Ma quanti libri hai?


Tenendo presente che i #libri non sono mai troppi…

Ciao a tutti

oggi non vi parlerò dei libri che ho scritto, ma di quelli che ho collezionato prendendo spunto dal blog dell’amica Teresa che ha postato un nuovo tema per il suo #fibmondaychallenge se siete interessati cliccate qui Libreria

Chiede a chi la segue, di poter curiosare nelle loro librerie, vedere come hanno sistemato gli amati libri, e poter magari prender spunto…

Difficile, o forse no, (io in ogni caso non ci sono riuscita, e se qualcuno di voi sà come si fà… beh… passatemi la dritta!!!) inserire la foto nella risposta al suo post, e così ho raccolto la sua sfida e il suo consiglio ed ecco qui il mio post con la foto della mia libreria

20170709_182205in verità non sono proprio tutti… ne ho ancora altri stipati in altre due librerie, senza contare quelli che ho letto presi in prestito dalle amiche e quelli che ho prestato e haimè… dolore tremendo!!! non son più tornati indietro.

Questo che vedete è il mio sancta sanctorum, l’angolo con la libreria e sotto con il mio pc, la mia amata tastiera, il posto dove mi raccolgo e lascio vagare libere le mie dita… magari non avrete letto quello che ho letto io… qui sotto la mia raccolta più o meno completa e non propriamente in ordine cronologico

ma potreste leggere quel che scrivo… 😉

4-you only the best – Riflessi di noi

La mia cucina vol. 1 e vol. 2

Il calcio… passione anche al femminile  disponibile solo in formato e-Book

Vi auguro buona serata

Laura

Un paesaggio impervio


Buonasera a tutti amici blogger.

Oggi ho partecipato ad una gita spettacolare nel parco Nazionale delle isole Canarie al centro del quale sorge il vulcano Teide. 

La varietà delle rocce vulcaniche, il paesaggio selvaggio e impervio, per non parlare della particolare flora mi hanno lasciata senza parole. Guardate un pò questa pianta, che cresce solo su quest’isola

Si chiama Planta Blanca. Che una volta sfiorita diventa completamente bianca. Qualcuno di voi la conosce?

E i pini con la corteccia nera, dicono che sia nera per via di un grosso incendio… essendo una qualità molto robusta, hanno resistito al fuoco e mantenuto il centro della pianta riparato. Dopo un paio di anni, non è stato necessario abbatterli perchè si sono riprodotti autonomamente (non è perfetta perchè presa durante il viaggio)

E poi ovviamente durante la gita ho visto ettari ed ettari di piantagioni di banane, che qui sono una varietà particolare molto più piccole e dolci rispetto a quelle a cui siamo noi abituati Come tralasciare poi le altre varietà della comunque ricca flora? Certo queste di seguito sono per noi più comuni… ma sempre bellissime 

E per finire un panorama dall’alto con il mio amato mare…

Spero di avervi allietato…
Buona serata a tutti Laura

Tutto quello che hai nel cuore


Un incontro che poteva sembrare scritto dal destino, chi lo avrebbe mai immaginato? Non si aspettava certo di incontrarlo così l’amore della sua vita! D’inciampare così nella donna che gli avrebbe cambiato la vita…

Eppure era accaduto, si era ritrovato a leggere quelle righe, a guardare quella foto e il suo cuore aveva perso un battito, e poi un’altro ancora, fino a cominciare a martellargli in petto, sempre più velocemente, ad aumentargli la pressione e a fargli desiderare di incontrarla il più presto possibile. Ma come fare? Come poteva sperare che anche lei provasse i suoi stessi sentimenti, che si innamorasse di lui.

Gli scappava quasi da ridere per l’assurdità delle sue speranze. Eppure ne era certo, quella era la sua donna, la donna che lui aveva cercato da sempre. Non poteva essere altrimenti, sentiva nel suo cuore che lei, e solo lei, lo avrebbe completato.

