Siamo in stand by


Ma viene da chiedere in stand by da cosa? Non volevo scrivere nel mio blog di questo periodo, ma mi rendo conto che non se ne può proprio farne a meno, tutti ne parlano, tutti ne scrivono e forse, si sfogano come sto per fare io.

Mi chiedo se e quando tutto questo finirà, se avrò ancora voglia di sognare.

I progetti, le speranze, le ribellioni, i sogni, le paure, le certezze, ma anche le incertezze, i sorrisi, le carezze, tutta la vita. Tutto fermo, immobile, senza nessuna possibilità di scegliere.

Viviamo come automi, chiusi dentro i nostri gusci, tenendo strette le paure e mostrando, a volte, uno strato di spavalderia che in fondo serve solo a nascondere il nostro malcontento.

Se almeno fosse vero che chi ha progettato tutto questo per rimettere in ordine il mondo lo stà facendo per il nostro bene futuro, forse non aveva calcolato i danni che stà compiendo.

Ma in cuor mio sento che non è così, che non è per l’interesse comune, o per salvare il mondo che è stata messa sù questa parodia di guerra fredda. Una guerra che non ci uccide ferendoci con pallottole o coltellate, che non sgancia bombe nucleari, ma che è peggio di un qualsiasi ordigno esplosivo.

Ci hanno colpito dove fà davvero più male. Nei nostri sentimenti, nelle nostre ansie, nelle nostre debolezze. Togliendoci la possibilità di incontrare i nostri simili, di confrontare le nostre idee, di stare accanto ai nostri cari. Ci hanno fatto diventare delle macchine senza carburante, costrette a star chiuse nei garage.

Giornalmente tempestati da notizie contrastanti, istigati a guardare il nostro vicino come se fosse il nostro nemico, a temere perfino di uscire per andare a comprare quel poco che ci serve per sopravvivere.

Non metto in dubbio che questo virus esista, e non vorrei con queste mie parole sminuire il GRANDE lavoro fatto da tutti i medici e infermieri che giornalmente si sfiniscono e danno tutto quello che hanno tra corsie e reparti di terapia intensiva, o che purtroppo per loro, abbandonati al proprio destino, perdono la vita proprio perchè troppo dediti al loro lavoro. Qualcuno ha riflettuto sul fatto che se son periti tanti medici e infermieri è proprio perchè, loro poveretti, sono costretti a fare turni di lavoro massacranti che li debilitano notevolmente abbassando quelle difese immunitarie che, se avessero lavorato, non solo in sicurezza, ma anche avendo il dovuto riposo, probabilmente non sarebbero pertiti?

Ma allora perchè quando ci tempestano di numeri catastrofici, non dicono la verità? Perchè non ci dicono che nello stesso periodo dello scorso anno, erano ugualmente morte altrettante persone per l’influenza che è passata accanto a tutti noi? Perchè vogliono a tutti i costi farci sentire responsabili del contagio? Forse perchè gli scorsi anni non c’era in atto un piano assai ben congeniato per portare il nostro paese alla rovina? Perchè se guardiamo bene cosa stà accandendoci intorno, ci renderemo conto di quanti di noi stanno perdendo tutto quello per cui avevano sacrificato le loro vite, i loro affetti, i loro risparmi. E allora tra poco tempo cosa accadrà? Come faranno queste persone a continuare ad andare avanti? Stiamo davvero precipitando in un baratro, sempre più profondo e terrificante.

In questo paese, dove tutto è burocrazia, dove a tutte le iniziative vengono messi i bastoni tra le ruote, le difficoltà di ripartire saranno immani. Se si pensa che con un gruppo di scrittori abbiamo realizzato un libro i cui, tutti proventi netti, vorremmo destinarli ad una onlus, Avis, protezione civile o qualcuno di loro, per dare una mano concreta, e che ancora dopo un mese non siamo riusciti a sbloccare la cosa per via del fisco… Come si può pensare che un qualche sogno di ricrescita potrà in qualche modo realizzarsi?

In questo periodo di chiusura obbligata, tutto è rimasto in stand by, tutto in attesa di quel che forse un giorno potrà essere, e niente sarà mai semplificato.

Psicologicamente stiamo candendo pian piano tutti a pezzi. Tutte le nostre certezze, i nostri sogni, i nostri progetti stanno pian piano sgretolandosi come stanno sgretolandosi  tante coppie. Questa innaturale modalità di vita, ci stà portando alla distruzione. Non siamo fatti per restare obbligatoriamente chiusi tra quattro mura, ognuno di noi ha sempre cercato di evitare la prigione comportandosi in maniera onesta, leale e corretta. Eppure eccoci qui. Ci dicono per il nostro bene, ma sarà davvero così. Personalmente ne dubito.

Se fosse davvero per il nostro bene, ci avrebbero dato la possibilità di combattere per risollevare il nostro paese, per farci tornare a prosperare invece di obbligarci restare seduti sul divano in attesa che la catastrofe si compia.

Di norma sono ottimista, ma sinceramente ora come ora mi chiedo dove trovare un punto d’appiglio per credere che tutto andrà bene.

Laura

2 pensieri riguardo “Siamo in stand by

  1. Già il fatto che hanno chiuso la gente dentro caso mettendoli di fronte alla scelta fra morire di fame o morire di coronavirus dice tutto. Nel senso che molta gente è senza lavoro o non riaprirà più in attesa che il governo decida con i padroni europei come svendere quel che resta… Non ci fidiamo più in generale della classe politica e dovremmo iniziare a diffidare ancora di più dell’informazione parziale, distorta, manipolatrice che impera sui media. Spegnere la tv è un primo passo verso la guarigione per poter ricominciare a sperare

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    1. Concordo pienamente con te. A casa mia la TV è spenta da tempo. Ma tenendo presente che il nostro è un paese anziano, e come tu ben sai, per tantissimi anziani la TV è un guru, la sola compagnia che hanno e il solo contatto con l’esterno, su può ben capire il perchè per loro è difficile non credere a quel che dicono in TV. Lo vedo con i miei genitori… noi nel governo (questo governo autoimpostosi) non crediamo, ma difficilmente il nostro popolo avrà il coraggio di ribellarsi. Purtroppo!

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