Via col vento…


Spieghiamo le ali, e lasciamoci trasportare dal vento amico
una folata per spazzare via i brutti pensieri, un’altra per riempirci di energia…

Laura Parise

Amo il vento… la sua forza, la sua intesità

amo quanto mi scompiglia i capelli… sentire la testa leggera e spettinata senza per questo dovermi preoccupare di apparir disordinata

amo quando mi accarezza il volto… ora dolcemente, ora con più forza, a volte caldo come un raggio di sole, a volte gelido come la neve

amo la sensazione di libertà che ti dà… aprire le braccia e lasciarsi trasportare, sorvolare liberi su tutto e tutti…

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Se fosse possibile, delegare alla sua forza il compito di portar a destinazione le parole custodite nel cuore, i baci e le carezze che non hai potuto dare…

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… confidargli i pensieri più belli perchè li diffonda, e i più tristi perchè li disperda…

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che grande alleato sarebbe…

Anche voi amate il vento?

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Un giorno, tutto questo.


#COMUNICAZIONE

salonedellibro

In un’immagine dal titolo “Un giorno, tutto questo”, Manuele Fior ha illustrato il tema del Salone del libro 2018.

Un giorno, tutto questo… sarà bellissimo. Oppure: sarà in pericolo… o sarà perduto.

Un giorno, tutto questo… sarà il migliore dei mondi possibili. Oppure un giorno, tutto questo… sarà sotto minaccia, e dovremo difenderlo.

Un giorno, tutto questo… sarà il posto in cui noi o i nostri figli saremo felici di poter vivere.

Un giorno, tutto questo… che cosa ne sarà. Il futuro non è scritto, dipende da come gli andiamo incontro.

Cinque gli interrogativi attorno ai quali girerà il programma. 
Chi voglio essere? Perché mi serve un nemico? A chi appartiene il mondo? Dove mi portano spiritualità e scienza? Che cosa voglio dall’arte: libertà o rivoluzione?
“Sarà un’edizione prestigiosa quella in programma, che porterà sotto la Mole nomi importanti della letteratura e momenti di prestigio quali l’atteso annuncio del vincitore del Premio Strega” ha rivelato…

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Testa vuota


Zero ideee…

sarà il freddo che mi ha atrofizzato i neuroni,

sarà il periodo un pò così,

sarà che la mia mente al momento vaga senza una meta precisa,

sarà che vorrei tanto essere in letargo e risvegliarmi a primavera inoltrata,

sarà che vorrei trovarmi su una scogliera e lasciarmi accarezzare il volto dagli spruzzi dell’acqua salata,

cullare dal suono delle onde che s’infrangono ai miei piedi,

respirare a pieni polmoni l’odore del mare,

farmi abbracciare dal vento che mi scompiglia e aggroviglia i capelli,

provare quel senso di libertà che solo il mare sà dare tanto da liberare ancora di più la mente per ritrovare qualcosa con cui riempirla…

Chissà cosa sarà…

Fatto stà che mi sento la testa vuota.

Sarà il caso di preoccuparmi?

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Un saluto a tutti vi regalerò un reblog di un mio articolo che amo particolarmente…

Laura

Amare…


Amare… lasciarsi trasportare… ondeggiare come una barchetta tra le onde e l’ebbrezza del momento…
Amare è vivere
Laura

Laura Parise

In questo mondo che corre, 5177897971_a3744d1877_b-1024x675

che ingarbuglia tutte le carte,

che è egoista e superficiale,

che spesso non lascia spazio ai sentimenti

che deride i più deboli ed esalta i prepotenti

che ci costringe a vivere quelle regole dettate da chi forse non voleva riconoscere che abbiamo una vita soltanto, e che sarebbe giusto viverla davvero, godendone ogni attimo, assaporandone ogni sfaccettatura…

Amare…

Amare chi? Amare se stessi, amare il prossimo, amare la terra, amare la natura, amare il mondo…

Chi ha dettato le regole dell’amore?

Ma poi ci son davvero regole nell’amore?

Un cuore può amare tanto? Un altro meno? Ci sono infinite possibilità…

L’amore non ha età!

Il cuore non ha età!

Il cuore s’innamora,

non  conosce l’anagrafe,

non ha regole,

non ha limiti,

non conosce razza, sesso o religione,

non lo si può incatenare in stereotipi,

il cuore è libero, libero di innamorarsi senza chiedere il permesso…

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Che mondo sarebbe…


Ricordate voi che mi seguite da tempo quando dedicai un post alle giornate mondiali del…  tra le tante commemorazioni avevo annotato anche oggi, 5 Febbraio, la giornata mondiale della Nutella… il Nutella day

ed è proprio vero…

Che mondo sarebbe senza Nutella? 

Quante colazioni, merende, dessert a fine pasto o consolazioni ha accompagnato questa delizia nel corso della nostra vita?

Qualcuno potrebbe dire “un mondo di gente meno grassa”  a questa gente mi vien spontaneo rispondere: scusate, chi ha mai detto che si debba vedere il barattolo di Nutella come se fosse un bicchier d’acqua e farlo fuori tutto d’un fiato?

Si chiama crema spalmabile, non crema al cucchiaio!