Quante belle donne aveva incontrato in vita sua, alcune solo sfiorate, altre possedute, ma nessuna di loro aveva mai incatenato il suo cuore, nessuna di loro gli era mai entrata dentro come era accaduto con lei. C’erano stati amori giovanili, quelli che non si dimenticano e ti restano dentro, ma erano amori diversi, freschi, quando ancora la vita ti ha solo sfiorato… Questo che sentiva di provare ora, era qualcosa di assolutamente unico. Un tempo si preoccupava dell’aspetto esteriore, ma la confezione non sempre è all’altezza del contenuto e viceversa. Ora quello che gli importava davvero era tutto quello che c’è nel cuore!

E lei nel cuore aveva tanta dolcezza, tanto amore da dare, tanta bontà… Lui lo aveva intuito da subito, e poi… quando aveva iniziato a parlare con lei, e ad ogni conversazione cresceva in lui la consapevolezza, di aver trovato la sua anima gemella.

Non poteva essere altrimenti. Ma lei, era restia, si ritraeva, non si lasciava andare, e lui aveva il terrore folle di perderla, voleva esserle sopratutto amico, confidente, starle vicino in qualsiasi modo, si sarebbe accontentato anche di non averla, forse… era abituato a dare mai a ricevere; e ora si sentiva già fortunato così… gli sembrava di aver ricevuto un regalo inestimabile, ma…

Aveva continuato a corteggiarla con dolcezza, con delicatezza senza mai esagerare. Temeva di vederla scappar via. Si era aperto a lei come forse non aveva mai fatto in vita sua con nessun altro, le aveva non solo regalato il suo cuore, ma la sua anima, il suo essere. E questa sua tenacia, questo suo desiderio di farsi conoscere ancora prima di incontrarsi, quel suo essere dolce, gentile, romantico, a volte ruvido, ma sempre sincero e con il cuore in mano, pian piano l’aveva conquistata.

tumblr_oncv7qfDBp1vlvytto1_500Il destino con lui fino ad allora non era stato generoso, ma adesso non poteva far altro che ringraziarlo per avergli fatto questo dono.

by Laura

Ancora non ti dirò…


Quando tutto sembra che possa cambiare, che il passato possa essere sepolto e lasciato finalmente morire, ecco che riaffiora inesorabile e ti trascina in una spirale di contraddizioni. I se e i ma tornano prepotenti ad affacciarsi, a riempire l’oggi di mille dubbi.

Se tutto fosse facile come fanno vedere nei film, l’avrebbe già raggiunto, non si sarebbe lasciata sfuggire l’occasione.

Chi non desidera di essere amato incondizionatamente? Chi non vorrebbe sentisi dire quelle dolci parole, cedere alle promesse, e vivere senza pensare al resto? Eliminare i pensieri, lasciarsi solo trasportare dalle emozioni, tenersi per mano e passeggiare in riva al mare, cenare a lume di candela, sorridersi, baciarsi, scoprirsi e fare l’amore fino a non avere più energie in corpo. Vivere praticamente in un sogno lontano da tutto e da tutti.

