Scrivere…


Scrivere per dire tante cose…

Scrivere per condividere un pensiero…

Scrivere per svuotare l’anima da quel che l’opprime…

Scrivere per dialogare con qualcuno…

Scrivere per donare quel che nel cuore si nasconde…

Scrivere per dar vita ad un sogno…

Scrivere per comunicare…

Scrivere per non gridare, per non tacere, per non morire…

Scrivere per svuotare tutto per non aver groppi, per non sentirsi soffocare…

Scrivere per amore…

Scrivere per donare gioia…

Scrivere per essere immortali…

Scrivere per…

Scrivere perchè quel che resta scritto non lo porterà via il vento!

Ti voglio bene, e questo resterà scritto in eterno!

Laura

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Questo amore


Sentirne la forza

Sentirne il respiro

Sentirne l’odore

Sentirne la presenza

E perfino i silenzi

Gustarne i momenti e assaporare gli eventi

Essere come un cieco che mette in funzione tutti i suoi sensi

Allargare le braccia

E finirci contro

Stringerle intorno

Sentirne il calore

E il battito furioso del cuore

Questo amore è di tutto e di più

è vita, è gioia, è allegria e pace.

Sole, neve, pioggia e tempesta

A volte concede a volte protesta

Questo amore che ci ha colpito

Come un fulmine nel cielo stupito

Resterà eterno nel nostro cuore

Potente, sincero, tenace e profondo

Per sempre, per sempre

Fino alla fine del mondo.

Laura

Chiariamo una cosa…


Noi genovesi siamo da sempre tacciati erroneamente come persone tirchie!

Ma è mai possibile che dobbiate a tutti i costi darci un’etichetta che non ci appartiene affatto?

Per cui mi sembra doveroso porre a conoscenza di chi non ha masticato la nostra storia, il perchè di questa fastidiosa etichetta…

La storia della tirchieria dei genovesi

Pur facendo parte delle quattro repubbliche marinare, insieme a Venezia, Pisa e Amalfi, Genova ha da sempre investito maggiormente nell’attività bancaria, che era la vera prima fonte di ricchezza della città. Il secolo più fecondo per il capoluogo ligure sarebbe stato il sedicesimo, in quanto partivano numerose spedizioni che si imbarcavano in Spagna e salpavano per le Americhe, tornando carichi d’oro; in questo periodo era diffuso il detto “L’oro nasce nel Nuovo Mondo ma viene sepolto a Genova”.

Quando nel 1585 scoppiò la guerra tra l’Inghilterra di Francis Drake e la Spagna di Filippo II, i genovesi decisero di schierarsi con gli alleati spagnoli e, dopo controverse e contrastanti discussioni, finanziarono parzialmente la costruzione della storica Invincibile Armada, costruendo 130 vascelli e fornendo circa 25000 soldati, già provvisti di cavalli, armatura e tutti i corredi necessari alla guerra.

La celebre vittoria di Francis Drake e la sconfitta delle armate spagnole portò alla rovina di Genova che, dopo un’epoca di lusso, agi e ricchezza, iniziò nell’indigenza un declino da cui non si sarebbe più ripresa. Questa sventurata esperienza avrebbe reso tutti i genovesi diffidenti nei confronti dei più litigiosi e attaccabrighe e, soprattutto, li avrebbe particolarmente sensibilizzati alla parsimonia.

Parsimonia = tendenza ad evitare gli sprechi, oculatezza, moderazione nello spendere, saper ottenere un risultato con il minimo dispendio di energia.

Avarizia = eccessivo attaccamento al denaro o alle cose che si manifesta con la volontà di non spendere, cupidigia o avidità.

Tenendo poi conto della conformazione della nostra regione, ove i monti sono ad un passo dal mare, e le terre da noi coltivate sono fazzoletti terrazzati e non immense vallate, siamo stati bravi ed ingegnosi ed abbiamo saputo rendere le nostre terre fertili e generose. Ulivi, vigneti, fiori, solo per citare alcuni dei prodotti che la nostra terra ci offre, senza ovviamente dimenticare il profumatissimo ed ineguagliabile basilico.

