Un libro assolutamente da leggere!


Al contrario di quanto faccio sempre, ovvero proporvi i miei libri, oggi voglio segnalarvi un libro che, non è un romanzo d’amore, un giallo o un thriller, ma una storia vera, toccante e in certi punti anche una denuncia. È l’autobiografia di una persona dalla nascita ad oggi, costellata di difficoltà e lotte.  Vi avevo già parlato non molto tempo fà di questa storia nel mio articolo Una vita in stand by qualcuno di voi mi aveva addirittura suggerito di scriverci un libro. Ebbene, il libro c’è! Il suo titolo “Il predestinato – una storia vera”

L’autore non se la sentiva di passare attraverso la trafila dell’editoria, prima che qualcuno accetti la tua proposta spesso passano mesi e mesi, mentre il suo più grande desiderio era quello di far emergere al più presto quanto ha da raccontare, e così si è lanciato nell’autopubblicazione. Certo, non sarà perfetto sotto tutti i punti di vista, editing, impaginazione, etc. etc. ma si può chiudere un’occhio in quanto la storia di per sè è già abbastanza forte.

Le prime pagine sono disponibili alla lettura di chiunque sia interessato, e se ha catturato la vostra attenzione, e spero che lo faccia immediatamente perchè è una storia per certi versi raccapricciante, che lascia l’amaro in bocca, e fà salire una certa dose di rabbia. Potrete acquistarlo qui sia in formato cartaceo che e-book.

L’autore, è il protagonista della storia, ha raccontato, coadiuvato dall’aiuto di una scrittrice, tutta la sua vita nei minimi dettagli, parlando a ruota libera della sua famiglia, della sua professione, delle persone che lo hanno circondato e che ancora lo circondano, della sua situazione e delle sue frustrazioni.

Vi lascio un riassunto di quanto andrete a leggere:

Il predestinato è un romanzo autobiografico.

Racconta la vita di un uomo nato in una terra dove la legalità è un’opinione che ognuno regola a modo suo, dove non esistono regole se non quelle dettate dalla camorra, e dai malviventi, dove per poter sopravvivere bisogna essere scaltri, furbi ed intelligenti allo stesso tempo, e che se credi fermamente nella giustizia sei un perdente, perché tutti proveranno in ogni modo a sottometterti e ad imbrogliarti in base ai propri interessi. Figlio della seconda donna d’onore d’Italia, Antonio, dopo aver lottato già dalla tenera età per sopravvivere per un tozzo di pane che gli veniva negato perfino dal proprio padre, non si è mai arreso alla malavita, ci ha vissuto ai margini, e non è mai sceso a compromessi con nessuno. Può tranquillamente guardarsi allo specchio senza provare vergogna per come ha vissuto. Per poter ritrovare in parte la sua pace interiore già in tenera età si vedeva costretto la notte a scappare di casa e trovare rifugio nel cimitero del suo paese, dove finalmente, lontano da casa e dal proprio letto riusciva a riposare e dormire. Ha perso tante persone care, visto cose orribili, amici, lungo il percorso della sua vita, morire come mosche, e tentando di non fare la loro stessa fine, giunto all’età di vent’anni si è arruolato divenendo parte integrante di un reparto speciale che agiva in incognito spostandosi in varie regioni italiane. Ha girato varie carceri Italiane ma soprattutto ha prestato il suo servizio nella sua terra d’origine, la Campania. Ha rischiato più e più volte la vita in nome di quella giustizia in cui lui credeva ciecamente, nonostante spesso e volentieri si sia posto il dubbio che esista davvero una giustizia in Italia, una giustizia che sia super partes. Ha combattuto contro i mulini a vento per la verità e la giustizia patendone sulla propria pelle le conseguenze. Ha conosciuto personalmente i peggiori mafiosi e camorristi d’Italia a partire da Riina a Nuvoletta, e si è reso conto personalmente che costoro erano soltanto dei burattini in mano a poteri molto più forti e occulti. Allontanato dal suo lavoro, messo precocemente in pensione perché i suoi servigi e le sue idee non erano graditi ai piani alti, ha tentato di riorganizzare il sistema penitenziario, e cercato di far valere non solo i diritti dei secondini ma anche dei carcerati facendo parte prima del sindacato della polizia penitenziaria, e poi in secondo luogo, quando, vistosi con le mani legate, istituì un sindacato di sana pianta che si è espanso a livello nazionale. Intralciato ovviamente dai poteri forti degli altri sindacati si è visto costretto a gettare la spugna. Con una famiglia sulle spalle che ha patito sempre la mancanza della sua presenza, una madre forte e coraggiosa che gli è sempre stata accanto, ha tentato di riprendere in mano la sua vita e si è fidato di una persona che tutto era tranne che affidabile. Nel tentativo di dare un futuro dignitoso ai suoi figli e creare per loro un’attività onesta e lucrativa che avrebbe potuto renderli indipendenti, ha giocato la carta della società con chi si è poi rivelato essere un truffatore in tutti i sensi. Dopo avergli spillato fior fior di quattrini in una società che tutto era tranne che quello dichiarato, una volta che Antonio reagì per ottenere legalmente indietro i suoi averi, è iniziato il suo calvario fra denunce, giudici, avvocati e politici corrotti, che lo hanno visto passare da accusatore ad accusato. Ha affrontato processi, indagini sulla sua persona, spese considerevoli per dimostrare la sua innocenza in fatti che gli venivano imputati soltanto per nascondere le proprie malefatte. Si è ritrovato con in mano due sentenze civili e una penale a proprio favore emesse da diudici onesti e corretti, per poi vedersele ribaltare da un altro che non ha assolutamente fatto il suo dovere, ma anzi ha travisato i fatti, e si è lasciato corrompere dalla controparte. Ha avuto a che fare con personaggi di spicco che miravano solo ai suoi soldi e non a far giustizia. Ha rischiato più volte la vita, e per garantire la sicurezza ai suoi figli è stato costretto a farli emigrare. Ha perso la famiglia, si è separato dalla moglie, allontanato i figli, e visto sparire pian piano tutti quelli che gli dichiaravano la propria amicizia, mentre nel frattempo ha dilapidato un patrimonio costruito con il sudore e il sangue suo e di sua madre, solo per difendersi da accuse false e infamanti. Adesso attende l’ultimo atto di questa assurda vicenda, con la speranza di mettere la parola fine a questa tragedia che lo ha segnato profondamente

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