Peccato che poi ci siano i risvegli. E non sempre i risvegli portano alla continuazione dell’estasi. A volte son bruschi, come quando ti rovesciano un secchio di acqua gelata in testa. E quando uno ha già patito, sofferto, rinunciato, si è sentito oppresso dalle responsabilità e dal non poter più tornare indietro, dal non avere la possibilità di far altro che proseguire su quella strada che alla fin fine non era quella che aveva immaginato e aveva sognato per il suo futuro, allora diventa cauto, non si lancia più in avventure folli. Si adegua a vivere in quel limbo tranquillo perchè non è in grado di soffrire ancora. Può sembrare insensibile, può forse perdere qualcosa di veramente prezioso, ma chi ha il coraggio di biasimarlo? Certo si può parlare di codardia, o di follia. C’è chi non si pone il problema, ferisce, senza remore, prende e arraffa tutto quello che gli viene offerto e anche di più, pretende e si sente in dovere poi di mollare senza una spiegazione. Ma c’è anche chi, al contrario nel suo cuore sanguina e soffre perchè vorrebbe trovare la soluzione giusta per entrambi, quella che non penalizzi nessuno. Non vorrebbe mai procurare dolore a colui a cui vuole bene con tutto il cuore. E allora tentenna, sommerso dai dubbi, dalle paure, dalle preoccupazioni, non si lascia andare perchè non sà. Potrebbe essere giusto o sbagliato, potrebbe essere amore o solo affetto. Una volta detto ti amo non si può tornare indietro, non si può dire “oh scusa mi son sbagliato”. E capire se l’affetto sia anche amore non è semplice, non lo si può decifrare attraverso lettere appassionate, scambi di telefonate, nessuno è un robot, ognuno ha quelle corde sensibili, che se toccate a dovere vibrano di passione. Ma in una coppia ci vuol il contatto, contatto umano prima ancora che fisico. Guardare in faccia l’altra persona, guardarla negli occhi, abbracciarla, ascoltare la sua voce, sentire il suo profumo, e solo allora, percepire dentro il cuore quali che siano i sentimenti che colui o colei ti accende, non basta una foto, un’immagine statica che ti guarda ma da lontano.

Ci sono sbagli, nella vita, che si possono commettere anche a cuor leggero, ai quali si può trovare un rimedio, ma non si può sbagliare sui sentimenti, non si può essere frettolosi e rischiare di ferire un cuore che forse di ferite ne ha già subite tante, è rattoppato, e tenuto insieme dalla speranza di questo nuovo amore.

E lei tutto questo lo sà, ne è consapevole, e si strugge al pensiero di cosa le riserverà il futuro…

Laura

Un raggio di sole e poi il buio…


Un raggio di sole entrò nella stanza attraverso la finestra… lei chiuse gli occhi assaporandone la calda carezza. Il profumo del mare le riempì le narici, il giorno stava volgendo al termine, il tramonto, quella palla rosso fuoco che pian piano si fondeva all’orizzonte tuffandosi nelle acque era uno spettacolo talmente affascinante che ogni volta rinnovava la sua meraviglia.

Quel lieve tocco caldo sulla pelle la fece fremere, era ancora troppo vivo il ricordo delle sue carezze, il respiro caldo dei suo baci…

poesiaRipassò ancora una volta mentalmente la poesia che tanto amava, quei versi che lui le aveva letto mentre, distesi sulla spiaggia con le spalle appoggiate alla roccia, contemplavano il calare del sole. L’aveva imparata a memoria…

La sua mente non potè fare a meno di ritornare indietro nel tempo… ancora sentiva le braccia forti di lui che l’avevano stretta forte a sè per infonderle calore, proprio mentre il giorno stava lasciando il posto alla notte e lei aveva avuto un brivido di freddo. Era diventato buio. Il sole che fino a pochi istanti prima riscaldava e illuminava la spiaggia era sparito pian piano, nel giro di pochissimo erano stati avvolti dall’oscurità e dall’aria fresca della notte. In cielo avevano cominciato ad accendersi le stelle. Ma la luna quella notte non c’era.

tumblr_static_tumblr_static_3ng1uzlss2uccsksgg8s0oow8_640Prese un fiammifero, l’accese e le rischisciarò il volto, per un istante… soffiò quindi sulla fiamella e lasciò che l’oscurità li avvolgesse ancora una volta.

La strinse ancora più forte a sè baciandola dolcemente. Era una notte senza luna, ma lui era la sua luna, le sue stelle, il suo sole e la sua vita. Lui era tutto, un pò di più, un pò di più di tutto…

Laura

 

Tristezza và via…


Non sò se vorrei che tu mi vedessi ora. Temo che non mi riconosceresti…

Ti troveresti davanti un’estranea, non più quella donna con il volto allegro, l’espressione felice, solare e splendente che conosci e forse ricordi… Ora il mio volto è  rabbuiato, opaco, triste, scuro…
I miei occhi occhi non sorridono più, non hanno più le stelle che vi luccicano dentro come quando ti guardavano e si saziavano di te… son vuoti, senza espressione… hanno perso energia.
Le mie labbra sorridono, non come quando si rivolgevano a te, ora, il mio, è un sorriso sforzato di circostanza, un sorriso che non viene dal cuore.
Ho perso la vitalità di un tempo, la voglia di scherzare e far battute biricchine.