Nel blog di Paola si parla ottimamente dell’argomento non sprecare, chi non la conosce, è invitato a dare un’occhiata dalle sue parti… offre sempre spunti interessantissimi e ricette gustose 😋 e grazie alla sua risposta ad un mio commento, ho trovato spunto per questo mio post.

Ora, vivendo in un’epoca in cui tutto è sperpero, tutto viene utilizzato senza un minimo di buon senso, beh, diciamo che noi genovesi non ci vergognamo affatto di esser parsimoniosi, di saper gestire, nel nostro piccolo quotidiano, le risorse a nostra disposizione senza farci mancar nulla, ma nello stesso tempo evitando di sprecare e sperperare inutilmente. Fare attenzione a ciò che si acquista, saperne far buon uso, e ottimizzarlo al meglio, a mio avviso è sinonimo di intelligenza e lungimiranza.

Ecco, spero a questo punto di non dover sentire più che noi genovesi siamo tirchi.

Io ammiro chi ha la saggezza di saper amministrare senza sprecare.

Dovrebbe essere come un virus, e contagiare il mondo.

Laura

È un polpettone


Ci son modi e modi di fare il polpettone di carne… ripieni differenti a seconda dei gusti… chi lo cuoce nella salsa di pomodoro, chi al forno… questo è il mio:

Ingredienti:

300 g di carne macinata mista
1 uovo
2 cucchiai di parmigiano grattugiato
2 peperoni corna di bue (+ altri 3 per il contorno)
1 zucchino
100 g di scamorza bianca tritata
1/2 cipolla
1 sottiletta
2 cucchiai di olio d’oliva
Pangrattato q.b.
Prezzemolo tritato
1/2 dado vegetale
Paprika dolce
Sale e pepe

Arrostire i peperoni e pulirli lasciando le falde di due peperoni intere.
Impastare la carne con l’uovo, il parmigiano, il prezzemolo, la paprika, sale e pepe, e il pangrattato q.b. per ottenere un impasto compatto. Poggiare l’impasto di carne su un foglio di cartaforno, ricoprirlo con della pellicola e con il metterello tirare una sfoglia alta ca 1 cm. Eliminare la pellicola.
Cospargere con la scamorza tritata, adagiarvi le falde di peperoni e sottili fettine di zucchino ottenute con il pelapatate. Porre al centro la sottiletta divisa a metà.
Salare e pepare e con l’aiuto della cartaforno arrotolare il polpettone. Con le mani unte di olio far combaciare bene tutte le parti.
Scaldare la padella con il restante olio, porre il polpettone a rosolare facendolo girare da tutti i lati. Unire quindi la cipolla affettata, il dado sbriciolato e il restante zucchino tagliato a tocchetti. Bagnare con un dl di acqua tiepida e far cuocere a fuoco moderato con coperchio per ca 30 minuti rigirandolo delicatamente di tanto in tanto. Se si asciugasse troppo aggiungere man mano un pochino di acqua.
Servire con i restanti peperoni arrostiti conditi con un filo d’olio, sale, pepe e origano.

Buon appetito

Laura

Giocare a tetris per curare il disturbo post traumatico da stress


Mi sembra un’ottima idea! Potremmo tenerne conto tutti, in fondo lo abbiamo a portata di mano su ogni computer o cellulare. Magari potrebbe perfino aiutarci a rilassarci un pochino dallo stress quotidiano, chissà…
Grazie Daniele Corbo per questa interessante scoperta

ORME SVELATE

Tetris (Elena Semenova)

Una procedura di intervento comportamentale che include il gioco per computer Tetris potrebbe aiutare le persone con disturbo post traumatico da stress (PTSD) ad alleviare ricordi visivi involontariamente ricorrenti di esperienze traumatiche. Questa è la conclusione raggiunta da un team della Ruhr-Universität Bochum insieme a un ricercatore del Karolinska Institutet in Svezia, a seguito di uno studio condotto su 20 pazienti ricoverati con PTSD. A seguito di un intervento che ha coinvolto la riproduzione di Tetris, il numero di flashback per gli eventi stressanti è diminuito. Uno dei sintomi più gravi del PTSD è la ricorrenza involontaria di ricordi visivi di esperienze traumatiche. Il PTSD può essere trattato bene utilizzando le terapie disponibili”, afferma Henrik Kessler, medico senior e terapista traumatizzato, tuttavia, ci sono molti più pazienti che posti di terapia. Ecco perché i ricercatori stanno cercando metodi al di fuori dei trattamenti convenzionali in grado di…

