia.

Buon appetito

Laura

Ritorno


È il titolo che ho dato ad un breve racconto con il quale ho partecipato ad una rubrica di scrittura intitolata #scrivereinautunno

Le regole erano quelle di scrivere immaginando il/la protagonista seduto in una caffetteria che osservava fuori dalla vetrata le foglie secche che svolazzando seguono il vento.

🍁✍🍁

Tornare in quel luogo, soprattutto d’autunno, gli riportava alla mente meravigliosi pomeriggi trascorsi con i ragazzi del posto a raccogliere castagne, in cerca di funghi o semplicemente a calpestare nel bosco le foglie rinsecchite cadute dai rami, quando, le preoccupazioni erano solo degli adulti, le raccomandazioni le ascoltava con un’alzata di spalle e il suo unico desiderio era quello di assaporare le invitanti labbra di Sarah, la figlia di Marta, la migliore amica di Diana sua madre.

Ma lui, per lei, era solo uno dei tanti conoscenti. Sarah dava a tutti i ragazzi poca confidenza, si dedicava quasi esclusivamente allo studio, alla raccolta fondi per la casa anziani che sua madre gestiva e difficilmente si lasciava convincere ad andare a bighellonare in giro. Era sempre così impegnata, così seria, così lontano dal suo mondo che George non aveva quasi il coraggio di avvicinarla se non fosse stato per quelle volte che lei accompagnava la madre a far visita alla sua e lui si trovava per puro caso tra le mura domestiche. Quelle visite erano per lui momenti di pura gioia, poterla guardare anche solo di nascosto, imprimersi nella mente ogni suo minimo dettaglio, ascoltare il suono melodioso della sua voce quando veniva interpellata dalle domande di Diana e lei si accalorava nel raccontarle dei suoi innumerevoli impegni.

Sarah, sembrava non rendersi conto di quanto fosse bella, di quanto la sua innata grazia lo incantasse e di come il suo sorriso aveva il potere di illuminare anche la più cupa delle giornate. Aveva addosso i colori dell’autunno. Morbidi capelli lunghi del colore delle castagne trattenuti dal cerchietto arancione come le foglie appena cadute, occhi verdi come gli aghi dei pini sempreverdi ombreggiate da folte ciglia, labbra rosse come le bacche e guance che, a un complimento inaspettato, le si colorivano come il melograno maturo. 

Non aveva notizie di lei da quando si era trasferito per lungo tempo all’estero per migliorare il suo curriculum di medico. Nessuno era a conoscenza del suo amore segreto per quella ragazza e sua madre non gli aveva mai dato notizia di lei nelle sue lunghissime telefonate. Ma adesso stava tornando, aveva finito di gironzolare per il mondo, voleva finalmente mettere su il suo studio e voleva farlo nel suo paese natio.

Chissà in quanti si sarebbero stupiti nel vederlo adesso. Qualcuno probabilmente non lo avrebbe neppure riconosciuto. Cinque anni sono molti, e il suo peregrinare non solo lo aveva maturato mentalmente ma anche fisicamente. Ora, a ventotto anni, non era più quel ragazzo gracilino, magro e senza muscoli che aveva lasciato Chester.

Adesso era un uomo con un fisico asciutto e ben scolpito, con spalle larghe e gambe tornite; i riccioli ribelli castano scuro che gli coprivano gli occhi avevano lasciato il posto ad un taglio curato che lasciava libero il suo sguardo profondo come le acque dei Finger Lakes i laghi allungati di origine glaciale che sembrano formare le dita di una mano presenti nel Vermont.

Si era fermato in quella caffetteria all’inizio del paese per calmare quell’impellente desiderio di caffè che lo aveva colto, ne era quasi dipendente.

Non aveva fretta, sua madre non lo stava aspettando, lui non le aveva ancora comunicato il giorno del suo arrivo. Voleva farle una sorpresa.

Seduto al tavolino dietro la vetrata che dava sul giardino osservava le foglie degli alberi che cadevano al suolo formando un tappeto dai mille colori caldi come il liquido che stava sorseggiando. Il giardiniere stava tentando di raccoglierle, ma un venticello dispettoso non appena lui ne aveva radunate un po’ soffiava sul mucchio appena formato creando mulinelli di foglie che si libravano nell’aria andando a spargersi nuovamente sul vialetto.