Ho perso tutto strada facendo, tutto si è sciolto ed è scivolato via da me insieme alle lacrime che ho versato per te, per la tua assenza i tuoi silenzi.
Mi resta solo un filo di speranza… ma è tenue, fragile e potrebbe spezzarsi.

D’altra parte cosa può esserci di peggio di tutto questo.

Eri, sei e sarai il mio sogno, la mia ventata di vita, il mio desiderio di ridere e gioire.

Mi guardo nello specchio e cerco di farmi coraggio di riprendere a respirare. Devo cominciare a voler bene a me stessa tanto quanto continuo a volerne a te… magari… chissà… un giorno le nostre strade s’incroceranno ancora, e tu dovrai riconoscermi, ritrovare quella donna che ti aveva catturato lo sguardo, che ti era entrata nel cuore e che forse, nonostante tu mi abbia tenuto alla larga, è rimasta lì in sosta sia nel tuo cuore che nella tua mente.

Per il momento siamo come due binari che corrono paralleli lungo un viaggio ignoto, si percepiscono da lontano ma non riescono a toccarsi, sanno che l’uno è lì, accanto all’altro, ma la distanza resta sempre la stessa… parallela. Arriverà un altro scambio, dove i binari s’incrociano per portare il treno verso un’altra direzione…

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4-you only the best

Laura

Riflessi di noi

Al caldo nel cuore


Tienimi al caldo nel tuo cuore e ogni tanto accarezzami 

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C’era tanto amore racchiuso nel suo cuore, una dolcezza infinita, e tante tantissime parole che non riusciva a pronunciare.

Lei era li in mezzo a tutti quei sentimenti, racchiusa nel suo  cuore, che come un sole lo riscaldava e lo manteneva in vita.

Qualsiasi cosa fosse accaduta, qualsiasi distanza, qualsiasi incomprensione, lei era lì, custodita, protetta, amata, ci sarebbe rimasta per sempre, perchè gli era entrata dentro, in punta di piedi aveva conquistato ogni sua cellula, ogni suo pensiero, ogni suo respiro.

La sentiva palpitare ad ogni battito, la sentiva scorrere nelle sue vene nonostante non l’avesse mai posseduta. Lei era sua!

mare-in-tempestaCome una marea che saliva pian piano verso la terra, sentiva crescere dentro di sè quel forte sentimento che lo legava indissolubilmente, lo sentiva agitarsi come un mare in tempesta agita le sue acque tanto da renderlo inquieto, a volte impaziente. Non voleva lasciarsi prendere dalla disperazione, e non l’avrebbe fatto, si sentiva impotente verso quei sentimenti così profondi. Lasciarsi andare ed affogare in essi era solo quello che desiderava realmente, lasciarsi andare e cullare nel suo abbraccio, continuare a sentire il dolce suono della sua voce e stringerla forte al petto, talmente forte da farle mancare il respiro. L’avrebbe rianimata lui con le sue labbra, se necessario, con il suo respiro con il suo amore. L’amava e di questo ne era certo, non era il momento, ma presto molto presto tutto avrebbe potuto cambiare. Non temeva il futuro perchè sapeva di avere anche lui il posto principale nel cuore di lei.

Era certo di esser custodito nel suo cuore ed essere accarezzato ogni istante del giorno e della notte. Lo sentiva, perchè due cuori che si appartengono lo sentono anche a distanza senza bisogno di parole inutili.