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Gli zucchini incontrano il mare


Lo sò… lo sò… adesso il prezzo non è proprio il più a buon mercato… ma… se una volta ogni tanto si vuol cambiare un pò… magari per primo facciamo una bella pastina in brodo vegetale che è semplice veloce ed economica, e poi deliziamoci con questo secondo…

Ingredienti:
3 zucchini grandi
1 scatoletta di tonno da 160 g
1 uovo
1 cucchiaio abbondante di parmigiano
Olive taggiasche denocciolate sott’olio
1 cucchiaio di capperi sotto sale
4 filetti di acciuga sott’olio
Prezzemolo e maggiorana
1/2 cipolla piccola
Sale e pepe
Pan grattato q.b.
Un filo d’olio d’oliva

Pulire gli zucchini alle estremità, tagliarli nel senso della lunghezza e con l’aiuto di uno scavino asportare quanta più polpa possibile facendo attenzione a non rompere il guscio.
Mettere a bollire una pentola con acqua salata e quando bolle tuffare gli zucchini svuotati e farli cuocere per 3 minuti ca.
Tritare la polpa. Tritare la cipolla e farla rosolare in un cucchiaio d’olio. Unire la polpa salare e pepare. Far asciugare bene.
Sbriciolare il tonno ben sgocciolato, unirvi i capperi dissalati e tritati, le acciughe tritate, la polpa degli zucchini, il prezzemolo tritato, un pò di maggiorana sbriciolata, l’uovo, il parmigiano e pangrattato q.b. in modo da ottenere un ripieno sodo. Regolare di sale se necessario.
Riempire con il composto i gusci che avrete adagiato su una teglia foderata di cartaforno leggermente unta.
Decorare con le olive intere ed infornare a 200° C in forno ventilato fin quando non saranno ben dorati.

Buon appetito

Direttamente dai gilet gialli


Ho ricevuto questo lungo post da divulgare…

Io faccio solo da portavoce, e come dicon “Ambasciator non porta pena”

Ma in ogni caso è qualcosa di piuttosto inquietante…

SUSANNA PACCIONE:
Buongiorno, vi scrivo dalla Francia dove sono immigrata dall’Italia nel 99. Sono una delle portavoci dell’insurrezione dei gilets jaunes, in Dordogna. Abbiamo bisogno del vostro aiuto, dell’aiuto di tutti. Dico insurrezione perché non si tratta più né di movimento né di manifestazione sociale, questi stadi sono già superati da un pezzo. Abbiamo a che fare con un potere esecutivo sordo ad ogni rivendicazione e che tenta di risolvere un problema politico con la repressione violenta. Contiamo oramai più di mille feriti e 12 morti, centinaia di gente arrestata, tribunali in panne e non molliamo. Sabato prossimo, verremo trattati come hooligans, ritireranno fuori i blindati e continueranno a picchiare selvaggiamente vecchi e donne, a ferire mortalmente liceali, a gasare bambini. Questo mio post serve a far passare un solo ed unico messaggio : La violenza di cui vi fanno parte i media francesi é diventata disgraziatamente l’unica risposta umanamente possibile di fronte alla reazione del governo. Questo post é una bottiglia gettata in mare, spero il messaggio sia colto, letto e capito. Sono incaricata dal mio gruppo di contattarvi oltralpe per trasmettere quella realtà che tentano di nascondere senza alcuna vergogna. Resto a vostra disposizione per altri chiarimenti, testimonianze, prove irrefutabili. Grazie

