Natale, tempo di regali


Liberi di Essere

Mancano pochi giorni all’inizio della lunga maratona delle festività natalizie e come tutti gli anni, molta gente comincerà a porsi la fatidica domanda: Che cosa posso regalare per Natale?

doni di nataleLa grande varietà di generi acquistabili potrebbe dare una veloce risposta alla suddetta domanda. Possiamo puntare l’occhio sulle tecnologie (telefonini, ipod, radioline, ecc.) oppure cimentarci sulla ricerca del capo d’abbigliamento più adatto alla persona alla quale intendiamo regalarlo, una collana di libri magari a tema, una seduta terapeutica presso un centro benessere, ma possiamo anche buttarci nella mischia degli oggetti preziosi ed essere certi del risultato.

Purtroppo, per colpa dei tempi in cui viviamo, le risorse di denaro disponibili dimezzano di molto le nostre facoltà di spesa e siamo costretti a ridimensionare le nostre pretese. Ecco allora che l’ingegno potrebbe venirci incontro e garantirci la possibilità di fare regalini divertenti e perché no, anche utili…

oppure fare un giro per quella…

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Il misterioso destino…


C’è chi dice che siamo nati con il nostro destino… che è già scritto da qualche parte…

Chi invece, che ognuno è padrone del proprio destino e che lo influenza con le proprie scelte…

Ma quale delle due affermazioni può essere la più corretta??

Ognuno di noi è libero di interpretare a suo piacimento, a sua discrezione, a suo volere.

Se lo fosse la prima sarebbe un pò come se noi fossimo stati programmati in tutte le nostre azioni, i nostri sentimenti, i nostri sogni. Come un libro già scritto, che ha solo bisogno di essere sfogliato.

 
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In questo caso allora preferirei molto di più questa citazione qui a fianco, perchè se fosse davvero tutto scritto dal giorno della nostra nascita, in quel caso non avremmo mai la possiblità di una scelta che sia davvero nostra.

 

 

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Certo, se così fosse si perderebbe tutto il romanticismo e quel pizzico di speranza che spesso ci fà andare avanti a dispetto di tutto. Quando disperati cerchiamo un appiglio un qualcosa che ci dia la possiblità di andare avanti la prima cosa a cui pensiamo è proprio quella frase li…

 

Ma cosa voleva dirci il destino? Perchè ha messo sulla nostra strada quella persona, quella situazione, quell’avvenimento? Belle domande! Alle quali non ho davvero risposta.

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Scegliamo noi quale delle due strade percorrere, siamo noi gli artefici del nostro destino, di quello che sarà nella nostra vita. In base alle nostre decisioni plasmiamo il nostro futuro.

 

Ci potranno tempestare di consigli, ci sarà chi camminerà al nostro fianco appoggiando le nostre scelte, e chi proverà in tutti i modi a farci desistere, ma alla fine sarà come sempre la nostra testa e il nostro cuore a decidere per noi.

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Ognuno dovrebbe essere artefice del proprio destino, non viver mai di rimpianti ed avere sempre il coraggio di buttarsi nella mischia.

 

Facile a dirsi… il difficile è riuscire a metterlo in atto giorno dopo giorno.

 

 

 

 

 

 

 

Via col vento…


Amo il vento… la sua forza, la sua intesità

amo quanto mi scompiglia i capelli… sentire la testa leggera e spettinata senza per questo dovermi preoccupare di apparir disordinata

amo quando mi accarezza il volto… ora dolcemente, ora con più forza, a volte caldo come un raggio di sole, a volte gelido come la neve

amo la sensazione di libertà che ti dà… aprire le braccia e lasciarsi trasportare, sorvolare liberi su tutto e tutti…

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Se fosse possibile, delegare alla sua forza il compito di portar a destinazione le parole custodite nel cuore, i baci e le carezze che non hai potuto dare…

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… confidargli i pensieri più belli perchè li diffonda, e i più tristi perchè li disperda…

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che grande alleato sarebbe…

 

Anche voi amate il vento?

Laura

 

 

