Quei baciccia…


Dai su, non posso proprio farne a meno di commentare un pochino la mia Samp… da quando è iniziato il campionato son stata piuttosto tranquilla… non è da me… e poi per noi il blucerchiato è come una seconda pelle

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e come dice questa canzone…

…. ma il cielo è sempre più blu… cerchiato di blu… cerchiato di blu…

È una Samp sorprendente, piacevole da guardare, a volte un pò pirata, a volte solo un pò Baciccia, ma che naviga sulle calme acque del sesto posto fin qui più che meritato. Ci stà dando parecchie soddisfazioni… stà creando scompiglio… potrebbe diventare scomoda, eppure è talmente bella da vedere che non può far altro che ricevere complimenti da tutte le parti. Quest’anno è proprio una bella realtà la nostra Samp. No!  Tranquilli non ci montiamo la testa, non stiamo pensando che arriveremo chissà dove… per ora ci godiamo in tutto e per tutto il momento…

Carpe diem

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In queste prime 12 partite ha lasciato si, qualche punto in strada facendo, punti che  forse avendoci creduto prima un pochino di più, per esempio contro l’Inter, e non avendo mostrato la parte fantasma della squadra ad Udine, avrebbe anche… non dico tanto… ma un paio di punticini in più avremmo anche potuto racimolarli…  ci manca una partita, ma è una partita che verrà giocata nel nostro fortino… il Ferraris, il fortino dei nostri marinai, che con coraggio e a volte un pizzico di follia, con un piccoletto a centrocampo che sembra un gigante, farà tremare ancora qualche altra grande. E con le “grandi” in questo campionato, stiamo facendo più che bene!! Sono squadra, giocano tutti per tutti, uniti con l’unico scopo di portare a casa il miglior bottino possibile, sempre spavaldi, ma piuttosto attenti, pronti all’arrembaggio se necessario, pirati a volte, ma marinai assennati quando necessario, che navigano nelle placide acque del sesto posto, posto che occupiamo, e possiamo dirlo ad alta voce, strameritatamente.

Il nostro condottiero e ammiraglio Gianpaolo stà facendo davero un’ottimo lavoro con la ciurma blucerchiata.

Tutti i marinai stanno rispondendo più che bene ad ogni navigata. E dopo la rivoluzione estiva, alla quale haimè ormai siamo abituati, abbiamo davvero ben poco da criticare a chi è arrivato e chi è rimasto. Voglio solo fare un plauso particoare a Lucas e Fabio. Per quanto siano tutti quanti bravissimi, da Duvan a Matias, a Christian, Dennis, Karol, Jacopo, Gianluca e scusate se non li nomino tutti… loro due, sono un gradino più in alto, anche solo per il fatto che non mollano mai dal primo all’ultimo minuto, sempre pronti a spiegare le vele e virare con il vento in poppa.

E come si dice dalle nostre parti… “In culo alla balena marinai…”

Laura

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Tra le onde


Come una piccola barchetta dall’aspetto fragile e delicato, veleggiava in un mare che non aveva ancora deciso se placarsi o continuare a trascinarla nella tempesta.

Un momento sembrava che il peggio fosse passato, che la mareggiata avesse smesso di sballottolarla a destra e sinistra, schiaffeggindole lo scafo, tirandole le vele e prendendo a pugni il suo timone.

E poi ecco la calma piatta… con il dondolio dolce delle onde che la cullavano infondendole la falsa speranza che finalmente tutto era passato. E lei, a momenti stanca di combattere, o forse fiduciosa e ottimista, si lasciava andare, voleva convincersi che quel mare vellutato, mantenesse quelle promesse e le concedesse una tranquilla navigazione.

Solo che, tutto ad un tratto, all’improvviso e senza nessun sentore, una nuova ventata, un soffio di maestrale, un turbinino di venti tempestosi si abbatteva ancora una volta contro di lei, lasciandola inerme e piena di paure.

Tentava di allontanarsi, di andar via, di fuggire da quelle onde minacciose, ma invano ricadeva ancora nello stesso circolo vizioso, si lasciava convincere che tutto era passato, che era stata una tempesta passeggera.