Per cui evitiamo di demonizzare sempre tutto, e cominciamo a pensare che i primi a voleci far del male siamo proprio noi stessi, che non sappiamo adoperare la nostra intelligenza, dominare la nostra ingordigia, e ci lasciamo prendere dalla frenesia quando invece potremmo godere appieno della sua dolcezza e bontà senza strafare.

La conoscete la sua nascita?
Il primo prototipo NUTELLA® è avvenuto nel 1946 per ovviare alla scarsità di cacao dopo la Seconda Guerra Mondiale.
Pietro Ferrero, un pasticcere piemontese, usando l’ingegno provò a creare una pasta dolce con nocciole, zucchero e il poco cacao disponibile a quel tempo, dandole la forma di un panetto in modo da poterla tagliare e gustare su una fetta di pane, denominandolo “Giandujot. Il 14 maggio 1946 venne così fondata ufficialmente la ditta Ferrero. Fiore all’occhiello dell’ingegno culinario italico.
Nel 1951 il panetto “Giandujot” venne rivoluzionato e reso spalmabile, diventando “Sper Crema” l’antenato della nostra Nutella odierna.  Che però non soddisfava appieno il figlio di Pietro, e cosi prova dopo prova, nel 1964, Michele Ferrero, mise in atto il suo estro innovativo elaborando dapprima la ricetta finale e quindi ideando il nome con il quale in tutto il mondo è ancor oggi conosciuta. In molti hanno tentato d’imitarla, ma la Nutella è unica nel suo genere.

E dal 1965 in poi il classico barattolo che tutti abbiamo almeno una volta preso in mano.

Nutella-jarAnche se venduta e conosciuta in tutto il mondo l’unica che davvero rispetta il panetto di partenza con il suo gusto inconfondibile di nocciole è quella prodotta in Italia. E questo posso dirlo con cognizione di causa perchè, vivendo all’estero ho acquistato spesso la Nutella prodotta in altri paesi. La differenza di gusto, anche se impercettibilie la sento immediatamente, ma anche la consistenza a volte è differente… Non ho idea se dipenda dal fatto che ogni paese ha le sue regole e i suoi quantitativi di ingredienti pro Kg concessi nei preparati da introdurre in commercio, ma di sicuro quella che compro nei supermercati qui da me, ha un retrogusto molto più intenso di vaniglia che di nocciola.

Nel corso degli anni hanno inventato anche altre confezioni, barattoloni giganti, vaschette, bicchieri da collezionare e riutilizzare tutti i giorni, ma mai che abbiano pensato ad un contenitore che possa essere trasportato e utilizzato senza l’aiuto di coltello o spatolina… e questa è la proprosta che mio marito da anni vorrebbe proporre alla Ferrero, ma che… probabilmente non verrà mai presa in considerazione.
tubretAbbiate pietà del mio disegno, non sono una grafica e mi son arraggiata alla bell’e meglio, ma che ne pensate di un bel tubetto di Nutella, plastica morbida e quindi facile da spremere come il dentifricio, ma da poter portare magari in ufficio invece di tenere il barattolo nel cassetto?  Commenti please… 😉
Per quanto riguarda invece le ricette, ne ho lette e porovate e bizzeffe… basterebbe lasciarsi trasportare dalla fantasia… anche se una volta mi son  lasciata tentare da una alcquanto strana che proponeva di condire gli spaghetti con la Nutella… ebbene amici scusate ma proprio questa non l’ho retta! Una vera schifezza! Non riesco proprio ad immaginare chi, l’abbia inventata e messa in giro trovandola deliziosa.
Detto questo… W la Nutella!
Laura

🍋Tiramisù semifreddo al limoncello 🍋


Ecco un altra chicca dalla mia cucina…

Ingredienti:

250 mascarpone

250 di panna da montare semigrassa

1 limone non trattato

1 bustina di zucchero vanigliato

1 rosso d’uovo

3 cucchiai colmi di zucchero

Biscotti savoiardi

1,5 dl di Crema di limoncello

Ho grattuggiato la buccia del limone e spremuto il succo. Ho sbattuto il rosso d’uovo con gli zuccheri e 2 cucchiai di succo di limone. Quando era ben spumoso l’ho cotto a bagnomaria come per lo zabaione fin quando al bordo della ciotola si son formate le bollicine. Messo a raffreddare in una ciotola colma di ghiaccio e mescolando di tanto in tanto per non far formare nessuna crosticina. Nella planetaria ho montato il mascarpone con la panna e la buccia di limone grattuggiata tenendone da parte un pochino per la decorazione finale. Ho quindi aggiunto alla panna e mascarpone la crema di uovo al limone. Ho mescolato il restante succo di limone con la crema di limoncello e 1 dl di acqua fredda. Ho foderato di pellicola uno stampo da plum cake. Ho bagnato i savoiardi dalla parte zuccherata nella bagna ottenuta. (Bagnate i biscotti in base al vostro gusto, io non li amo troppo inzuppati per questo li passo velocemente solo dalla parte zuccherata) Ho formato uno strato di biscotti, ricoperto con metà crema. Quindi un altro strato di biscotti e la restante crema. Livellato, spolverato con la buccia di limone rimasta e ricoperto con altra pellicola. E per finire’ho riposto in congelatore per almeno 6 ore prima di servirlo tagliato a fette.

Ottimo!!! 😍

Se amate i dessert freschi… provare per credere 😉

Laura