Ciao dolce principessa


Ti abbiamo amato dal primo momento e tu ci hai contraccambiato incondizionatamente. Ti bastava solo una carezza e il calore del nostro affetto.

Eri la nostra compagnia, e anche se impegnativa, una gioia infinita, un esserino peloso che cresceva a vista d’occhio, talmente dolce che per noi era una gioia dividere la casa con te.

Tu che appoggiavi il tuo bel musetto sulle mie gambe e mentre io leggevo o scrivevo riposavi beata lasciandoti accarezzare.

O t’intrufolavi dietro la schiena forse per sentire più calore o solo per dimostrare la tua presenza. Come se ce ne fosse mia stato bisogno. Eri costantemente nei nostri pensieri.

Ti lasciavi accarezzare, e cercavi in continuazione le nostre coccole, ripagandole con quello sguardo dolce ed espressivo che non aveva bisogno di parole.

A te bastava averci entrambi nella stessa stanza per accoccolarti serena sul tuo giaciglio.

Altrimenti mi aspettavi impaziente dietro la porta e quando arrivavo mi correvi incontro saltellando felice.

All’ora di pranzo o cena, ti accoccolavi sui miei piedi appena mi vedevi avvicinare ai fornell in attesa che ti dessi anche solo una briciola, e se io facevo finta di niente, tu, come ti avevo insegnato, alzavi la tua zampetta e me la porgevi guardandomi speranzosa.

Se combinavi qualche marachella e venivi sgridata, abbassavi lo sguardo e ti andavi a nascondere dietro il divano per poi uscirne pian piano tirando fuori quatta quatta il tuo bel musetto quasi a chiedere scusa.

Giocavi e correvi con me, ed eri buffissima quando con il tuo osso in bocca palleggiavi con entrambe le zampotte la tua pallina gialla.

Dolcissima ti lasciavi cullare e ricoprire nelle fredde notti d’inverno dalla tua adorata copertina. La tua sola presenza era una grande compagnia.

Ti piaceva quando la sera passavo sul tuo pelo lucente la salviettina che mi aveva struccato, annusavi e scodinzolavi come se anche tu avessi bisogno di essere struccata prima di andare a dormire.

Hai amato la prima neve, e felice giocavi con i fiocchi che ti lambivano il musetto, scorrazzavi saltellando in mezzo al manto bianco fin quando le tue zampette avevano freddo e allora ti fermavi sperando di essere presa in braccio.

Il tuo buongiorno era talmente dolce che mi rallegrava ogni inizio di giornata. Conoscevi tutti i modi per farti amare, e ci donavi il tuo amore senza nessuna pretesa.

Sei rimasta troppo poco con noi, il destino crudele ha voluto dividerci. Avevamo ancora tanto da darci reciprocamente. Tu nostra fedele compagna accoccolata accanto a noi ci regalavi momenti di spasso, di risate, di gioia.

Ora che sei volata nel paradiso dei cani, e tutto d’un tratto ci hai lasciati, sentiamo un vuoto immenso. Un sillenzio assordante.

Di te son rimasti solo i tuoi giochi, le tue foto e qualche pelo incastrato tra le trame di un maglione.

Riposa in pace mia piccola principessa pelosa.

Noi ti abbiamo voluto tanto bene e speriamo un giorno di poterti rincontrare.

Non ci sono parole che possano descrivere o spiegare l’amore, perchè l’amore è quel sentimento incomprensibile che ti riempie il cuore e l’anima senza che tu lo debba cercare. L’amore che si dona e si riceve è talemente prezioso che non bisogna sprecarlo mai, neppure per un istante.

Laura

La giornata dell’abbraccio


Non ci posso credere son passati tre anni da questo mio post https://wp.me/p7StZ9-Lw

Quante cose son cambiate, quante cose mi son accadute…

Ma oggi, oggi che è la giornata mondiale dell’abbraccio… ne vorrei uno speciale.

Perchè dentro un abbraccio ci sono mille parole non dette!