Voleva crederci, voleva che lei ed il mare fossero solo compagni di viaggio, un viaggio che durava da molto tempo, ma che a questo punto ormai non portava più da nessuna parte, perchè lei aveva la sua rotta già segnata, sapeva che il suo viaggio sarebbe proseguito verso altri mari, verso altri oceani. Non conosceva bene in quale direzione, in quale porto sarebbe approdata, forse era solo questione di tempo, e presto avrebbe raggiunto quel porto che credeva di aver individutato, non ne era certa, non aveva nessuna garanzia che quel porto sarebbe stato la sua tappa finale.

Ma nonostante la furia degli eventi tentasse d’impedirglielo, lei non poteva tornare indietro.

Era sì, una barchetta dall’aspetto fragile e delicato, ma rinforzata all’interno, dalla consapevolezza che nonostante fossero dolorose quelle tempeste, prima o poi sarebbero cessate, e lei avrebbe ripreso a veleggiare placida e tranquilla su quel mare di velluto.

Laura

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Ora sono un punto


 

Ciao a tutti, son giorni che non scrivo, e per me non farlo equivale ad avere una malattia.

Io che prima di fermarmi devo essere quasi in punto di (esagero) morte,

che prima di buttare la spugna devo davvero essere ridotta uno straccio privo di un minimo di forze,

che prima di dire non ce la faccio devo davvero essere arrivata al limite massimo consentito ad un essere umano,

io che se tralascio di svolgere le mie normali attività vuol dire che stò veramente male,

che vengo chiamata panzer perchè tiro dritto per la mia strada a volte con precipitazione e senza riflettere,

che prima di chiedere aiuto mi spezzo la schiena,

che preferisco agire piuttosto che delegare…

ho perso delle giornate a…

vagare inutilmente senza una meta come un automa senza il minimo interesse, mi mancavano non solo le forze per scrivere, ma proprio le parole, le idee, l’interesse.

Vi invito a leggere l’articolo del blog Emozioni, idee del cuore della carissima bogger Dina “questione di punteggiatura”. La sua lettura, ha fatto accendere in me l’idea di questo articolo.

Per molto tempo sono stata come delle “virgolette” sempre disponibile, sempre pronta, sempre decisa a fare tutto per tutti e lasciar perdere me, c’è chi mi dice che non mi sono voluta un granchè bene… non la penso così. Anche se forse potrebbero aver ragione, io non rimpiango nulla di ciò che ho fatto, se tornassi indietro lo rifarei esattamente alla stessa maniera, perchè io ho sempre messo amore e sentimento in tutto quello che ho fatto, ho sempre messo il mio cuore e forse l’ho strapazzato un pò, questo è vero, ma nonostante ingoiassi bocconi che a volte non erano propriamente dolcissimi, non mi sono mai lamentata. Sono sempre andata avanti e il mio errore probabilmente è stato proprio questo, credere che prima o poi sarebbe cambiato qualcosa, sperare che anche nei miei silenzi venisse letta la mia richiesta.

Forse avrei dovuto puntare i piedi e diventare un punto, molto tempo prima, non aspettare oggi, non rimandare quelle cose che erano per me. Forse sono stata abbagliata, accecata, priva di amor proprio, e troppo debole per dire no, troppo indulgente. Non sono mai stata capace di rifiutare, sono sempre stata disponibile e pronta per gli altri, lasciando me sempre da parte.

Ma oggi sono un punto!

Oggi sono tornata ad essere quella che sono, quella che quando decide và avanti come un treno, sbatte contro muri, o porte, prende testate e pugni nello stomaco, incassa e non restituisce, ma non cambia idea, resta sempre e comunque ferma sulle sue decisioni come un punto! Non posso cambiare la mia indole, non diventerò mai menefreghista, cattiva, maligna, pronta a contraccambiare uno schiaffo con un pugno, questo no, non posso farlo non ne sono capace e soffrirei a fare qualcosa del genere, ma… la decisione è presa, il dado è tratto, non ci sono ripensamenti di sorta.

Ho messo un bel punto.

Laura

 

 

Chiudi gli occhi, spegni tutto e buttati


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In fondo è proprio quello che vorremmo tutti, avere il coraggio di tuffarci, per una volta lasciarci alle spalle tutto e tutti ed estraniarci dal mondo, chiuderlo fuori se non completamente quasi del tutto.

Ci sono quei momenti che sei stauro, che tutto quello che ti circonda non fà che aumentare il tuo malessere, ma sei costretto ad andare avanti, a proseguire nelle varie incombenze della vita, vorresti ma non puoi, ti piacerebbe tanto ma, come fai… ???

