Un dubbio mi assale


Buonasera amici lettori assidui o di passaggio.

Un dubbio mi assale, e spero che voi riusciate a farmi dissipare la matassa che si stà ingarbugliando nella mia mente.

Sono alle prese con una nuova avventura scrittevole. Stò riempiendo pagine di parole, informazioni, spiegazioni e risvolti che devono in qualche modo diventare un libro verità.

Non il solito romanzo. Non è d’amore e non è un giallo.

Si tratta di raccontare fatti realmente accaduti, prendendo spunto da chi li ha vissuti in prima persona.

Fatti di cronaca, che fanno cronaca, e scalpore.

Fatti non fantasie.

E allora voi vi chiederete dov’è il dubbio?

Eccolo qua!

Il lettore, preferisce leggere un libro che racconta solo verità, o preferirebbe che queste verità siano romanzate, lavorate con fantasia e non crudi racconti di come in realtà i fatti sono accaduti?

Io propendo per la prima ipotesi, ma c’è chi mi dice che il lettore in realtà non vuol leggere solo verità, preferisce checil tutto sia condito da un pò di fantasia.

Ma allora non si parlerebbe più di come stanno realmente le cose, sarebbe come manipolare i fatti. E oggi come oggi di manipolazioni ne abbiamo fin troppe.

Voi come la pensate?

Laura

15 pensieri riguardo “Un dubbio mi assale

  1. La verità non esiste: esistono dei modi (personali) di vedere, d’interpretare le realtà. Se si scrive, a meno che non si tratti di un diario, occorre esporre con criteri di eleganza e di bellezza, tali che il lettore leggendo partecipi come se fossero accadimenti e sentimenti propri. È ovviamente un mio modo di affrontare le scrittura, il che significa che posso sbagliarmi. A te la scelta.

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    1. Laura, non mi sembra d’aver parlato di fantasticherie. ho parlato di bellezza e eleganza, elementi che nella scrittura, suscitano la condivisione del lettore. Ritieni che un testo, romanzo diario o cronaca, che non possiede un minimo di attrattiva, di pathos, di ricerca psicologica o introspettiva, possa suscitare l’interesse di chi legge? A meno che tu non intenda scrivere di un fatto storico svelando aspetti non conosciuti. Ma anche questo va scritto, a mio parere, con eleganza.

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      1. Su questo non ci son dubbi, l’eleganza deve per forza essere alla base di qualsiasi scritto. Io mi riferivo a metter dentro fantasie da scrittore che possono fuorviare il lettore dalla realtà dei fatti.

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  2. Mah, se scrivi la cronaca pura scrivi un saggio (e ce ne sono di molto appassionanti), se aggiungi fantasia scrivi un romanzo. Personalmente preferisco la prima versione, ma guardando le classifiche di vendita dei libri, direi che la seconda potrebbe avere più seguito.

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      1. Ci ho pensato ancora: se sei a conoscenza di fatti inediti puoi scrivere anche una cronaca precisa, diventa appassionante lo stesso. Se invece sai più o meno le cose riportate dai giornali, dare un taglio da romanzo rende la lettura più avvincente. Scusa, forse non sono tanto di aiuto

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