Laura

La mia stella di San Lorenzo 🌠


Sei nato 26 anni fà, proprio dopo la notte di San Lorenzo, quando stanno tutti con il naso all’insù a guardare il cielo con la speranza di vedere una stella cadente per esprimere un desiderio.

Io la mia stella l’ho avuta, sei tu, la mia mia stella, 🌟 la stella che ha illuminato la mia vita, una stella alla quale auguro di continuare a splendere ancora per cento anni, alla quale auguro tutto il bene del mondo, la gioia, la salute e la felicità. Buon compleanno bimbo mio. Che tutto quello che desideri possa avverarsi sempre.

🎉🎊 Auguri 🥂🍾🎊🎉 🎂🎈

Mamma

Figlio


Ti ho portato dentro me per nove mesi, ti ho protetto, amato e coccolato dal momento che sei diventato un microscopico esserino. Per 25 anni ti ho seguito nella crescita standoti sempre affianco, amandoti, incoraggiandoti, sostenendoti essendo sempre fiera di te. Quando mi hai chiamato sono sempre stata disponibile, ho passato per anni notti in bianco pronta a correre ai tuoi richiami. Ti ho curato le ferite, sono stata il tuo primo dottore e la tua prima infemiera. Non ho mai messo al primo posto i miei bisogni, ma sempre e soltanto i tuoi. Ti ho lasciato i tuoi spazi e ho cercato sempre di non opprimerti, di assecondarti e indirizzarti verso il giusto. Pronta a raccogliere i tuoi problemi quando me ne hai voluto far partecipe, ti ho difeso a spada tratta, ho preso le tue parti e cercato sempre di comprendere prima di giudicare, di mettermi nei tuoi panni prima di aggredirti. Ho appoggiato le tue scelte e nel fattibile, i tuoi desideri. Mi sono interessata ai tuoi interessi, e ho cercato di condividerli con te. Ti ho nutrito, vestito, e a volte viziato, sei sempre stata la mia piccola peste, l’amore della mia vita, la gioia del mio cuore. Ho provato in ogni modo possibile a guidarti nel modo più saggio verso una crescita sana e ad insegnarti i buoni principi. Abbiamo riso insieme, a volte insieme anche pianto… ci siamo coccolati e a volte consolati a vicenda. Nonostante tutte le buone intenzioni, avrò anche commesso degli errori, di sicuro non sono stata perfetta, ma tutte le mie intenzioni son partite sempre dal cuore e dall’amore di mamma per te. Non sono eterna, oggi ci sono e nessuno sà cosa mi riserverà il domani. Dicono che di mamma ce ne sia una sola e che ti rendi conto di quanto sia lei importante quando ormai non c’è più. Le mamme danno tutto, non pensano mai a se stesse fintanto che i loro figli non prendono il volo e iniziano a vivere la loro vita fuori dal nido, fino ad allora non conoscono la parola egoismo. Forse è proprio questo darsi in tutto e per tutto per il bene dei propri figli che fà credere a questi figli che loro non abbiano una vita propria, e dà loro il diritto di pretendere. Ma una mamma resterà sempre una mamma anche quando proverà a vivere un pochino la propria vita e si prenderà quegli spazi che restano vuoti una volta che i figli si sono sistemati. Una mamma non è comunque eterna su questa terra. Lo può essere solo dentro un cuore.

I guardiani del faro 2


Rivisto e corretto.

La luna quella sera non rischiarava il cielo come al solito, faceva capolino di tanto in tanto tra una nube e un’altra, una lieve brezza e il fruscio dell’acqua che tornava indietro nella risacca, riempiva la notte. Presto il tempo sarebbe cambiato, lo sapevano, ma non importava loro, la burrasca non li avrebbe disturbati, il vento che ululava tra le rocce avrebbe fatto loro compagnia.

Camminando mano nella mano nell’oscurità della notte, adesso che nessuno poteva scorgere che due sagome avvinghiate, continuavano a  passeggiare sulla riva scambiandosi di tanto in tanto un lungo bacio appassionato, sorridendosi e scrutando i visi attraverso le ombre create dalla notte.