Lo scampanellio della porta annunciava l’arrivo di un nuovo avventore.

«Buongiorno Daila, tutto bene stamattina?»
Quella voce! L’avrebbe riconosciuta tra mille e la risposta della proprietaria del caffè gli confermò quanto il battito accelerato del suo cuore gli stava già dicendo.

Cosa ve ne pare?

Laura

Grazie


Oggi voglio ringraziare un’autrice Giada Grimaldi che è anche una lettrice ed ha lasciato la splendida recensione che riporto qui di seguito al mio romanzo

Le avversità non fermano l’amore

Non è il primo romanzo che leggo di Laura Parise, e di lei ho capito che ama raccontare i sentimenti genuini, quelli che spesso dimentichiamo presi troppo dalla vita frenetica che conduciamo. Leggerla porta a fermarsi un attimo per rammentare il buono che abbiamo tutti i giorni.

Rachel ha perso sua figlia per una grave malattia, scandisce le sue giornate tra lavoro e casa, cerca di andare avanti ma non sempre è semplice. Per tre settimane viene assegnata come fisioterapista di una ragazzina, Jenny,  affetta da SMA una malattia che tra le altre cose la costringe a stare su una sedia a rotelle. Il rapporto tra le due non è semplice da subito, anche perché Jenny è cresciuta sotto la costante protezione di suo padre Kevin. L’uomo si è ritrovato solo e con una figlia malata, la cosa più naturale per lui è stata di chiudersi a riccio e tenere al sicuro la sua bambina anche se ciò l’ha tenuta fuori da un mondo che invece avrebbe bisogno di vivere e scoprire nonostante tutto. Rachel si insinuirà con garbo e delicatezza in questo equlibrio precario ma che funzionava…dove porterà la sua presenza? E se in realtà sarà anche lei a guarire le sue ferite?

In questa storia i protagonisti sono tre, a modo loro sono feriti e vivono per abitudine più che per emozioni, ed è triste rendersene conto. Rachel sopravvive ad un dolore immenso, Kevin combatte con i sensi di colpa, Jenny crede di non avere alternative. Eppure tutti e tre innescheranno involontariamente una serie di eventi che li avvicinerà fino a creare un legame che va oltre il guarirsi a vicenda. L’amore, in tutte le sue forme, può tutto, e in questa storia, pagina dopo pagina è proprio ciò che accade.

La storia è ben articolata, si vede che l’autrice si è documentata e ha raccontato sicuramente gli aspetti della malattia che non devono scoraggiare, insomma ha cercato di ricordarci che il bicchiere può essere sempre mezzo pieno piuttosto che mezzo vuoto, e questo l’apprezzamento tanto.

Cosa ne pensate? Io, la ringrazio per questa sua bellissima recensione, soprattutto perchè ha capito quanto reale io ci abbia voluto mettere nel raccontare di una malattia che purtroppo condiziona non solo la vita di chi la subisce, ma anche inevitabilmente di chi vive e ama una persona costretta a questa vita piena di difficoltà, e di aver letto così attentamente il mio libro.

Laura

Amiche del cuore


Nelle ultime 4 settimane ho partecipato al gruppo di lettura per l’uscita del nuovo libro dell’autrice Laura Parise: Amiche del Cuore Bianca e Valentina si sono conosciute per caso e la loro simpatia iniziale è sfociata in una grande amicizia e tante chiacchiere davanti a una tazza di caffè!Valentina è diretta, simpatica, generosa. Sposata con […]

Amiche del cuore

Un’altra blogger ha partecipato al gruppo di lettura e ha lasciato la sua recensione.

Grazie Jessica Imhof per l’impegno, la passione, e tutto quello che hai fatto per questo libro che hai letto con noi.

Leggete nel suo blog cosa ne pensa e fatevi un’idea del mio nuovo libro “Amiche del cuore”.

Grazie a tutti ma soprattutto a lei

Laura

Amiche del cuore – Laura Parise


TITOLO: Amiche del cuore AUTRICE: Laura Parise GENERE: Narrativa femminile EDITORE: Self Publishing PREZZO FLESSIBILE: 16,32 PREZZO RIGIDA: 18,62 PREZZO EBOOK: 3,99 KU: Sì Bianca e Valentina si conoscono per caso. La simpatia è reciproca e una forte amicizia sboccia all’istante. Questa nuova conoscenza porta nella vita di Bianca una ventata di freschezza.Valentina è simpatica […]

Amiche del cuore – Laura Parise

Continuate la lettura nel blog di Nancy.