Beh, ecco a volte ci vuole davvero il peggio del peggio per farti prendere una decisione, per farti dire “basta” adesso ho bisogno di stare con me, di pensare a me, di coccolarmi, di volermi bene.

Non è facile lo sò, non sempre si ha la forza e il coraggio di affrontare un percorso che potrebbe essere fallimentare. I dubbi e le incertezze sono terribili mostri che dobbiamo combattere, affrontare, e avere il coraggio di sconfiggere. Le incognite fanno parte della vita, nessuno, per quanto possa amarci, o volerci proteggere, potrà mai dirci cosa ci riserva il domani, stà a noi scoprirlo.

Ho passato tre giorni fuori dal mondo, lontano da tutti e… sono stata felice! Felice di averlo fatto, felice di aver preso quella decisione. Mi ha fatto bene staccare la spina, fare qualcosa per me, qualcosa che fino a poco prima non avevo il coraggio di fare, ho chiuso gli occhi, ho spento tutto e mi sono buttata.

Laura

 

La vita è fatta di…


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Ho trovato queste righe… mi hanno fatto riflettere, pensare…

in questi giorni lo stò facendo spesso… penso… rifletto… cerco la soluzione…

Non ho rimpianti per il mio passato, rifarei tutto quello che ho fatto dalla prima all’ultima mossa. E già per questo son soddisfatta.

Ma le mie riflessioni ora son altre…

È che la vita è fatta di tanti piccoli momenti, esperienze, decisioni giuste o sbagliate, rischi (tanti), certezze (poche), sogni, speranze, progetti, deluzioni, attimi di felicità che ci sembrano quasi rubati, gioie immensie e profonde tristezze.

Tempo!

Ecco quello è davvero il nostro limite, il tempo! Non abbiamo assolutamente idea di quanto ne sia concesso a nostra disposizione, a volte andiamo avanti convinti di averne chissà quanto, e poi… tutto ad un tratto ci rendiamo conto che invece… invece no, il nostro tempo è limitato e allora rincorriamo a perdifiato quello che abbiamo sempre lasciato da parte convinti di essere immortali.

E allora non sprechiamolo con inutili tira e molla.

Usiamo un pizzico di follia, osiamo, buttiamoci e cerchiamo di ottenere il massimo da quello che la vita ci concede.

Abituiamo la nostra anima a inseguire i suoi sogni, non è sbagliato sognare, semmai lo sbaglio stà nel rinunciare ai propri sogni, e vivere una vita di rimpianti.

Prendiamo a quattro mani il coraggio che abbiamo dentro di noi e tuffiamoci in quella che potrebbe essere una nuova avventura. Potrebbe trattarsi dell’ennesima beffa, è vero, ma potrebbe anche essere quello che aspettavamo da sempre!

Determinazione, coraggio, e un pizzico di follia

sono queste le parole chiave!

Laura

 

 

Come il mare d’inverno


Sento un blocco che ostruisce i miei pensieri,

un cancello che sbarra le mie emozioni.

Come in un labirinto vago cercando la via d’uscita,

non mi occorre che sia essa la più facile da raggiungere

non ho paura delle difficoltà e delle montagne da scalare,

voglio solo cercare quella giusta per me, per il mio essere, per la mia persona.

Come il mare d’inverno,

un momento calmo e tranquillo,

ma…

sempre pronta per la prossima mareggiata.

Mi sento come un’onda che continua a sbattere contro la roccia

ma indomita proseguo perchè sono certa che prima o poi la roccia accoglierà il mio richiamo disperato.

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G. Dembech

Nè caso, nè coincidenza

è già scritto nel nostro destino quel che avverà.

Noi inconsapevoli di quel che ci è riservato

vi andiamo incontro, giorno dopo giorno

passo dopo passo, decisione dopo decisione.

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Dietro ognuno di noi una storia, una gioia, un dolore, una vittoria, una sconfitta.

Dietro i nostri passi seminiamo pezzetti del nostro cuore,

raccogliamo briciole d’amore,

doniamo senza remore il nostro tempo,

il nostro tempo… la cosa più preziosa che ci sia.

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Elargiamo sorrisi,

perchè le nostre lacrime le teniamo per noi,

le ingoiamo silenziosamente quando nessuno può scorgerle, cercando di continuare a mantenere il sereno attorno a chi ci circonda e ci ama.

