#orgogliopesto!


Arrivo in ritardo lo sò… ormai la settimana si è conclusa. Paola mi aveva detto “partecipa anche tu”… sono stata un pochino impegnata ma eccomi qui  con la mia ricetta.

A mia discolpa posso dire che avendo goduto di una bella giornata trascorsa nella mia Genova, son passata a metter la firma in piazza De Ferrari per sostenere anch’io questa fantastica salsa 😉

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In ogni caso per il Pesto c’è sempre tempo no? (Paola ti ho copiato la foto, ma era così bella…)

Che preparo per cena stasera? Gira che ti rigira, dopo le troffie, rigorosamente con fagiolini e patate di ieri sera…

Troffie
Immagine dal web

… oggi ho escogitato qualcosa di differente… (avevo comprato lo stracchino, ma non mi ero resa conto che essendo di quello a km zero, la data di scadenza era per domani) e siccome non amo lo spreco, e non amo buttar via niente di commestibile nella rumenta (passatemi il termine genovese per spazzatura) ecco che le uova mi han dato la soluzione al dilemma

Crêpes ripiene di stracchino condite con pesto genovese

Ingredienti:

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3 uova

3 tazze di latte

125 g di farina

1 cucchiaio di olio d’oliva

1 pizzico di sale

Pepe q.b.

Burro q.b

500 g di stracchino

Pesto genovese a piacere

Parmigiano grattugiato

Sbattere le uova con la frusta, unire la farina setacciata e il latte fino ad ottenere una pastella fluida. Aggiungere l’olio e il sale. Lasciar quindi riposare per almeno 30 minuti

Scaldare  e poi ungere con un velo di burro una padella antiaderente e ricoprire il fondo caldo con un mestolo di pastella formando un sottile strato che cuocerete da entrambi i lati. Andare avanti così fino alla fine della pastella. Si ottengono circa 16 /18 dischi, ovviamente dipende anche dalla grandezza della padella.

Porre al centro della crêpe una bella fetta di stracchino spolverizzare con un pochino di pepe e chiudere a pacchetto.

Porre sulla placca del forno foderata con l’apposita carta spolverizzare di parmigiano (a piacere anche qualche fiocchetto di burro. Io l’ho evitato) mettere la teglia in  forno caldo 200° C statico  per circa 15 – 20 minuti in modo che lo stracchino si sciolga.

Servire con il pesto, sopra o al lato come preferite.

Buon appetito

Laura

P.s. Le foto delle crêpes sono le mie… ovviamente non all’altezza di un professionista 😉

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Risvegliarsi e sentirsi diversi


Un giorno ti svegli e scopri che il mondo intorno a te è cambiato.

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Ma non è proprio il mondo ad esser cambiato, lo sono le persone, lo sei tu, lo sono i sentimenti, lo sono i bisogni, i desideri, le  nuove prospettive… quello che credevi fosse e che invece tutto ad un tratto non è più.

Non sempre è facile da accettare, perchè i cambiamenti incutono timore… ma fossilizzarsi su qualcosa che ormai non ha più niente da dare, è come sperare di cavar sangue da una rapa, o il succo da un limone già di per sè spremuto più volte.

Guardarsi alle spalle e ripercorrere gli anni a ritroso… rendersi conto che, si, in fondo sono stati anche belli, che hanno arricchito la nostra persona, ci hanno forgiati anche forse per accettare quel che diventeremo, e che se oggi siamo questi è anche grazie e sopratutto al nostro passato vissuto in quel modo.

Non ci devono essere rimpianti, inutile sperare di tornare indietro per modificare qualcosa che non è modificabile. All’epoca ci andava bene così. Altrimenti avremmo agito differentemente.

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Sono del parere che abbiamo comunque il dovere di proseguire il nostro cammino,  è vero, siamo cambiati, non siamo più gli stessi, siamo maturati e ora abbiamo bisogno di altre avventure, di nuovi orizzonti da raggiungere. E questi orizzonti non potranno mai essere gli stessi che avevamo difronte a noi venti o trent’anni prima. Saranno differenti, ma non per questo non potranno appagarci e questo non ci deve far paura.

Credo che non bisognerebbe mai rinnegare il nostro passato, perchè comunque, che ci piaccia o no, è parte di noi.