Erano ancora del tutto increduli, sembrava loro di vivere in un sogno, quel sogno che avevano a lungo accarezzato, ma che spesso sembrava sfuggir loro di mano, allontanarsi e diventare una mera chimera. Essere lì, finalmente insieme in quel momento… era tutto quello che avevano sempre desiderato.

Lo scintillio dei raggi lunari sulle scure acque, l’odore della salsedine che li avviluppava, anche i cani correvano e saltavano sulla sabbia, si rincorrevano nell’acqua e scodinzolavano andando loro incontro come a voler confermare che anche per loro quello era il luogo magico.

Il vento si era alzato all’improvviso, gonfiando le onde. Il rombo dell’acqua che sbatteva sulla scogliera diventava sempre più assordante. Spruzzi di acqua salmastra raggiunsero i loro volti, ma incuranti continuarono a tenersi stretti in un abbraccio, guardando affascinati il potere della natura. Le acque in tempesta avevano un potere ipnotizzante, per loro era come una dolcissima melodia. Amavano quello spettacolo, come si amavano l’un l’altra. Erano due anime che avevano vagato a lungo attraverso le peripezie della vita, prima d’incontrarsi e riunirsi.

Risalirono su per la scogliera continuando a tenersi per mano, fermandosi ancora di tanto in tanto per scambiarsi un sorriso, un bacio, incuranti del vento che aumentava la sua forza, scompigliava loro i capelli, e li avvolgeva con la sua potenza.

“Ti amo”

gli sussurrò lei

“Ti amoooo”

gridò lui nel vento scostandole una ciocca di capelli che le copriva gli occhi.

“E se il paradiso fosse un questo?”

chiese lui.

Lei si rannicchiò tra le sue braccia, appoggiando il volto sul suo petto per ascoltare il tuonare potente del suo cuore. lo cinse con le braccia per tenerlo stretto a se.

Non sapeva cosa quello fosse, ma per il momento per lei quello era il paradiso.

Raggiunsero il punto in alto dove si trovava il loro rifugio, la loro casa, il loro nido d’amore. Era lontano dal mondo, era il loro mondo. Non avevano bisogno di altro, avevano tutto. Avevano il loro amore, la loro complicità, la loro tenerezza, il loro voler vivere e respirare l’uno per l’altra, avevano l’immensità del mare, la libertà di vivere, respirare, sognare, ridere e gioire di quelle piccole cose che facevano di loro le persone più ricche del mondo.

Avrebbero dormito in cima al faro, facendo l’amore con il rumore del mare come sottofondo…

Loro i guardiani del faro!

 

Laura

Ricordi natalizi


Ricordo il Natale di una volta…

Certo era il Natale di una bimba, che viveva in mezzo a persone che adoravano ogni passo che faceva, che avrebbero rivoltato il mondo pur di non farle mancare la magia di questa festa…

E poi quella bimba è cresciuta diventando una ragazza… ma ancora allora la magia del Natale era presente.

La preparazione dei dolci esclusivi, l’allestimento del presepe, l’addobbo dell’albero, gli acquisti fatti con quei pochi spiccioli messi appositamente da parte nell’arco dell’anno rinunciando ad una parte della paghetta.

La gioia di scegliere un pensiero per le persone amate. Il confezionare i pacchetti in fretta e furia per paura di esser scoperti e perdere la sorpresa. La gioia e l’orgoglio di porre quei pensieri sotto l’albero e l’attesa del momento dello scambio.

La preparazione della tavola della vigilia, i segnaposto per i nonni, i genitori, gli zii, i fratelli e i cugini… Il tavolo degli adulti e quello dei ragazzi.

Il bello del cenare tutti insieme in armonia scambiandosi battute e ricordi, scherzi e piccole prese in giro. Le risate, le chiacchiere che si accavallavano. Le portare che si susseguivano.

La messa di mezzanotte magari battendo i piedi per terra cercando di riscaldarli.

Le luci che si spengono alla fine della messa e il coro che canta

(Questo qui sotto però, mi emoziona ancor di più)

E poi il rientro a casa camminando tutti insieme allegramente.