La cena…


Aveva pianificato quella cena da oltre un mese,  c’era voluto del tempo affinchè trovasse il coraggio di spedirle l’invito… poi un giorno aveva deciso di andare contro la sua natura, decisa la data, l’ora e il ristorante scrisse il tutto su di un biglietto, aggiungendo che lui ci sarebbe stato, ma che lei non avrebbe dovuto necessariamente rispondergli per confermare, avrebbe atteso di esser stupito da lei. Mancavano quattro settimane esatte alla data prescelta, non era un tipo images-1.jpg.jpgimpaziente, avrebbe aspettato  con calma, sognando ogni notte quel momento quando, finalmente lei seduta difronte gli avesse riscaldato il cuore con il suo meraviglioso sorriso. Nell’attesa e nei suoi sogni, si lasciava andare alla deriva nel suo sguardo perdendosi in quel mare azzurro che erano le sue iridi, le prendeva la mano attraverso il tavolino per trasferirle il calore che sentiva bruciargli dentro. Come un ubriaco, al solo pensiero di perdersi con lei, sentiva scorrere il sangue nelle vene e pulsargli in tutto il corpo. Aveva paura, un terrore folle che lei non provasse i suoi stessi sentimenti, che per lei tutto fosse finito da tempo, che fosse stato solo un attimo di sbandamento, quegli attimi che capitano quando si abbassa non volendo la guardia. Alcuni segnali c’erano stati, specialmente quando lei evitava di rispondere ai suoi messaggi, o aveva trovato mille spiegazioni per declinare i precedenti inviti. All’inizio gli erano sembrati solo pretesti e aveva insistito per sapere se lei avrebbe mai accettato di incontrarlo. “si, certo! ma ora proprio non posso” gli aveva risposto lasciandogli una speranza accesa nel cuore. E ora lui quella speranza voleva a tutti i costi tradurla in realtà. Non gli erano bastati quei pochi attimi, quel saluto di corsa durante un’incontro casuale. Sapeva che lei a volte abbassava la guardia, che il muro che aveva eretto intorno a se stessa a volte si assottigliava. Ne aveva avute conferme quando si erano sentiti per telefono e lei dolcemente gli aveva sussurrato “non dimentico nulla di quel che è accaduto…” o la lunga pausa silenziosa rotta solo dal suo respiro quando lui le aveva detto “mi manchi” e lei non aveva avuto il coraggio di replicare. Le aveva dato tempo per riflettere su quell’invito, ma d’altra parte gli altri, quelli senza preavviso non avevano attecchito. Chissà forse questa volta…

Negli ultimi giorni si era preparato ad una grossa delusione, si era autoconvinto che se avesse pensato al peggio invece di vivere con la speranza che il suo sogno si avverasse, avrebbe sofferto di meno in caso lei lo avesse rifiutato. Aveva continuato a ripetersi come un mantra, “lei non verrà… lei non verrà…” anche se in un angolino del suo cuore continuava a sperare di vederla arrivare in lontananza come un raggio di sole in una giornata uggiosa. Fino all’ultimo aveva temuto di ricevere un qualche messaggio del tipo “mi spiace ma non posso venire” ma che per lo meno gli evitasse di fare la figura dello sciocco seduto ad un tavolo in attesa di chi non si presenterà. Voleva credere con tutte le sue forze che non sarebbe stata stronza fino a quel punto.

Il giorno era arrivato, non si sentiva nervoso, e neppure in trepidante attesa. Il suo silenzio lo faceva ben sperare. Arrivato davanti al ristorante era indeciso se entrare o attendere fuori il suo arrivo. Decise di entrare. La cameriera gentilissima lo fece accomodare al tavolo da lui riservato nella saletta. La stanza era vuota, c’erano cinque tavoli apparecchiati, ma non erano occupati da nessuno. Questo particolare lo rallegrò ulteriormente, avrebbero avuto ancora più tranquillità. Nell’attesa ordinò da bere. I minuti trascorrevano lenti, ma erano solo cinque minuti di ritardo, ci poteva stare… dopo dieci minuti lo stomaco aveva iniziato contorcersi, sentiva l’ansia accrescere dentro di se… un quarto d’ora dopo la cameriera si era affacciata “tutto bene signore?” lui aveva sorriso, un sorriso di circostanza e annuito. Cominiciava a sentirsi in imbarazzo. Non sapeva bene cosa fare. Ma no, non avrebbe provato a telefonarle per sapere che fine aveva fatto. Ancora qualche minuto e la cameriera si sarebbe riaffacciata…

Cominciarono a passargli per la mente tutte le volte che lei aveva evitato di dargli risposte alle sue precise domande, e quando dopo le sue insistenze gli aveva scritto “al momento sono troppo presa da mille cose confido nella tua comprensione” oppure  “lavoro tantissimo e devo occuparmi della mia famiglia” e non aveva aggiunto altro. Lui all’inizio l’aveva preso come l’ennesimo messaggio in cui lei si scusava per non aver tempo, ma ora assumeva tutto un altro aspetto, adesso quel messaggio gli arrivava chiaro “tu non fai parte della mia vita, ho altre cose molto più importanti di te”images

