Oggi e ieri


Oggi e ieri… il cambiamento incredibile del relazionarsi in coppia.

Forse, sarebbe buona cosa che tornassimo a guardare ancora chi ci stà accanto, e scoprire magari qualche ruga in più, un capello bianco, e non avere la perfetta conoscenza dello schermo luminoso che cattura il nostro sguardo.

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Dodici mesi


Dodici mesi…

Cinquantadue settimane

Trecentosessantacinque giorni…

Un anno è andato e un altro stà per cominciare…

Aspettiamo sempre il nuovo con la speranza che sia migliore, con la speranza che ci porti quello che ci è stato negato, quello che non ci è arrivato…

Forse fiduciosi che qualcosa possa cambiare…

Forse sognatori che non hanno più voglia di aspettare…

Forse stanchi di continuare a sperare…

Ma come sempre, capodanno dopo capodanno…

Coraggiosi ci tuffiamo a capofitto nel nuovo anno con la consapevolezza che, tutto quello che di incompiuto ancora abbiamo, in ogni caso ci seguirà…

Come uno trolley trainato dietro di noi, un bagaglio che non possiamo lasciare e per il quale non esiste un deposito tanto meno un ufficio oggetti smarriti.

Faremo propositi che probabilmente saremo costretti a modificare in corso d’opera…

Ad ogni nuovo inizio cerchiamo una luce che ci indichi la via…

Ma siamo e saremo sempre noi e solo noi a dover proseguire salendo e scendendo, scavalcando e rincorrendo, affannandoci alla ricerca di quel qualcosa che in fondo potrebbe essere così semplice da trovare, che potrebbe essere davanti ai nostri occhi, sotto il nostro naso, dentro noi stessi…

La soddisfazione e la gioia di esserci ancora, e di vedere una nuova alba, un nuovo inizio insieme a coloro che amiamo e che sono la nostra vita.

Ripercorreremo con la mente quel che questo anno ci ha portato, lasciato, tolto, regalato, rubato, sfiorato, e insegnato.

Sempre con la consapevolezza che fra dodici mesi, cinquantadue settimane, trecentosessantacinque giorni… ricominceremo a fare ancora una volta gli stessi pensieri.

Felice Anno nuovo a tutti voi, e che vi regali quel che meritate.

Laura

Il contatto fisico aumenta il benessere


Credo che ogni commento sia superfluo…
Leggete gente e mettete in pratica quanto segue.
Io l’ho sempre pensato e personalmente posso dire che è verissimo!

ORME SVELATE

Risultati immagini per Touching saatchi art The Way of Most Touching (Pradeep De Silva)

Ti sorprenderebbe sapere che ci sono benefici per la salute nel tenersi per mano con la tua partner mentre cammini per strada, o abbracciarla quando torni a casa alla fine della giornata? O appoggiando la mano sulla sua gamba o dietro al collo quando sei il passeggero accanto a lui in macchina? Sai che può favorire il benessere generale – per entrambi – di avvicinarsi inaspettatamente quando sorseggia un caffè mattutino al tavolo della cucina e le tue mani si posano sulle sue spalle o le braccia le si avvolgono da dietro? Sai che la stessa cosa si ottiene stando seduti fianco a fianco sul divano, con le gambe l’una contro l’altra, mentre guardate un film o un episodio della vostra serie preferita? Le prove di ricerca ci dicono che la presenza di intimità nelle nostre vite – sentirsi capiti, accettati e…

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Personalizzare si può


Tutto può e deve essere personalizzato, per non risultare sterile, globale, e senza sentimenti.

Questo è il periodo dell’anno in cui ci si scambiano milioni di auguri… una volta si inviava per posta qualche cartolina ai parenti più stretti, perchè comunque diciamoci la verità; anche solo l’acquisto di qualche cartolina compresi i francobolli era comunque un piccolo investimento.

Però era bello ricevere la cartolina vergata a mano, con un pensiero, magari anche scarabocchiato, ma comunque ad personam!

Oggi, a parte che il capitale da investire si è quintuplicato, sono davvero poche le cartoline d’auguri che circolano nei sacchi postali, e che a volte arrivano anche quando le feste son belle che finite!

Però, c’è un aspetto che magari non si è preso in consoderazione… gli auguri che ci giungono on time e on line sono molti di più, da molte più persone, e perchè questo? Perchè sono gratis, perchè sono veloci e perchè si fà presto a reciclare.

Basta che ci sia la prima anima che invia una cartolina virtuale, e poi con qualche click, ecco che quella cartolina si clona magicamente e finisce a tutti i nostri contatti, amici, zie, cugini, nonni, cognate, nipoti, parenti alla lontana. È sempre la stessa che viaggia. E a volte ci torna indietro con lo stesso nostro intento… fare velocemente gli auguri senza star troppo a studiare la frase adatta!

C’è chi potrebbe obbiettare dicendo che: l’importante è il pensiero…

Ma il pensiero di chi? Di chi è stato più svelto con il primo invio?

