Il mare è compagnia


È lento lo scorrere delle ore quando si è in attesa…

Un minuto sembra eterno…

Figurarsi un’ora!

E se un’ora sembra non finisca mai…

Come può passare una mattinata intera quando si è già svegli all’alba?

Tornare a dormire, almeno provarci…

Ma il sonno è ormai finito, i pensieri lo hanno congelato!

Indaffararsi…

Crearsi alternative…

Pulire, riordinare, cucinare, ascoltando musica a tutto volume per avere un pò di compagnia, per non guardare in continuazione l’orologio…

E poi…

Fermarsi…

Attendere ancora…

Inutile forse prepararsi con cura…

E allora?

Non resta che lasciarsi avvolgere dai caldi raggi del sole che sostituiscono momentaneamente un abbraccio…

Scompigliare i capelli dal venticello che sostituisce le carezze…

Un’ape ronza ma non sarà lei a sostituire i baci!

Ci fosse almeno il mare a tener compagnia ai pensieri, al ticchettio dei secondi che passano e si tramutano in minuti, a cullare questa attesa con lo sciabordio delle sue onde…

Laura

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Ci siamo…


In girone invernale dovrebbe essere terminato… 🙄 anche se, prima di iniziare a scoprirci e a cinguettare felici per la bella stagione che stà arrivando faremmo meglio a restar cauti e vigili per evitare inutili raffreddature da aggiungere ahimè al fastidioso regalo primaverile… 😊 la rinite allergica 🤧

Buona primavera a tutti

Ripartiamo ancora una volta con un nuovo inizio.
Lasciamo sbocciare insieme ai fiori anche i nostri sogni.

Lasciamoci dietro le angosciose giornate fredde e tristi

I progetti sfumati o bruciati nei camini

Quelle umide sensazioni di volersi rinchiudere e nascondere sotto decine di coperte

Quella apatia che ci raggrinzisce e ci rende simili a vecchie mele rugose che hanno perso la loro linfa vitale, il loro succo e la loro croccantezza.

Iniziamo a sorridere,

a respirare a pieni polmoni l’aria frizzante e odorosa di nuovo

risvegliamo i nostri sensi i nostri desideri.

È il momento di rinascere
è il momento di far ripartire i nostri progetti

le nostre passioni e le nostre ambizioni.

Laura

Innamorarsi di…


Hanno solo due giorni e già hanno preso possesso dei nostri cuori

È uno spettacolo unico osservarli come, con gli occhietti ancora chiusi, cercano la loro mamma… e ancora più emozionante è osservare lei come si prende cura di loro… li nutra, li protegga e li coccola…

Nella foto sembra che li stia abbracciando.

Resto incantata per lunghi momenti ad osservarli, come si può non amarli?

Laura

Perchè non farlo?


Ci son momenti che tutto disturba, che ogni minima cosa infastidisce… senti che qualcosa non và, forse sono solo attimi di pura e autentica follia, dei raptus che ti prendono incontrollabili e inarrestabili.

Sarà follia pura, forse… soltanto mancanza, non di rotelle nel cervello, ma di autostima, di fiducia in sè stessi… o forse solo perchè ti senti imprigionata in un contesto dove vengono tarpate le tue possibilità di sfogo.

Dicono che:

Chi non piange si ammala. Vi ricordate quando avete pianto l’ ultima volta? La repressione volontaria delle lacrime impedisce di fatto l’ esplosione di una emozione forte, o l’esteriorizzarsi di una sofferenza, che restano represse dentro di noi, e che prima o poi si manifesteranno da qualche altra parte, sotto diverse forme. Il pianto, infatti, è benefico perché è liberatorio, è la naturale conclusione di un evento emotivo violento, ed innesca un meccanismo di autosollievo, poiché lo scorrere delle lacrime calde sul volto stimola il rilascio di endorfine, gli ormoni che contribuiscono a stabilizzare l’ umore e ad alleviare il dolore, e che si ritrovano anche nelle lacrime. In natura l’ uomo è l’ unico animale che piange. Lo fa da subito, nell’ attimo in cui nasce, appena mette fuori la testa dal corpo della madre, assieme al suo primo respiro, per superare il trauma del parto e compensare lo sforzo di venire alla luce. Ma lo fa senza lacrime, poiché il neonato inizia a produrle dopo il terzo mese di vita, quando diventano utili a manifestare anche visivamente il disagio del distacco dal seno materno. Non il cane né il gatto, e nemmeno i nostri parenti più stretti come oranghi e scimpanzé, ricorrono alle lacrime emozionali come gli esseri umani, che si distinguono per questo comportamento associato allo stato emotivo, unico nel suo genere e nell’ intero regno animale. La natura del pianto umano ha stregato intere generazioni di scienziati e ricercatori, per capire come quella fisiologica lubrificazione della cornea sia collegata al sistema nervoso centrale funzionando all’ unisono con esso, e come abbia assunto nei secoli, nella nostra specie, la profonda valenza emotiva che tutti conosciamo. Senza emozioni non si piange, e infatti i pazienti in coma non piangono, perché il pianto è intimamente legato alla coscienza, emotiva e razionale, ma che deve essere necessariamente vigile ed attiva per poterlo esprimere. Nella lingua inglese esistono due verbi distinti per l’ atto del piangere: crying e weeping; il primo descrive l’ espressione del dolore acuto o della rabbia, e si manifesta in seguito a sofferenza fisica o psicologica, mentre il secondo è il classico pianto di sfogo, lacrimoso, che trasmette un messaggio di richiesta di aiuto immediatamente decifrabile: viene attivato dai neuroni specchio ed è in grado di coinvolgere empaticamente chi ci è accanto in quel momento. Il pianto è uno stimolo non verbale potente, molto più delle parole, poiché esso è spontaneo ed è espresso dall’ occhio, quell’ organo di senso che non a caso è definito lo specchio dell’ anima, e non è come si crede una forma di rifugio per i deboli, bensì una forma molto molto raffinata di anti stress. Analisi acustiche hanno rivelato che il pianto nasconde un protolinguaggio: oltre una certa soglia di dolore viene attivato il sistema nervoso simpatico che tende le corde vocali e che, a seconda della sua spinta emotiva, sviluppa diverse vibrazioni o inclinazioni del suono delle stesse. Alcuni ricercatori suggeriscono che lo schiacciamento del sacco lacrimale sia una conseguenza della contrazione dei muscoli facciali, altri sposano l’ idea che si tratti di un meccanismo per espellere sostanze tossiche, altri ancora lo ritengono fondamentale per umettare le mucose del naso e faringe durante la crisi di pianto, ma nessuna evidenza scientifica è stata in grado di spiegare il mistero del pianto. Gli ormoni – È stato confermato che le lacrime emotive hanno livelli più alti di proteine, elettroliti e ormoni – composizione chimica diversa da quelle meccaniche, che mantengono l’ occhio idratato – e che il genere umano ricorre al pianto quando è felice o infelice, in compagnia o da solo, e che l’ uomo piange meno frequentemente delle donne. Ma non è stato chiarito perché la stessa reazione lacrimosa si accompagni alla risata o a momenti particolarmente felici, come l’ innamoramento o la nascita di un figlio: forse perché ogni gioia contiene un dispiacere, cioè il presagio della fine imminente dell’ evento lieto. Il pianto si può reprimere volontariamente, soprattutto quando ha una insorgenza lenta, quando si avverte quel nodo in gola che lo preannuncia, ma di certo risulta difficile provocarlo, tanto che nella cinematografia si ricorre a sostanze irritanti dell’ occhio, a base di solfuri organici, per provocare una goccia che scorre da inquadrare sul viso, se non addirittura alle lacrime artificiali. Comunque piangere ogni tanto fa bene, abbassa il livello di stress accumulato – e nelle lacrime, si sa, non è mai annegato nessuno. Ma se nel momento in cui sgorgano quelle dolorose, quelle amare, davanti a noi c’ è qualcuno che le asciuga e ci stringe in un abbraccio, il sollievo è più rapido.

E allora rinunciando a sfogarti, ti comporti da folle, fai e dici cose insensate, ti impunti su argomenti che in un altro momento ti sarebbero scivolati addosso, diventi più sensibile e dai a certe parole o a certe frasi, importanze vitali che ti creano altri disagi: Interpretazioni sbagliate e probabilmente enfatizzate.

Come si può in questo mondo riuscire a trovare un equilibrio che finalmente ti lasci vivere una vita serena?

