Laura is still here


Ci sono ancora…

Nascosta tra le pagine di questo blog , continuo a seguirvi, a leggervi, a volte a commentare, ma al momento ho perso un pò la vena scribacchina…

Forse sono solo un pò troppo presa dalla mia nuova vita…

In effetti l’ho completamente capovolta, a 52 anni ho iniziato a percorrere una nuova strada… c’è chi pensa che sia stata coraggiosa, chi folle, chi magari giudica in silenzio e non commenta, chi mi appoggia e chi mi mette davanti alcuni out out… forse la mia è davvero follia… ma è una follia piena d’amore, con il cuore che batte forte, il sorriso che non mi abbandona neppure mentre dormo.

Ci son momenti che mi par di esser tornata una ragazzina e non quella donna saggia e con i piedi ben saldi in terra che alla mia età dovrei essere.

Non nego che ci siano anche momenti di leggeri sbandamenti, di piccole perplessità. Ma per fortuna, sono attimi passeggeri.

In fondo sono umana…

Laura

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Ancora


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Tutto ha un suo posto prestabilito, tutto ha un suo perchè…

Ancora e sempre il cuore continuerà a palpitare d’amore mentre le onde del mare continueranno la loro rincorsa verso la scogliera, una luce dorata accompagnerà il nostro sguardo che amorevolmente si poserà sul volto amato mentre il vento trasporterà i nostri sospiri e le nostre gioie spargendoli come piccole gocce di rugiada lungo il suo percorso.

Una tempesta di sentimenti di passioni e di turbamenti accoglierà il cuore trattenendole a sè come gemme preziose.

Laura

Risvegliarsi e sentirsi diversi


Un giorno ti svegli e scopri che il mondo intorno a te è cambiato.

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Ma non è proprio il mondo ad esser cambiato, lo sono le persone, lo sei tu, lo sono i sentimenti, lo sono i bisogni, i desideri, le  nuove prospettive… quello che credevi fosse e che invece tutto ad un tratto non è più.

Non sempre è facile da accettare, perchè i cambiamenti incutono timore… ma fossilizzarsi su qualcosa che ormai non ha più niente da dare, è come sperare di cavar sangue da una rapa, o il succo da un limone già di per sè spremuto più volte.

Guardarsi alle spalle e ripercorrere gli anni a ritroso… rendersi conto che, si, in fondo sono stati anche belli, che hanno arricchito la nostra persona, ci hanno forgiati anche forse per accettare quel che diventeremo, e che se oggi siamo questi è anche grazie e sopratutto al nostro passato vissuto in quel modo.

Non ci devono essere rimpianti, inutile sperare di tornare indietro per modificare qualcosa che non è modificabile. All’epoca ci andava bene così. Altrimenti avremmo agito differentemente.

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Sono del parere che abbiamo comunque il dovere di proseguire il nostro cammino,  è vero, siamo cambiati, non siamo più gli stessi, siamo maturati e ora abbiamo bisogno di altre avventure, di nuovi orizzonti da raggiungere. E questi orizzonti non potranno mai essere gli stessi che avevamo difronte a noi venti o trent’anni prima. Saranno differenti, ma non per questo non potranno appagarci e questo non ci deve far paura.

Credo che non bisognerebbe mai rinnegare il nostro passato, perchè comunque, che ci piaccia o no, è parte di noi.

Mai dire “chi me lo ha fatto fare” perchè in quel dato momento per la nostra persona era giusto che fosse così. Dobbiamo solo guardarci allo specchio, e accettarci per quel che siamo.

Tuffarci con anima e cuore nella nuova vita che si apre a noi, e goderne appieno ogni istante con serenità, osare, e non tirarsi indietro, perchè ogni volta che rinunciamo ad essere felici, perdiamo un pezzettino del nostro cuore.

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RIsvegliare noi stessi verso una nuova vita…

risveglio-spirituale

Laura

Via col vento…


Spieghiamo le ali, e lasciamoci trasportare dal vento amico
una folata per spazzare via i brutti pensieri, un’altra per riempirci di energia…

Laura Parise

Amo il vento… la sua forza, la sua intesità

amo quanto mi scompiglia i capelli… sentire la testa leggera e spettinata senza per questo dovermi preoccupare di apparir disordinata

amo quando mi accarezza il volto… ora dolcemente, ora con più forza, a volte caldo come un raggio di sole, a volte gelido come la neve

amo la sensazione di libertà che ti dà… aprire le braccia e lasciarsi trasportare, sorvolare liberi su tutto e tutti…

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Se fosse possibile, delegare alla sua forza il compito di portar a destinazione le parole custodite nel cuore, i baci e le carezze che non hai potuto dare…

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… confidargli i pensieri più belli perchè li diffonda, e i più tristi perchè li disperda…

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che grande alleato sarebbe…

Anche voi amate il vento?