Io non posso fare a meno che ringraziarla di cuore per aver preso parte al nostro tour che ha visto le lettrici confontarsi con le protagoniste. È stato stimolante, divertente ed emozionante continuare a dare vita alle protagoniste del romanzo rispondendo alle loro domande e formulando a nome delle protagoniste domande e cercando consigli a loro stesse. Se siete curiosi e volete leggere e scoprire di più su quanto ci siamo scambiate in questo mese di lettura, visitate il mio profilo Instagram @lauraparise_scrittrice

Buona lettura a tutti

Laura

Emozioni contrastanti


Ieri sera ho visto un film che mi ha commosso, ma ancor prima fatto ridere, emozionare e arrabbiare. Si tratta del film uscito nel 2016 di produzione francese intitolato:

Famiglia all’improvviso

Trama: La vita di Samuel, un uomo single che vive nel sud della Francia, subisce un cambiamento radicale quando una delle sue ex compare all’improvviso e gli lascia una bambina tra le braccia dicendogli che è sua figlia.

Devo dire un film molto bello, che consiglio a chi non lo avesse visto.

Come dicevo mi ha creato parecchie emozioni. Prima di tutto la tristezza per una madre che si presenta davanti ad uno sconosciuto con cui ha passato una notte e gli molla la figlioletta di tre mesi tra le braccia andandosene senza voltarsi indietro.

Penso sia un gesto davvero disperato, difficile da giudicare, anche se lascia allibiti, ma anche difficile da comprendere. Come madre non mi sarei mai liberata di un figlio. Avrei fatto i salti mortali pur di restargli accanto il più possibile fino a quando non fosse stato in grado di essere autosufficiente.

Da ammirare invece il buon cuore di questo ragazzo che nonostante a situazione assurda, dopo il primo tentativo di rifiuto perchè consciamente incapace di prendersi cura di una neonata, vistosi con le spalle al muro si prende cura di quel fagottino con tantissimo amore, inventandosi una nuova vita per se stesso, per di più in un paese straniero e cercando di dare il meglio a quella figlia che gli è stata letteralmente mollata.

Passano gli anni, ben otto!!! E un giorno lei si ripresenta di punto in bianco reclamando la figlia e la maternità.

Non vi racconto altro perchè dovete vederlo, ma posso ora dirvi il perchè delle altre emozioni.

Ridere: perchè il neo papà è davvero imbranato, emozionare: perchè ce la mette tutta per rendere la vita serena a quella ragazzina che ben presto sarà carica di problemi e rabbia: per tutto il tempo che una madre ha impiegato per ricomparire nella vita della figlia e soprattutto per la sua insensibilità ed egoismo.

Non parliamo poi di quanto ha fatto per legittimare la mia patria potestà genitoriale.

La domanda che a questo punto mi sorge spontanea è: ma allora che diritti ha un padre che si prende cura di una neonata e la fa crescere serena e felice senza instillare in lei il seme dell’odio per una madre che se n’è sbarazzata e dimenticata per tanti anni, e che anzi ha cercato in tutti i modi di mantenere vivo il suo ricordo? E che diritto ha una madre di reclamare il suo posto affianco ad una figlia che non solo ha abbandonato, ma che per tanti anni ha ignorato?

Spero che abbiate occasione di vedere questo film, o che se lo avete già visto mi lasciate nei commenti il vostro parere in merito.

Soprattutto quei figli che, nonostante siano stati cresciuti, con amore e affetto, con presenza e sostanza, dal giorno della nascita al giorno che hanno lasciato il nido, protetti e aiutati, sostenuti e incoraggiati a diventare uomini o donne mature e autosufficienti, al primo passo del genitore verso un riguardo per se stesso e la propria persona gli voltano le spalle.

Laura

eBook in offerta fino a lunedì


Cosa ne penso…


Buongiorno a tutti.


Oggi mi sono imbattuta in un post con relativi commenti di una #bookblogger
che chiedeva consigli sui tempi per le recensioni adducendo ovviamente le sue motivazioni.


Premesso che io (ma penso lo sappiate già) faccio parte dell’altra barricata, ho notato da parte di molti suoi colleghi risposte che avevano tanto buon senso, mentre altri, a mio avviso, per nulla empatici e simpatici!

