Un viaggio a due


Quando inizi un viaggio in compagnia…

La vita ci pone sempre davanti a delle scelte, ma siamo poi davvero noi gli arbitri di questo cammino?

Scelte dettate dal cuore o dalla ragione.

Scelte impulsive o ponderate.

Forse si tratta solo di scelte già ben delineate, ma delle quali crediamo di esserne noi gli artefici.

In ogni caso quando consapevolmente scegliamo di condividere la nostra vita con una persona, intraprendiamo un viaggio che non è più solitario, ma che comporta qualche cambiamento nel nostro stile di vita, nelle nostre abitudini, nei nostri progetti, nelle nostre priorità.

Dovremmo sempre tenere bene a mente che iniziando il viaggio con un compagno non abbiamo più la possibilità di fare in tutto e per tutto solo a modo nostro, di fermarci a nostro piacimento e ripartire appena ne abbiamo il desiderio. Dal momento che si decide di viaggiare in due, ogni fermata e ogni ripartenza andranno vagliate, ponderate, decise, raffinate, o programmate insieme.

La parola compromesso prenderà una parte importante nella nostra vita.

Ma, se questa è stata la nostra scelta, quello che desideravamo con tutti noi stessi, non dovrebbe mai farci sentire costretti, perchè ne eravamo consapevoli fin dall’inizio che la nostra vita avrebbe preso un’altra direzione, un altro stile, che non avremmo più viaggiato esclusivamente da soli, ma che accanto a noi avremmo avuto qualcuno che egli stesso ha delle esigenze, dei gusti o dei desideri che potrebbero non essere necessariamente sempre e solo uguali ai nostri.

E allora?

Beh, allora il viaggio a due che abbiamo consapevolmente intrapreso non sarà mai più in solitaria, o contrapposto, ma condiviso in tutto.

È la dura legge della convivenza, per cui se siamo intenzionati a continuare a viaggiare da soli, evitiamo di coinvolgere qualcuno nel nostro viaggio, perchè chi decide di viaggiare con noi lo fà convinto di avere sempre accanto, in ogni avventura, in ogni scelta, in ogni difficoltà e in ogni momento la nostra presenza.

Non ci saranno più viaggi separati e sporadici incontri a qualche incrocio di tanto in tanto. Si userà solo e soltanto lo stesso mezzo e si avrà la stessa meta.

INSIEME!

Laura

Annunci

La leggenda dei due lupi


Ringrazio Filippo del blog Liberi di essere per aver postato questa leggenda, che divulgo con immenso piacere perchè ritengo sia un grande insegnamento per ognuno di noi.

Quando la saggezza di un’antico popolo può insegnarci qualcosa di molto importante.

Un giorno, il capo del villaggio portò il nipotino nella foresta. Giunto nei pressi di un grande albero, il vecchio gli fece segno di sedersi tra le radici e gli disse: “Figlio mio, nella mente e nel cuore di ogni essere umano si combatte una lotta incessante tra due lupi, e quella lotta avviene anche dentro di me che sono vecchio e saggio. Uno di questi è quello bianco, simbolo di umiltà, armonia, gentilezza, amore, speranza, compassione e pace, mentre l’altro è quello nero, simbolo di avarizia, gelosia, rabbia, odio, tristezza, solitudine e arroganza. Non è facile convivere con questo tumulto interiore, con questa eterna lotta per la supremazia, ma è una battaglia necessaria per riuscire a comprendere cosa siamo. Anche se molti ti diranno che la battaglia sarà vinta dal lupo che deciderai di alimentare, sappi che la realtà è ben diversa.”

“Allora, nonno, quale dei due lupi vincerà la battaglia?” chiese il nipotino, un po’ cofuso.

“Entrambi!” rispose il nonno. “Dobbiamo alimentare entrambi i lupi, perché potremmo aver bisogno sia dell’uno che dell’altro. Se decidessimo di alimentare solo l’innocuo lupo bianco, quello nero attenderà al varco la nostra debolezza per attaccarlo. Pertanto, nessuno dei due deve morire di fame. Ci saranno momenti in cui la gentilezza del lupo bianco non potrà esserci d’aiuto, mentre il coraggio e la tenacia del lupo nero ci permetteranno di salvarci. Quindi, nipote mio, è necessario riconoscere la loro forza, la loro vera natura, ed essere capaci di guidarli entrambi sulla retta via: non si tratta di una prova di forza, ma di perfetto equilibrio.”