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Testa vuota


Zero ideee…

sarà il freddo che mi ha atrofizzato i neuroni,

sarà il periodo un pò così,

sarà che la mia mente al momento vaga senza una meta precisa,

sarà che vorrei tanto essere in letargo e risvegliarmi a primavera inoltrata,

sarà che vorrei trovarmi su una scogliera e lasciarmi accarezzare il volto dagli spruzzi dell’acqua salata,

cullare dal suono delle onde che s’infrangono ai miei piedi,

respirare a pieni polmoni l’odore del mare,

farmi abbracciare dal vento che mi scompiglia e aggroviglia i capelli,

provare quel senso di libertà che solo il mare sà dare tanto da liberare ancora di più la mente per ritrovare qualcosa con cui riempirla…

Chissà cosa sarà…

Fatto stà che mi sento la testa vuota.

Sarà il caso di preoccuparmi?

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Un saluto a tutti vi regalerò un reblog di un mio articolo che amo particolarmente…

Laura

Amare…


Amare… lasciarsi trasportare… ondeggiare come una barchetta tra le onde e l’ebbrezza del momento…
Amare è vivere
Laura

Laura Parise

In questo mondo che corre, 5177897971_a3744d1877_b-1024x675

che ingarbuglia tutte le carte,

che è egoista e superficiale,

che spesso non lascia spazio ai sentimenti

che deride i più deboli ed esalta i prepotenti

che ci costringe a vivere quelle regole dettate da chi forse non voleva riconoscere che abbiamo una vita soltanto, e che sarebbe giusto viverla davvero, godendone ogni attimo, assaporandone ogni sfaccettatura…

Amare…

Amare chi? Amare se stessi, amare il prossimo, amare la terra, amare la natura, amare il mondo…

Chi ha dettato le regole dell’amore?

Ma poi ci son davvero regole nell’amore?

Un cuore può amare tanto? Un altro meno? Ci sono infinite possibilità…

L’amore non ha età!

Il cuore non ha età!

Il cuore s’innamora,

non  conosce l’anagrafe,

non ha regole,

non ha limiti,

non conosce razza, sesso o religione,

non lo si può incatenare in stereotipi,

il cuore è libero, libero di innamorarsi senza chiedere il permesso…

View original post 18 altre parole

Che mondo sarebbe…


Ricordate voi che mi seguite da tempo quando dedicai un post alle giornate mondiali del…  tra le tante commemorazioni avevo annotato anche oggi, 5 Febbraio, la giornata mondiale della Nutella… il Nutella day

ed è proprio vero…

Che mondo sarebbe senza Nutella? 

Quante colazioni, merende, dessert a fine pasto o consolazioni ha accompagnato questa delizia nel corso della nostra vita?

Qualcuno potrebbe dire “un mondo di gente meno grassa”  a questa gente mi vien spontaneo rispondere: scusate, chi ha mai detto che si debba vedere il barattolo di Nutella come se fosse un bicchier d’acqua e farlo fuori tutto d’un fiato?

Si chiama crema spalmabile, non crema al cucchiaio!

Per cui evitiamo di demonizzare sempre tutto, e cominciamo a pensare che i primi a voleci far del male siamo proprio noi stessi, che non sappiamo adoperare la nostra intelligenza, dominare la nostra ingordigia, e ci lasciamo prendere dalla frenesia quando invece potremmo godere appieno della sua dolcezza e bontà senza strafare.

La conoscete la sua nascita?
Il primo prototipo NUTELLA® è avvenuto nel 1946 per ovviare alla scarsità di cacao dopo la Seconda Guerra Mondiale.
Pietro Ferrero, un pasticcere piemontese, usando l’ingegno provò a creare una pasta dolce con nocciole, zucchero e il poco cacao disponibile a quel tempo, dandole la forma di un panetto in modo da poterla tagliare e gustare su una fetta di pane, denominandolo “Giandujot. Il 14 maggio 1946 venne così fondata ufficialmente la ditta Ferrero. Fiore all’occhiello dell’ingegno culinario italico.
Nel 1951 il panetto “Giandujot” venne rivoluzionato e reso spalmabile, diventando “Sper Crema” l’antenato della nostra Nutella odierna.  Che però non soddisfava appieno il figlio di Pietro, e cosi prova dopo prova, nel 1964, Michele Ferrero, mise in atto il suo estro innovativo elaborando dapprima la ricetta finale e quindi ideando il nome con il quale in tutto il mondo è ancor oggi conosciuta. In molti hanno tentato d’imitarla, ma la Nutella è unica nel suo genere.

