Un quadro, una storia


È stato chiesto:

Osserva questo quadro e scrivi una breve storia che lo possa rappresentare.

Il quadro s’intitola:

“Going into the world”

di Evert Jan Boks (1838 – 1914)

Che ve ne pare della mia?

Laura

Una storia in sei parole


Ho partecipato all’iniziativa di

Ivvi Editore

Che sull’onda de

«Leggenda vuole che sfidarono Hemingway a scrivere un racconto in sei parole. Lui scrisse un tristissimo capolavoro: «Vendo scarpe per bambini, mai indossate»

ha ideato questa raccolta.

#unastoriainseiparole


E tra le mila storie, la mia è stata scelta

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volete saperne di più?

Visitate il sito di Ivvi Editore e acquistate il volume in pre ordine.

Immagine personale

“Come potete leggere questo libro? Io farei cosí: ogni giorno aprirei una pagina a caso e leggerei uno solo di quei racconti. Chiuderei il libro e ci rifletterei qualche minuto”

Sono davvero orgogliosa di aver partecipato e che la mia frase girerá in tutte le librerie italiane.

Laura

In trappola


Sei in trappola mio caro, ormai non puoi più fuggire in nessun luogo.

Ti sei auto incatenato a questa vita che hai scelto con leggerezza.

Ti sei lasciato trasportare dai tuoi forti sentimenti, convinto che fossero ricambiati, ma loro, quelli che ti venivano sventolati davanti al cuore pieni di promesse d’amore, ti hanno tradito. Non sono mai stati all’altezza delle tue aspettative.

Ti sei lasciato coinvolgere da quel romantico balletto teso come da un ragno che vuol attirare la sua preda senza spaventarla, ma la ragnatela ti si è attorcigliata intorno al collo e ha iniziato a trattenerti progioniero del suo gioco.

Non hai mai pensato che era troppo bello per esser vero, troppo perfetto, troppo per te. Credevi di aver finalmente raggiunto la serenità, e la vita sognata. Illuso sognatore, facile credulone, ingenuo cuore.

Ti volevi catapultare in un sogno bellissimo, tuffandoti a peso morto convinto che sotto ci fosse un materasso morbidissimo pronto ad abbracciare, rassicurare, curare, amare e coccolare il tuo corpo, la tua anima e il tuo cuore lasciati fluttuare verso l’ignoto, ed invece sei caduto in un rovo pieno di spine che graffiano la tua anima, il tuo corpo e il tuo cuore senza tregua.

Sono poche le speranze di fuga, e ancor meno le possibilità di ritrovare te stesso e un certo equilibrio che ti dia quel poco di serenità che permetta alle tue labbra di ritrovare quel sorriso ormai perso, ai tuoi occhi quella luce vitale che ti contraddistingueva in mezzo a mille disperati, alla tua mente la voglia di continuare a sognare, progettare e vivere.

La trappola è profonda, un buco buio e senza scale da dove anche graffiando a mani nude la terra che ti circonda e ti risucchia sempre di più, sarà molto difficile risalire.

Laura

Mamma Ioia e la fontana con l’acqua miracolosa


In un paesino nella provincia di Avellino, e precisamente a Gesualdo, vive una donna speciale. Da tutti conosciuta con il nome di “Mamma Ioia” al secolo Maria Vittoria Iorio. È una donnina di quasi ottant’anni vivace, simpaticissima ed emergica.

Il suo sguardo penetrante e curioso ti scruta in profondità, e mentre ti parla t’infonde un senso di pace e tranquillità.Tutto questo le scaturisce da una profonda fede nella Madonna delle Rose, che comunica spesso con lei facendola portatrice della sua parola a tutti coloro che credono.

Mamma Ioia è un’ex insegnante madre di quattro figli che quando rimase vedova a 38 anni fece voto di castità e divenne una suora laica. Quando era una giovane ragazza, ebbe la fortuna d’incontrare l’allora frate Cappuccino Padre Pio da Pietrelcina, il quale, ospite del convento dello stesso paese dove vive la donna, le predisse il dono della vegenza.