La cameriera fece ancora una volta capolino mentre lui continuava a guardare insistentemente il cellulare in attesa che si materializzasse da un momento all’altro un suo messaggio. La ragazza aveva un’aria piuttosto imbarazzata quando lui alzò lo sguardo dal display. Reagì nell’unica maniera possibile. Diede un’altro sguardo al cellulare  “ho appena ricevuto la notizia che il mio ospite non potrà arrivare” fece un sorrisino e proseguì facendo l’ordinazione per se stesso. La ragazza lo guardò ancora una volta con aria molto comprensiva, come se avesse già vissuto tante altre volte circostanze simili. Gli regalò il suo miglior sorriso e gli chiese se avesse preferito cambiare tavolo e spostarsi nel salone. Ringraziò e fece cenno di no con la testa, preferiva restare da solo e continuare ad osservare quel posto vuoto difronte a lui, piuttosto che spostarsi e mettersi in mostra davanti a tutti gli altri avventori. Il cibo, che probabilmente era squisito, a lui parve come cartone, insapore e inodore, si costrinse a mandare giù quanto ordinato, non perchè avesse realmente bisogno di mangiare, ma perchè doveva far qualcosa per calmare quelle sensazioni terribili che sentiva crescergli dentro. Delusione, rabbia, dolore fisico. Credeva di sentirsi preparato ad una botta simile invece… vedeva tutto il suo castello di sogni infrangersi come un castello di carte dopo una folata di vento. Tutte le sue speranze andare in frantumi come un bicchiere di cristallo scagliato contro la parete. Non poteva non fare niente, doveva in qualche modo reagire, ma come??

Nell’unica maniera che il suo orgoglio ferito gli suggeriva “non credevo fossi stronza fino a questo punto! Lasciarmi qui ad attenderti invano, e fare la figura dello stupido davanti a tutto il ristorante! Credevo che almeno tra di noi ci fosse un pochino di amicizia, e che questa volta avresti avuto il coraggio di rifiutare il mio invito dicendomi chiaramente cosa pensi. Ma forse sei solo frigida. Vaffanculo” la risposta gli arrivò immediatamente “lascia perdere che è meglio” cosa voleva dire con quella risposta? “perchè dovrei lasciar perdere?” e lei da un qualche posto che non era certamente difronte a lui gli rispose “hai letto quanto mi hai appena scritto?” non credeva ai suoi occhi, quasi quasi sembrava che lei fosse dalla parte della ragione “certo che l’ho letto quanto ti ho appena scritto… e come mai ora tutto ad un tratto ti decidi a rispondermi?” non ricevette più alcuna risposta, ma soltanto l’avviso che quell’utente aveva bloccato il suo numero. Sentì un ulteriore pugno nello stomaco, un’altra pugnalata al cuore. Ancora una volta lei non aveva avuto il coraggio di confrontarsi con lui e aveva preferito ereggere un muro di protezione contro i suo stessi sentimenti.

per Natale… passa in libreria!


Manca un mese a Natale…

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alzi la mano chi di voi in questo periodo ha già pronti tutti i regali.

Sarete ben pochi… io non lo son di certo! Però mi permetto di darvi un piccolo consiglio…

Al posto dei soliti regali che puntualmente vengono reciclati, potrebbe essere un’ottima idea regalare un libro! Certo sembrerà che io tiri l’acqua al mio mulino… ovvio! downloadMa per lo meno prima di riciclarlo, verrà letto… io ad esempio non mi stacco volentieri dai miei libri, amo conservarli nella libreria, ogni tanto alzo gli occhi verso di loro e li contemplo come se mi potessero dire qualcosa… e loro son lì con le loro storie pronti ad accogliermi e farmi compagnia. Li presto abbastanza volentieri, ma come detto già in altra occasione, devono poi tornarmi indietro. E se ho ricevuto un libro in dono, lo tengo ancora con più cura perchè mi ricorda la persona e il fatto che abbia scelto per me un regalo che sapeva mi avrebbe resa felice.

Ecco, son andata fuori confine, 🙂  devo ritornare all’idea di partenza… parlavo appunto di regalare un libro… e magari coloro che han sempre pensato, “devo acquistarlo perchè m’intriga… vorrei leggero” e non l’ha ancora fatto… potrebbe prendere in cosiderazione l’idea di acquistarne una copia per se e, perchè no? qualcuna anche per stickers-natale-pallina_pid_400_1_miniamici e parenti. Da buona genovese, posso farvi notare che così facendo, risparmiereste perfino un bel pò di soldini sulle spese di spedizione… un ordine, tanti libri e un solo costo per la commissione. Geniale no?  🙂

Consiglio di regalar libri perchè la lettura è come un viaggio all’interno di un mondo fantastico, aiuta ad aumentare la conoscenza e a nutrire la nostra mente rendendoci liberi. 7dfce23fb754815cd7df73711d362715Si lo sò son frasi fatte, che avrete già letto chissà quante volte, ma avete mai provato la sensazione di benessere che si prova quando aprite un libro e vi immergete nella lettura estraniandovi da tutto quello che vi circonda e lasciando per un pò problemi e preoccupazioni accantonati in un angolino? È bellissimo!!

