Frittata senza uova


Ed ecco l’idea che ho partorito stanotte prima di addormentarmi…

Studiavo qualcosa di nuovo da proporre in tavola, e la mia mente ha elaborato questo secondo:

Frittata senza uova o se preferite Rösti rivisitati

Ingredienti:
3 patate medie
1 zucchino medio
100 g di scamorza
1/4 di dado vegetale
1 cucchiaio di olio d’oliva
Sale, pepe, paprika dolce

Ho pelato e grattugiato le patate.

Mondato e grattugiato lo zucchino.

Grattugiato il formaggio.

Mescolato tutti gli ingredienti, condito con il dado, il pepe, la paprika e un pizzico di sale.
Unto una padella antiaderente, versato le verdure e il formaggio e fatto cuocere a fuoco moderato coperto per ca. 10 minuti mescolando di tanto in tanto.

Ho poi dato alle verdure la forma di una frittata e lasciato rosolare da un lato schiacciandola un pò. Coperto nuovamente e smosso di tanto in tanto la padella. Rigirato come una normale frittata e fatta rosolare bene da entrambi i lati.
Rigirato ancora un paio di volte prima di servire.

Se vi piace l’affumicato potete usare la scamorza affumicata, oppure arricchirla con cubetti di pancetta.
Buon appetito
Laura

Annunci

Pagina 64


https://www.amazon.it/Believe-your-dream-4-ever-nostro/dp/1720131961/ref=mp_s_a_1_1?__mk_it_IT=ÅMÅZÕÑ&qid=1540124082&sr=8-1&pi=AC_SX236_SY340_FMwebp_QL65&keywords=laura+parise#mediaMatrix_secondary_view_div_1540124103965

Ve lo lascio senza commento 😘

Laura

Cambiare identità


Leggete il post di Giuliana

A volte il cambiamento è indispensabile… ma un cambiamento a ritroso, spogliarci di quegli strati che si sono accumulati nel corso degli anni, strati che ci pesano addosso come fardelli inutili e tornare noi stessi.

Siamo troppo spesso costretti a diventare camaleonti, ad adeguarci a ciò che ci circonda. E il nostro io ne patisce le conseguenze, si modifica e si stratifica in qualcosa che in fondo noi non siamo. Per questo quando poi arrivati al limite ci spogliamo di tutto quello strato che non ci appartiene, diventiamo irriconoscibili agli occhi di chi ormai si era abituato… e ci dicono che siamo cambiati, che non siamo più gli stessi, a volte non piaciamo neppure più. Ci preferivano prima quando continuavamo ad adeguarci e a soffocare la nostra essenza

Laura

https://wp.me/p6n7S9-4A7

Basterebbe una piccola attenzione in più


Ho letto per puro caso questa storiella qui sotto… può esser vera come no… io voglio credere che lo sia.

Magari è da molto che gira nel web… io ci sono inciampata oggi, e mi par giusto proporla sopratutto dopo il mio ultimo post.

Laura

Mentre mia moglie mi serviva la cena, mi feci coraggio e le dissi:
«Voglio il divorzio».
Vidi il dolore nei suoi occhi, ma chiese dolcemente:
«Perché?».
Non risposi e lei pianse tutta la notte. Mi sentivo in colpa, per cui sottoscrissi nell’atto di separazione che a lei restassero la casa, l’auto e il trenta per cento del nostro negozio. Lei quando vide l’atto lo strappò in mille pezzi e mi presentò le condizioni per accettare.

Voleva soltanto un mese di preavviso, quel mese che stava per cominciare I’indomani:
«Devi ricordarti del giorno in cui ci sposammo, quando mi prendesti in braccio e mi portasti nella nostra camera da letto per la prima volta. In questo mese ogni mattina devi prendermi in braccio e devi lasciarmi fuori dalla porta di casa».
Pensai che avesse perso il cervello, ma acconsentii…
Quando la presi in braccio il primo giorno eravamo ambedue imbarazzati, nostro figlio invece camminava dietro di noi applaudendo e dicendo:
«Grande papà, ha preso la mamma in braccio!»

II secondo giorno eravamo tutti e due più rilassati. Lei si appoggiò al mio petto e sentii il suo profumo sul mio maglione.

Mi resi conto che era da tanto tempo che non la guardavo. Mi resi conto che non era più così giovane, qualche ruga, qualche capello bianco.
II quarto giorno, prendendola in braccio come ogni mattina, avvertii che l’intimità stava ritornando tra noi: questa era la donna che mi aveva donato dieci anni della sua vita, la sua giovinezza, un figlio. Nei giorni a seguire ci avvicinammo sempre più.
Ogni giorno era più facile prenderla in braccio e il mese passava velocemente.
Pensai che mi stavo abituando ad alzarla, e per questo, ogni giorno che passava la sentivo più leggera. Mi resi conto che era dimagrita tanto.