La cena…


Aveva pianificato quella cena da oltre un mese,  c’era voluto del tempo affinchè trovasse il coraggio di spedirle l’invito… poi un giorno aveva deciso di andare contro la sua natura, decisa la data, l’ora e il ristorante scrisse il tutto su di un biglietto, aggiungendo che lui ci sarebbe stato, ma che lei non avrebbe dovuto necessariamente rispondergli per confermare, avrebbe atteso di esser stupito da lei. Mancavano quattro settimane esatte alla data prescelta, non era un tipo images-1.jpg.jpgimpaziente, avrebbe aspettato  con calma, sognando ogni notte quel momento quando, finalmente lei seduta difronte gli avesse riscaldato il cuore con il suo meraviglioso sorriso. Nell’attesa e nei suoi sogni, si lasciava andare alla deriva nel suo sguardo perdendosi in quel mare azzurro che erano le sue iridi, le prendeva la mano attraverso il tavolino per trasferirle il calore che sentiva bruciargli dentro. Come un ubriaco, al solo pensiero di perdersi con lei, sentiva scorrere il sangue nelle vene e pulsargli in tutto il corpo. Aveva paura, un terrore folle che lei non provasse i suoi stessi sentimenti, che per lei tutto fosse finito da tempo, che fosse stato solo un attimo di sbandamento, quegli attimi che capitano quando si abbassa non volendo la guardia. Alcuni segnali c’erano stati, specialmente quando lei evitava di rispondere ai suoi messaggi, o aveva trovato mille spiegazioni per declinare i precedenti inviti. All’inizio gli erano sembrati solo pretesti e aveva insistito per sapere se lei avrebbe mai accettato di incontrarlo. “si, certo! ma ora proprio non posso” gli aveva risposto lasciandogli una speranza accesa nel cuore. E ora lui quella speranza voleva a tutti i costi tradurla in realtà. Non gli erano bastati quei pochi attimi, quel saluto di corsa durante un’incontro casuale. Sapeva che lei a volte abbassava la guardia, che il muro che aveva eretto intorno a se stessa a volte si assottigliava. Ne aveva avute conferme quando si erano sentiti per telefono e lei dolcemente gli aveva sussurrato “non dimentico nulla di quel che è accaduto…” o la lunga pausa silenziosa rotta solo dal suo respiro quando lui le aveva detto “mi manchi” e lei non aveva avuto il coraggio di replicare. Le aveva dato tempo per riflettere su quell’invito, ma d’altra parte gli altri, quelli senza preavviso non avevano attecchito. Chissà forse questa volta…

Negli ultimi giorni si era preparato ad una grossa delusione, si era autoconvinto che se avesse pensato al peggio invece di vivere con la speranza che il suo sogno si avverasse, avrebbe sofferto di meno in caso lei lo avesse rifiutato. Aveva continuato a ripetersi come un mantra, “lei non verrà… lei non verrà…” anche se in un angolino del suo cuore continuava a sperare di vederla arrivare in lontananza come un raggio di sole in una giornata uggiosa. Fino all’ultimo aveva temuto di ricevere un qualche messaggio del tipo “mi spiace ma non posso venire” ma che per lo meno gli evitasse di fare la figura dello sciocco seduto ad un tavolo in attesa di chi non si presenterà. Voleva credere con tutte le sue forze che non sarebbe stata stronza fino a quel punto.

Il giorno era arrivato, non si sentiva nervoso, e neppure in trepidante attesa. Il suo silenzio lo faceva ben sperare. Arrivato davanti al ristorante era indeciso se entrare o attendere fuori il suo arrivo. Decise di entrare. La cameriera gentilissima lo fece accomodare al tavolo da lui riservato nella saletta. La stanza era vuota, c’erano cinque tavoli apparecchiati, ma non erano occupati da nessuno. Questo particolare lo rallegrò ulteriormente, avrebbero avuto ancora più tranquillità. Nell’attesa ordinò da bere. I minuti trascorrevano lenti, ma erano solo cinque minuti di ritardo, ci poteva stare… dopo dieci minuti lo stomaco aveva iniziato contorcersi, sentiva l’ansia accrescere dentro di se… un quarto d’ora dopo la cameriera si era affacciata “tutto bene signore?” lui aveva sorriso, un sorriso di circostanza e annuito. Cominiciava a sentirsi in imbarazzo. Non sapeva bene cosa fare. Ma no, non avrebbe provato a telefonarle per sapere che fine aveva fatto. Ancora qualche minuto e la cameriera si sarebbe riaffacciata…