E così ora torno al titolo di questo post…

Personalizzare si può!

Basta solo volerlo, basta solo dedicarci qualche minuto… abbiamo in pratica un anno per organizzarci e tanti RAM di memoria per preparare per tempo il tutto. E così, anche se saranno cartoline virtuali, saranno comunque scritte con il cuore, usando quel che più di prezioso abbiamo ai giorni nostri… il tempo che avremo impiegato per prepararla… per pensarla… per scriverla.

Non importa se lo sfondo sarà uguale per tutti… l’importante è che il contenuto, il pensiero, e la frase sia stata pensata apposta per ognuno di loro.

Io ho usato questa. Ho fatto la lista delle persone a cui avrei inviato i miei auguri, e con tanta pazienza ho realizzato tantissimi biglietti d’auguri

Con mia somma soddisfazione, gioia, e tanto tanto piacere, ognuno di coloro che li hanno ricevuti ha enormemente apprezzato.

Laura

Fermare il tempo


Quando sei felice, quando il mondo ti sorride, quando hai raggiunto la serenità cercata da tempo, quando hai accanto a te la persona perfetta, la persona che hai aspettato a lungo e che la vita ti ha regalato solo quando ormai non ci speravi più

Allora…

Vorresti che un attimo durasse ore

Che un’ora durasse un giorno

Che un giorno durasse una settimana

Che una settimana durasse un mese

Che un mese durasse un anno

Che un anno fosse eterno

Vorresti poter fermare il tempo e assaporare ogni attimo; istante dopo istante, respiro dopo respiro, bacio dopo bacio.

Laura

L’uso delle parole…


La lingua ferisce più di una lama… dicono… e non è che abbiano tutti i torti.

Di esempi ne abbiamo avuti a bizzeffe…

Quante persone son state distrutte dalle parole, e quanto pesano certe parole…

Mi son resa conto che la gente usa certe parole, o meglio certi termini, come se stesse spargendo zucchero o velo sul pandoro. Questo sopratutto nei social, dove se ne stanno belli belli , dietro una tastiera, nascosti dallo schermo e regalano in parole, gif, o emoticon, a destra e manca, baci, abbracci, dolci parole, tesoro, amore, gioia, bellezza, ti voglio bene… così, come viene viene. A Roma si direbbe “n’do coglio coglio”.

Mi chiedo, ma sanno davvero il significato intrinseco di quel che dicono, oppure li buttano lì così… alla rinfusa?

Se si trovassero veramente faccia a faccia con la persona, con una persona che praticamente non conoscono, avrebbero il coraggio di ripetere il tutto, parola per parola, gesto per gesto??

Avrebbero il coraggio di andare in giro per strada e rivolgersi a chi incontrano allo stesso modo?

No, non credo proprio! Se ne guarderebbero bene. Non ne avrebbero lo stesso coraggio.

Certo, ci possono essere diversi modi di espressione, un uso differente da regione a regione di alcuni termini, ma sù… siamo sinceri, trincerati dietro gli schermi sono tutti fighi o fighe e sopratutto… spigliati.

È una cosa che proprio non capisco, non riesco a dargli un senso, a capacitarmene e a digerire. Si può essere amichevoli con tutti, si può conversare e se necessario complimentarsi con chiunque, essere gentili e cortesi, pronti ad ascoltare, interagire e conversare. Ma per favore, lasciamo che quei termini propri di una vera e reale relazione affettuosa, amichevole o amorevole, restino in uso solo ed esclusivo per questo.

Non spargiamoli dappertutto senza senso e senza bisogno.

Tesoro, amore, gioia, bellezza, ti voglio bene scambiateveli con chi amate!

Datemi pure della retrograda bacchettona, gelosa o quant’altro, ma è davvero un modo di fare (in questo caso, di dire) che non riesco davvero a concepire.

Laura

Dice il saggio…


Al contadino non devi far sapere…

Quant’è buono il formaggio con le pere!

Anche se credo che ormai lo sappia già da un pezzo 😂😂😂

Oggi…

Risotto con pere, formaggi e semi di zucca

Ingredienti:

280 g di riso per risotti

1/2 cipolla bianca

Brodo vegetale

20 g di burro

2 sottilette

150 g di formaggetta di pecora

2 pere

60 g di parmigiano grattugiato

Sale e pepe q.b.

Due cucchiai di semi di zucca

Far imbiondire la cipolla tritata nel burro (io aggiungo un pizzico di sale e pepe che contribuisce ad ammorbidirla e ad appassire meglio) unire il riso e farlo tostare. Proseguire la cottura aggiungendo brodo vegetale q.b. come per un normale risotto.

Nel frattempo pelare le pere. Tagliarle a fette e poi a piccoli quadretti avendo cura di tenere qualche fettina da parte per la decorazione.

Tagliare a piccoli quadrettini il formaggio di pecora.

Quando al riso mancheranno ca. 4 minuti di cottura, aggiungervi i quadrettini di pera e formaggio.

Regolare di sale e portare a cottura.

