Tra i vicoli e le strade di Genova


Bacci Pagano una storia tra i caruggi

di Bruno Morchio

Mi son ritrovata a chiacchierare di letture gialle con un amico su Twitter, e lui da buon lettore (ma soprattutto da amante di Genova) mi ha consigliato questo autore che scrive giaĺli, che io non conoscevo. Non è Agatha Cristie e neppure Mary Higgings Clark, lui ha uno stile tutto suo, e credo che, è una mia opinione personale, anche i suoi lettori siano una fascia selezionata, gente di Zêna che ama leggere della sua città.

Ero curiosa e l’ho acquistato.

Devo dire che nel complesso mi è piaciuto, anche se la suspance ha lasciato un pò a desiderare. La trama in certi punti era troppo scontata.

Quello che mi è piaciuto davvero tantissimo, molto più della storia, è stato il viaggio che l’autore mi ha fatto fare tra le vie, e i quartieri della nostra Genova.

Sembrava di essere in sella alla vespa del protagonista, di girare insieme a lui tra le vie della città, di passeggiare con lui in mezzo ai caruggi, di entrare con lui nelle botteghe, di sentire il salmastro del mare, il burian che s’insinuava sotto i vestiti, il profumo della focaccia appena sfornata, quei termini che, chi abita a Genova, sente tutti i momenti, ogni giorno, ma chi, come me vive altrove, spesso si sorprende nell’ascoltarli o leggerli.

Se volete fare un giro per Genova anche voi con l’investigatore privato Bacci Pagano, e magari leggere un’intrigo dei giorni nostri (la storia è comunque molto attuale e diciamo anche plausibile) non vi resta che acquistarlo.

Secondo me, ne vale la pena.

Laura

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Quando…


Quando capirai i miei desideri come io capisco i tuoi

Quando comprenderai le mie paure come io comprendo le tue

Quando accetterai i miei sogni come io accetto i tuoi

Quando afferrerai la mia voglia di saperti libero da quel legame che ancora ti tiene ancorato come mi sono liberata io dalle catene

Quando non dovrò più spiegarti le mie insofferenze come io ho ben capito le tue

Quando non dovrai più nascondermi i tuoi pensieri per paura che io non li comprenda

Quando non sentirai più il bisogno di rinchiuderti in te stesso

Quando non ci sarà più bisogno di fuggire al passato, ma il passato sarà solo una parte del nostro vissuto

Quando tutto quel che viviamo, sentiamo, facciamo, amiamo, vogliamo, sognamo sarà in sintonia

Allora e solo allora avremo raggiunto l’apice della nostra unione.

Laura

La mente


Semplicemente

Vaga la mente

Volteggia tra mille pensieri

S’inciampa in mille desideri

Si rialza e continua a sognare

Correndo incontro alle onde del mare

Passeggia piano tra i fragili ricordi

A passo spedito fra quelli più forti

Saltella in mezzo alle idee più bizzarre

Si volta e prosegue e le molla da parte

Scivola dolcemente sui sogni più belli

Si sofferma e non molla i ricordi sereni

Scalcia lontano i brutti pensieri

E torna a nuotare nel mare dei suoi desideri.

Laura

Cena fredda?


A volte con il caldo si desidera qualcosa di stuzzicante, ma che non ustioni la nostra bocca. E volendo variare alla classica insalata di riso, si può optare per una torta salata, e in questo caso bisogna organizzarsi prima…

Io ne ho elaborata una sfiziosetta… spero vi sia gradita.

Torta salata con coppa e peperoni

Ingredienti:

1 rotolo di pasta brisè
1 peperone giallo
1 cipolla bianca media
1 dl di latte
1 cucchiaio di farina
90 g di coppa
1 sottiletta
Olio d’oliva q.b.
Sale e pepe
Peperoncino macinato a piacere

Affettare la cipolla e metterla a rosolare a fuoco dolce in padella salandola un pò. Tagliare il peperone a listarelle ed unirlo alla cipolla. Salare e pepare. Portare a cottura il peperone, quindi aggiungere il cucchiaio di farina, mescolare e irrorare con il latte. Lasciar addensare in modo che risulti tutto legato da una crema.

Srotolare la pasta e disporvi le fette di coppa,

quindi i peperoni, il peperoncino se piace e la sottiletta spezzettata.

Infornare a 200° C in forno ventilato per ca. 20 min.
Servire fredda

Buon appetito

Laura

Basterebbe davvero poco


In quel luogo sperduto in mezzo al nulla, sola e in preda a mille interrogativi sotto la pioggia scrosciante e il vento sibilante…

Ci provava a lasciar scorrere l’acqua sul volto, lasciando che quelle gocce insistenti cancellassero tutto quello che lo aveva segnato.

Ci provava a far sì che le raffiche di vento cancellassero i brutti pensieri che le affollavano testa e li portassero via con sè.

Ci provava in tutti i modi a non sentirsi sola e spaurita, ad essere lieve, serena e fiduciosa per non crear scompigli.

Ma le giornate non iniziavano mai come sognate… al risveglio tutto il bello scompariva come per incanto trascinandosi lento e pesante fino alla sera quando i sogni ridimensionavano la realtà e limavano le incongruenze.

La voglia di andare avanti ad ogni risveglio e di non mollare mai, era immensa, non intendeva in nessun modo accettare la sconfitta, non l’avrebbe mai data vinta a chi o cosa faceva di tutto per farla ritirare.

Sapeva di non esser una santa, di non avere un carattere docile e remissivo, ma era anche disposta a soprassedere qualche volta se ne fosse davvero valsa la pena… In fondo bastava così poco…

L’informazione era la chiave di tutto quel rebus.