Un giorno, la giovane donna precipitò dal muro del castello di Gesualdo facendo un volo di oltre dieci metri, rompendosi la quarta vertebra lombare e la vertebra cervicale, ma nonostante questo volo, rimase miracolosamente illesa grazie all’intervento divino della Madonna delle Rose che le apparve dapprima come un’immagine nebulosa, per poi farsi via via sempre più chiara. Dopo la degenza, ed aver rischiato come minimo la paralisi, la ragazza tornò a camminare.

Tutto questo accadde proprio nei pressi della fontana dall’acqua miracolosa che ha curato parecchi fedeli che ormai disperati non avevano più nessun’altra speranza che affidarsi alle preghiere che Mamma Ioia rivolgeva alla Madonna delle Rose, la quale spesso di notte le appare nel suo giardino e le parla delle sofferenze del mondo, o le svela qualche notizia su quello che presto accadrà.

Io, ho avuto modo d’incontrarla più volte, e ogni volta, mi ha stupito, intrigato, consolato e tranquillizzato con il suo essere. Parlare con lei, ti porta un senso di pace, e spiritualità.

Il suo desiderio sarebbe quello di far conoscere al mondo intero l’esistenza di questa fontana dall’acqua miracolosa, ma come spesso accade, deve costantemente scontrarsi con le istiruzioni che forse non vedono di buon occhio il pellegrinare davanti alla fontana e spesso qualcuno si diverte a chiudere l’acqua che scorre dai due boccagli.

Molte persone si sono abbeverate a questa fontana miracolosa nonostante vi sia stato posto un cartello che avvisa “acqua non potabile”.

Mamma Ioia” assicura che l’acqua è potabilissima perchè è stata analizzata, e io confermo di averla bevuta personalmente più volte. Il consumo di quest’acqua e la fede ha fatto sì che tante persone ricevessero miracoli.

Accanto alla fontana Ella fece mettere in una nicchia la statua della Madonna e di San Pio, e avrebbe voluto poterle sistemare nel migliore dei modi, con tanto di piccola cappella ma non le è stato concesso.

Il suo cruccio più grande è proprio il fatto che al momento la fontana non eroghi acqua perchè è stata chiusa. Le istiruzioni le rispondono che il motivo sono i piccioni che andandosi ad abbeverare, sporcano. Ma lei questo non riesce proprio a concepirlo, visto che le altre fontane comunali sono in continuo funzionamento.

Tante persone vanno a trovarla per un conforto, una preghiera o anche solo una parola, e lei ti accoglie in casa sua rifiutando qualsiasi compenso per il grande dono che ti fà.

Il suo tempo, le sue preghere e la sua fede.

Laura

Solitario


Quando scende la sera guardi fuori le ombre che si allungano

Chiudi piano le imposte, accendi le luci e fai partire un pò di musica

Canticchi sottovoce mentre il fumo del sigaro riempie la stanza

Non dai segno di inquietudine per questa tua solitudine

Non ti pesa il silenzio, la mancanza di un abbraccio, di un bacio o una carezza

Non mostri sofferenze nel vedersi allontanare i fari dell’auto che la porta lontano da te

Non vuoi compagnia, non desideri condividere la notte con nessuno che non sia il tuo stesso respiro

Trascorri le ore ad arrovellarti la mente, perso in quei pensieri pungenti

Vorresti giustizia, ma temi che un giorno ella giunga a portarti via anche quel briciolo di speranza che culli da tempo

Solitario progetti quel futuro ombroso che anche di notte ti toglie il riposo

Vorresti regalare sorrisi, gioia e felicità a coloro che ami, ma temi che quei tempi siano ormai troppo lontani

Solitario ti accingi a passare la notte

Qualche fantasma ti fa compagnia, ma in fondo son anime come la tua, che non hanno ancora trovato la pace e con te si sentono in sintonia

Respingi chi ti ama per paura, forse, che un giorno ti possa lasciare nuovamente solo

E scegli di fare il solitario anche quando la vita ti ha messo accanto qualcuno che ti ama

Laura

19 vs 19 eccoci qui


Cari lettori,

Vi abbiamo chiesto di darci una mano, di sostenere il nostro progetto.