Abbiamo iniziato ad occupare, ognuno nel proprio villaggio o città un punto nevralgico perché il governo aveva deciso di aumentare la tassa sulla benzina per finanziare la transizione ecologica, il che non era vero. Insomma, Macron ha mentito e ha iniziato ad essere insultante ( siamo ignoranti,fumatori di sigarette che circolano con macchine inquinanti). La realtà è che sono mesi che ingoiamo rospi mostruosi (regali di milioni di euro a chi non ne ha bisogno e un trattamento fiscale allucinante per i più demuniti). Dunque abbiamo continuato a ritrovarci, a parlare tra noi e con le persone che passavano. Ci siamo resi conto che la popolazione era ai ferri corti. Anziani costretti a lavorare a 73 anni, madri che decidevano di non scaldare più la casa per comprare cibo piuttosto che elettricità… vi passo i dettagli, si piangeva ogni giorno davanti a situazioni insostenibili. Il 24 novembre molti di noi sono montati a Parigi. Pensavamo che sarebbe stato sufficiente essere numerosi per essere ascoltati. La sera stessa, abbiamo visto i tg mentire senza pudore sulle cifre; eravamo quattro gatti. Quelli che erano montati a Parigi si erano fatti bastonare dai CRS, erano traumatizzati sopratutto le signore di una certa età. Abbiamo preparato l’atto secondo, l’uno dicembre. Stavolta gli anziani sono restati e sono saliti a Parigi gente più giovane. La polizia ha controllato l’identità di chiunque voleva manifestare; chi mostrava i documenti è stato bloccato sui champs élysées come in una fan zone dalla quale non hanno potuto muoversi e quelli che non si sono sottomessi al controllo d’identità, perché non si è mai sentita una cosa del genere per manifestare, sono stati bloccati all’arco di trionfo e si sono fatti massacrare tutta la giornata. a questo punto le immagini violente hanno iniziato a circolare, ma si trattava di gente disarmata, che ha tentato di difendere la fiamma del soldato ignoto cantando la marsigliese, i black blocs fanno cosi?
Il giorno dopo, la gente piangeva per strada, è dura quando ti rendi conto che non sei più in democrazia; gli anziani che avevano già vissuto la resistenza tremavano di rabbia. I liceali hanno raggiunto il movimento due giorni dopo ed è stato un massacro, ragazzini sfigurati, occhi saltati, mani strappate dai flashball. Macron ha dato ordine di sparare sul suo popolo. Con la collaborazione delle televisioni che non fanno altro che diffondere immagini troncate. In sostanza, qui ci si chiede perché un governo che deve per forza conoscere le vere cifre dei simpatizzanti al movimento ( e siamo migliaia) tenti di provocare a tutti i costi una reazione violenta. Il 31 dicembre i suoi auguri di fine d’anno si sono ridotti ad un insulto deliberato verso la popolazione, trattandola di folla piena d’odio. Il punto è che ora la gente è veramente fuori di sé, ma vi assicuro che questo è il triste risultato di settimane di maltrattamenti e violenze, insulti e umiliazioni. Abbiamo in nostro possesso decine di filmati che confermano cio’ che vi scrivo. I prefetti hanno ordine di fare sparire tutto cio’ che c’è di giallo dalle strade, i porta voce come me si fanno imbarcare tutti i sabati senza ragione, gli avvocati si fanno trascinare fuori dai tribunali dalla polizia, siamo tutti schedati da novembre ed il prossimo sabato si annuncia una carneficina, lo so che è dura da credere, siamo i primi a svegliarci tutte le mattine sperando che non sia vero. c’è modo di diffondere la nostra testimonianza in altro loco perché sti maledetti 2000 caratteri non bastano! per favore.

DIVULGALO PER FAVOREa

Ad ognuno di voi le proprie conclusioni…

Laura

Ricordate Pinocchio?


Il caro dolce Pinocchio, chi non lo ricorda con la sua fatina e il suo naso che si allungava a dismisura…

Ora mi chiedo, e non voglio certo far polemica, ma… non è che un pò di Pinocchio alberga in tutti noi?

Eludere, fingere, omettere, inventare…

  • Non ci piace una cosa e mentiamo per non deludere
  • Siamo tristi e fingiamo il contrario
  • Ci secca fare la tale cosa e inventiamo una scusa

Lo facciamo un pò tutti nei rapporti interpersonali… Sono piccole accortezze della vita comune di tutti i giorni.