Mai dire “chi me lo ha fatto fare” perchè in quel dato momento per la nostra persona era giusto che fosse così. Dobbiamo solo guardarci allo specchio, e accettarci per quel che siamo.

Tuffarci con anima e cuore nella nuova vita che si apre a noi, e goderne appieno ogni istante con serenità, osare, e non tirarsi indietro, perchè ogni volta che rinunciamo ad essere felici, perdiamo un pezzettino del nostro cuore.

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RIsvegliare noi stessi verso una nuova vita…

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Laura

Che mondo sarebbe…


Ricordate voi che mi seguite da tempo quando dedicai un post alle giornate mondiali del…  tra le tante commemorazioni avevo annotato anche oggi, 5 Febbraio, la giornata mondiale della Nutella… il Nutella day

ed è proprio vero…

Che mondo sarebbe senza Nutella? 

Quante colazioni, merende, dessert a fine pasto o consolazioni ha accompagnato questa delizia nel corso della nostra vita?

Qualcuno potrebbe dire “un mondo di gente meno grassa”  a questa gente mi vien spontaneo rispondere: scusate, chi ha mai detto che si debba vedere il barattolo di Nutella come se fosse un bicchier d’acqua e farlo fuori tutto d’un fiato?

Si chiama crema spalmabile, non crema al cucchiaio!

Per cui evitiamo di demonizzare sempre tutto, e cominciamo a pensare che i primi a voleci far del male siamo proprio noi stessi, che non sappiamo adoperare la nostra intelligenza, dominare la nostra ingordigia, e ci lasciamo prendere dalla frenesia quando invece potremmo godere appieno della sua dolcezza e bontà senza strafare.

La conoscete la sua nascita?
Il primo prototipo NUTELLA® è avvenuto nel 1946 per ovviare alla scarsità di cacao dopo la Seconda Guerra Mondiale.
Pietro Ferrero, un pasticcere piemontese, usando l’ingegno provò a creare una pasta dolce con nocciole, zucchero e il poco cacao disponibile a quel tempo, dandole la forma di un panetto in modo da poterla tagliare e gustare su una fetta di pane, denominandolo “Giandujot. Il 14 maggio 1946 venne così fondata ufficialmente la ditta Ferrero. Fiore all’occhiello dell’ingegno culinario italico.
Nel 1951 il panetto “Giandujot” venne rivoluzionato e reso spalmabile, diventando “Sper Crema” l’antenato della nostra Nutella odierna.  Che però non soddisfava appieno il figlio di Pietro, e cosi prova dopo prova, nel 1964, Michele Ferrero, mise in atto il suo estro innovativo elaborando dapprima la ricetta finale e quindi ideando il nome con il quale in tutto il mondo è ancor oggi conosciuta. In molti hanno tentato d’imitarla, ma la Nutella è unica nel suo genere.

E dal 1965 in poi il classico barattolo che tutti abbiamo almeno una volta preso in mano.

Nutella-jarAnche se venduta e conosciuta in tutto il mondo l’unica che davvero rispetta il panetto di partenza con il suo gusto inconfondibile di nocciole è quella prodotta in Italia. E questo posso dirlo con cognizione di causa perchè, vivendo all’estero ho acquistato spesso la Nutella prodotta in altri paesi. La differenza di gusto, anche se impercettibilie la sento immediatamente, ma anche la consistenza a volte è differente… Non ho idea se dipenda dal fatto che ogni paese ha le sue regole e i suoi quantitativi di ingredienti pro Kg concessi nei preparati da introdurre in commercio, ma di sicuro quella che compro nei supermercati qui da me, ha un retrogusto molto più intenso di vaniglia che di nocciola.