L’ultimo giorno, nostro figlio entrò all’improvviso nella nostra stanza e disse:

«Papà, è arrivato il momento di portare la mamma in braccio».
Per lui era diventato un momento basilare della sua vita.
Mia moglie lo abbracciò forte ed io girai la testa, ma dentro sentivo un brivido che cambiò il mio modo di vedere il divorzio. Ormai prenderla in braccio e portarla fuori cominciava ad essere per me come la prima volta che la portai in casa quando ci sposammo… la abbracciai senza muovermi e sentii quanto era leggera e delicata… mi venne da piangere!
Mi fermai in un negozio di fiori. Comprai un mazzo di rose e la ragazza del negozio mi disse:
«Che cosa scriviamo sul biglietto?».

Le dissi:

«Ti prenderò in braccio ogni giorno della mia vita finché morte non ci separi».
Arrivai di corsa a casa e con il sorriso sulla bocca, ma mi dissero che mia moglie era all’ospedale in coma…
Stava lottando contro il cancro ed io non me n’ero accorto.
Sapeva che stava per morire e per questo mi aveva chiesto un mese di tempo, un mese perché a nostro figlio rimanesse impresso il ricordo di un padre meraviglioso e innamorato della madre.
Lei aveva chiaro quali fossero i dettagli, i semplici dettagli, che contano in una relazione. Non sono la casa, la macchina, i soldi… Queste sono cose effimere che sembrano saldare un’unione e invece possono dividerla.
A volte non diamo il giusto valore a ció che abbiamo fino a quando non lo perdiamo!!!”

La felicità e il rispetto vanno di paripasso?


Cosa sarà mai la felicità?

Questa sconosciuta…

Questa astratta sensazione…

Questo bisogno di sentirsi aprire il cuore, respirare e liberare…

Felicità è una grossa parola che può racchiudere anche un piccolissimo gesto.

“Farò di tutto per renderti felice”

Quante volte qualcuno se lo è sentito dire?

Quante volte qualcuno lo ha promesso?

Ma per mantenere questo proposito, questa promessa, qual’è il segreto?

Se poi segreto è…

L’amore? Mah… a volte è fonte di enorme felicità, ma può avere anche il risvolto della medaglia

Chi dice di essere sempre felice, in fondo mente, agli altri ma sopratutto a sè stesso!

La felicità assoluta non esiste, vi sono compromessi da affrontare ogni giorno.

Il rispetto innanzi tutto!

Senza rispetto per colui/colei con il quale si condivide questo cammino terreno sarà sempre fonte di infelicità da una parte o dall’altra

Ma il rispetto cos’è?

Come si può rispettare una persona che ti vive accanto?

In fondo basta poco…

Fiducia, sincerità, dialogo reciproco.

Il rispetto ha varie forme e sfaccettature, ma può sempre valere la famosa frase

“Non fare agli altri…”

E poi ci sono quei piccoli accorgimenti giornalieri che possono rendere attimi di felicità e di sicuro rispetto…

Ascoltare attentamente e ricordare.

È difficile conoscere qualcuno davvero a fondo, direi quasi impossibile, in fondo in fondo resta sempre quel minimo di mistero, d’incompreso, di oscuro.

Eppure ci sono sempre quelle lievi sfumature da poter cogliere. Piccoli segnali, parole lasciate qua e là.

O vere e proprie confessioni.

“Mi basta vedere il tuo sorriso per essere felice”

“Mi basta il bacio del buongiorno per iniziare bene la giornata”

“Mi basta che quando ti abbraccio, tu, ricambi la mia stretta”

“Mi basta poco, quasi nulla… una carezza o un bacio all’improvviso”

La felicità non stà nei regali, nelle cose materiali o nei beni preziosi.

Non stà in un diamante, un’auto lussuosa o una villa.

È proprio così!

La felicità stà nei piccoli gesti

Una carezza inaspettata…

Un bacio all’improvviso…

Contraccambiare un abbraccio…

O anche solo in un sorriso…

Condividere un momento, un pensiero, un argomento…

Donare felicità e rispetto non è costoso, non serve avere un cospicuo conto in banca.

Ognuno ha delle priorità, ha i suoi standard di serenità.

Ma nessuno sdegna un segno d’affetto in qualsiasi momento.

Un piccolo accorgimento, una parola, uno sguardo, anche solo un cenno d’intesa.

Sapere che la persona amata è felice, appaga anche il nostro io.

Provare per credere.