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Carpe diem

cogliamo l’attimo di felicità che la vita ha riserbato per noi,

non lasciamocelo portare via,

custodiamolo gelosamente nel nostro cuore,

non sprechiamolo inutilmente con ripicche o cattiverie gratuite.

Amiamoci noi stessi prima di tutto, sarà più facile elargire amore a chi ci circonda.

Laura

 

 

 

Il mare contro lo stress


L’ho sempre detto che il mare è:
immensità,
vita,
speranza,
gioia,
libertà,
emozione,
voglia di combattere e di ricominciare,
forza ,
avventura,
culla dei sensi,
relax,
impeto,
calma… e chissà quant’altro ancora…
Il mare è!

Laura

https://www.pinterest.ch/lauramattia0307/mare-see-meer/

Creando Idee

Chi affacciandosi alla  finestra vede il mare potrebbe avere in tasca il rimedio definitivo contro ansia e stress. Un beneficio che parchi e aree verdi assicurano solo in parte e a determinate condizioni. Vivere in una casa vista mare riduce lo stress e sembra proteggere la salute mentale. Uno studio statunitense dimostra, che un soggiorno al mare ha il potere quasi immediato di rigenerare lo spirito. La ricerca di Amber, della Michigan University, è la prima a trovare un nesso  tra la possibilità di vedere il mare dalla propria abitazione  un parametro che gli scienziati chiamano blue space e il benessere mentale. I dati sono stati paragonati la vista del mare è considerata un accurato inibitore dei disturbi di ansia e dell’umore. A parità di età, genere, benessere economico, qualità dell’abitazione e del vicinato, la prossimità al mare è risultata un fattore protettore per la salute mentale. Lo stesso effetto…

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Una luce nel buio


Gelo! Ghiaccio che ti scorre nelle vene…

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ombre inquietanti che ti rincorrono in mezzo alla nebbia dei pensieri…

 

nebbia fitta che ti avvolge, ti cattura e ti fà prigioniero….

Vorresti fuggire da tutto questo, liberarti da quelle catene invisibili che avvolgono il tuo essere e non ti lasciano la possibilità di respirare e di riempirti i polmoni d’aria pura e corroborante.

imagesTi continui ad arrabbattare sempre nella stessa cupa sensazione d’impotenza e di oppressione, e nonostante tutto senti dentro di te quella forza che ti arriva dalla speranza di riuscire a trovare la soluzione che risolva tutti i problemi, che ti faccia ritrovare quella serenità e quell’arcobaleno di colori che un giorno ti avvolgeva nel suo abbraccio procurandoti un sorriso come le mille scintille colorate di un bastoncino acceso durante una festa.

Laggiù in fondo a tutto questo nero…

dfawwecon il vento che ti ulula alle spalle sempre la stessa litania, ti schiaffeggia e si scusa, ti aggredisce e chiede perdono, non ti vuole come sei diventato ma non vuol neppure lasciarti andare, chiede venia alle sue follie e nello stesso tempo non può far a meno di sferzarti ancora, di ferirti, di giocare sulla tua debolezza…

 

Laggiù in fondo a tutto questo nero…sgaerg

come un mare in tempesta che cerca d’inghiottirti e di trascinarti sempre più a fondo scorgi in lontantanza…

 

una mano luminosa che ti viene tesa…

una luce nel buio della tua disperazione…

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come un diamante scintillante che ti invita a raccoglierlo…

 

fai di tutto per raggiungerla, per aggrapparti a lei…

perchè sai che… sadf

solo così potrai ritornare al calore dei raggi del sole che scioglieranno il ghiaccio che ti scorre nelle vene e ti riporteranno alla vita.

 

Laura

 

C’è qualcuno che odia i libri.


Partendo da un articolo di giornale, che parlava dell’introvabile libro scritto da Moana Pozzi,  e che a quanto pare oltre a costare un occhio della testa sembra ne sia stata venduta solo una copia, mi è capitato di assistere ad una discussione, diciamo abbastanza animata, tra una persona che ama leggere e scrivere, e una persona che prova un odio sviscerato sia per la scrittura che per la lettura!