“Non capisco, nonno, come possono vincere entrambi?”

Il capo Cherokee tirò fuori due pezzi di carne dalla sacca e ne gettò uno alla sua sinistra e uno alla sua destra, e infine disse: “Se scelgo di nutrirli entrambi, i due lupi non si daranno mai battaglia e nessuno dei due riuscirà a dominare la mia ragione. Potrò essere libero di ascoltare la mia coscienza e usarli entrambi nel modo che mi sarà più necessario. Solo rispettandoli in egual maniera, i due lupi saranno entrambi vincitori e potranno convivere in pace, e per i Cherokee la pace è una missione. Ricorda, nipote mio, un uomo che ottiene la pace interiore ha tutto, ma un uomo che ha l’anima lacerata da una continua battaglia interiore… ebbene, quell’uomo non è niente!”

Grazie ancora Filippo, anche per l’immagine che tu hai preso dal web e io ti ho copiato 😂

Laura

Tra i vicoli e le strade di Genova


Bacci Pagano una storia tra i caruggi

di Bruno Morchio

Mi son ritrovata a chiacchierare di letture gialle con un amico su Twitter, e lui da buon lettore (ma soprattutto da amante di Genova) mi ha consigliato questo autore che scrive giaĺli, che io non conoscevo. Non è Agatha Cristie e neppure Mary Higgings Clark, lui ha uno stile tutto suo, e credo che, è una mia opinione personale, anche i suoi lettori siano una fascia selezionata, gente di Zêna che ama leggere della sua città.

Ero curiosa e l’ho acquistato.

Devo dire che nel complesso mi è piaciuto, anche se la suspance ha lasciato un pò a desiderare. La trama in certi punti era troppo scontata.

Quello che mi è piaciuto davvero tantissimo, molto più della storia, è stato il viaggio che l’autore mi ha fatto fare tra le vie, e i quartieri della nostra Genova.

Sembrava di essere in sella alla vespa del protagonista, di girare insieme a lui tra le vie della città, di passeggiare con lui in mezzo ai caruggi, di entrare con lui nelle botteghe, di sentire il salmastro del mare, il burian che s’insinuava sotto i vestiti, il profumo della focaccia appena sfornata, quei termini che, chi abita a Genova, sente tutti i momenti, ogni giorno, ma chi, come me vive altrove, spesso si sorprende nell’ascoltarli o leggerli.

Se volete fare un giro per Genova anche voi con l’investigatore privato Bacci Pagano, e magari leggere un’intrigo dei giorni nostri (la storia è comunque molto attuale e diciamo anche plausibile) non vi resta che acquistarlo.

Secondo me, ne vale la pena.

Laura

Resisti, insisti, esisti.


Resisti ai momenti duri, alle privazioni, alle cattive emozioni.

Resisti alle ardue prove della vita, a chi tenta in tutti i modi di farti credere che sia finita.

Insisti per ottenere quel che il tuo cuore desidera, quel che meriti di avere e non mollare.

Insisti ogni istante, sconfiggi le resistenze, fà che la tua tenacia abbatta le prepotenze.

Insisti per ogni tuo sogno, combatti allo stremo perchè solo tu sai quanto ne hai bosogno.

Non lasciarti convincere da inutili lusinghe, tu esisti e non hai bisogno di visti.

Esistono la tua persona, il suo cuore, i suoi bisogni, i suoi desideri e i suoi sogni.

Esiste un amore che ti viene donato, come esiste il tuo desiderio di esser compreso ed amato.

Laura

La più grande opera mai scritta


Il libro dell’amore e della nostra storia si arricchisce ogni giorno di pagine pregne di piccole attenzioni,

di baci e complicità,

di affetto e tenerezza,

di ti voglio bene non detti ma dimostrati,

di ti amo sussurrati dai nostri cuori.

Pagine e pagine che raccontano di noi,

delle nostre gesta,

delle nostre giornate scritte con il cuore e l’inchiostro dell’amore.

Non sarà un best seller perchè non avrà un editore ma

per noi sarà la più grande opera mai scritta.

Laura