Lo scambio dei doni con carte dappertutto…

Il panettone, le noci e il torrone… il tappo dello spumante che salta magari lasciando il segno sul soffitto.

E poi la tombola, qualche discussione su chi prende il cartellone…

Um mugugno (lamento) per la mancata cinquina, per quello che proprio quella sera ha una fortuna sfacciata…

Le ore che passano, le due, le tre le quattro… alle cinque tutti a dormire, ci si arrangia con letti di fortuna, ma poche ore dopo si è di nuovo tutti in piedi nei vari pigiamoni, il telefono che squilla, qualche parente lontano che vuol fare gli auguri

Buon Natale!

E ancora tutti insieme intorno al tavolo per il pranzo, il pomeriggio sonnacchioso tra una cioccolata calda, un’ulteriore occhiata ai regali ricevuti, una partita a carte, e nuovamente tutti insieme per la cena, l’ennesima partita a tombola, e si fanno ancora le ore piccole…

Santo Stefano arriva ci trova ancora tutti lì, insieme a decidere quale film andare a vedere nel pomeriggio.

E dopo il cine, gli avanzi dei due giorni precedenti e questa volta un occhio all’orologio… l’indomani si lavora.

Erano due giorni speciali, due giorni di estrema compagnia, di calore e di convivialità.

Un Natale di altri tempi… tempi in cui ci si guardava in faccia, magari facendosi una linguaccia.

Laura

Buone feste a tutti

I Biscotti di mia nonna


Siccome questa è la tradizione che si ripete ogni anno in casa mia, mi sembra giusto lasciarvi nuovamente questa ricetta. 

Ingredienti:

3 uovabiscotti

130 g di burro

200 g di zucchero

200 g di mandorle pelate a filetti o intere

100 g di cioccolato fondente a quadretti

½ cucchiaino di cannella

un pizzico di sale

500 g di farina

Impastate tutti gli ingredienti fino ad ottenere una pagnotta compatta. Formate quindi due grossi filoncini lavorando bene la pasta e cercando di compattarla il più possibile mentre formerete due filoncini lunghi ca. 30 cm e larghi ca. 8. Se volete dei biscotti più piccoli potete dividere in tre la pasta e formare altrettanti filoncini.

Poneteli sulla placca foderata con carta forno e infornare a 180° C per 20 minuti.

Fateli intiepidire e quindi tagliateli a fette come se fossero cantucci. Ridisponete i biscotti sulla placca del forno e infornate nuovamente fin quando saranno dorati da entrambe le parti.

Laura

Buone Feste!             

Nel gelo dell’inverno; un abbraccio!


Lui che, solo con uno sguardo o rivolgendoti un sorriso ha il potere di far divampare il fuoco nelle tue vene, saprebbe come scongelare il tuo inverno…

E tu, accoccolandoti tra le sue braccia, sentendo la sua stretta salda intorno al corpo, ti sentirai protetta anche dalla bufera più gelida…

Un semplice gesto che ha un valore inestimabile

Non c’è posto migliore che dentro l’abbraccio della persona amata, perchè dentro un abbraccio ci son tutte quelle parole che a voce non si ha il coraggio di dire, ci sono i ti amo, i mi manchi, i voglio starti accanto, una ridda di sentimenti che ti avvolge e riscalda il cuore.
Ci son abbracci che durano un istante, ma non son quelli che ti restano addosso…
Addosso, indelebili, son quegli abbracci che cominciano ancora prima di toccarsi, quelli che iniziano guardandosi negli occhi, sorridendo, e avvicinandosi pian piano, quelli sono il preludio alla passione…

E quelli che arrivano nel momento in cui ti senti insicuro, hai mille paure, cento incertezze, decine di insicurezze, una gran voglia di sentire accanto del calore umano…
… son indimenticabili, sensuali, caldi e avvolgenti, non hanno fretta, e dentro di loro perdi la cognizione del tempo e dello spazio, sei un tutt’uno con l’altra persona, non hai bisogno di parlare, ti stringi forte a lui, lo respiri…
Cosa sono gli abbracci se non uno scambio silenzioso di parole?