E dal 1965 in poi il classico barattolo che tutti abbiamo almeno una volta preso in mano.

Nutella-jarAnche se venduta e conosciuta in tutto il mondo l’unica che davvero rispetta il panetto di partenza con il suo gusto inconfondibile di nocciole è quella prodotta in Italia. E questo posso dirlo con cognizione di causa perchè, vivendo all’estero ho acquistato spesso la Nutella prodotta in altri paesi. La differenza di gusto, anche se impercettibilie la sento immediatamente, ma anche la consistenza a volte è differente… Non ho idea se dipenda dal fatto che ogni paese ha le sue regole e i suoi quantitativi di ingredienti pro Kg concessi nei preparati da introdurre in commercio, ma di sicuro quella che compro nei supermercati qui da me, ha un retrogusto molto più intenso di vaniglia che di nocciola.

Nel corso degli anni hanno inventato anche altre confezioni, barattoloni giganti, vaschette, bicchieri da collezionare e riutilizzare tutti i giorni, ma mai che abbiano pensato ad un contenitore che possa essere trasportato e utilizzato senza l’aiuto di coltello o spatolina… e questa è la proprosta che mio marito da anni vorrebbe proporre alla Ferrero, ma che… probabilmente non verrà mai presa in considerazione.
tubretAbbiate pietà del mio disegno, non sono una grafica e mi son arraggiata alla bell’e meglio, ma che ne pensate di un bel tubetto di Nutella, plastica morbida e quindi facile da spremere come il dentifricio, ma da poter portare magari in ufficio invece di tenere il barattolo nel cassetto?  Commenti please… 😉
Per quanto riguarda invece le ricette, ne ho lette e porovate e bizzeffe… basterebbe lasciarsi trasportare dalla fantasia… anche se una volta mi son  lasciata tentare da una alcquanto strana che proponeva di condire gli spaghetti con la Nutella… ebbene amici scusate ma proprio questa non l’ho retta! Una vera schifezza! Non riesco proprio ad immaginare chi, l’abbia inventata e messa in giro trovandola deliziosa.
Detto questo… W la Nutella!
Laura

Succede che…


Succede che sai che non puoi fare altrimenti

Succede che sai che farai del male, vorresti che non fosse così, ma non hai alternative, il tuo cuore sanguina per questo, dai tuoi occhi sgorgano lacrime amare, vorresti poterti dividere, se ci fosse la possibilità faresti volentieri da cavia per la clonazione, ma…

Succede che sai che qualsiasi cosa dirai sarà quella sbagliata

Succede che sai che ogni gesto, parola o smorfia verrà mal interpretato

Succede che sai che nonostante tu abbia sempre fatto di tutto per tutti, il giorno che inizierai a pensare alla tua persona, ci sarà chi non lo capisce e lo trova un capriccio, una fase, un cambiamento che è destinato a fallire

Succede che sai che sarà dura, sarà una lotta, sarà come uno spargimento di sangue, ma…

Succede che sai che la vita è una sola e che non puoi sprecarla, che hai il diritto di viverla, di goderla di farla calzare come un guanto alle tue esigenze, alle tue emozioni, ai tuoi desideri

Succede che sai che le

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immagine Pinterest

ma spesso hai timore di affrontare quelle strade, non tanto perchè tu non sia una guerriera con la dura corazza, ma perchè il tuo cuore è molto più tenero di quanto gli altri possano mai immaginare, che nei momenti di solitudine, soffrirai come la tua vittima

Succede che sai tutto questo ma…

… devi lo stesso andare avanti, non hai alternative

Laura

Sfarfallio colorato d’amore



Aleggiano dolci parole come il miele 

Son nettare di sentimenti

Galleggiano nell’aria note soavi cuori

Son canzoni d’amore

Svolazzano sensuali baci che si poggiano delicatamente sulle labbra

Son ali di farfalle che si librano nello stomaco

Aleggia, galleggia e svolazza  quell’amore appena nato in uno sfarfallio colorato di passione
Laura 