E mi vorrei proprio soffermare su questi ultimi…

Personalmente, per una questione di rispetto sia verso la persona che mi sta chiedendo il mio parere, che mio personale, ho sempre ritenuto un dovere mantenere la parola data e nel caso, fare anche i salti mortali per portare a termine quanto promesso, di conseguenza sono tendenzialmente orientata ad aspettarmi lo stesso rispetto.

Sono consapevole che possono accadere imprevisti e quindi creare problemi, ma dovremmo essere in grado di mettere al corrente chi dall’altra parte aspetta il nostro verdetto.


Chi ritiene che, prendere l’impegno di recensire un libro, che oltre tutto gli viene gentilmente offerto gratis, non merita lo stesso rispetto riservato ai libri acquistati in libreria, a mio modesto avviso ha dei seri problemi.

La retribuzione stà già nel fatto stesso di ricevere un libro gratis previa richiesta da parte dell’autore o CE che non impone con la forza l’accettazione, ma chiede gentilmente, e se il libro non interessa, come non se ne acquista uno in libreria, si può tranquillamente ed educatamente rifiutare, quindi la scusa che non sia retribuito, crolla all’istante.

Se si prende un impegno si deve avere, come minimo, la consapevolezza che vada trattato con rispetto.

Non è un lavoro, dite? E allora perchè accettare? Avete mai preso in considerazione di essere nei panni di chi vi sta difronte e che attende con ansia il vostro parere offrendo a voi e al vostro giudizio tutta la propria stima, oltre che il proprio lavoro gratuitamente?

Siete in grado di mettere dei paletti conoscendo il vostro grado di velocità nel leggere e quindi di non accettare troppe collaborazioni facendo si che coloro che avrete preso sotto il vostro giudizio possano avere la serenità di sapere che non sarete frettolosi, superficiali o magari che vi dimenticherete che quel povero cristo sta aspettando e che se per caso gentilmente tenta di sollecitarvi dopo mesi e mesi, non vi offenderete?


No, non è un lavoro, è molto di più! Avete tra le mani la fiducia di chi vi propone il proprio lavoro e che crede nelle vostre capacità, e vi stima per quello che fate.


Se leggere per voi è una passione, scrivere lo è per noi, e come noi scrittori stimiamo i nostri lettori cercando di dar loro il meglio, per voi che vi autoproclamate Bookblogger come minimo dovreste prendere in considerazione che dietro ogni libro che vi viene proposto e che accettate di leggere, prima di tutto c’è una persona che lo ha creato e che con trepidazione spera di aver centrato e colpito il suo lettore.

Vero, ricevere pubblicità a zero costo (che poi così non è) come ha detto qualcuno, non è di tutti i giorni, ma anche per voi, ricevere libri a zero costo non è di tutti i giorni.

Provate ad andare in libreria e a portarvi via un libro a zero costo, beh, se ci sono librerie simili, fatemelo sapere che ci vado all’istante.

E nello stesso tempo sono del parere che, non si comprano le recensioni, e soprattutto non si vendono a chi ci sta più simpatico. Perchè non andate in macelleria prendete la fettina, la mangiate e poi, se vi è piaciuta andate a pagarla.

È giusto avere ognuno il proprio gusto anche nel campo della lettura, ma non è giusto accettare le collaborazioni consapevoli che quel testo non rientra nelle vostrie corde, e adducendo il motivo che avete tanti libri acquistati, è giusto che possiate leggere anche quelli.

Perchè allora, stoppate le collaborazioni? Leggetevi prima i vostri libri acquistati e poi accettate i nostri GRATIS!

Laura

La cenere della sigaretta


Non m’importa se il vento che arriva dal mare scompiglierà i miei capelli rendendoli una matassa intricata.
Devo necessariamente liberarli da questo foular che ho messo per nascondermi agli sguardi insistenti di quell’uomo sul molo che continuava a fissarmi.
Incurante della cenere che gli cadeva dal mozzicone di sigaretta penzolante dalle sue labbra sembrava volesse risucchiare la mia linfa vitale.
Ora che sono al riparo dietro gli scogli, mi devo assolutamente liberare da quel fastidioso sguardo penetrante che provava a scrutare anche la mia anima in cerca di chissà quale torbido segreto.

Laura