Laura

(Immagini prese dal web)

La passione per la cucina non và in vacanza


In vacanza lo sò… o si và al ristorante o ci si arrangia con insalate e panini.. Oggi, anche se per molti non è più tempo di vacanza… vi propongo una ricettina super veloce 😋 che ovviamente potere proporre sempre… 😉

Tortiglioni con crema di zucchini e pancetta

2 zucchini teneri
20 mandorle
Sale
3 cucchiai colmi di parmigiano grattuggiato paprika dolce
Olio d’oliva q.b.
1 dl di panna da cucina
250 g di pancetta a cubetti
400 g di tortiglioni

Pulire gli zucchini e tagliarli a cubetti. Con il frullatore ad immersione tritare le mandorle, aggiungere quindi gli zucchini, un pò di sale e un pò d’olio. Frullare fino ad ottenere una crema. Unire il parmigiano e regolare di sale e pepe.

Mettere a bollire l’acqua per la pasta.
Far rosolare, senza olio, in una padella antiaderente la pancetta con un pochino di paprika dolce.

Nel frattempo portare a cottura i tortiglioni.
Aggiungere la panna alla crema di zucchine
Scolare la pasta. Tenere da parte un pò di pancetta per la decorazione. Condire la pasta con la restante pancetta e la crema di zucchini. Decorare con i cubetti rimasti e spolverare di pepe.

Buon appetito

Laura

E… niente…


Così, tanto per rammentare…

http://www.amazon.it

L’odissea di un viaggio


Otto e trenta del mattino…

Pronti… partenza!

Viaggio in autostrada… il traffico, la gente all’autogril, la radio che suona… le ruote che corrono sull’asfalto

Roma… raccordo anulare… attenti c’è l’uscita da non sbagliare…

Il tempo sembra essere sufficiente, il ruolino di marcia è in perfetto orario.

Bisogna solo trovare il parcheggio già prenotato…

Mollare l’auto

– no le chiavi le porto con me

Tira e molla e le chiavi son dentro la tasca.

L’auto resterà intoccata, parcheggiata in quel punto per tutta la durata.

Navetta per l’aeroporto…

“Ci arriveremo sani e salvi?”

Il conducente sembra abbia un call center…

Fiumicino. Terminal 2 l’imbarco è al Gate 38 ore quindici e quindici

Il check-in on-line è già fatto…

Si può anche andar di matto.

Area fumatori…?!?!

Fuori dal terminal. Okey lei non fuma ma non ha certo intenzione di restar da sola…

Che strano il vento sembra voglia a tutti i costi che condividiate il fumo che vola…

Un giretto tra i negozietti tirando dietro i bagagli a mano

E poi fermi a bere il caffè numero tre

Tanto vale passare il controllo…

E qui inizia lo spogliarello…

Cintura, scarpe cappello

Spiccioli dalle tasche, collana e orologio

– Tablet o apparecchi elettronici?

Chiede il funzionario come in come una registrazione…

Non togli gli occhiali da sole…

Sotto metal detector ecco che suona

Ritenta sarai più fortunato

Svuota le tasche ancora una volta, togli gli occhiali…

forse nascondono qualche arma contundente…

meglio essere prudente…

La colpevole? È solo una monetina che si era incastrata nella tasca dei jeans

Passa lei… suona ancora

È solo per il controllo a campione

Ridacchia… dopo il ventesimo volo é la ventesima volta…

che sia una persecuzione?

Non è ancora in pista…

Potrebbe avere però l’aria da terrorista…

Palmi in sù, palmi in giù. Sotto la maglietta mentre il tampone per il controllo della polvere da sparo

Ignaro

Compie il suo dovere ingrato

– Tutto a posto grazie

E ora via verso il Gate 38 controllando ancora un paio di volte i monitor per esser sicuri di non sbagliare

Manca un’ora e mezza all’imbarco ma una svista ci potrebbe stare…

Rifocilli il tuo corpo, è più o meno l’ora di pranzo

Il Gate 38 è difronte…

affollato…

Inutile far la fila e restar affamato…

c’è tempo…

Si può anche salire per ultimi.

Dov’è l’area fumatori?

Ora non si può più andar fuori…

Ah sì poco più in là…

Il Gate resta a portata d’occhio e poi lei non fuma resterà fuori di vedetta

Una bella intossicata nel gabbiotto tre metri per due

Capienza sei persone, ogni poro può fumare con te.

– Altoparlante

“Il volo Alitalia Nr… per Milano Linate è stato spostato al Gate 20”

“Fly Alitalia Nr… to Milan Linate has been moved to Gate 20”

“I passeggeri… (nomi incomprensibili) sono attesi al Gate 35”

“Passengers … please to Gate 35”

“Il volo Ryanair Nr… per Palermo è stato spostato al Gate 35”

“Fly Ryanair Nr… to Palermo has been moved to Gate 35”

“Il signore e la signora Smith sono attesi per l’imbarco al Gate 26”

“Mr and Mrs Smith are waiting to Gate 26”

La fila al Gate 38 resta sempre la stessa

Finito di fumare seduti sulla panca…

Inizia un pò di stanca…

– Aspettiamo che sfolli un pò

Perchè avvicinarsi a controllare? Non serve prima o poi si svuoterà

– Noi non ci si muove di quà

Ore 15.10

– Possibile che ancora non salgano?