Non facciamo di tutti gli editori un fascio


Come avrete letto qualche giorno fa mi sono fortemente lamentata di un editore in particolare. Ho promesso di tenervi informati, e per il momento posso solo dire che sto muovendomi in direzione avvocato, visto che a quanto pare sembra l’unica vera strada da percorrere. Però tutto questo mi ha dato modo di pensare… e trovo sia giusto da parte mia tributare ancora una volta un ringraziamento a colui che invece stà facendo molto per me, sta tentando tutte le vie per porre a conoscenza del maggior numero di persone possibili il mio lavoro, mi ha dato la sua fiducia e lavora costantemente per noi autori emergenti essendo anch’egli un artista, un poeta una persona che per emergere ha dovuto comunque scontrarsi con il fattore emergente. E chi comepoesia me le tenta tutte per porsi all’attenzione del pubblico con il proprio lavoro, sà quanto è difficile essere presi in considerazione quando si è alle prime armi e dietro non si ha nessun appoggio “pesante”. Per questo motivo ripresenterò qui su questo mio blog ancora una volta l’intervista a Marco Bartiromo il mio editore e la sua casa editrice di Napoli http://www.leparchedizioni.com colui di cui qui sopra ho parlato. Autore della poesia qui di fianco, che spero non se la prenderà a male se mi son permessa di carpire.  Alcuni di voi che mi seguono da tempo hanno già avuto modo di leggerla e di apprezzare l’intervista, i nuovi arrivati potranno conoscerlo tramite queste righe, e nel caso approfondire la sua conoscenza sui suoi siti e blog.

Marco, tu sei il mio editore e vorrei far conoscere ancora di più, a chi mi segue, non solo la tua casa editrice, ma anche la persona che la promuove.

Prima di tutto voglio ringraziarti per l’opportunità che mi stai offrendo e colgo l’occasione per presentarmi professionalmente, ma, soprattutto, sono felice di poter parlare della casa editrice e dei progetti futuri.

Parlami un po’ di te…, ti occupi solo ed esclusivamente della tua casa editrice, oppure hai altri progetti, altre attività, che non sono correlate necessariamente all’editoria e alla lettura?

La passione principale è l’arte, intesa in senso lato, che sfocia in vari canali specialistici, dallo studio di materiali innovativi, atti a finalizzare opere scultoree, fino alla realizzazione di scenografie teatrali, il tutto correlato all’intento di produrre originalità in questo campo; senza tralasciare la pittura, che pur riprodotta in chiave moderna e grafica, ha avuto, anni addietro, consensi positivi, ma poi è stata tralasciata in varie occasioni, senza però mai barrare le porte al domani. La scrittura è la configurazione teorica e sapiente dell’arte e segue parallelamente questo cammino in molti settori artistici, offrendo la possibilità di divulgare ogni forma di cultura, ecco perché il mio pensiero è sempre stato quello di cavalcare l’onda dell’editoria, con tutte le difficoltà che ne derivano. Se pensiamo che la gran parte degli artisti professa l’amore come pensiero sublime, nell’attuazione delle loro opere, possiamo immaginare quanto rilievo possa avere la scrittura nel loro percorso. Quindi, in parole povere, il mio percorso segue sempre lo stesso scopo: l’analisi della bellezza.

Cosa, o chi ti ha portato ad amare la lettura e, soprattutto, hai sempre letto?

Ogni qualvolta ne ho sentito la necessità e, principalmente, quando ho avuto il tempo necessario per poterlo fare, mi sono immerso completamente nella lettura, variando in vari settori letterari, individuando e ridisegnando molti tasselli importanti per la costruzione della mia conoscenza, soprattutto interiore.

La tua casa editrice, “Le Parche Edizioni” è nata in seguito alla creazione dell’associazione Culturale “Terra Utopiam”, con essa ti riproponi di far venire alla luce autori, che come me, hanno poca voce, perché sconosciuti. Come ti è venuta questa idea? Anche tu ti sentivi come nel dramma Pirandelliano “un’artista in cerca d’autore?”