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Una scenetta davvero interessante, che se avesse avuto un altro argomento, avrei anche potuto dire esilarante…  Ma che in realtà mi tocca da vicino…

Ovviamente ognuno era intento a difendere il proprio pensiero… eccone uno stralcio:

“tu non puoi capire come si può sentire sentendoti parlare così, chi crea e mette se stesso in quello che fà”

“ma cosa crei… inventi storielle, che non stanno nè in cielo, nè in terra, e per di più per tutte stè storielle che inventate, tu e i tuoi colleghi, si abbattono così tanti alberi che bisognerebbe soltanto vergognarsi”

“non sono storielle che non stanno nè in cielo nè in terra, per scrivere un libro, devi avere anche le palle! Non basta mettere insieme quattro parole, hai bisogno non solo di fantasia, ma anche della capacità di saper descrivere quelle sensazioni, quei luoghi quelle situazioni che fanno immedesimare il lettore, che lo coinvolgono e lo tengono incollato a quelle pagine, che caro mio, ti assicuro non sono sprecate”

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“ma non farmi ridere! Solo gli scemi si immedesimano in quelle storielle, e si fanno impapocchiare da quattro stronzate messe su carta. Carta che viene sprecata inutilmente”

“solo perchè tu non ami leggere e odi i libri parli in questo modo. Non ci sono sprechi nei libri, ma solo ed esclusivamente apprendimento. Se vuoi e la metti sul lato dello spreco cartaceo, hanno anche inventato i libri elettronici, puoi usufruire di quelli se non vuoi uccidere alberi…”

“Ahahaha sei divertente! Potrei semmai capire, se mi vieni a parlare di un libro di storia, quelli si! Quelli raccontano e descrivono di gente che ha perso realmente la vita in una battaglia, che ha patito sulla propria pelle, spegano e interpretano le sensazioni vissute… ma non quelle storielle strappalacrime, di gente innamorata, cornificata, e quant’altro. Quelli proprio non dovrebbero neppure trovarsi nelle librerie”

“Tu non hai idea di cosa dici! ogni libro ha un suo perchè, ci sono storie vere, storie inventate, libri di geografia, di scienza… e anche se qualcuno riporta una storia inventata, stai pur certo che in quella storia, si troverà sempre una di base, uno spaccato di vita vera e vissuta che alcuni possono riconoscere come propria. Ogni libro anche se parte da personaggi, luoghi o storie, come dici tu inventate, ha pur sempre dentro una sua anima”

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“Ma quale anima? Quella dello scrittore che butta giù quattro righe con la speranza di vendere e diventare ricco sfondato”

“Nessuno ha mai rinnegato il guadagno, ma dietro ogni scrittore non c’è solo il guadagno, prima di tutto c’è la sua voglia di esprimersi e condividere, di mettere in gioco le sue qualità. Ogni libro è una piccola parte di chi lo crea, come se fosse un figlio”

“Ahahahah un figlio? E tu vuoi paragonare un figlio ad un libro?”

“lo sò che è difficile da comprendere per i profani, ma se tu avessi creato una qualsiasi cosa, non necessariamente un libro, ma anche un vaso di terracotta, andresti fiero del tuo operato, e non vorresti che nessuno lo denigrasse”

“I libri sono solo una perdita di tempo. Ti estraniano dalla realtà e non ti portano niente in cambio”

“solo tu puoi pensare una cosa del genere”

Charles William Eliot. Dott.ssa Barbara Cito. Dott.ssa Barbara Cito.
Charles William Eliot. Dott.ssa Barbara Cito. Dott.ssa Barbara Cito.

“no, non sono solo io che la penso così, ma tutti quelli come me, a cui non frega niente dei libri e della lettura. Puoi tranquillamente domandare in giro, sapessi quanti ne trovi…”

“Beh, di una cosa son contento, che in giro, non ci sono solo persone che la pensano come te, ma tantissime altre che son convinte che leggendo, si accresca la propria cultura, la propria personalità, si apra la propria mente, e ci si nutra di parecchia conoscenza”

E dopo quest’ultima frase non ho potuto far a meno di fare un applauso!!

Non vi tedierò oltre con la conversazione, perchè è comunque andata avanti per un bel pò… senza ovviamente portare a nessuna soluzione.

Entrambi son rimasti della propria opinione, e io penso che, pur essendo ognuno libero delle proprie idee e delle proprie opinioni, chiudere la mente solo perchè si ritiene che la lettura sia un passatempo inutile, e che leggere o scrivere non porta necessariamente ad un acculturamento maggiore,  non abbia bisogno di ulteriori commenti.

