I guardiani del faro


La luna quella sera non rischiarava il cielo come al solito, faceva capolino di tanto in tanto tra una nubue e un’altra, una lieve brezza e il fruscio dell’acqua che tornava indietro nella risacca, riempiva la notte. Presto il tempo sarebbe cambiato, lo sapevano, ma non importava loro.

Camminando mano nella mano avevano passeggiato sulla riva scambiandosi ogni pochi passi un lungo bacio appassionato sorridendosi e scrutando i visi attraverso le ombre create dalla notte. Erano ancora del tutto increduli, sembrava loro di vivere in un sogno, quel sogno che avevano a lungo accarezzato, ma che spesso sembrava sfuggir loro di mano, allontantarsi e diventare una mera chimera. Essere lì, finalmente insieme in quel momento… era tutto quello che avevano sempre desiderato.

Il vento si era alzato all’improvviso, aveva gonfiato le onde, e il mare cominciava ad agitarsi. Il rombo dell’acqua che sbatteva sulla scogliera diventava sempre più assordante. Spruzzi di acqua salmastra avevano raggiunto i loro volti che, tendosi stretti in un abbraccio, guardavano affascinati il potere della natura. Le acque in tempesta avevano un potere ipnotizzante, per loro era come una dolcissima melodia. Amavano quello spettacolo, come si amavano l’un l’altra. Erano due anime che avevano vagato a lungo attraverso le peripezie della vita, prima d’incontrarsi e riunirsi.

Risalirono su per la scogliera continuando a tenersi per mano, femandosi ancora di tanto in tanto per scambiarsi un sorriso, un bacio, incuranti del vento che aumentava la sua forza, scompigliava loro i capelli, e li avvolgeva con la sua potenza. “Ti amo” gli sussurò lei “Ti amoooo” gridò lui nel vento “E se il paradiso fosse un questo?” si chiese lui. Lei si rannicchiò tra le sue braccia, appoggiando il volto sul suo petto per ascoltare il tuonare potente del suo cuore. Non sapeva cosa quello fosse, ma per il momento per lei quello era il paradiso. Raggiunsero il punto in alto dove si trovava il loro rifugio, la loro casa, il loro nido d’amore. Era lontano dal mondo, era il loro mondo. Non avevano bisogno di altro, avevano tutto. Avevano il loro amore, avevano l’immensità del mare, avevano la libertà di vivere, respirare, sognare, ridere e gioire di quelle piccole cose che facevano di loro le persone più ricche del mondo.

Avrebbero dormito in cima al faro, facendo l’amore con il rumore del mare come sottofondo… loro i guardiani del faro!

 

Laura

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