Cominciarono a passargli per la mente tutte le volte che lei aveva evitato di dargli risposte alle sue precise domande, e quando dopo le sue insistenze gli aveva scritto “al momento sono troppo presa da mille cose confido nella tua comprensione” oppure  “lavoro tantissimo e devo occuparmi della mia famiglia” e non aveva aggiunto altro. Lui all’inizio l’aveva preso come l’ennesimo messaggio in cui lei si scusava per non aver tempo, ma ora assumeva tutto un altro aspetto, adesso quel messaggio gli arrivava chiaro “tu non fai parte della mia vita, ho altre cose molto più importanti di te”images

La cameriera fece ancora una volta capolino mentre lui continuava a guardare insistentemente il cellulare in attesa che si materializzasse da un momento all’altro un suo messaggio. La ragazza aveva un’aria piuttosto imbarazzata quando lui alzò lo sguardo dal display. Reagì nell’unica maniera possibile. Diede un’altro sguardo al cellulare  “ho appena ricevuto la notizia che il mio ospite non potrà arrivare” fece un sorrisino e proseguì facendo l’ordinazione per se stesso. La ragazza lo guardò ancora una volta con aria molto comprensiva, come se avesse già vissuto tante altre volte circostanze simili. Gli regalò il suo miglior sorriso e gli chiese se avesse preferito cambiare tavolo e spostarsi nel salone. Ringraziò e fece cenno di no con la testa, preferiva restare da solo e continuare ad osservare quel posto vuoto difronte a lui, piuttosto che spostarsi e mettersi in mostra davanti a tutti gli altri avventori. Il cibo, che probabilmente era squisito, a lui parve come cartone, insapore e inodore, si costrinse a mandare giù quanto ordinato, non perchè avesse realmente bisogno di mangiare, ma perchè doveva far qualcosa per calmare quelle sensazioni terribili che sentiva crescergli dentro. Delusione, rabbia, dolore fisico. Credeva di sentirsi preparato ad una botta simile invece… vedeva tutto il suo castello di sogni infrangersi come un castello di carte dopo una folata di vento. Tutte le sue speranze andare in frantumi come un bicchiere di cristallo scagliato contro la parete. Non poteva non fare niente, doveva in qualche modo reagire, ma come??

Nell’unica maniera che il suo orgoglio ferito gli suggeriva “non credevo fossi stronza fino a questo punto! Lasciarmi qui ad attenderti invano, e fare la figura dello stupido davanti a tutto il ristorante! Credevo che almeno tra di noi ci fosse un pochino di amicizia, e che questa volta avresti avuto il coraggio di rifiutare il mio invito dicendomi chiaramente cosa pensi. Ma forse sei solo frigida. Vaffanculo” la risposta gli arrivò immediatamente “lascia perdere che è meglio” cosa voleva dire con quella risposta? “perchè dovrei lasciar perdere?” e lei da un qualche posto che non era certamente difronte a lui gli rispose “hai letto quanto mi hai appena scritto?” non credeva ai suoi occhi, quasi quasi sembrava che lei fosse dalla parte della ragione “certo che l’ho letto quanto ti ho appena scritto… e come mai ora tutto ad un tratto ti decidi a rispondermi?” non ricevette più alcuna risposta, ma soltanto l’avviso che quell’utente aveva bloccato il suo numero. Sentì un ulteriore pugno nello stomaco, un’altra pugnalata al cuore. Ancora una volta lei non aveva avuto il coraggio di confrontarsi con lui e aveva preferito ereggere un muro di protezione contro i suo stessi sentimenti.