Ovviamente non ci conoscete, non sapete niente di noi…

Per questo voglio presentarvi tutta la comitiva del 19

Se volete conoscerci meglio, visitate la nostra pagina Penne in quarantena su Facebook lì troverete più informazioni su di noi…

Qui di seguito ci mettiamo le nostre facce e i link dove potrete acquistare o ordinare il nostro aiuto alla Protezione Civile in collaborazione con l’Avis.

𝓟𝓮𝓷𝓷𝓮 𝓲𝓷 𝓺𝓾𝓪𝓻𝓪𝓷𝓽𝓮𝓷𝓪

Youcanprint: https://bit.ly/YCP19vs19
Librerie Coop: https://bit.ly/coop19vs19
Mondadori: https://bit.ly/MD19vs19
IBS: https://bit.ly/IBS19vs19
Rizzoli: https://bit.ly/R19vs19
Amazon: https://bit.ly/C19vs19

Grazie di cuore

Laura

Hai lasciato


Hai lasciato che il cuore prendesse il comando

Hai lasciato che l’amore prendesse il sopravvento

Hai lasciato che il vento scompigliasse i tuoi sentimenti

Hai lasciato che la tempesta ti trascinasse dentro

Ora aspetti che tutto si compia in attesa che le nubi scompaiano all’orizzonte

Laura

19 vs 19 Stiamo facendo un’opera buona


Amici blogger, lettori, siate solerti e fate girare la notizia.

Vi darò altre informazioni al più presto.

Serve l’aiuto di tutti

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Perché 19 vs 19?
Perché 19 sono le persone, da tutta Italia, che hanno collaborato alla realizzazione di questo libro, nato con l’intento di aiutare chi sta lavorando per sconfiggere il Covid-19.
Diciannove persone che non si erano mai conosciute prima, ma che il desiderio di poter dare un aiuto concreto ha unito.
Tutti loro, appena sono stati contattati, hanno subito accettato con entusiasmo di partecipare a questo progetto, offrendo gratuitamente il loro tempo, la loro fantasia e la loro professionalità.
Ringrazio loro e ringrazio voi che, acquistando questo libro, contribuirete ad aiutare chi ci sta quotidianamente aiutando.
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@perfettoxme
@elena.andreotti.autrice
@maidabovolenta
@carrettoniwalter
@martina.longhin18
@alice_marcotti
@saramasvar
@valentina_morpurgo
@laurapacchioni_scrittrice
@lauraparise0
@ricchiuti.s
@mariella.strippoli
@francescatofanari
@psicoterapeuta.fabiola.pasetti
@psicologo_brillante._.mente
@mariasolebramanti
@ritapisanelloediting @nonsoloinchiostro
@oliva.cordella •••
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La Regina


Non si può dire di no a sua maestà

Ogni suo desiderio dev’esser assecondato, i suoi capricci non son reato

Lei fà e disfa a suo piacimento e non si può mostrar lo scontento

Sembrano giochi di una bambina ma lei è pur sempre la regina

Se lei s’impunta che vuol una cosa è peggio delle spine di una rosa

Non le bastan solo gli inchini riceve pure rose e cioccolatini

Può far male, crearti danno anche tradirti con l’inganno

Cambia parere in un momento e non puoi mai mostrar il tuo malcontento

Con uno schiocco delle dita lei ti può rovinar la vita

È brutta racchia e venale le studia tutte per farti adirare

Inventa morti, problemi e affanni tanto da spargere i suoi danni

Fà la carina e la premurosa e non tutti sanno che vuol solo una cosa

È furba è scaltra fà la maliarda e poi piagnucola come una codarda

Ti costringe nell’angolo e ti mette al muro ma non le si può rispondere la muso duro