Nel corso degli anni hanno inventato anche altre confezioni, barattoloni giganti, vaschette, bicchieri da collezionare e riutilizzare tutti i giorni, ma mai che abbiano pensato ad un contenitore che possa essere trasportato e utilizzato senza l’aiuto di coltello o spatolina… e questa è la proprosta che mio marito da anni vorrebbe proporre alla Ferrero, ma che… probabilmente non verrà mai presa in considerazione.
tubretAbbiate pietà del mio disegno, non sono una grafica e mi son arraggiata alla bell’e meglio, ma che ne pensate di un bel tubetto di Nutella, plastica morbida e quindi facile da spremere come il dentifricio, ma da poter portare magari in ufficio invece di tenere il barattolo nel cassetto?  Commenti please… 😉
Per quanto riguarda invece le ricette, ne ho lette e porovate e bizzeffe… basterebbe lasciarsi trasportare dalla fantasia… anche se una volta mi son  lasciata tentare da una alcquanto strana che proponeva di condire gli spaghetti con la Nutella… ebbene amici scusate ma proprio questa non l’ho retta! Una vera schifezza! Non riesco proprio ad immaginare chi, l’abbia inventata e messa in giro trovandola deliziosa.
Detto questo… W la Nutella!
Laura

Non facciamo di tutti gli editori un fascio


Come avrete letto qualche giorno fa mi sono fortemente lamentata di un editore in particolare. Ho promesso di tenervi informati, e per il momento posso solo dire che sto muovendomi in direzione avvocato, visto che a quanto pare sembra l’unica vera strada da percorrere. Però tutto questo mi ha dato modo di pensare… e trovo sia giusto da parte mia tributare ancora una volta un ringraziamento a colui che invece stà facendo molto per me, sta tentando tutte le vie per porre a conoscenza del maggior numero di persone possibili il mio lavoro, mi ha dato la sua fiducia e lavora costantemente per noi autori emergenti essendo anch’egli un artista, un poeta una persona che per emergere ha dovuto comunque scontrarsi con il fattore emergente. E chi comepoesia me le tenta tutte per porsi all’attenzione del pubblico con il proprio lavoro, sà quanto è difficile essere presi in considerazione quando si è alle prime armi e dietro non si ha nessun appoggio “pesante”. Per questo motivo ripresenterò qui su questo mio blog ancora una volta l’intervista a Marco Bartiromo il mio editore e la sua casa editrice di Napoli http://www.leparchedizioni.com colui di cui qui sopra ho parlato. Autore della poesia qui di fianco, che spero non se la prenderà a male se mi son permessa di carpire.  Alcuni di voi che mi seguono da tempo hanno già avuto modo di leggerla e di apprezzare l’intervista, i nuovi arrivati potranno conoscerlo tramite queste righe, e nel caso approfondire la sua conoscenza sui suoi siti e blog.

Marco, tu sei il mio editore e vorrei far conoscere ancora di più, a chi mi segue, non solo la tua casa editrice, ma anche la persona che la promuove.

Prima di tutto voglio ringraziarti per l’opportunità che mi stai offrendo e colgo l’occasione per presentarmi professionalmente, ma, soprattutto, sono felice di poter parlare della casa editrice e dei progetti futuri.

Parlami un po’ di te…, ti occupi solo ed esclusivamente della tua casa editrice, oppure hai altri progetti, altre attività, che non sono correlate necessariamente all’editoria e alla lettura?

La passione principale è l’arte, intesa in senso lato, che sfocia in vari canali specialistici, dallo studio di materiali innovativi, atti a finalizzare opere scultoree, fino alla realizzazione di scenografie teatrali, il tutto correlato all’intento di produrre originalità in questo campo; senza tralasciare la pittura, che pur riprodotta in chiave moderna e grafica, ha avuto, anni addietro, consensi positivi, ma poi è stata tralasciata in varie occasioni, senza però mai barrare le porte al domani. La scrittura è la configurazione teorica e sapiente dell’arte e segue parallelamente questo cammino in molti settori artistici, offrendo la possibilità di divulgare ogni forma di cultura, ecco perché il mio pensiero è sempre stato quello di cavalcare l’onda dell’editoria, con tutte le difficoltà che ne derivano. Se pensiamo che la gran parte degli artisti professa l’amore come pensiero sublime, nell’attuazione delle loro opere, possiamo immaginare quanto rilievo possa avere la scrittura nel loro percorso. Quindi, in parole povere, il mio percorso segue sempre lo stesso scopo: l’analisi della bellezza.

Cosa, o chi ti ha portato ad amare la lettura e, soprattutto, hai sempre letto?

Ogni qualvolta ne ho sentito la necessità e, principalmente, quando ho avuto il tempo necessario per poterlo fare, mi sono immerso completamente nella lettura, variando in vari settori letterari, individuando e ridisegnando molti tasselli importanti per la costruzione della mia conoscenza, soprattutto interiore.