Prima di avviare quest’attività ho scritto alcuni romanzi che ho inviato a numerose case editrici, ma ogni contratto che mi arrivava era, come minimo, uno stipendio da investire, senza nessuna garanzia futura, neanche una lievissima promessa. Mi trovavo a Vicenza, dove ho vissuto per alcuni anni, e con l’aiuto di alcuni amici mi attivai per fondare l’Associazione Culturale “Terra Utopiam”, con lo scopo di promuovere nuovi autori e organizzare eventi culturali a livello teatrale e mi sono divertito tantissimo, presentando vari autori che hanno raggiunto un discreto successo, ma era molto limitato ed eravamo sempre in sordina. Tornato a Napoli, la mia città natale, ho trasferito anche la mia Associazione, ma desideravo entrare nel vivo dell’editoria e, con la collaborazione di altri sognatori, ho fondato la casa editrice, che, come ben sai, non chiede contributi di stampa agli autori, ma soltanto quel “minimo” dovuto al lavoro che svolgiamo, il servizio editing e altro. Questa attività non è facile e le difficoltà si presentano ben nutrite, ma, come ogni attività che si rispetti, bisogna compiere un passo alla volta per andare avanti, con la massima attenzione possibile, perché quello che complica di più la sua esistenza sono le ritenute fiscali, in Italia le più care, e tutti gli oneri connessi. Nessun dramma Pirandelliano, la mia, come quella dei miei collaboratori, è principalmente passione, con l’ambizione di illuminare la creatività di tantissimi autori esordienti.

Ho letto nella presentazione della tua casa editrice questo passaggio “Ci piace ricordare che un libro acquista la sua nobiltà nel momento in cui emoziona anche un solo lettore, e che lo spessore culturale e artistico delle parole in esso contenute non è mai relazionato alla fama e alla distribuzione di un determinato numero di copie, la bellezza di un verso tende all’infinito e non per una formula matematica, quindi ogni scrittore avrà le sue chance, perché noi non ci lasceremo sfuggire nessuna emozione.” Ma qualcosa oltre l’emozione ci deve pur essere per arrivare a decidere la scelta di un’opera piuttosto che un’altra.

Il lettore vuole emozioni e la valutazione di un manoscritto parte principalmente da questo. Ci sono libri scritti benissimo, curati in ogni minimo dettaglio, che non danno nessuna emozione, e, viceversa, libri con uno stile semplice, che conquistano migliaia (a volte milioni, chiaramente) di lettori. Ciò che conta comunque, è che un libro sia bello, perché deve avere un riscontro da parte dei lettori, necessariamente.

Ci sono manifestazioni, fiere o mostre in giro per l’Italia dove, chi ancora non vi conosce, può incontrarvi?

La nostra prossima tappa è Torino, al Salone del Libro, dal 18 al 22 maggio, poi a Palermo, 8 – 11 giugno, per poi concludere a Roma, 6 – 10 dicembre. Nel 2018 ci sarà la Fiera del Libro anche a Napoli ma per il momento non abbiamo ancora la data precisa, che si prevede comunque per fine gennaio.

Oltre al concorso da poco promosso, “Premio Letterario Nazionale Poesia e Narrativa Raffaele Viviani” avete in programma altre interessanti manifestazioni?

Il Premio Letterario Nazionale “Raffaele Viviani” per Poesia e Narrativa, è nato per promuovere alcuni eventi, che organizzeremo man mano, riguardante la realizzazione di recite teatrali sulle opere dell’artista citato e relative pubblicazioni. Dal Premio stesso, realizzeremo una Antologia con le poesie più significative e, per quanto riguarda la narrativa, pubblicheremo opere di nuovi autori, senza nessun contributo. È un lavoro molto impegnativo, ma fidiamo nella nostra buona volontà.

Sul sito di http://autorepersempre.wixsite.com/vena-letteraria nella sezione “corsi” un’aspirante autore può trovare tutto il materiale necessario per iniziare al meglio la sua avventura di scrittore, ma tu, puoi dare a chi ti legge qualche altro piccolo consiglio su come proporsi al meglio?

È molto importante, per chi anela avventurarsi nella scrittura, seguire il corso che hai citato e invito chiunque a farlo, principalmente perché è gratuito e poi perché aiuta l’autore a dividere il romanzo in trame, cioè, quell’ordine cronologico attorno al quale si potrà strutturare e organizzare la propria narrazione, fondamentale per costruire un tessuto narrativo atto ad affascinare il lettore. Ogni autore ha il proprio stile, quindi l’unico consiglio che posso dare è quello di approfondirlo al fine di rendere unico il vostro romanzo.

Vuoi aggiungere qualcosa a chi ancora non vi conosce?

Seguiteci e leggete i nostri autori, vi immergerete in un mare di emozioni.

Ringrazio ancora Laura Parise per l’opportunità che ci ha regalato e vi invito a leggere il suo romanzo:

4 – You only the best – Riflessi di Noi

(E-book) Riflessi di Noi

E io ringrazio ancora Marco Bartiromo per la sua disponibilità, e il suo entusiasmo.

Laura

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