Ovvio il tasto mi tocca più che da vicino, ma… come dire… ognuno è libero di esprimersi… e io non posso far altro che esser fiera di far parte della categoria lettori/scrittori.

Laura

“Sei cose impossibili” Tag


Mi dite come faccio a non rispondere all’invito della cara Cuore ruotante che nel suo blog mi ha così stuzzicata…

images (1)“Non posso dimenticarmi di metterci un po’ di amore, Laura chi meglio di te può raccontarlo?”

 

 

 

Cuore, vuoi che descriva sei cose impossibili raccontandole con amore… ehhh, potrei mandar chi mi legge a ridare un’occhiata a certi miei racconti… taluni sembrano davvero impossibili per quanto romantici sono… ma proverò a tirar fuori dal mio cuore romantico altri sei “desideri” o “sogni” che magari potrebbero sembrare impossibili, ma che… chissà… magari si potrebbero anche avverare 😉

 

Tanto per cominciare avviso a chi da me sarà nominato, che per partecipare a questo Tag dovrà seguire pochissime piccole regole

Regole del Tag:

  • Inserire il logo di Alice’s in Wonderland
  • Descrivere sei cose impossibili
  • Nominare tutti i follower che volete

 ecco le mie sei cose impossibili:

  1. Distribuire un pochino di serenità e ottimismo in ciascuno di noi, non dico di diventare tutti corredati di lenti rosa, non sarebbe bello perdersi gli altri colori, ma cercare di trovare quel giusto equilibrio che non ci faccia sempre vedere il bicchiere mezzo vuoto, in modo da avere poi la voglia di migliorarsi sempre di più e non lasciar perdere al primo ostacolo.
  2. Che ne dite di lasciarsi andare un pochino di più e pensare al 75 % con il cuore e solo una piccola parte con il cervello? Sarebbe così bello se si potesse avere intorno gente che non pensa solo al proprio tornaconto ma anche a quello di chi li circonda. Perchè un benessere generale, secondo me favorirebbe il benessere di ogni individuo.
  3. Sorrisi sinceri, non falsi e stereotipati. Magari un sorriso in meno, ma fatto con il cuore e non per compiacere.
  4. Far scomparire come per magia, quel cibo in eccesso nei piatti di coloro che arrivati davanti ad un buffet si riempiono il piatto all’inverosimile per poi non avere la capacità di stomaco per finirlo o addirittura ingozzarsi all’inverosimile come se non ci fosse un domani, fin quando non avranno imparato a calibrare bene le loro dosi e inizieranno a pensare che, tutto il cibo buttato via è solo uno spreco immane. Giuro non li sopporto proprio!!
  5. Lasciare vivere ogni amore senza l’ansia e la paura che possa finire. Riuscire a viverlo intensamente giorno dopo giorno senza mai preoccuparsi del domani e assaporarne ogni attimo.
  6. Che la mia squadra del cuore per la seconda volta nella sua storia vinca lo scudetto, e nella finale di Champions non ci faccia rimanere in gola l’urlo della vittoria. (dai questa passatemela, sappiamo benissimo che è forse la prima cosa ad essere impossibile hahahah)

Avrei potuto metterne altri, ma in quel caso avrei copiato da chi mi ha preceduto perchè ovviamente una delle cose più belle che al momento riteniamo impossibili è che si possa trovare definitivamente la cura per quelle malattie che colpiscono a tradimento, silenziose e demoniache e che non danno nessuna possibilità di essere curate.

images (2)È arrivata l’ora di nominare coloro che, se lo vorranno, potranno giocare con questo tag.

Stupitemi…

 

Sephir tu che mi fai da pubblicitario, e procuratore gratuito, ovviamente il primo… :-p

Filippo a te gli argomenti non mancano di certo… 🙂

Nessie, Jorka, Lilli ragazze voi tre avrete una fantasia superlativa con tutto quello che leggete 😉

Giorgiana tu hai sempre degli spunti molto interessanti nei tuoi articoli, son curiosa di sapere che cosa sceglieresti

Segnalibro scommetto che un 17enne avrebbe da dirne di cose impossibili…

Nonna Titti ti và di scriver qualcosa di diverso dalle tue fantastiche ricette?

Ade tocca anche a te… mostri, canzoni, o ricette impossibili? 😉

Chi non ho nominato non se la prenda… anzi, per farmi dispetto si autonomini! hahahah

A presto

Laura