Una domandona… chissà se ci sarà una risposta…

Laura


È uscita in questi giorni una canzone per Genova, l’idea benefica di alcuni artisti per dare una mano alla ricostruzione dopo il crollo del ponte Morandi.

Grazie al blogger Gabriele Romano che l’ha segnalata.

via Esce la canzone “C’è da fare” per Genova (25 artisti)… il cui ricavato andrà devoluto alla ricostruzione del quartiere del ponte Morandi

Inutile festeggiare l’8 marzo


Forse qualcuno non l’ha ancora capito!

Donne, madri, mogli, fidanzate, amiche, sorelle…

Siamo donne tutto l’anno, uomini, noi siamo al vostro fianco ogni istante, vi sosteniamo e vi amiamo senza bisogno di mimose o di rose.

Non ci serve una giornata particolare per sentirci speciali, ma gradiremmo la sensazione di esserlo ogni giorno dell’anno.

Se volete farci felici, quella rosa o quella mimosa, donatecela quando meno ce lo aspettiamo, quando ci vedete stanche o tristi, quando desiderate il nostro sorriso, quando volete stupirci con un piccolo gesto.

Senza un motivo in particolare..

Ma solo perchè ci amate.

Laura

Carciofi che bontà


È il periodo… bisogna approfittarne, il carciofo non solo è buono, ma ha tantissime proprietà…

I carciofi sono ortaggi utili per il fegato, che aiutano ad eliminare le tossine e favoriscono la diuresi, hanno anche un effetto positivo sul sistema cardiocircolatorio in quanto si tratta di un alimento ipocolesterolemizzante. Rappresentano una vera e propria miniera di principi attivi e vantano particolari virtù terapeutiche. Hanno pochissime calorie, sono molto gustosi ed hanno molte fibre, oltre ad una buona quantità di calcio, fosforo, magnesio, ferro e potassio.

Per cui… essendo anche piuttosto versatili, potrete come me, sbizzarrirvi in cucina con le tante ricette a disposizione.

Ecco un mio personale spunto.

Carciofi ripieni

Ingredienti:

2 carciofi (tipo mammole)
1 ciuffo di prezzemolo
3 acciughe sott’olio
1 cucchiaio di pinoli
50 g di ricotta
1 cucchiaio abbondante di parmigiano
1/2 cucchiaio di pangrattato
1/2 cipolla
1 spicchio di aglio
1 cucchiaio di vino bianco
Sale e pepe
1 cucchiaio di olio d’oliva
Brodo vegetale q.b.

Pulire i carciofi eliminando le foglie esterne e le punte, pareggiare la base in modo che rimanga dritto. Pulire i gambi dalla parte dura esterna e tagliarli a tocchetti.
Immergere i carciofi e i gambi nell’acqua e limone.

Tritare la cipolla e metterla a rosolare con lo spicchio d’aglio e un cucchiaio di olio d’oliva in una pentola non troppo grande, ma dai bordi alti.
Tritare il prezzemolo con i pinoli e le acciughe. Mescolare il trito con la ricotta, il parmigiano e una macinata di pepe.
Allargare le foglie dei carciofi e riempirle con il composto. Spolverizzare con il pangrattato.

Adagiarli nella pentola, aggiugere i gambi e far insaporire. Versare il vino alla base dei carciofi, far evaporare e unire quindi il brodo fino a metà pentola sempre facendo attenzione a non bagnare i carciofi da sopra. Coprire e far cuocere almeno 30 minuti.

Aggiungere brodo se necessario fino a che i carciofi saranno teneri. Servire caldi

Buon appetito

Laura

Siamo…


Siamo foglie che il vento strapazza

Siamo sabbia che il mare rivolta

Siamo fiori profumati in mezzo ad un prato

Siamo rocce che il tempo scalfigge

Siamo farfalle che ammaliano per un istante

Siamo acqua che corre verso il mare

Siamo respiri di un mondo surreale

Siamo uccelli che vorrebbero migrare

Siamo cuori che chiedono amore

Siamo anime pronte a vagare

Siamo passione che riscalda il cuore

Siamo miele che addolcisce i ricordi

Siamo fuoco che riscalda i corpi

Siamo tuoni, lampi e tempeste

E siamo rifugi accoglienti pronti a far feste

Siamo un universo di contraddizioni

Siamo un mondo ricco di emozioni

Siamo stelle cadute dal cielo per illuminare i sogni

Siamo un pò tutto e un pò niente

Siamo il sorriso da regalare alla gente

Laura

Ma cosa sarà mai?