La tua casa editrice, “Le Parche Edizioni” è nata in seguito alla creazione dell’associazione Culturale “Terra Utopiam”, con essa ti riproponi di far venire alla luce autori, che come me, hanno poca voce, perché sconosciuti. Come ti è venuta questa idea? Anche tu ti sentivi come nel dramma Pirandelliano “un’artista in cerca d’autore?”

Prima di avviare quest’attività ho scritto alcuni romanzi che ho inviato a numerose case editrici, ma ogni contratto che mi arrivava era, come minimo, uno stipendio da investire, senza nessuna garanzia futura, neanche una lievissima promessa. Mi trovavo a Vicenza, dove ho vissuto per alcuni anni, e con l’aiuto di alcuni amici mi attivai per fondare l’Associazione Culturale “Terra Utopiam”, con lo scopo di promuovere nuovi autori e organizzare eventi culturali a livello teatrale e mi sono divertito tantissimo, presentando vari autori che hanno raggiunto un discreto successo, ma era molto limitato ed eravamo sempre in sordina. Tornato a Napoli, la mia città natale, ho trasferito anche la mia Associazione, ma desideravo entrare nel vivo dell’editoria e, con la collaborazione di altri sognatori, ho fondato la casa editrice, che, come ben sai, non chiede contributi di stampa agli autori, ma soltanto quel “minimo” dovuto al lavoro che svolgiamo, il servizio editing e altro. Questa attività non è facile e le difficoltà si presentano ben nutrite, ma, come ogni attività che si rispetti, bisogna compiere un passo alla volta per andare avanti, con la massima attenzione possibile, perché quello che complica di più la sua esistenza sono le ritenute fiscali, in Italia le più care, e tutti gli oneri connessi. Nessun dramma Pirandelliano, la mia, come quella dei miei collaboratori, è principalmente passione, con l’ambizione di illuminare la creatività di tantissimi autori esordienti.

Ho letto nella presentazione della tua casa editrice questo passaggio “Ci piace ricordare che un libro acquista la sua nobiltà nel momento in cui emoziona anche un solo lettore, e che lo spessore culturale e artistico delle parole in esso contenute non è mai relazionato alla fama e alla distribuzione di un determinato numero di copie, la bellezza di un verso tende all’infinito e non per una formula matematica, quindi ogni scrittore avrà le sue chance, perché noi non ci lasceremo sfuggire nessuna emozione.” Ma qualcosa oltre l’emozione ci deve pur essere per arrivare a decidere la scelta di un’opera piuttosto che un’altra.

Il lettore vuole emozioni e la valutazione di un manoscritto parte principalmente da questo. Ci sono libri scritti benissimo, curati in ogni minimo dettaglio, che non danno nessuna emozione, e, viceversa, libri con uno stile semplice, che conquistano migliaia (a volte milioni, chiaramente) di lettori. Ciò che conta comunque, è che un libro sia bello, perché deve avere un riscontro da parte dei lettori, necessariamente.

Ci sono manifestazioni, fiere o mostre in giro per l’Italia dove, chi ancora non vi conosce, può incontrarvi?

La nostra prossima tappa è Torino, al Salone del Libro, dal 18 al 22 maggio, poi a Palermo, 8 – 11 giugno, per poi concludere a Roma, 6 – 10 dicembre. Nel 2018 ci sarà la Fiera del Libro anche a Napoli ma per il momento non abbiamo ancora la data precisa, che si prevede comunque per fine gennaio.

Oltre al concorso da poco promosso, “Premio Letterario Nazionale Poesia e Narrativa Raffaele Viviani” avete in programma altre interessanti manifestazioni?

Il Premio Letterario Nazionale “Raffaele Viviani” per Poesia e Narrativa, è nato per promuovere alcuni eventi, che organizzeremo man mano, riguardante la realizzazione di recite teatrali sulle opere dell’artista citato e relative pubblicazioni. Dal Premio stesso, realizzeremo una Antologia con le poesie più significative e, per quanto riguarda la narrativa, pubblicheremo opere di nuovi autori, senza nessun contributo. È un lavoro molto impegnativo, ma fidiamo nella nostra buona volontà.