https://youtu.be/FesIwQ9Pujk

“Puoi per favore abbracciarmi?”
Il post originale è qui sotto…

https://wp.me/p7StZ9-H7

Ho voluto riproporlo in parte rivisto perchè è un tema sempre attuale… una terapia che potrebbe far bene a tutti

Laura

Pranzo della domenica


Ogni tanto è bello fare un pranzo della domenica come si usava una volta…

Con un primo, un secondo e… le paste 😍

E allora… facciamo i vintage 😊

Nella pentola di coccio si celano gli Gnocchi gratinati

Gnocchi gratinati

500 g di patate

1 uovo

Farina e Sale q.b.

Sugo di pomodoro semplice profumato al basilico

2 Mozzarelle di bufala

Parmigiano grattugiato

Pepe

Lessare le patate con la buccia, pelarle e sciacciarle con lo schiacciapatate. Salare. Unire l’uovo e aggiungere un pochino di farina alla volta fin quando otterrete un impasto morbido ma consistente.

Formare gli gnocchi e farli cuocere in acqua bollente salata fin quando saliranno a galla. Scolarli e condirli con la salsa di pomodoro. Unire la mozzarella tagliata a piccoli cubetti. Mettere in una teglia di coccio, oppure in tegamini individuali. Spolverizzare di parmigiano, una macinata di pepe nero e infornare fin quando saranno gratinati. Servire.

Scaloppine limone, curcuma e zenzero

4 fettine di vitello
1 limone e 1/2 non trattato
1 cucchiaio di olio d’oliva
2 cucchiai di vino bianco
Sale e pepe
3 cucchiai di farina
1 cucchiaino da caffè di curcuma in polvere
1 cucchiaino da caffè di zenzero in polvere

Ho mescolato la farina con sale, pepe e curcuma.
Infarinato le fettine di vitello.
Spremuto un limone e diluito con 2 cucchiai di vino bianco.
Scaldato un cucchiaio di olio in padella, rosolato le fettine da entrambi i lati.
Spolverizzato con lo zenzero.
Bagnato con il succo di limone e lasciato cuocere per 2 minuti.
Decorato con le fettine di limone, coperto con un coperchio e lasciato cuocere altri 2 minuti prima di servire.

Una bella insalta verde di contorno e per finire…

😍😍😍😍😍😍😍

Un bel vassoio di pasticcini misti 😋

Buona domenica

Laura

L’amicizia e il colpo di fulmine


Credo che l’amicizia sia quel sentimento spontaneo che nasce dentro di noi senza che vi sia la possibilità di cernita.

Un pò come in amore, anche in amicizia può esserci il colpo di fulmine.

Per lo meno nel mio caso… incontro una persona e già dal primissimo approccio dentro di me sò se potrò chiamarla amica.

È una simpatia che non puoi costruire, o c’è o non c’è. E con essa la fiducia… per forza di cose l’amicizia è legata alla fiducia, perchè è proprio nella persona che ritieni amica che riponi una grande fiducia e la eleggi a cassaforte dei tuoi pensieri, dei tuoi drammi, delle tue gioie, delle tue vittorie, delle tue sconfitte, del tuo io.

È un grande impegno quel che chiedi, ma è lo stesso impegno che sei disposto a farti carico sulle tue spalle.

Io credo nell’amicizia, do tutta me stessa e mai mi azzarderei a rinfacciare il mio tempo regalato, mai mi sentirei di dire ad un’amica che sò essere in seria difficoltà:

“Ho fatto di tutto per ritagliare un pò del mio tempo per passarlo con te”

Eppure mi è capitato di sentirmelo dire, ed è una cosa che ferisce, che intristisce e ti fà porre quella domanda che è più che lecita

“Ma allora se ti pesava farlo perchè lo hai fatto? Dov’è il tuo senso dell’amicizia?”

Ma nonostante questa meravigliosa esperienza, credo ancora nell’amicizia, non posso fare a meno di crederci perchè una vita senza amici è una vita arida e vuota.

Laura