La vita nella nuova tribù le era completamente sconosciuta. Esser solo una presenza silente e acconsenziente non era nel suo carattere. Voleva essere partecipe di quel gioco, di quel gruppo, di quelle avventure. Non le bastava fare da spettatrice. Non voleva essere spettatrice. Voleva esser trattata da pari, da persona che aveva una certa importanza in quel contesto.

Ma per partecipare senza errori avrebbe dovuto conoscere le regole in anticipo.

E sarebbe bastato davvero poco…

Tutto questo il capo di quella tribù lo sapeva, eppure sembrava facesse di tutto per non capirlo. Chissà se avrebbe mai preso in considerazione i suoi bisogni?

Laura

Il misterioso destino…


Vi ripropongo, con qualche correzione, un vecchio post che scrissi il 28 Novembre 2016 quando ero agli inizi di questa avventura…

C’è chi dice che siamo nati con il nostro destino, che è già scritto da qualche parte.

Chi invece, che ognuno è padrone del proprio destino e che lo influenza con le proprie scelte.

Ma quale delle due affermazioni sarà la più corretta?? A chi dar ragione?

Ognuno di noi è libero di interpretarle a suo piacimento, a sua discrezione, a suo volere.

Se lo fosse la prima sarebbe un pò come dire che noi siamo stati programmati in tutte le nostre azioni, i nostri sentimenti, i nostri sogni. Come un libro già scritto, che ha solo bisogno di essere sfogliato.

In questo caso allora m se fosse davvero tutto scritto dal giorno della nostra nascita non avremo mai la possiblità di una scelta che sia davvero nostra. Ma forse un margine anche piccolissimo per modificarlo ci sarà… chi lo sà?

Forse il motivo di tutto risiede in un quadro più grande…

Certo, non potendolo sapere in anticipo, quel pizzico di speranza che spesso ci fà andare avanti a dispetto di tutto potrebbe essere solo un cuscinetto che ci attutisce i colpi quando disperati cerchiamo un appiglio un qualcosa che ci dia la possibilità di andare avanti…

E poi ci poniamo questa domanda qui:

Ma cosa voleva dirci il destino? Perchè ha messo sulla nostra strada quella persona, quella situazione, quell’avvenimento? Belle domande! Alle quali quadi sempre non troviamo risposta.

Mentre se fosse la seconda teoria, allora siamo consci di esser noi che scegliamo quale delle due strade percorrere, di essere noi gli artefici del nostro destino, di quello che sarà della nostra vita. Perchè in base alle nostre decisioni plasmiamo il nostro futuro. E ci potranno tempestare di consigli, chi camminerà al nostro fianco appoggiare le nostre scelte, qualcuno proverà in tutti i modi a farci desistere, ma alla fine sarà come sempre la nostra testa e il nostro cuore a decidere per noi. Cadendo e rialzandosi, sbagliando e imparando, ma senza mai avere un paracadute.

Di sicuro, sò solo che c’è una cosa nella vita:

Ognuno di noi non dovrebbe vivere mai di rimpianti ed avere sempre il coraggio di buttarsi nella mischia.

E non ditemi facile a dirsi… lo sò che il difficile è riuscire a metterlo in atto giorno dopo giorno.

Laura

Un giorno sarò…


Un giorno sarò paziente…

Un giorno sarò docile come un agnellino…

Un giorno saprò anche accettare le persone che non mi piacciono affatto…

Un giorno sarò in grado di non far leggere sul volto i miei sentimenti…

Un giorno cambierò questo mio strano carattere…

Un giorno sarò come gli altri mi vorrebbero…

Un giorno… forse…

Ma solo se rinasco, perchè ora sono così, prendere o lasciare

Laura

Nel cielo stasera


Ciao amici di WP

Ho un quesito per voi…

Stasera, girovagando, e guardando il cielo ci siamo imbattuti in questa meraviglia della natura

È una foto personale.

Noi, praticamente in contemporanea, ci abbiamo visto lo stesso disegno…

Voi cosa ci vedete?

Laura

Per non morire…


Lentamente muore
chi ha paura di rischiare

Lentamente muore
chi trattiene sentimenti

Lentamente muore chi non ha il coraggio di esprimere i propri pensieri e opinioni

Lentamente muore
chi soffoca un sogno o rinuncia ad un amore

Carpe diem

per non morire

Laura

Non solo di pasta


Nella tradizione i ravioli una sfoglia di pasta ripiena…

Ma se per una qualche ragione volete stravolgere la tradizione… ecco a voi la mia odierna idea.

Ravioloni di carne su letto di spinaci

Ingredienti:

4 fettine di lonza di maiale sottili
40 g di ricotta
20 g di formaggio cremoso tipo philadelphia
6 noci
20 g di funghi secchi
1 ciuffo di prezzemolo
Farina q.b.
1 spicchio d’aglio
Sale e pepe
30 g di burro
1/2 bicchiere di vino bianco
1 dado ai funghi

Spinaci saltati in padella

Mettere a mollo i funghi e conservare l’acqua. Pulire le noci e tritarle insieme ai funghi e al prezzemolo.
Unire il trito alla ricotta e al formaggio cremoso. Regolare di sale e pepe.

Suddividere il composto sulle fettine di carne. Chiuderle premendo bene sui bordi.

Infarinarle.

Far rosolare leggermene lo spicchio d’aglio tagliato a metà nel burro. Unire i ravioloni e farli dorare da entrambi i lati. Irrorare con il vino bianco e far evaporare. Unire un mestolo di acqua d’ammollo dei funghi e il dado. Togliere l’aglio. Portare a cottura per ca 15 minuti.

Saltare in padella gli spinaci con un filo d’olio d’oliva e uno spicchio d’aglio. Salare a fine cottura.

Servire i ravioloni sugli spinaci.

Buon stravolgimento 😊😊😊

Laura