Sul sito di http://autorepersempre.wixsite.com/vena-letteraria nella sezione “corsi” un’aspirante autore può trovare tutto il materiale necessario per iniziare al meglio la sua avventura di scrittore, ma tu, puoi dare a chi ti legge qualche altro piccolo consiglio su come proporsi al meglio?

È molto importante, per chi anela avventurarsi nella scrittura, seguire il corso che hai citato e invito chiunque a farlo, principalmente perché è gratuito e poi perché aiuta l’autore a dividere il romanzo in trame, cioè, quell’ordine cronologico attorno al quale si potrà strutturare e organizzare la propria narrazione, fondamentale per costruire un tessuto narrativo atto ad affascinare il lettore. Ogni autore ha il proprio stile, quindi l’unico consiglio che posso dare è quello di approfondirlo al fine di rendere unico il vostro romanzo.

Vuoi aggiungere qualcosa a chi ancora non vi conosce?

Seguiteci e leggete i nostri autori, vi immergerete in un mare di emozioni.

Ringrazio ancora Laura Parise per l’opportunità che ci ha regalato e vi invito a leggere il suo romanzo:

4 – You only the best – Riflessi di Noi

(E-book) Riflessi di Noi

E io ringrazio ancora Marco Bartiromo per la sua disponibilità, e il suo entusiasmo.

Laura

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Caramelle di zucchero


Abbiamo tutti un modo personalissimo di interpretare ed esternare i vari stati d’animo, 451c’è chi si chiude in se stesso e non spiccica parola, chi al contrario vuole a tutti i costi esternare, raccontare. Chi si sfoga con chiunque gli capita a tiro, chi invece sceglie con cura le persone a cui confidare dei propri disagi. Chi ama chiedere e informarsi con il rischio di far la figura dell’impiccione, e chi al contrario aspetta d’essere informato, ma che a questo punto fà sicuramente la figura dell’indifferente. Chi sà ascoltare e intergire, e chi fà finta di ascoltare, ma pensa ai fatti propri.

 

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Quando hai un problema però hai solo bisogno di una persona amica

Una persona che ti conosce: ti stà vicino, ti coccola, magari di strapazza anche un pò, ti dice di tutto, e che se anche tu reagisci male non si offende, non mette il muso, non sparisce dalla tua vita. Sono proprio quelle le persone veramente amiche, quelle che ti vogliono bene così come sei, capaci di sopportare tutti i tuoi stati d’animo, che accettano le lodi e le critiche senza se e senza ma, che comprendono nonostante tu li abbia trattati male, usati come punchingball, come raccoglitore di tutti i tuoi disagi. Sanno che non lo facevi per ferirli, ma solo perchè sapevi che con loro potevi sfogare tutto il tuo dolore, tutta la tua rabbia, tutto il tuo malessere, o perchè no, anche tutta la tua gioia. 454Dicono di conoscerti, di sapere come sei fatto e non ti mollano. Ti stanno accanto sempre e comunque, nel momento della felicità sono i primi che gioiscono con te. Fanno festa, godono della tua gioia e ne fanno la loro, mentre nel momento della tristezza sopportano i tuoi piagnistei, i tuoi malumori, ascoltano lo stesso racconto più e più volte, ti cercano spesso durante la giornata, non ti lasciano mai solo. Con loro sai che se hai voglia di sfogarti lo puoi fare, ti offorno una spalla su cui piangere e un abbraccio dove rifugiarti. Certo ti vorrebbero allegra e spensierata, ti vorrebbero veder reagire, rimboccare le maniche, e combattere, e se ne inventano di tutti i colori, provano a spronarti, a consigliarti, ma mai e poi mai ti abbandonano nonostante tu ti stia corgiolando nel tuo malessere. Cercano di farti sorridere e distrarre, 25649685ma non ti accusano mai di essere insensibile e menefreghista se in quel momento tu non hai voglia di distrarti, di pensare o parlare di futilità. Non ti rinfacciano il tempo che perdono in tua compagnia, o quello che sottraggono a momenti della loro vita. Nonostante la loro vita sia altrettanto incasinata, stressata e piena d’impegni, non ti faranno mai pesare quello che al momento stanno facendo per te.