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4-you only the best

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E se proprio non potete far a meno della tecnologia e volete regalare a tutti i costi dei Kindle… beh, almeno caricateci sù i miei due romanzi  “Il calcio… passione anche al femminile” e “Unrequited love” kindhttps://www.amazon.it/Il-calcio-passione-anche-femminile-ebook/dp/B01M2Y64X6/ref=sr_1_2?ie=UTF8&qid=1480001129&sr=8-2&keywords=laura+parise+libri

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Scrivo per…


Scrivo per liberare la mente da 1000 pensieri…

ci sono tante cose che frullano nella testa, e a volte per riuscire a tenerle a bada, basta mettersi davanti ad una tastiera e lasciar correre le dita sulle lettere, inaspettatamente escon fuori idee, pensieri, piccole storie…

Scrivo per dar voce al cuore…

il cuore non ha voce, o meglio non è udibile alle orecchie altrui, ma dentro di noi fà sempre grandissimi discorsi. Spesso ci segna la strada da perseguire, e ancora più spesso combatte con la mente per ottenere un successo che razionalmente non gli concederemmo mai. E allora se inizi a scrivere lasciando uscire tutte le parole che tieni racchiuse dentro metterai su carta tutte quelle sensazioni, quei sentimenti che probabilmente dalla bocca non faresti mai uscire…

Scrivo per dar vita ai miei sogni…

quanti sogni ci sono in ognuno di noi… tantissimi, piccoli, grandi, romantici, venali… alcuni forse irrealizzabili, altri talmente importanti che ci portano a sacrificarci, rischiare, combattere pur di realizzarli. A volte per concretizzarli ci occorre scrivere di loro, per renderli reali non soltanto nella nostra mente, ma per condividerli e far si che siano concreti.

L’isola felice


Non deve necessariamente essere un paradiso sabbioso, circondato da acque cristalline all’ombra di una palma.

Ci son mille modi per crearsi la propria “isola felice”… potrebbe essere in un posto qualsiasi, in compagnia di una persona speciale, facendo quello che più ci appassiona…

Ognuno di noi ha la sua isola felice, solo che a volte non se ne accorge, o forse se ne rende conto quando ormai è troppo tardi e non ha modo di tornare indietro.

La mia isola felice?

Che gioia!!


felice

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4-you only the best

L’amore è…


Imprevedibile… arriva quando meno te lo aspetti e non ti chiede il permesso

Incontrollabile… non puoi controllare i sentimenti del tuo cuore

Inarrestabile… non puoi fermare il corso di questo sentimento

Immenso… l’amore non ha confini

Insaziabile… non si accontenta di poco, quando arriva vuole tutto

Incoscente… non guarda in faccia nessuno e se ne frega delle conseguenze

Irrinunciabile… non si può vivere senza amare ed essere amati

Indimenticabile… durasse una vita, o anche solo pochi istanti, non si può dimenticare

….

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Il buio


È al buio che tutto ti appare infinito… è guardando nella notte che cerchi quello sguardo che ti illumina la vita… Tu gli appartieni e lui appartiene a te, anche se lontani, anche se divisi ci sarà sempre un filo invisibile che vi terrà uniti.

Durante la notte, quando il buio ti avvolge nel suo abbraccio, è lì, è allora che riaffiorano i ricordi… Ricordi belli, ricordi di risate, di gioia e follia, di attimi vissuti come se non ci fosse un domani. E vorresti poterli acchiappare, stringerli a te, riviverli ancora. Ma è come voler catturare il vento, chiudi il pugno, lo stringi forte, ma… non hai niente in mano, non ti è rimasto nulla.

Poi appoggi una mano sul petto, e senti il cuore che ti batte forte dentro, il ritmico pulsare del sangue nelle vene, e sai che non puoi fuggire da tutto quello che hai dentro, non puoi strapparti i sentimenti come stracceresti una foto, una pagina da un diario. Perchè son potenti quei sentimenti, son entrati in te piano piano in punta di piedi, si son appropriati  prima della tua mente e poi di ogni singola cellula del tuo cuore, piano piano, dolcemente, con un sorriso, uno sguardo, un sospiro… hanno messo radici e lì resteranno per sempre. Chiuderai gli occhi, e quegli occhi profondi ed espressivi saranno lì, ti fisseranno. È nel profondo del suo sguardo che scoprirai tutto il sentimento racchiuso nel suo cuore. Solo tu, lo potrai leggere, perchè non avrete bisogno di parlare per capirvi, tra di voi le parole saranno inutili. Riderete indieme, padroni del mondo e del vostro domani, persi nel vostro mondo, forse un pò folli, ma tanto innamorati.

Dovrebbe essere possibile fermare l’attimo in cui gli sguardi s’incontrano, i corpi si avvicinano, i brividi corrono sotto pelle… e poi le labbra si trasformano in un sorriso prima di unirsi in un tenerissimo bacio.