Gioca d’astuzia e di sottigliezze per nascondere le sue nefandezze

Il suo piano è ben congeniato, riprendersi colui che si era allontanato

Non molla la presa l’astuta regina e crede di aver la preda ormai vicina

Non gioca d’azzardo ma più d’istinto perchè è convinta di aver già vinto

Non sà che il suo è un regno fasullo e che lui certo non è un citrullo

Di certo qualcosa ha subodorato ed è partita con un piano sbandato

Potrà anche rovinare un giorno vicino ma chi se ne importa se sarà a San Valentino

Certo è seccante e la pazienza è ormai quasi morta ma prima o poi uscirà per sempre da quella porta

Cadrà finalmente dalla sua poltrona e non avrà più neppure la corona

Felice sarà quel giorno che quel che ha fatto le farà ritorno.

Laura

Lassù qualcuno vi ama


Erano alcuni giorni che non lo vedeva, e lui le mancava quasi come l’aria stando in apnea.

Non faceva altro che aspettare impazientemente il momento in cui finalmente si sarebbero ritrovati.

Lo sognava da giorni, lo immaginava nella sua mente, ne sentiva quasi il profumo.

Chiudendo gli occhi poteva vedere indistintamente il loro incontro…

E poi… quando ormai le speranze erano diventate vane…

Nel silenzio della campagna lo stridio delle ruote sul selciato le annunciava l’imminente arrivo di un’auto. Non osava quasi respirare perchè per troppe volte il cuore le si era fermato con la speranza che qualche auto potesse girare nel suo viottolo e fermarsi davanti alla sua porta.

Ma questa volta, non solo il rumore del motore era vicinissimo e le ruote avevano frenato davvero davanti alla sua porta, il motore aveva lanciato il suo ultimo respiro e si era spento quando l’autista aveva girato la chiavetta.

Uno sportello si era aperto e richiuso, mentre lo scricchiolio di passi che si stavano avvicinando era sempre più forte.

Sbirciando quasi senza voler guardare aveva scorto una sagoma dietro il vetro della porta. Un braccio si era alzato, e una mano si era poggiata sulla maniglia nel tentativo di farla scattare.

Un sorriso le era così affiorato alle labbra, un sorriso di felicità che era subito scomparso sostituito dal timore che forse, lui, non era tornato per restare.

E così si era avviata titubante alla porta, aveva girato la chiave nella toppa e lui sentendo il rumore aveva abbassato la maniglia aprendo di scatto e facendole fare un mezzo passo indietro.

Si guardarono un attimo negli occhi, un attimo che parve un’eternità. Contemporaneamente emisero un sospiro. Entrambi a corto di parole.

A lei tremarono un pò le gambe, l’ansia accumulata nei giorni passati, il timore di un rifiuto da parte sua, la paura di vederlo voltare ancora una volta le spalle e andare via.

Abbassò lo sguardo intimidita da quel suo squadrarla, ma non fece in tempo ad indietreggiare ancora perchè lui la prese tra le braccia stringendola forte e con una mano dietro la nuca e una ad alzarle il mento la baciò appassionatamente e con possesso.

Tra un bacio ed un altro le sussurrò dolci parole “tesoro mio, quanto mi sei mancata” stringendola forte a sè “sei la più bella cosa che mi sia mai capitata” e accarezzandole il viso prima di baciarla ancora “non ci saranno più distacchi tra di noi, da oggi sarà per sempre qualunque cosa accada”.

Le parole le morirono in gola, voleva rispondere ad ogni battuta, dire che anche lui le era mancato, che lui era il suo tesoro, la cosa più bella che le fosse capitata, che non le importava di quel che avrebbe potuto accadere se lui le era accanto, ma rimase in silenzio lasciando che tutte le paure accumulate si dissipassero. Vide nel cielo un barlume, forse una stella, forse solo un riflesso, di certo le sembrò un segno, qualcuno lassù amava e benediva la loro unione.

Laura