E poi ci son persone che credono che tutto debba ruotare a secondo dei loro canoni, delle loro esigenze, dei loro punti di vista. Che se perdono tempo con te, è giusto fartelo notare, rammentarti che anche loro hanno la loro vita, i loro problemi e i loro stress!! Si offendono se non hai voglia di ridere o scherzare, di parlare di argomenti futili, se non puoi essere diverso da come sei, se la tua indole è differente. Ti fanno notare che sei diventato monotono, che non parli d’altro, che nonostante loro ti abbiano dato mille e mille consigli tu non ne hai seguito neppure uno…

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Un giorno dicono di volerti bene, di essere “la tua persona” e poi tutto ad un tratto  si offendono e spariscono, non ti cercano più, si dimenticano forse perfino che esisti perchè…

Perchè hai dato loro la risposta sbagliata. Perchè mentre la tua vita crolla in mille pezzi, tutto quello che avevi si stà frantumando davanti ai tuoi occhi, stai cercando di cambiare la tua vita, e di intraprenderne una nuova nonostante le mille difficoltà che ti si parano davanti, ti senti confusa, a pezzi, incerta, un momento sicura di procedere con la tua decisione, un altro ti sembra di star commettendo un grosso errore. Non sai come sarà il tuo futuro, tutto è buio e incerto difronte a te. E allora quando ti senti dire:

  • Non credere di essere l’unica persona sulla faccia della terra ad avere problemi. Cosa credi? Anche io sono stressata, corro a destra e sinistra, il lavoro, la casa, i figli, la spesa… ma cerco lo stesso di ritagliarmi degli spazi per far due chiacchiere con te nonostante abbia mille cose da fare, e tu con cosa mi ricambi? Con risposte stringate, non stai attenta a quanto dico, non t’interessi più alle cose che avevamo in comune…

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  • Credimi se ti dico che, i tuoi problemi in confronto ai miei, sono come caramelle di zucchero!

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Laura

Tra le pagine di un libro..


Quando sfogliando le pagine di un libro trovi una storia che ti appassiona, che ti prende che ti colpisce a tal punto che ti senti talmente partecipe da non riuscire a smettere di pensarci, ti senti stranito, non ti sembra possibile che un’altra mente abbia partorito quello che in realtà senti che stà accadendo dentro di te.

Possibile che ci sia qualcuno che abbia vissuto le tue stesse ansie, le tue stesse paure, le tue stesse preoccupazioni, i tuoi disagi, i tuoi malumori, le tue sensazioni, le tue gioie, la tua felicità? Eppure è lì sotto i tuoi occhi, lo puoi leggere e rileggere, sfogliare e risfogliare, andare avanti e poi ritornare indietro per esser certo di aver letto proprio quelle parole, quelle gesta, quelle situazioni, di aver riassaporato quelle emozioni.

Ti sembra di rivivere in un film vergato a penna, dalla mano di uno scrittore sapiente i momenti della tua vita, e rivedi tutto come un dejavù.

Potresti anche avere la sensazione di sentirti spiato, come un grande fratello che ha seguito passo dopo passo tutti i tuoi movimenti, che ha scavato dentro la tua anima, dentro il tuo essere e ne ha colto anche le più piccole sensazioni, i più profondi sentimenti, quello che forse neppure tu avresti mai avuto il coraggio di confessarti guardandoti allo specchio.

Tutto tra le pagine di un libro…

E forse tra le pagine di un libro un giorno leggerai tutta quanta la vostra storia… leggerai di te, di lui, di come per puro caso un giorno il vostro destino ha deciso di mettervi su quella via, di far incrociare le vostre vite e le vostre anime.

Di come, senza che tu potessi anche solo minimamente immaginarlo, in un luogo che tu non sapevi neppure esistere, che quella persona che era l’esatta parte mancante di te, ti stava venendo incontro, stava per entrare nella tua vita per renderla perfetta. Quell’anima gemella che ti completava, che ti faceva battere forte il cuore, e che capiva, senza che tu nemmeno proferissi parola, quello che provavi, quello che in fondo al tuo cuore sentivi, quello che dentro di te si agitava come un mare in tempesta.