Crampi allo stomaco

Ma non è indigestione

Cuore che batte all’impazzata

Ma non è tachicardia

Respiro affannoso

Ma non hai fatto una corsa

Vampate di calore

Ma non è la menopausa

Sensazione di malessere ovunque

Ma non è influenza

Fumo che fuorisce dalle narici

Ma non sei un toro

Vapore che esce dalle orecchie

Ma non sei una pentola a pressione

Budella che si attorcigliano

Ma non è un virus intestinale

Occhi che lanciano fiamme

Ma non sei una fiamma ossidrica

Istinto omicida

Ma non sei un serial killer

Singulti provenienti dall’anima

Ma non si tratta di singhiozzo

Sensazione di soffocamento

Ma non hai il raffreddore

Sensazione di bruttezza totale

Ma è solo perdita di autostima

E allora dottore mi dica lei…

Di cosa si tratta?

😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂

È un’assurda e immotivata forma di gelosia!

🙄 🤔 incredibile! E io che credevo si trattasse di qualcosa di grave!

🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣

Laura

No Like se non leggi


Oggi, dopo una discussione avuta con una persona che mi ha detto:

Ti metto il mi piace così sei contenta, ma non perdo certo tempo a leggere quel che scrivi perchè non mi interessa…”

Mi sembra opportuno chiarire una cosa!

Se non leggi, non mettere il like! Non mi serve a niente!

A quella persona ho risposto che non c’è offesa maggiore, che, chi scrive, possa sentire. Posso capire che quel che scrivo, come lo scrivo, gli argomenti che tratto, non siano di gradimento a chiunque. Anche io ho i miei gusti e agisco di conseguenza. Ma ho sempre detto “meglio una critica sincera che una lode fasulla”. Se fai schifo, meglio saperlo, in tal caso fai di tutto per migliorarti, ma se continuano a riempirti di false lodi, continuerai sempre a fare schifo senza saperlo.

Non voglio essere polemica con nessuno, tanto meno far incavolare o offendere qualcuno. Nella mia lista di follower conto 456 persone, che poi di queste, siano sempre e solo una trentina al massimo quelli che mettono un mi piace ai miei articoli e una decina quelli che li commentano, e i restanti quattrocento siano, per così dire… latitanti, questo è qualcosa che non mi spiego… misteri dei follower che ti seguono così… tanto per…

Ora, che siano venti, quaranta o quattrocento non è che io ci guadagno qualcosa in soldoni. Per cui, anche lì mi par logico dire che, mi fà piacere che mi seguano, ma se ogni tanto facessero sapere cosa ne pensano beh… anche se fosse una critica terribile, sarebbe sempre meglio che esser ignorati.

Io scrivo e tengo questo blog solo per passione, perchè scrivendo riesco a dire più cose di quelle che direi a voce, perchè con lo scrivere riesco ad esprimere le mie opinioni, i miei desideri, le mie paure, le mie incazzature, molto meglio che a voce. Non lo faccio a scopo di lucro, tanto meno in cerca di falsi consensi. Continuerò a tenere la mia linea, perchè mi soddisfa così, perchè non voglio vendermi per piacere per forza, I’m what I’m recitava una canzone. Io sono quel che sono, non devo per forza piacere a tutti.

L’orgoglio e la soddisfazione di un complimento sincero vale molto di più che mille like fasulli, messi lì tanto per farmi contenta.

Ho rifiutato parecchie offerte per la pubblicazione dei miei libri sotto pagamento, e chi mi segue e mi legge, lo sà. Non pago per vedere il mio libro pubblicato solo perchè l’ho finanziato io senza che chi di dovere si sia preso la briga di leggerlo, se deve essere pubblicato, lo deve essere perchè ne vale la pena, è un buon lavoro, dice qualcosa. Altrimenti tanto vale l’autopubblicazione, non ci guadagni un fico secco, non hai dietro le spalle nessuna casa editrice che ti promuove, ma alla fin fine non devi dire grazie a nessuno.

Sarò troppo orgogliosa, chissà… ma la sincerità stà al primo posto della mia classifica.

Per cui…

A tutti coloro che:

Mettono il like dopo avermi letto

A tutti coloro che:

Commentano sia in positivo che in negativo.

Laura