Avvicinandosi al Gate 38 ecco la sorpresa

la fila avanza…

ma… Ups!

Il diaplay ha cambiato direzione, compagnia, orario di partenza…

Come mai? Non è possibile

Uno sguardo in giro smarrito

Che ci sia stato un errore?

No impossibile era tutto sotto controllo

Da lontano ma sotto controllo eppure…

Ore 15.25

Arrendersi all’evidenza…

Il volo è partito con te senza…

Vola al banco della compagnia

Possibile che sia davvero andato via?

E gli annunci? Quelli degli altri voli son passati scanditi a più riprese…

Possibile che quello sia sfuggito alle orecchie tese?

– Così è e se vi pare ora la coincidenza non potete più pigliare!

Provare con un altro volo, un’altra compagnia…

– E giù palanche

direbbe mia zia…

ormai non resta che accettare la sconfitta e così sia…

Un altro giro tra i negozi aeroportuali

Un altro passaggio dal controllo

Anche quello…

Parte di nuovo lo spogliarello…

Questa volta non ti fai fregare…

Svuoti bene tutto facendo attenzione

E fortunatamente non si mette a suonare…

Ore 21.30 Terminal 1 Gate 28

Per esser sicuri di non sbagliare

Prima che il volo, come per magia…

passi anch’esso da un Gate ad un altro

e voli via…

Meglio accaparrarsi un monitor e lì sostare…

E finalmente dopo tanto patire

Eccoli pronti a partire.

Aeroporto di Madrid ore 23.20 atterraggio perfetto…

L’aeroporto addormentato fà un certo effetto…

E ora che fare?

La coincidenza si farà aspettare…

È tutto chiuso, perfino il distributore automatico si rifiuta di erogare…

Non resta che uscir fuori a fumare…

Non ci son voli di notte

Solo coloro che attendo di proseguire…

Ma dove poter dormire?

L’unico albergo nei dintorni è affollato, inutile provare a domandare…

Che resta da fare?

Dentro l’aeroporto con i muratori che lavorano alacremente…

ogni angolo è occupato da gente…

Gente che attende di partire…

E non sà dove andare a dormire…

Tra una sosta su un sediolino…

una passeggiata e finalmente un bar aperto con tavolino…

Provi a bere un orrendo cappuccino

Tirando avanti tentando di non mollare…

Si fà un altro controllo per poter entrare…

Ora non puoi più uscire a fumare…

Ormai è solo questione di ore, non ti resta che aspettare…

03.25

04.35

Forse alla fine una dormitina inconsapevole ci scappa pure

Son le 6 e finalmente la vita nel Gate riprende

Ennesimo cappuccino senza sapore…

Ma ormai è solo questione di ore…

Volare sulle nubi che sembrano ovatta sospesa…

E poi tutto ad un tratto

come per sorpresa…

Ecco un pò sobbalzante l’impatto…

Ore 8.55 ora locale atterraggio quasi perfetto…

Ora la vacanza può iniziare.

Laura

Gli abbracci aiutano a proteggere dai conflitti interpersonali


Abbracciami…
Ti Abbraccio…
Mi Abbracci…
Abbracciamoci…
Potrebbe sembrare un’assurda filastrocca, ma in realtà, non solo fà star bene chi riceve un abbraccio, ma anche chi lo dona ne ottiene un effetto positivo.

ORME SVELATE

Risultati immagini per hugs saatchi artSecondo uno studio pubblicato sulla rivista PLOS ONE della Carnegie Mellon University, ricevere abbracci può tamponare contro cambiamenti dell’umore associati al conflitto interpersonale. Gli individui che si impegnano più frequentemente nel contatto interpersonale godono di una migliore salute fisica e psicologica e di migliori relazioni. I teorici hanno proposto che il contatto interpersonale benefici il benessere aiutando a tamponare le deleterie conseguenze dello stress psicologico, e il tocco potrebbe essere uno strumento particolarmente efficace del conflitto interpersonale. Questa possibilità ha importanti implicazioni potenziali per la salute e il benessere perché i conflitti con gli altri sono associati a una vasta gamma di deleteri risultati psicologici e fisici. Tuttavia, la generalizzabilità delle ricerche passate su questo argomento è limitata perché gli studi si sono concentrati principalmente sul ruolo del contatto nelle relazioni romantiche. Nel nuovo studio, i ricercatori si sono concentrati sugli abbracci: un comportamento di supporto relativamente comune che le…

View original post 224 altre parole