Lassù qualcuno vi ama


Erano alcuni giorni che non lo vedeva, e lui le mancava quasi come l’aria stando in apnea.

Non faceva altro che aspettare impazientemente il momento in cui finalmente si sarebbero ritrovati.

Lo sognava da giorni, lo immaginava nella sua mente, ne sentiva quasi il profumo.

Chiudendo gli occhi poteva vedere indistintamente il loro incontro…

E poi… quando ormai le speranze erano diventate vane…

Nel silenzio della campagna lo stridio delle ruote sul selciato le annunciava l’imminente arrivo di un’auto. Non osava quasi respirare perchè per troppe volte il cuore le si era fermato con la speranza che qualche auto potesse girare nel suo viottolo e fermarsi davanti alla sua porta.

Ma questa volta, non solo il rumore del motore era vicinissimo e le ruote avevano frenato davvero davanti alla sua porta, il motore aveva lanciato il suo ultimo respiro e si era spento quando l’autista aveva girato la chiavetta.

Uno sportello si era aperto e richiuso, mentre lo scricchiolio di passi che si stavano avvicinando era sempre più forte.

Sbirciando quasi senza voler guardare aveva scorto una sagoma dietro il vetro della porta. Un braccio si era alzato, e una mano si era poggiata sulla maniglia nel tentativo di farla scattare.

Un sorriso le era così affiorato alle labbra, un sorriso di felicità che era subito scomparso sostituito dal timore che forse, lui, non era tornato per restare.

E così si era avviata titubante alla porta, aveva girato la chiave nella toppa e lui sentendo il rumore aveva abbassato la maniglia aprendo di scatto e facendole fare un mezzo passo indietro.

Si guardarono un attimo negli occhi, un attimo che parve un’eternità. Contemporaneamente emisero un sospiro. Entrambi a corto di parole.

A lei tremarono un pò le gambe, l’ansia accumulata nei giorni passati, il timore di un rifiuto da parte sua, la paura di vederlo voltare ancora una volta le spalle e andare via.

Abbassò lo sguardo intimidita da quel suo squadrarla, ma non fece in tempo ad indietreggiare ancora perchè lui la prese tra le braccia stringendola forte e con una mano dietro la nuca e una ad alzarle il mento la baciò appassionatamente e con possesso.

Tra un bacio ed un altro le sussurrò dolci parole “tesoro mio, quanto mi sei mancata” stringendola forte a sè “sei la più bella cosa che mi sia mai capitata” e accarezzandole il viso prima di baciarla ancora “non ci saranno più distacchi tra di noi, da oggi sarà per sempre qualunque cosa accada”.

Le parole le morirono in gola, voleva rispondere ad ogni battuta, dire che anche lui le era mancato, che lui era il suo tesoro, la cosa più bella che le fosse capitata, che non le importava di quel che avrebbe potuto accadere se lui le era accanto, ma rimase in silenzio lasciando che tutte le paure accumulate si dissipassero. Vide nel cielo un barlume, forse una stella, forse solo un riflesso, di certo le sembrò un segno, qualcuno lassù amava e benediva la loro unione.

Laura

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