E allora, in quel momento, mentre i tuoi occhi scorreranno velocemente sulle lettere stampate, leggeranno sorpresi e stupiti quello che nel tuo cuore stà avvenendo, riconoscerai la vostra storia…

Tra le pagine di un libro…

Laura

Qualcosa che affascina


Ieri ho trovato l’articolo di creandoidee molto interessante tanto da ribloggarlo, e oggi ho pensato di farvi partecipi di un paio di collezioni di immagini.

Collezioni che durano da tempo e che continueranno a crescere, quella del mare, alcuni di voi la conosceranno già, e quella delle “luci in mezzo al mare” che è una piccola novità che condivido con voi perchè “il faro” mi ha sempre affascinato.

Tanti dicono che possa essere una conseguenza della mia provenienza…

la lanterna in fondo “è” uno dei simboli della mia città natale… Chi non la conosce?

La_Lanterna_di_Genova_al_Tramonto.jpgBella, maestosa, affascinante a qualsiasi ora del giorno e della notte, ma è di notte che lascia intorno a se quell’alone di magia e di forza.

Forse non tutti i miei lettori potranno capire quel che intendo, un pò come il richiamo del mare… non tutti lo comprendono, non tutti lo sentono.

Non a tutti piace in mare in qualsiasi periodo dell’anno… tanti non lo apprezzano affatto, non apprezzano la sua forza, la sua costanza, il senso di libertà che dà guardare l’orizzonte…

Ritengono che sia una cartolina sempre uguale, al cospetto di un paesaggio montagnoso che cambia ad ogni stagione.

Lo sò è difficile da spiegare… e non ci provo neppure,

Il mare, lo si ama o no. Punto.

Ovvio i gusti son gusti… non lo metto in dubbio, e non mi aspetto che tutti gradiscano le immagini da me proposte.

Ma oggi mi sento così… come il faro nella foto in mezzo ad un mare in tempesta

https://laurapariseblog.wordpress.com/2017/07/30/i-guardiani-del-faro/

Laura

 

Ma quanti libri hai?


Tenendo presente che i #libri non sono mai troppi…

Ciao a tutti

oggi non vi parlerò dei libri che ho scritto, ma di quelli che ho collezionato prendendo spunto dal blog dell’amica Teresa che ha postato un nuovo tema per il suo #fibmondaychallenge se siete interessati cliccate qui Libreria

Chiede a chi la segue, di poter curiosare nelle loro librerie, vedere come hanno sistemato gli amati libri, e poter magari prender spunto…

Difficile, o forse no, (io in ogni caso non ci sono riuscita, e se qualcuno di voi sà come si fà… beh… passatemi la dritta!!!) inserire la foto nella risposta al suo post, e così ho raccolto la sua sfida e il suo consiglio ed ecco qui il mio post con la foto della mia libreria

20170709_182205in verità non sono proprio tutti… ne ho ancora altri stipati in altre due librerie, senza contare quelli che ho letto presi in prestito dalle amiche e quelli che ho prestato e haimè… dolore tremendo!!! non son più tornati indietro.

Questo che vedete è il mio sancta sanctorum, l’angolo con la libreria e sotto con il mio pc, la mia amata tastiera, il posto dove mi raccolgo e lascio vagare libere le mie dita… magari non avrete letto quello che ho letto io… qui sotto la mia raccolta più o meno completa e non propriamente in ordine cronologico

ma potreste leggere quel che scrivo… 😉

4-you only the best – Riflessi di noi

La mia cucina vol. 1 e vol. 2

Il calcio… passione anche al femminile  disponibile solo in formato e-Book

Vi auguro buona serata

Laura

Segnalazione nuova uscita


Ci siamo, da oggi potrete acquistare sul sito http://www.leparchedizioni.com i miei due nuovi libri di cucina.  

Basta cliccare qui: Logo cucina Laura (1)

La mia cucina vol.1

La mia cucina vol.2

Cucinare, oltre che una passione, è un gesto d´amore verso i propri cari, ma anche e soprattutto per la propria gola. Presentando un piatto nuovo, anche se preparato con cura, si attende sempre con trepidazione il verdetto dei nostri commensali e in caso negativo meglio non scoraggiarsi, le critiche aiutano a migliorare e… bisognerà riprovarci, cercando di perfezionare il nostro piatto con delle varianti.