Il buio


È al buio che tutto ti appare infinito… è guardando nella notte che cerchi quello sguardo che ti illumina la vita… Tu gli appartieni e lui appartiene a te, anche se lontani, anche se divisi ci sarà sempre un filo invisibile che vi terrà uniti.

Durante la notte, quando il buio ti avvolge nel suo abbraccio, è lì, è allora che riaffiorano i ricordi… Ricordi belli, ricordi di risate, di gioia e follia, di attimi vissuti come se non ci fosse un domani. E vorresti poterli acchiappare, stringerli a te, riviverli ancora. Ma è come voler catturare il vento, chiudi il pugno, lo stringi forte, ma… non hai niente in mano, non ti è rimasto nulla.

Poi appoggi una mano sul petto, e senti il cuore che ti batte forte dentro, il ritmico pulsare del sangue nelle vene, e sai che non puoi fuggire da tutto quello che hai dentro, non puoi strapparti i sentimenti come stracceresti una foto, una pagina da un diario. Perchè son potenti quei sentimenti, son entrati in te piano piano in punta di piedi, si son appropriati  prima della tua mente e poi di ogni singola cellula del tuo cuore, piano piano, dolcemente, con un sorriso, uno sguardo, un sospiro… hanno messo radici e lì resteranno per sempre. Chiuderai gli occhi, e quegli occhi profondi ed espressivi saranno lì, ti fisseranno. È nel profondo del suo sguardo che scoprirai tutto il sentimento racchiuso nel suo cuore. Solo tu, lo potrai leggere, perchè non avrete bisogno di parlare per capirvi, tra di voi le parole saranno inutili. Riderete indieme, padroni del mondo e del vostro domani, persi nel vostro mondo, forse un pò folli, ma tanto innamorati.

Dovrebbe essere possibile fermare l’attimo in cui gli sguardi s’incontrano, i corpi si avvicinano, i brividi corrono sotto pelle… e poi le labbra si trasformano in un sorriso prima di unirsi in un tenerissimo bacio.

 

 

Scritto nelle stelle


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Guardava le stelle nel silenzio della notte…

Milioni di occhi brillanti puntati su di lei, le scrutavano i pensieri sussurrandole tenere parole. Quelle parole che anelava di sentire da tempo immemorabile ma che danzavano solo nel suo cuore imprigionate da un silenzio assordante.

luna

La luna, splendente nella sua bellezza, le sorrideva, illuminando il suo viso rigato di lacrime. “Lascio a te il mio pensiero…” le disse  “forse riuscirai con la tua luce a penetrare nella sua oscurità, gli mostrerai la via illuminandogli il cammino fino a raggiungermi”

Un sospiro, forse una folata di vento, o forse era solo il ricordo dei suoi sospiri che in quel momento l’avvolgevano e le facevano tremare l’anima.  Chiuse gli occhi, e lui era lì, come sempre, dietro le sue palpebre. Il suo sorriso le face fremere il cuore. I suoi sguardi carichi di promesse mai pronunciate la colmarono di speranza.

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Un’altra folata di vento, le accarezzò il volto. Sentì il calore della sua mano sulla pelle. Era come se lui fosse lì con lei. Ne percepiva la presenza, sentiva che i loro pensieri stavano viaggiando nella stessa direzione.
Poggiò la sua mano sulla guancia per imprigionarne l’attimo. “Cos’è una carezza se non l’amore che ti passa tra le dita…”

 

pag-26-carezzaNella sua mente apparve nitido il ricordo dell’ultima volta che gli aveva accarezzato il volto sentendo sotto il palmo il calore del suo corpo, e scorrere sotto le dita il pizzicore del suo volto non rasato.

 

Ed eccolo ancora lì lo sguardo intenso che si erano scambiati… Che potere aveva la luna? Gli avrebbe portato il suo messaggio? Sarebbe stata cospiratrice di quell’amore? Quegli occhi luminosi puntati su di lei la rassicuravano, le dicevano che sì… un giorno… sarebbero stati testimoni della loro unione, perchè il loro incontro era scritto nelle stelle…