Ma da lì a chiamarle menzogne ce ne passa…

Mentre il distorcere la verità a proprio favore, o semplicemente raccontar bugie… beh, quello è un altro discorso… o no?

Mentire, si potrebbe dire che è solo un modo codardo di agire, vigliaccheria e desiderio di evitare discussioni.

Ma esiste davvero il bugiardo cronico, esiste davvero come patologia, oppure è solo un comportamento saltuario?

Dicono che le bugie dette a fin di bene non sono sbagliate…

Dicono…

In fondo è solo una piccola omissione, un lieve stravolgimento della realtà, un voler proteggere chi si ama, volergli evitare del dolore o della rabbia, e in quel momento si è convinti di agire nel giusto.

Eppure… eppure qualcuno potrebbe obbiettare che sotto sotto ci sia dell’altro, che sia una strategia per nascondere qualcosa di più grande, ed è poi difficile far capire che non è così, che la protezione era il solo scopo.

E allora perchè continua a girare questa convinzione?

Perchè confortarsi con il pensiero di aver agito a fin di bene?

Perchè da un lato può esser vero che una piccola bugia detta a fin di bene, un omissis, può essere anche un piccolo gesto d’affetto, ma bisogna ricordare che, può andar bene una volta, essere un’eccezione, non deve essere la regola.

E poi ci sono le Bugie, quelle con la B maiuscola, quelle che si susseguono, che non si limitano, e che possono diventare vere e proprie truffe!

E una volta scoperti, questi bugiardi, hanno anche l’ardire di incavolarsi, alzare la voce e cercar di intimorire.

Ma non capiscono che così perdono la stima e la fiducia che era in loro riposta, non si rendon conto che, chi li ascolta non lo fà più con il cuore aperto, ma con il seme del dubbio ad ogni loro parola, e che saranno sempre tenute d’occhio le loro azioni o le loro parole, che saranno sempre soppesati con una particolare attenzione votata alla ricerca del vero e del falso, della sincerità e dell’inganno?

C’è una frase che è degna di nota:

A volte devi fingerti fesso… ma solo per capire dove può arrivare la gente che pensa di essere furba…

E credo che sia molto significativa.

Puoi sopportare, puoi far finta di credere a tutto quello che ti raccontano, far creder loro che ti hanno raggirato come desideravano, e poi…

Beh, poi a te non resterà che l’ultima parola!

Laura

Il tempo passa…


Lasciamo che il tempo passi

Che ci sfugga tra le mani

Che placidamente scorra senza scossoni

Contiamo le ore, i giorni, le notti, le settimane…

E alla fine perdiamo il conto

Ci abituiamo a qualcosa che non ci piace, ma che non siamo capaci di cambiare

Vorremmo gridare

“Hei! Ci sono anch’io! Son qui! Proprio difronte a te. Mi vedi? Mi senti? Mi vivi?”

E invece continuiamo a sperare che qualcosa cambi, che qualcosa migliori.

E intanto il tempo passa…

Passano le ore, passano i giorni passano le notti

Inutilmente.

Laura

A… mare…


Voglio sentire il mare

Sentirlo dentro

Ascoltare il suo canto

Le sue grida

Le sue incazzature

I suoi sussurri

I suoi consigli…

Lui non è mai silenzioso

Non è mai riflessivo

Non è mai banale

Non è mai noioso.

È impetuoso, a volte aggressivo

Ma sempre sincero

Sempre se stesso…

Non t’inganna

Non ti canta sempre la stessa ninnananna

Non ti adula

Non ti convince

Le sue acque non sono mai placide e tranquille.

Lo sai da sempre che potrebbe essere pericoloso

Ma è il suo fascino misterioso.

Voglio gli spruzzi salmastri sul viso

Che come carezze lasciano il segno

Di salsedine che si asciuga sulla pelle

Voglio il suo abbraccio

Non m’importa che sia umido o gelato

Non m’importa che sia forte e cruento

O dolce e delicato.

Voglio ancora e ancora sentir la sua melodia

Che non stanca mai l’anima mia.

Laura