Chiaramente molto spesso ci si confronta con gusti opposti e non è detto che sempre e comunque possa andare bene: quello che al nostro palato ha un gusto sublime non può necessariamente risultare gustoso per chi siede alla nostra tavola.

Anche l´occhio vuole la sua parte e disporre con una certa fantasia i vari cibi nei piatti è già la prima grande prova da affrontare. Lo stesso cibo disposto con cura o versato a caso, avrà effetti opposti su chi è chiamato a giudicarlo e presentare un piatto con un pizzico creativo può essere già il primo passo verso il successo.

Io con l´andare del tempo ho adeguato parecchi piatti al palato dei miei cari, manipolando le ricette per adattarle alle nostre esigenze, di conseguenza, è probabile che troviate ingredienti o passaggi diversi da quelli a cui siete abituati. Amo preparare manicaretti e mi destreggio in cucina tra varie pentole e padelle, anche contemporaneamente, senza per questo accumulare fatica o stress, perché ogni cosa che preparo, è cucinato con passione. Cucinare non deve per forza essere fonte di stress, metteteci amore in quello che fate e vi accorgerete che può anche essere rilassante: i complimenti ricevuti a fine pasto sono il miglior toccasana per la fatica e l´autostima.

Buon appetito  Logo cucina Laura (1)

Laura

Un classico che piace sempre


Noi che siamo giovani dentro, anche se la carta d’identità dichiara non più giovanissimi, quante volte abbiamo ascoltato questa canzone?

Mi ricordo quando per la prima volta al festivalbar suonarono le prime note di  Ti Amo … era il 1977. Fù da subito orecchiabile, piacque immediatamente.

Ovviamente ho perso il conto di quante volte ho fatto girare quel 45 giri…

Siamo cresciuti canticchiandola, è diventata una di quelle canzoni che gente di qualunque età e di qualsiasi generazione ha ascoltato e cantato.

Una canzone che tutti conoscono.  E quando dico tutti, intendo italiani e stranieri, perchè mi è capitato spesso sentire stranieri che, pur non capendo le parole del testo, cantichiavano il ritornello

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Ehh si, non tramonta mai, ancora oggi capita spesso di sentirla andare nelle radio.

Ora poi che è stata rinnovata nella veste, modernizzata e affiancata da una parte in inglese e dalla bellissima voce di Anastacia ancora di più!

Non sò voi, ma io faccio fatica a dire quale delle due versioni preferisco.

La classica, è bellissima, mi porta indietro nel tempo, a quando ero ancora una bimba, ma la nuova… beh, la nuova non è affatto male, forse perchè io adoro la voce di Anastacia,  e perciò anche con le inserzioni in ingelse mi piace parecchio.

Buon ascolto

Laura

Ti amo, un soldo, ti amo, in aria, ti amo
se viene testa vuol dire che basta: lasciamoci.
ti amo, io solo, ti amo, in fondo un uomo
che non ha freddo nel cuore, nel letto comando io.
ma tremo davanti al tuo seno,
ti odio e ti amo,
e’ una farfalla che muore sbattendo le ali.
(coro: ti amo, ti amo)
l’amore che a letto si fa (ti amo, ti amo)
rendimi l’altra metà (ti amo, ti amo)
oggi ritorno da lei (ti amo, ti amo, ti amo, ti amo)
primo maggio, su coraggio ! (ti amo)
io ti amo e chiedo perdono (e chiedo perdono)
ricordi chi sono (ricordi chi sono)
apri la porta a un guerriero di carta igienica
e dammi il tuo vino leggero (ti amo, ti amo)
che hai fatto quando non c’ero (ti amo, ti amo)
e le lenzuola di lino (ti amo, ti amo)
dammi il sonno di un bambino. (ti amo, ti amo, ti amo, ti amo)
che “ta” sogna cavalli e si gira (e un po’ di lavoro)
fammi abbracciare una donna che stira cantando.
e poi fatti un po’ prendere in giro (ti amo, ti amo)
prima di fare l’amore (ti amo, ti amo)
vesti la rabbia di pace, le sottane sulla luce.
ti amo, ti amo (ti amo, ti amo)
io ti amo e chiedo perdono (ti amo, ti amo)
ricordi chi sono (ti amo, ti amo)
ti amo, ti amo, ti amo, ti amo, ti amo
e dammi il tuo vino leggero….

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