Aggoungere quindi le sottilette e togliere dal fornello. (Per far sciogliere le sottilette basta coprire per un minuto la pentola)

Per completare la mantecatura aggiungere il parmigiano e una generosa macinata di pepe nero.

Impiattare e decorare con le fettine di pera e i semi di zucca.

Buon appetito

Laura

Ricordi natalizi


Ricordo il Natale di una volta…

Certo era il Natale di una bimba, che viveva in mezzo a persone che adoravano ogni passo che faceva, che avrebbero rivoltato il mondo pur di non farle mancare la magia di questa festa…

E poi quella bimba è cresciuta diventando una ragazza… ma ancora allora la magia del Natale era presente.

La preparazione dei dolci esclusivi, l’allestimento del presepe, l’addobbo dell’albero, gli acquisti fatti con quei pochi spiccioli messi appositamente da parte nell’arco dell’anno rinunciando ad una parte della paghetta.

La gioia di scegliere un pensiero per le persone amate. Il confezionare i pacchetti in fretta e furia per paura di esser scoperti e perdere la sorpresa. La gioia e l’orgoglio di porre quei pensieri sotto l’albero e l’attesa del momento dello scambio.

La preparazione della tavola della vigilia, i segnaposto per i nonni, i genitori, gli zii, i fratelli e i cugini… Il tavolo degli adulti e quello dei ragazzi.

Il bello del cenare tutti insieme in armonia scambiandosi battute e ricordi, scherzi e piccole prese in giro. Le risate, le chiacchiere che si accavallavano. Le portare che si susseguivano.

La messa di mezzanotte magari battendo i piedi per terra cercando di riscaldarli.

Le luci che si spengono alla fine della messa e il coro che canta

(Questo qui sotto però, mi emoziona ancor di più)

E poi il rientro a casa camminando tutti insieme allegramente.

Lo scambio dei doni con carte dappertutto…

Il panettone, le noci e il torrone… il tappo dello spumante che salta magari lasciando il segno sul soffitto.

E poi la tombola, qualche discussione su chi prende il cartellone…

Um mugugno (lamento) per la mancata cinquina, per quello che proprio quella sera ha una fortuna sfacciata…

Le ore che passano, le due, le tre le quattro… alle cinque tutti a dormire, ci si arrangia con letti di fortuna, ma poche ore dopo si è di nuovo tutti in piedi nei vari pigiamoni, il telefono che squilla, qualche parente lontano che vuol fare gli auguri

Buon Natale!

E ancora tutti insieme intorno al tavolo per il pranzo, il pomeriggio sonnacchioso tra una cioccolata calda, un’ulteriore occhiata ai regali ricevuti, una partita a carte, e nuovamente tutti insieme per la cena, l’ennesima partita a tombola, e si fanno ancora le ore piccole…

Santo Stefano arriva ci trova ancora tutti lì, insieme a decidere quale film andare a vedere nel pomeriggio.

E dopo il cine, gli avanzi dei due giorni precedenti e questa volta un occhio all’orologio… l’indomani si lavora.

Erano due giorni speciali, due giorni di estrema compagnia, di calore e di convivialità.

Un Natale di altri tempi… tempi in cui ci si guardava in faccia, magari facendosi una linguaccia.

Laura

Buone feste a tutti

Giallo


Giallo è il colore che stà prendendo piede in questu giorni…

Giallo è il colore simbolo di un inizio do rivoluzione…

I gialli, e non i giapponesi… non sono poi così lontani da noi, si stanno espandendo dappertutto, pian piano si allargano a macchia d’olio, colorando di giallo l’europa e protestano a ragione.

Mi chiedo: ma questo accadrà anche da noi, oppure qui si continuerà solo a mugugnare (lamentarsi) a scrivere fiumi di parole sui social e ad aspettare che accada qualcosa?

Ormai siamo giunti ad un punto in questa europa dove nessuno se ne sente più facente parte.

Ci hanno riunito in un agglomerato che non riesce a restare unito perchè ha troppe differenze, troppe esigenze differenti, perchè ci sono i soliti prepotenti che vorrebbero comandare, perchè le culture si possomo amalgamare, ma nessuno le deve soffocare, e perchè purtroppo a parole son tutti buoni, ma è nel far fatti che alla fine si scopre che il potere e il signor denaro ha la meglio su ogni buon proposito.

Chissà se i nostri nipoti studieranno nei libri di storia la rivoluzione dei gilet gialli come noi abbiamo studiato le varie rivoluzioni accadute nei secoli. Chissà se questa rivoluzione color giallo avrà un vincitore o sarà solo un fuoco di paglia.

Da gentile segnalazione di un amico blogger, wwayne vi lascio un articolo molto interessante: https://www.internazionale.it/notizie/2018/12/04/francia-gilet-gialli

Laura

Brrr!


Fà freddo…

-1

Beh, siamo in inverno…

Ma…

Nonostante il calore del fuoco del camino…

Nonostante i maglioni e i calzettoni…

Una cosa potrebbe risolvere definitivamente il problema…

Laura